{"id":4030,"date":"2006-12-25T00:00:00","date_gmt":"2006-12-24T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-guerra-civile-che-divide-i-palestinesi\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:08","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:08","slug":"la-guerra-civile-che-divide-i-palestinesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/12\/la-guerra-civile-che-divide-i-palestinesi\/","title":{"rendered":"La guerra civile che divide i palestinesi"},"content":{"rendered":"<p>Il sangue che \u00e8 stato versato a Gaza nei dieci giorni trascorsi conferma una volta di pi\u00f9 che Hamas non \u00e8 in grado di governare senza al-Fatah e al-Fatah non riesce a stabilizzare l\u2019Autonomia nazionale palestinese (Anp) senza un accordo con Hamas. E questa non \u00e8 che l\u2019ennesima svolta crudele del conflitto intra-palestinese che tutti gli attori in campo si rifiutano di chiamare guerra civile, ma che ad una guerra civile somiglia fin troppo. Cosa temono maggiormente e che carte hanno in mano allora i due contendenti?  <\/p>\n<p><b>Le contraddizioni di Hamas<\/b><br \/>Hamas \u00e8 alle prese con la prima vera crisi della propria storia. Certamente il Movimento di resistenza islamico era rimasto spiazzato quando l\u2019Olp di Arafat nel 1993 sigl\u00f2 gli Accordi di Oslo con Israele. Proprio il rifiuto di quegli Accordi gli permise di capitalizzare ogni errore, grande o piccolo, compiuto da Arafat nel vano tentativo di realizzarli, fino al loro fallimento totale e allo scoppio della Seconda Intifada. In questa seconda Intifada Hamas ha potuto usare la violenza per imporsi su al-Fatah e suoi errori di gestione dell\u2019Anp fino alla vittoria nelle elezioni del 25 gennaio scorso. <\/p>\n<p>Una tattica &#8211; quella del ricatto della violenza \u2013 che indubbiamente ha pagato ma che oggi costituisce il limite principale  di Hamas, incapace di uscire dal suo guscio di movimento di liberazione nazionale per trasformarsi in forza politica \u201cstatale\u201d. Si pu\u00f2 obiettare, come fanno i suoi militanti, che la lotta di liberazione non \u00e8 finita, che \u201cl\u2019entit\u00e0 sionista\u201d deve essere distrutta perch\u00e9 quella lotta si compia, che Abu Mazen \u00e8 un traditore e un venduto agli americani: slogan buoni per la piazza, ma totalmente inutili alla prova di governo. <\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 una cosa di cui Hamas si \u00e8 reso conto negli 11 mesi in cui ha provato a governare \u00e8 che rifiutare l\u2019esistenza di Israele significa non avere futuro, significa non poter pagare gli stipendi dei dipendenti e dei poliziotti perch\u00e9 non arrivano pi\u00f9 gli aiuti internazionali, significa doversi buttare tra le braccia di paesi pariah come la Siria e l\u2019Iran proprio nel momento in cui il Movimento avrebbe pi\u00f9 bisogno del sostegno internazionale.<\/p>\n<p><b>Prigionieri del massimalismo<\/b><br \/>Ai palestinesi esasperati dalla povert\u00e0 galoppante e da sei anni di violenze continue serve ben altro che l\u2019utopia della distruzione di Israele e Hamas non \u00e8 stato capace di risolvere uno solo dei problemi di sussistenza e sicurezza palestinesi. Questo lo spinge a ricorrere all\u2019unico strumento che sa maneggiare: la violenza, per poi rimanere estremamente piccato quando il n. 2 di al-Qaeda, al-Zawahiri, se ne esce \u2013 come ha fatto il 20 dicembre scorso \u2013 con un appello a proclamare un altro jihad contro Israele, suggerendo di non lasciarsi tentare da profferte di elezioni anticipate n\u00e9 da altre ritualit\u00e0 tipiche dei costumi secolari\/occidentali. <\/p>\n<p>Hamas ha mandato a dire ad al-Zawahiri di non aver affatto abbandonato \u201cla resistenza\u201d contro Israele e che si riserva il diritto di scegliere quali siano gli strumenti migliori per la propria lotta. Ma con questo se da un lato Hamas, come ha sempre fatto, prende le distanze da al-Qaeda che sarebbe ben felice di cannibalizzare anche la causa palestinese, dall\u2019altro denuncia proprio l\u2019impasse in cui si trova e cio\u00e8 il fatto che ormai la sola violenza non basta e, perch\u00e9 possa pagare una volta di pi\u00f9, dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio jihad che nell\u2019illusione di travolgere Israele finirebbe per\u00f2 per distruggere la stessa Anp. <\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che il vero leader di Hamas, Khaled Meshal, rintanato a Damasco abbia rilanciato il 18 scorso l\u2019opzione del governo di unit\u00e0 nazionale, mentre il suo ospite, Bashar al-Assad si diceva disposto a intavolare negoziati con Israele. Entrambi stanno tentanto una qualche mossa politica per uscire dall\u2019isolamento frutto del loro massimalismo. Alle profferte di Bashar, Israele ha risposto picche. Quanto ad Hamas \u00e8 alla ricerca affannosa di una via d\u2019uscita politica per scongiurare il pericolo di elezioni anticipate ventilate da Abu Mazen.<\/p>\n<p>E Abu Mazen le elezioni anticipate le vuole perch\u00e9 sa che al-Fatah questa volta ha buone probabilit\u00e0, se non proprio la certezza, di vincerle sull\u2019onda della delusione sulla performance di Hamas al governo. Certo per lui il ricorso alle urne \u00e8 un rischio: sta forzando le sue prerogative presidenziali (Hamas urla al colpo di Stato), strapazza le stesse regole \u201cdemocratiche\u201d dell\u2019Anp, ma intanto ha spezzato il suo personale isolamento. Sono andati a fargli visita Tony Blair e Massimo D\u2019Alema che hanno testimoniato di fronte all\u2019opinione pubblica internazionale e palestinese che riconoscono in lui l\u2019interlocutore con cui parlare, accreditando cos\u00ec la sua linea politica. <\/p>\n<p>E viste le condizioni dell\u2019Anp, il messaggio \u00e8 che il  credito politico pu\u00f2 sempre tornare a trasformarsi in flussi di aiuti, se \u2013 come Abu Mazen \u2013 anche Hamas si decidesse a riconoscere Israele. Appunto: l\u2019unica via politica che il Movimento si trova davanti \u00e8 solo questa. Pu\u00f2 tergiversare, ma non ha alternative se vuol davvero evitare l\u2019inferno a Gaza e il contagio della guerra civile anche alla Cisgiordania, l\u00e0 dove ad aspettarlo troverebbe per\u00f2 Israele.<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sangue che \u00e8 stato versato a Gaza nei dieci giorni trascorsi conferma una volta di pi\u00f9 che Hamas non \u00e8 in grado di governare senza al-Fatah e al-Fatah non riesce a stabilizzare l\u2019Autonomia nazionale palestinese (Anp) senza un accordo con Hamas. 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