{"id":3950,"date":"2006-12-18T00:00:00","date_gmt":"2006-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rapporti-piu-stretti-con-i-vicini\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:09","slug":"rapporti-piu-stretti-con-i-vicini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/12\/rapporti-piu-stretti-con-i-vicini\/","title":{"rendered":"Rapporti pi\u00f9 stretti con i vicini"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 politica estera e meno allargamento: si potrebbero riassumere cos\u00ec le proposte che la Commissione europea ha formulato il 4 dicembre per rivedere strategia e strumenti da impiegare nelle relazioni con i paesi vicini, sia quelli dell\u2019Est e del Caucaso, che facevano parte dell\u2019Unione Sovietica, sia quelli che si affacciano sulle sponde meridionale e sud-orientale del Mediterraneo.<\/p>\n<p><b>La Politica europea di vicinato <\/b><br \/>All\u2019indomani del grande allargamento a est del 2004, l\u2019Unione europea aveva lanciato la Politica europea di vicinato (Pev), un\u2019iniziativa tesa alla creazione di un\u2019area di stabilit\u00e0 e di prosperit\u00e0 al di l\u00e0 dei confini orientali e meridionali dell\u2019Unione. Con questa politica l\u2019Ue si proponeva di quadrare il cerchio rispetto a due esigenze potenzialmente contraddittorie: sviluppare le relazioni con questi paesi vicini ed evitare di allargare indefinitamente l\u2019Unione europea per scongiurare la possibilit\u00e0 di un \u201cannacquamento del processo di integrazione europea\u201d, come disse Prodi, allora Presidente della Commissione. <\/p>\n<p>Il ragionamento a sostegno della Politica di vicinato era dunque il seguente: nell\u2019attesa che l\u2019Europa si doti delle riforme necessarie a far funzionare le sue istituzioni e che venga affrontata la <i>vexata quaestio<\/i> dei confini esterni, \u00e8 necessario non creare nuove linee divisorie tra i nuovi paesi entrati e i nuovi vicini, esclusi dalla possibilit\u00e0 di influire sulle decisioni di Bruxelles e dall\u2019accesso al mercato unico e ai fondi strutturali. <\/p>\n<p>Specificamente, attraverso la Pev, l\u2019Unione europea si proponeva di incentivare l\u2019attuazione delle riforme politiche e socio-economiche nei paesi vicini, per renderli pi\u00f9 \u201ceuropei\u201d, cio\u00e8 paesi democratici, rispettosi dei diritti umani e dello Stato di diritto con economie di mercato funzionanti ed aperte agli scambi con l\u2019Ue. <\/p>\n<p>In cambio delle riforme, Bruxelles prometteva la graduale apertura del proprio mercato unico e l\u2019incremento della cooperazione e dei fondi destinati a questi paesi, secondo il meccanismo della condizionalit\u00e0 politica, che era stato alla base dell\u2019allargamento. La differenza era che in questo caso il beneficio finale promesso non era l\u2019adesione all\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Insomma, la Pev era s\u00ec un\u2019iniziativa politica nuova, ma attuata con strumenti e procedure vecchi, cio\u00e8 quelli dell\u2019allargamento. Mancava di una visione pi\u00f9 strategica e geopolitica, alla quale cercava di supplire con l\u2019allargamento, come alcuni studi (<a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/articles\/lippert.pdf\" target= \"blank\"><b><u> 1<\/u><\/b><\/a> e  <a href= \"http:\/\/www.eu-consent.net\/library\/Deliverables\/D40.pdf\" target= \"blank\"><b><u> 2<\/u><\/b><\/a>) hanno giustamente messo in rilievo.