{"id":4250,"date":"2007-01-16T00:00:00","date_gmt":"2007-01-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-tecnologia-non-basta\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:05","slug":"la-tecnologia-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/01\/la-tecnologia-non-basta\/","title":{"rendered":"La tecnologia non basta"},"content":{"rendered":"<p>La crisi che percorre l\u2019Iraq, riportata ogni giorno dai mass-media, ha imposto all\u2019amministrazione americana una riflessione sulla sua strategia e le elezioni di met\u00e0 mandato, perse dai repubblicani, l\u2019hanno resa improrogabile. Alcuni analisti sostengono da tempo che l\u2019Iraq non possa essere controllato da una forza eterogenea di 130.000 uomini (dove ce ne vorrebbero almeno 650.000, secondo un articolo apparso sull\u2019Economist) tra forze alleate e forze irachene di dubbia preparazione e lealt\u00e0. Il Presidente Bush sembra essersene convinto e l\u2019aumento delle forze americane sul terreno, perno di questa nuova strategia, pu\u00f2 essere letto come il tentativo di affidare la gestione del territorio un po\u2019 pi\u00f9 all\u2019uomo in quanto tale, e un po\u2019 meno al vantaggio tecnologico che gli Usa hanno sul nemico. <\/p>\n<p>La domanda che sorge, infatti, \u00e8: perch\u00e9 l\u2019esercito pi\u00f9 potente al mondo non ha trovato fino ad oggi una via di uscita ? Forse la superiorit\u00e0 tecnologica e militare in questi nuovi scenari non basta ? I vantaggi apportati dalla Rivoluzione degli Affari Militari (RMA) sono ancora vincenti nel pantano iracheno? <\/p>\n<p><b>Forze interconnesse<\/b><br \/>A inizi anni \u201990 la RMA ha proposto un cambiamento di grande portata basato sul dominio dell\u2019informazione e sulla connessione in rete delle forze. Esse diventano leggere, agili e interconnesse tra loro attraverso un flusso di informazione continuo e globale che percorre l\u2019intera catena di comando e controllo, partendo dagli Stati Maggiori a Washington fino al singolo soldato nelle strade di Baghdad. Il corollario che ne segue \u00e8 la riduzione della presenza e quindi delle perdite umane in teatro, secondo la ferma convinzione che le guerre del XXI secolo si possano vincere, per cos\u00ec dire, con pochi soldati e tanta tecnologia. <\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, l\u2019Iraq non ha dato i risultati sperati. Il nemico di oggi sa che sul campo tecnologico-militare non ha speranza di vittoria: lo scarto di potenza e superiorit\u00e0 \u00e8 talmente grande che sarebbe suicida adottare una strategia di confronto diretto secondo quelle regole del gioco. Il nemico di oggi, dunque, individua un rivisitato metodo di confronto, nuovi scenari e nuovi campi di battaglia, colpendo proprio il tallone di Achille di una democrazia occidentale. Impregnata di tecnologia, e forse proprio per questo pi\u00f9 sensibile che mai alla perdita di vite umane, l\u2019opinione pubblica occidentale si nutre di quelle immagini, giunte in tempo reale, che i registi del dramma iracheno sanno sfruttare con un timing (anche pre-elettorale) perfetto. La guerriglia di strada funziona in Iraq: assicura quel centinaio di vittime irachene al giorno tale da permettere di etichettare il paese con parole di impatto mediatico e politico quali \u201cguerra civile\u201d, \u201cdemocrazia vuota\u201d, \u201csicurezza zero\u201d. L\u2019Iraq assicura altres\u00ec quel minimo di vittime occidentali sufficienti a superare la soglia di sopportazione di nazioni che pensavano, con la RMA, di essersi lasciate alle spalle questo atroce conto.