{"id":4170,"date":"2007-01-08T00:00:00","date_gmt":"2007-01-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/giro-del-mondo-senza-saddam\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:06","slug":"giro-del-mondo-senza-saddam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/01\/giro-del-mondo-senza-saddam\/","title":{"rendered":"Giro del mondo, senza  Saddam"},"content":{"rendered":"<p>Seppure ormai senza Saddam, la pellicola degli eventi globali continuer\u00e0 a svolgersi anche nel 2007, proiettando sul grande schermo degli scenari internazionali eventi che spesso sono <i>d\u00e9j\u00e0 vu<\/i>, ma che altrettanto spesso, vivendo noi nell\u2019\u201depoca delle sorprese\u201d, ci colgono decisamente impreparati. E allora, concluso con la fine del <i>rais<\/i> un inutile \u201creality show\u201d che tuttavia continua a tenere cartello per la sorte dei suoi due co-imputati, non \u00e8 male affacciarci all\u2019anno nuovo con un tentativo di visione a giro d\u2019orizzonte di ci\u00f2 che gi\u00e0 oggi, al di l\u00e0 delle sorprese, possiamo leggere nel nostro futuro. Non \u00e8 molto, ma ce n\u2019\u00e8 abbastanza per destare qualche preoccupazione.<\/p>\n<p><b>La precaria evoluzione del Medio Oriente<\/b><br \/>Se vogliamo partire dai prediletti temi medio-orientali, la lente di ingrandimento continuer\u00e0 a essere focalizzata sulle poco prevedibili mosse dell\u2019asse Iran-Siria-Hamas-Hezbollah, che potrebbe continuare a fiaccare la precaria struttura libanese e quindi, improvvisamente, provocare l\u2019interruzione della \u201ctregua\u201d (e non della \u201cpace\u201d) con Israele, al momento precariamente presidiata dai caschi blu di Unifil a guida italiana, in base ad una risoluzione dell\u2019Onu solo in minima parte applicabile. Onori e oneri. Speriamo bene.<\/p>\n<p>Continuando verso est, ritroviamo la difficile sfida accettata dalla Nato in Afghanistan, dove quasi tutti i buoni alleati europei (con eccezione degli olandesi) si mostrano fortemente determinati, con ammirevole grinta, a far fare ai propri militari gli idraulici, i muratori, gli infermieri e i vivandieri, lasciando ai soliti anglo-americani il compito ingrato di combattere le spietate bande armate dei <i>mullah<\/i>. Potr\u00e0 continuare cos\u00ec? Ne dubito. <\/p>\n<p>Per il resto gli Stati Uniti, lasciati soli con pochi inglesi in crisi anche in Iraq, difficilmente entreranno attivamente in altre avventure, e su questo, almeno per taluni aspetti, ci pu\u00f2 tranquillizzare.<\/p>\n<p><b>Inquietanti scenari africani<\/b><br \/>Se scendiamo un attimo ai meno prediletti, anzi, ai trascurati scenari africani, ci accorgiamo che la situazione \u00e8 davvero inquietante. La Somalia \u00e8, come sempre, in guerra civile, ma l\u2019alimentazione da parte degli infiltrati di Al Qaeda sta rischiando il coinvolgimento di altri attori, anche su scala extra-continentale, oltre che una riaccensione delle polveri tra Asmara e Addis Abeba. <\/p>\n<p>Nel Darfur i massacri continuano; in Nigeria lo sfruttamento delle risorse petrolifere con minimi ritorni per i locali scatener\u00e0 ben presto problemi assai seri; le dinamiche secondo cui si muovono Ciad e Repubblica Centro-africana sono indecifrabili, mentre in Angola, Kenya e Costa d\u2019Avorio, oltre che nella stessa Nigeria, le prossime elezioni cercheranno di offrire al mondo un simulacro di democrazia. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 infatti ancora chi, anche qui da noi, continua a ritenere sinonimi le parole \u201celezioni\u201d e \u201cdemocrazia\u201d. L\u2019immagine reale, invece, continuer\u00e0 a essere fornita da povert\u00e0, malattie e prevaricazione da parte di chiunque riesca ad appropriarsi di un <i>kalashnikov<\/i>.<\/p>\n<p><b>Tra Cina, Corea e Russia\u2026<\/b><br \/>Con un balzo verso il lontano Oriente, in autunno il Congresso del Partito Comunista cinese far\u00e0 da cassa di risonanza alla politica di sviluppo lanciata da Hu Jintao a inconfessato e inconfessabile danno dell\u2019Occidente, mentre l\u2019Occidente stesso, specie quello di Bruxelles, continuer\u00e0 e far finta di compiacersi dello sviluppo cinese. La Corea del Nord potrebbe invece cominciare ad avviarsi verso quel collasso tanto auspicato da chi vive lontano, ma anche tanto temuto dai vicini di casa. <\/p>\n<p>Mentre la Russia, vinta ormai la battaglia dell\u2019energia con gli ex sudditi, comincer\u00e0 a prepararsi per un poco probabile dopo-Putin del 2008, l\u2019Unione Europea inizia l\u2019anno con una velleitaria presidenza tedesca, ma \u00e8 facile prevedere che lo concluder\u00e0, come al solito, stando litigiosamente alla finestra, a osservare quel mondo reale che, continuando il suo cammino, si allontana sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e le Organizzazioni internazionali<\/b><br \/>E le Organizzazioni Internazionali? Il vertice di Riga non ha apportato alla Nato alcun reale afflato di freschezza e novit\u00e0, mentre si spera che almeno l\u2019Onu, passando dalla guida non esattamente limpida e imparziale di Kofi Annan a quella del lindo sudcoreano Ban Ki-Moon, nel 2007 sia in grado di offrire alla Comunit\u00e0 internazionale almeno un po\u2019 di quella leadership credibile di cui si avverte con cos\u00ec grande urgenza la disponibilit\u00e0. Aiuter\u00e0, in questo, la nostra presenza tra i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza? Si spera proprio di s\u00ec, a meno che, incalzati dalle utopie, non continuiamo a esaurire in colore e rumore il nostro peso politico, producendo entropia condita da buoni propositi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seppure ormai senza Saddam, la pellicola degli eventi globali continuer\u00e0 a svolgersi anche nel 2007, proiettando sul grande schermo degli scenari internazionali eventi che spesso sono d\u00e9j\u00e0 vu, ma che altrettanto spesso, vivendo noi nell\u2019\u201depoca delle sorprese\u201d, ci colgono decisamente impreparati. 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