<\/p>\n<p><b>Novit\u00e0 significative<\/b><br \/>Per questo motivo la nuova proposta della Commissione, che sar\u00e0 sottoposta all\u2019approvazione del Consiglio, va nel verso giusto. La Commissione si \u00e8 resa conto dei limiti di un approccio che ripropone la strategia e gli strumenti dell\u2019allargamento, escludendo per\u00f2 nei fatti l\u2019adesione dei paesi vicini. Tra i punti pi\u00f9 importanti della nuova proposta c\u2019\u00e8 senz\u2019altro il potenziamento dell\u2019utilizzo dei tradizionali strumenti di politica estera, in particolare del dialogo politico, bilaterale e multilaterale, con i paesi vicini. <\/p>\n<p>Questi potranno allinearsi alle dichiarazioni di politica estera, come gi\u00e0 accade per Ucraina e Moldavia, e partecipare a incontri di alto livello con i paesi dell\u2019Ue. Inoltre, si prevede un significativo potenziamento della presenza diplomatica europea, sia a livello di Commissione sia a livello di stati membri. L\u2019elemento pi\u00f9 importante \u00e8 comunque la determinazione europea a ricoprire un ruolo pi\u00f9 importante e attivo nella risoluzione dei molti conflitti irrisolti nel vicinato europeo, dalla Moldavia al Caucaso meridionale, dal Medio oriente al Sahara occidentale. <\/p>\n<p>L\u2019Ue si dice pi\u00f9 disposta a partecipare direttamente alla risoluzione di questi conflitti, sia attraverso sforzi diplomatici sia attraverso l\u2019invio di missioni civili e militari di monitoraggio o di mantenimento della pace. In questo senso, un precedente \u00e8 senz\u2019altro costituito dalla  missione di monitoraggio del confine tra Moldova ed Ucraina. <\/p>\n<p>Ulteriori importanti misure per il rafforzamento della Politica di vicinato sono l\u2019incremento della dotazione finanziaria da destinare a questa politica, \u2013 nei prossimi sette anni il bilancio previsto per i paesi vicini ammonta a 12 miliardi di euro, circa il 31% in pi\u00f9 rispetto al periodo corrispondente dell\u2019esercizio finanziario precedente \u2013 e il rafforzamento delle componenti multilaterali e regionali, trascurati in un primo momento. In sostanza, da un lato l\u2019Ue dovrebbe assumersi maggiori responsabilit\u00e0 verso questi paesi, dall\u2019altro dovrebbe incoraggiare anche la cooperazione regionale tra questi paesi, specialmente nell\u2019area del Mar Nero.<\/p>\n<p><b>L\u2019incognita russa<\/b><br \/>Sembra dunque che Bruxelles abbia deciso di correggere alcune dei vizi originari della Politica di vicinato, investendo maggiori risorse e capitale politico. Tuttavia, uno dei fattori chiave su cui si misurer\u00e0 il successo della politica estera europea in queste aree, e particolarmente a est, \u00e8 il rapporto con la Russia, che ultimamente ha fatto registrare non pochi problemi. <\/p>\n<p>Anche in questo caso l\u2019Ue dovrebbe far quadrare il cerchio: incoraggiare il consolidamento delle riforme democratiche dei vicini orientali e allo stesso tempo cooperare in maniera attiva con la Russia, senza cedere sulla questione dei diritti umani. Sar\u00e0 necessario che la Presidenza tedesca che guider\u00e0 l\u2019Ue nel primo semestre del 2007 trovi un equilibrio tra i propositi di una nuova Ostpolitik orientata verso Mosca, e focalizzata sul problema della sicurezza energetica che da qualche mese circolano con insistenza a Berlino, e i timori che i nuovi paesi membri dell\u2019Unione, Polonia in testa, continuano a nutrire verso la Russia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 politica estera e meno allargamento: si potrebbero riassumere cos\u00ec le proposte che la Commissione europea ha formulato il 4 dicembre per rivedere strategia e strumenti da impiegare nelle relazioni con i paesi vicini, sia quelli dell\u2019Est e del Caucaso, che facevano parte dell\u2019Unione Sovietica, sia quelli che si affacciano sulle sponde meridionale e sud-orientale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3950"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3950"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3950\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62715,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3950\/revisions\/62715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3950"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3950"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3950"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}