{"id":4100,"date":"2007-01-03T00:00:00","date_gmt":"2007-01-02T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/economia-globale-forte-ma-con-qualche-rischio\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:07","slug":"economia-globale-forte-ma-con-qualche-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/01\/economia-globale-forte-ma-con-qualche-rischio\/","title":{"rendered":"Economia globale forte, ma con qualche rischio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019interrogativo di fondo sulle prospettive dell\u2019economia mondiale nel 2007 \u00e8 se l\u2019Europa e l\u2019Asia del Pacifico riusciranno a mantenere &#8211; pur in presenza di un brusco rallentamento dell\u2019economia americana &#8211; ritmi di crescita elevata. Cos\u00ec da sostenere la fase di espansione globale che \u00e8 in corso da pi\u00f9 di cinque anni e con dinamiche davvero positive, come non era pi\u00f9 avvenuto dai lontani anni Sessanta. La risposta della maggior parte degli osservatori e, soprattutto, dei mercati internazionali \u00e8 positiva. L\u2019economia globale crescer\u00e0 anche nel 2007, anche se meno dello scorso anno, dal 3.9% al 3.2% . Ma tutto ci\u00f2, a condizione che la frenata in corso negli Stati Uniti non si trasformi, in questo primo semestre, in una spirale recessiva, che finirebbe per soffocare la crescita anche nel resto del mondo.<\/p>\n<p><b>La staffetta della crescita nell\u2019area pi\u00f9 avanzata<\/b><br \/>Un rischio, quest\u2019ultimo, che sembra per ora contenuto. Grazie alla tenuta della domanda interna (consumi pi\u00f9 investimenti) e al buon andamento delle esportazioni, l\u2019economia americana dovrebbe riuscire ad assorbire gli effetti pi\u00f9 negativi della crisi del mercato delle abitazioni, mantenendo nel 2007 una espansione di tutto rispetto, intorno al 2 per cento, anche se inferiore ai fasti degli ultimi anni (3,5%). <\/p>\n<p>      Il rallentamento dell\u2019economia americana &#8211; al pari di quanto avvenuto nell\u2019ultima parte del 2006 &#8211; dovrebbe venir compensato nell\u2019anno in corso dal mantenimento e\/o dall\u2019accelerazione della crescita in altre regioni del mondo. Innanzi tutto in Europa, che ha ripreso a crescere dopo oltre cinque anni di semi-ristagno. Un fattore determinante \u00e8 stata la ripresa in Germania che ha ribadito cos\u00ec il proprio ruolo fondamentale di cuore produttivo dell\u2019intera area europea. <\/p>\n<p>Anche la crescita europea, tuttavia, subir\u00e0 un rallentamento nel 2007 rispetto all\u2019anno record appena trascorso (dal 2,6 al 2,0 per cento): per ragioni sia interne (aumento dei tassi di interesse e politiche fiscali pi\u00f9 austere in alcuni paesi chiave, quali Germania e Italia), sia legate agli andamenti dell\u2019economia mondiale (apprezzamento dell\u2019euro e conseguente freno all\u2019export). L\u2019espansione dell\u2019economia europea potrebbe comunque riprendere vigore nella seconda parte dell\u2019anno sempre che i paesi europei &#8211; soprattutto i grandi dell\u2019area continentale &#8211; rafforzino quei processi di aggiustamento e di riforme timidamente avviati nel periodo pi\u00f9 recente.<\/p>\n<p><b>Il ruolo da protagonisti dei paesi emergenti<\/b><br \/>Il 2007 dovrebbe vedere altres\u00ec la definitiva consacrazione di alcuni paesi e aree emergenti nel ruolo di protagonisti dell\u2019economia mondiale. In testa Cina e India, che anche quest\u2019anno contribuiranno in misura determinante al sostegno della fase di espansione globale in corso, pur accusando un leggero arretramento rispetto alle dinamiche di crescita record registrate nell\u2019anno appena trascorso (rispettivamente 10,5 e 9%). Anche le altre aree emergenti, quali l\u2019Est Europa e l\u2019America Latina, il Medio Oriente e persino l\u2019Africa, sono previste proseguire il loro percorso di sviluppo. Nel loro complesso il gruppo delle economie emergenti dovrebbe crescere intorno al 7-7,5 per cento nel 2007, un tasso di incremento tre volte superiore a quello che caratterizzer\u00e0, nello stesso periodo, l\u2019area dei paesi pi\u00f9 sviluppati.  <\/p>\n<p>   <b>Il dollaro e l\u2019enorme deficit corrente americano<\/b><br \/>Previsioni per la maggior parte ottimistiche, dunque, per l\u2019economia mondiale con riferimento all\u2019anno appena iniziato ma che non devono far dimenticare i rischi e le incognite, davvero pesanti in taluni casi, che tuttora  condizionano il suo futuro. <\/p>\n<p>Per limitarsi ai fattori economici, va ricordato innanzi tutto lo stratosferico deficit della bilancia dei pagamenti correnti americana, che ha raggiunto nuovi livelli record lo scorso anno (circa 900 miliardi di dollari ovvero il 6.8% del Pil Usa) e che registrer\u00e0 solo una lieve riduzione nel 2007 (intorno al 10%) grazie al rallentamento degli Stati Uniti, da un lato, e alla ripresa in Europa e Asia, dall\u2019altro. <\/p>\n<p>Il suo finanziamento continuer\u00e0 a gravare, come avvenuto in questi ultimi anni, soprattutto sulle banche centrali di Cina, Giappone e dei maggiori paesi esportatori di petrolio. \u00c8 un circuito reale-finanziario del tutto peculiare, che di fatto sostiene la crescita globale, ma che \u00e8 alla lunga insostenibile; anche se nessuno \u00e8 oggi in grado di prevedere quando e come verr\u00e0 modificato. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si sa, viceversa, \u00e8 che il deficit americano continuer\u00e0 a spingere il dollaro verso il basso anche nel 2007, soprattutto nei confronti dell\u2019euro, con nuovi possibili record di apprezzamento della valuta europea, al di l\u00e0 di quanto avvenuto negli ultimi mesi.<\/p>\n<p><b>Le perduranti incognite del mercato petrolifero<\/b><br \/>Uno shock in grado di stravolgere le previsioni di crescita globale potrebbe derivare da un brusco perdurante aumento dei prezzi del petrolio (al di sopra dei 75 dollari al barile). Potrebbe essere causato in una qualsiasi momento dell\u2019anno da brusche interruzioni nelle forniture di greggio derivanti dall\u2019aggravarsi di uno o pi\u00f9 dei tanti focolai di crisi che caratterizzano il quadro geostrategico: quali le forti tensioni in Medio Oriente, il duro confronto con l\u2019Iran, la guerra civile in Iraq e Nigeria, e altri possibili gravi attacchi terroristici. Il mercato petrolifero, per quanto caratterizzato da prezzi in diminuzione negli ultimi quattro mesi dello scorso anno (al di sotto dei 60 dollari), continuer\u00e0 ad essere dominato in effetti da forti tensioni tra domanda e offerta complessive e, soprattutto, da ridottissimi margini di capacit\u00e0 inutilizzata, in grado di esporlo a nuove crisi, anche  repentine.<\/p>\n<p><b>La minaccia del neomercantilismo<\/b><br \/>In ultimo va fatta menzione del rischio di un ritorno del protezionismo, o meglio del neomercantilismo, nei rapporti commerciali tra aree e paesi. La sospensione del Doha Round del Wto, verificatasi nel luglio dello scorso anno, potrebbe trascinarsi a lungo e incentivare i maggiori paesi ad accrescere nel 2007 la stipula di accordi bilaterali e preferenziali, con una conseguente forte politicizzazione degli scambi mondiali. Il rischio da fronteggiare \u00e8 che la competizione tra i grandi poli dell\u2019economia mondiale (Stati Uniti, Europa, Cina e India in testa) nelle loro strategie di bilateralismo commerciale possa superare una certa soglia e degenerare in forme di esasperato \u2018neomercantilismo\u2019. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 che il ritorno a forme di chiusura e protezionismo del passato (tariffe e dazi), di fatto improponibili perch\u00e9 incompatibili con la nuova organizzazione dell\u2019attivit\u00e0 economica su scala globale, \u00e8 l\u2019affermazione di un virulento \u2018neomercantilismo\u2019 nelle relazioni commerciali a rappresentare oggi la vera minaccia da scongiurare. I costi sarebbero pesanti per tutti, a partire dai paesi pi\u00f9 poveri e meno sviluppati, privi di un reale potere negoziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019interrogativo di fondo sulle prospettive dell\u2019economia mondiale nel 2007 \u00e8 se l\u2019Europa e l\u2019Asia del Pacifico riusciranno a mantenere &#8211; pur in presenza di un brusco rallentamento dell\u2019economia americana &#8211; ritmi di crescita elevata. Cos\u00ec da sostenere la fase di espansione globale che \u00e8 in corso da pi\u00f9 di cinque anni e con dinamiche davvero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4100"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67038,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4100\/revisions\/67038"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}