{"id":3940,"date":"2006-12-18T00:00:00","date_gmt":"2006-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-e-il-semestre-di-presidenza-tedesco\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:08","slug":"litalia-e-il-semestre-di-presidenza-tedesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/12\/litalia-e-il-semestre-di-presidenza-tedesco\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e il semestre di Presidenza tedesco"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia e la Germania, membri fondatori dell\u2019Unione Europea, sono da 50 anni sulla breccia dell\u2019integrazione europea. Credono nell\u2019Europa come progetto politico unitario, vogliono che progredisca, condividono una responsabilit\u00e0 comune nel sostenerne l\u2019avanzamento. Un vasto fronte d\u2019insoddisfazione attraversa l\u2019Europa. Lo troviamo riflesso nelle inquietudini per la globalizzazione, nei dati insufficienti della crescita economica, nello scarso dinamismo della ricerca europea, nella complessit\u00e0 crescente dell\u2019immigrazione, nell\u2019insicurezza dell\u2019accesso alle fonti di energia, nei rischi che pesano sull\u2019ambiente e sul clima, nelle svariate cause d\u2019instabilit\u00e0 sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Europa ha al suo attivo dei successi senza precedenti nella sua storia, dall\u2019abolizione delle frontiere all\u2019introduzione della moneta unica; ma essi sono insufficienti di fronte alle responsabilit\u00e0 e ai compiti che l\u2019attendono.<\/p>\n<p>La Presidenza tedesca dell\u2019Unione Europea arriva dopo anni difficili per l\u2019Europa: anni di turbamenti e di interrogativi. Pesa su ogni altra positiva considerazione il rammarico per il blocco intervenuto nell\u2019approvazione del Trattato costituzionale a seguito dell\u2019esito negativo dei due referendum in Francia e nei Paesi Bassi; pesa la consapevolezza degli ostacoli ancora da rimuovere, malgrado la ratifica di 18 Stati, per arrivare all\u2019obiettivo che certamente \u00e8 in cima all\u2019agenda politica di Germania e Italia, di regole certe e quindi operative prima delle elezioni per il Parlamento Europeo previste per il giugno del 2009; pesa il dubbio che anche questa scadenza possa diventare sfuggente se si vuole mantenere a ogni costo l\u2019unanimit\u00e0 fra gli Stati membri.<\/p>\n<p>Ecco un primo e fondamentale aspetto dove l\u2019Italia pu\u00f2 sostenere a fondo la Presidenza tedesca: mantenere inalterata la sostanza politica del Trattato, modificando solo lo stretto necessario e contrastando ogni tendenza a snaturare il testo; impegnarsi a fondo perch\u00e9 esso entri in vigore prima delle elezioni per il Parlamento Europeo.<\/p>\n<p>Il compito della Presidenza \u00e8 difficile. Tuttavia, con il sostegno dei Paesi affini, non dovrebbe essere impossibile riuscire a traghettare, oltre le elezioni francesi e il semestre comunitario della Germania, un piano d\u2019azione che sia vincolante per le successive Presidenze e che affronti con decisione anche il tema delle ratifiche.<\/p>\n<p>La Costituzione non esaurisce di certo gli adempimenti della Presidenza. Vi sono altri temi all\u2019ordine del giorno che vedranno l\u2019Italia in posizione di responsabile fiancheggiamento. Di fronte alle sfide del mercato globale, \u00e8 necessario concentrare gli sforzi su strategie comuni volte a completare la transizione verso un sistema manifatturiero che sappia fare dell\u2019innovazione il principale fattore di competitivit\u00e0; una politica di sicurezza energetica che associ la componente euro-mediterranea al rapporto con la Russia e gli altri Paesi ai nostri confini orientali; la ricerca di un consenso europeo in materia di prevenzione dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Sotto il profilo della sicurezza interna, siamo chiamati ad affrontare in unit\u00e0 d\u2019intenti il contrasto del terrorismo e della criminalit\u00e0 transnazionale, l\u2019integrazione delle comunit\u00e0 residenti, il controllo dei flussi d\u2019immigrazione illegale.<\/p>\n<p>Per promuovere stabilit\u00e0 e sicurezza al suo esterno, \u00e8 inoltre essenziale che l\u2019Unione Europea svolga un\u2019azione pi\u00f9 incisiva sulla scena mondiale. Lo scatto d\u2019orgoglio che ha portato l\u2019Europa a impegnarsi nel Libano ha ridato ossigeno allo spirito europeo; ci vuole per\u00f2 ben altro. Senza una politica estera e di difesa, l\u2019Unione Europea non riuscir\u00e0 a contribuire efficacemente alla risoluzione dei conflitti \u2013 in primo luogo nel Medio Oriente \u2013, a soddisfare le attese dei cittadini e di larga parte della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Dobbiamo per\u00f2 avere il coraggio della chiarezza e della franchezza. La Germania sa per prima che il progetto politico europeo pu\u00f2 avanzare solo se sorretto da istituzioni autorevoli, efficaci, trasparenti. L\u2019appoggio deciso e convinto dell\u2019Italia sottolineato in maniera cos\u00ec netta dal Presidente Prodi al Cancelliere Merkel nel corso del recente incontro di Milano, non mancher\u00e0 di avere anche un valore di stimolo, fungendo da catalizzatore nei confronti di altri Paesi. \u00c8 illusorio darsi degli orizzonti temporali che vadano oltre il 2009. Questo \u00e8 il momento dell\u2019impegno e dei risultati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia e la Germania, membri fondatori dell\u2019Unione Europea, sono da 50 anni sulla breccia dell\u2019integrazione europea. Credono nell\u2019Europa come progetto politico unitario, vogliono che progredisca, condividono una responsabilit\u00e0 comune nel sostenerne l\u2019avanzamento. Un vasto fronte d\u2019insoddisfazione attraversa l\u2019Europa. 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