{"id":3960,"date":"2006-12-18T00:00:00","date_gmt":"2006-12-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-merkel-salvera-il-trattato\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:09","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:09","slug":"la-merkel-salvera-il-trattato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/12\/la-merkel-salvera-il-trattato\/","title":{"rendered":"La Merkel salver\u00e0 il Trattato?"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019indomani del Consiglio Europeo che ha concluso il semestre finlandese di presidenza dell&#8217;Ue, ci si comincia a chiedere cosa vorr\u00e0 (e potr\u00e0) fare la Germania nei sei mesi in cui si trover\u00e0 alla guida dell\u2019Europa, in una fase che molti continuano a considerare di \u201ccrisi\u201d del processo di integrazione. C\u2019\u00e8 chi fa addirittura ricorso al Dickens di \u201cGreat Expectations\u201d per definire l\u2019attitudine di partner e osservatori, nonostante Berlino stessa cerchi di smorzare le attese quasi salvifiche che si stanno accumulando nei confronti della Grande Coalizione di Angela Merkel.<\/p>\n<p><b>La presidenza tedesca<\/b><br \/>La dodicesima presidenza di turno tedesca sar\u00e0 la prima di un\u2019Unione con 27 Stati membri: Bulgaria e Romania, infatti, entreranno ufficialmente nell\u2019Ue il 1 gennaio prossimo. Sar\u00e0 pure la prima di una serie di tre presidenze (Germania, Portogallo e Slovenia) che hanno coordinato i loro programmi e creato una sorta di nuova \u2018troika\u2019 per la gestione degli affari comunitari. <\/p>\n<p>La presidenza tedesca dell\u2019Unione coincider\u00e0 inoltre (come del resto gi\u00e0 accaduto nella precedente occasione, all\u2019inizio del  1999) con la presidenza tedesca del G8, imponendo un notevole carico supplementare alla macchina diplomatica di Berlino. Ai circa 400 eventi di vario tipo che avranno luogo durante il semestre Ue, infatti, se ne sommeranno quasi 50 legati al G8, oltre ovviamente alle celebrazioni ufficiali per il 50 anniversario della firma del Trattato di Roma, che si svolgeranno il 25 marzo a Berlino (con un\u2019appendice interparlamentare a Roma), e naturalmente tutte le possibili attivit\u00e0 straordinarie che la situazione internazionale potrebbe rendere necessarie. <\/p>\n<p>Se l\u2019attuale presidenza finlandese \u00e8 stata severamente condizionata prima dal conflitto nel Libano meridionale, poi dal montare dei dossier Turchia e Russia (fra i pi\u00f9 controversi all\u2019interno dell\u2019Ue allargata), la presidenza tedesca si trover\u00e0 probabilmente a fare i conti con quello del Kosovo, come gi\u00e0 nel 1999, e con le sempre numerose incognite dello scacchiere medio-orientale.<\/p>\n<p>Ma le grandi attese di dickensiana memoria sono soprattutto rivolte al futuro della Costituzione europea, su cui la Germania dovr\u00e0 presentare un rapporto contenente un\u2019analisi dello stato del problema e una serie di raccomandazioni sia sui contenuti che sulle possibili procedure di un eventuale nuovo accordo a 27. Missione impossibile?<\/p>\n<p><b>Le elezioni francesi<\/b><br \/>Certo non sar\u00e0 n\u00e8 semplice, n\u00e8 nelle sole mani di Berlino. Prima di tutto, il calendario politico francese \u00e8 tale da restringere molto i margini per una iniziativa o mediazione tedesca: con elezioni presidenziali ad aprile e legislative fra maggio e giugno, Parigi non avr\u00e0 un governo in grado di assumere impegni precisi fino alla vigilia stessa del Consiglio Europeo che concluder\u00e0 il semestre. Vero \u00e8 che soprattutto la Cancelliera ha gi\u00e0 stabilito contatti sia col team di Nicolas Sarkozy \u2013 che conosce dai tempi della comune militanza fra i giovani del Ppe \u2013 che con la stessa Segolene Royal, con cui si \u00e8 incontrata quasi in segreto alcuni giorni fa. <\/p>\n<p>E se la primavera francese sar\u00e0 lunga e piena di incognite, il cambio della guardia a Downing Street potrebbe avvenire pi\u00f9 o meno nello stesso periodo. Mentre un Blair ormai in uscita non potr\u00e0 prendere impegni a nome del suo successore, un Brown fresco di nomina avr\u00e0 comunque bisogno di tempo per mostrare le sue carte. In altre parole, \u00e8 probabile che la presidenza tedesca possa solo indicare un possibile cammino, lasciando alla successiva presidenza portoghese il compito di percorrerlo.<\/p>\n<p><b>Due direzioni di lavoro<\/b><br \/>La Germania, pare, lavorer\u00e0 soprattutto in due direzioni. La prima \u00e8 la Dichiarazione di Berlino che dovrebbe essere approvata il 25 marzo prossimo: sul testo stanno lavorando il capo dello staff della Cancelliera Thomas de Maizi\u00e8re \u2013 discendente di un\u2019antica famiglia ugonotta e parente del primo e unico premier democraticamente eletto della ex Ddr \u2013 e i due sherpa Uwe Corsepius e Reinhard Silberberg (per il ministro degli Esteri Steinmeier), con la ferma intenzione di non sottometterlo a un negoziato a 27 a Bruxelles, ma di consultare invece solo le capitali in modo pi\u00f9 rapido e informale. <\/p>\n<p>Il testo \u2013 breve, attorno alle tre pagine \u2013 conterr\u00e0 probabilmente una riaffermazione dei successi del processo di integrazione nei suoi primi cinquant\u2019anni e dei valori su cui si basa (compresa la sua dimensione \u201csociale\u201d e la sua compatibilit\u00e0 con le varie identit\u00e0 \u201cnazionali\u201d), nonch\u00e8 un appello al suo rilancio come condicio sine qua non per preservare quei successi e quei valori nell\u2019era della globalizzazione. <\/p>\n<p>Nelle intenzioni del governo tedesco, una dichiarazione di questo tipo non dovrebbe fare riferimento alla Costituzione &#8211; sarebbe fra l\u2019altro troppo presto, alla luce del calendario elettorale francese e del probabile avvicendamento a Downing Street &#8211; ma potrebbe diventare in seguito un possibile preambolo (o annesso) al nuovo trattato, che dovrebbe a sua volta incorporare la sostanza del testo bocciato dagli elettori francesi e olandesi. I riferimenti al \u201csociale\u201d e al \u201cnazionale\u201d servirebbero insomma a rassicurare, rispettivamente, la sinistra (l\u2019idea sarebbe stata discussa anche con Madame Royal) e i nuovi paesi membri. <\/p>\n<p>E la \u201csostanza\u201d di cui parla Berlino consisterebbe \u2013 questa la seconda direzione di lavoro \u2013 in tutto cio\u2019 e soltanto ci\u00f2 che di davvero nuovo c\u2019\u00e8 nella Costituzione rispetto ai trattati precedenti. Il testo finale potrebbe chiamarsi Trattato Fondamentale, piuttosto che Costituzione, e le sue linee generali potrebbero essere discusse in via preliminare gi\u00e0 a margine del G8, che si terr\u00e0 quest\u2019anno ai primi di giugno, per poi venir presentate ai partner e, se ci sar\u00e0 consenso sufficiente, al Consiglio Europeo di fine presidenza.<\/p>\n<p>Nelle intenzioni (o meglio, negli auspici) di Berlino, il nuovo testo dovrebbe essere finalizzato nel corso di una breve Conferenza Intergovernativa da aprire e chiudere durante il successivo semestre portoghese, lasciando poi un buon anno per le ratifiche nazionali, e permettendo cos\u00ec di andare al voto per il rinnovo del Parlamento europeo nel giugno 2009 con il testo gi\u00e0 in cascina. A quel punto, le elezioni diventerebbero anche una sorta di implicita consultazione ex post, ma non un referendum rischiosissimo e, comunque, quasi irrealizzabile.<\/p>\n<p>Si tratta di un piano molto ambizioso e, soprattutto, molto ottimistico: l\u2019idea di riuscire in pochi mesi a recuperare il lavoro di oltre due anni di negoziati (e altri due di paralisi) appare infatti quasi irrealistica, nel clima attuale. Ma potrebbe invece essere la sola a poter ancora salvare l\u2019accordo politico sottoscritto nel 2004 prima che sia definitivamente travolto dai diversi calendari e umori elettorali di ben 27 paesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019indomani del Consiglio Europeo che ha concluso il semestre finlandese di presidenza dell&#8217;Ue, ci si comincia a chiedere cosa vorr\u00e0 (e potr\u00e0) fare la Germania nei sei mesi in cui si trover\u00e0 alla guida dell\u2019Europa, in una fase che molti continuano a considerare di \u201ccrisi\u201d del processo di integrazione. C\u2019\u00e8 chi fa addirittura ricorso al [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[113,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3960"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62269,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3960\/revisions\/62269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}