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo strategico oggi in Iraq \u00e8 il controllo del territorio, il controllo degli abitanti e il controllo di ci\u00f2 che esce, ma soprattutto entra nel paese. E se \u00e8 vero che sistemi di sorveglianza a lunga distanza e computerizzati permettono di individuare esplosivi lungo la strada, essi tuttavia non sono serviti a impedire a Baghdad la quotidiana costruzione artigianale di ordigni esplosivi, il loro trasporto, l\u2019approvvigionamento di materiali e un minimo di coordinamento organizzativo della guerriglia. La supremazia tecnologica non \u00e8 tanto meno riuscita a evitare una propaganda che parla da sola attraverso immagini quotidiane di sangue e che condannano le forze alleate all\u2019odio locale.<\/p>\n<p><b>Cambio di strategia<\/b><br \/>Di fronte a questa situazione e ai risultati delle elezioni di novembre, il Presidente Bush ha dunque deciso di cambiare strategia, voltando velocemente le spalle a Rumsfeld, difensore della RMA e contrario a un aumento di uomini sul terreno. Il Congresso ha gi\u00e0 autorizzato un aumento temporaneo di 30.000 unit\u00e0 dell\u2019esercito, mentre altri 21.500 soldati sono pronti a partire tra gennaio e maggio, per un costo aggiuntivo di 6,8 miliardi di dollari nel 2007.<\/p>\n<p>Purtroppo questa decisione arriva tardi e oggi, dopo quasi quattro anni dall\u2019invasione in Iraq, reperire e sostenere finanziariamente questo aumento di forze non sar\u00e0 facile. Anche nelle pi\u00f9 povere periferie americane \u00e8 ormai corsa la voce che i soldi in gioco per partire s\u00ec son tanti, la fedina penale torna s\u00ec candida e splendente, ma anche che la sopravvivenza  in quella terra \u00e8 una lotteria. Il bisogno di effettivi spinge allora verso il modello \u201cl\u00e9gion \u00e9trang\u00e8re\u201d, dove la domanda si incontra con l\u2019offerta di quelli che, se non possono entrare in America dalla porta (murata), possono farlo attraverso la finestra, con una deviazione di percorso che passa da Baghdad o da Kabul. A oggi, sono gi\u00e0 30.000 i soldati che aspettano la cittadinanza americana. <\/p>\n<p>I soldati in partenza verranno addestrati secondo un recente manuale dal titolo \u201cFM 3-24 Counterinsurgency\u201d che li preparer\u00e0 al loro nuovo incarico. Questo manuale interforze conferma dunque un cambiamento di approccio nell\u2019amministrazione americana, che non \u00e8 pi\u00f9 soltanto net-centrico, ma anche, usando un gioco di parole, man-centrico. Esso infatti non si concentra sul \u201dhigh-tech fire power\u201d, ma su tecniche \u201cumane\u201d di gestione di un territorio sul quale l\u2019imperativo, oggi, \u00e8 di massimizzare l\u2019appoggio della popolazione locale. Accompagnati da un consigliere culturale (oltre che da uno legale e politico), le forze sul terreno devono imparare ad adattarsi al contesto, devono essere <i>nation-builders<\/i> oltre che guerrieri, operatori sociali oltre che occupanti. Gli uomini migliori dovrebbero essere assegnati ai reparti di sorveglianza e intelligence ma, soprattutto, \u00e8 indispensabile la presenza un gruppo corposo di uomini dedicato alla controguerriglia e alla sorveglianza che quasi porta a porta stani nascondigli, attivit\u00e0 di \u201cartigianato esplosivo\u201d e che controlli di fatto le porose frontiere. <\/p>\n<p>In Afghanistan, dove la situazione \u00e8 senz\u2019altro diversa e pi\u00f9 sotto controllo, gli attacchi terroristici suicidi sono apparsi con forza, richiedendo quindi gli stessi sforzi. Bert Koender, parlamentare laburista olandese, in un incontro della Nato-PA ha chiesto agli alleati uno sforzo per conquistare \u201ccuori e menti\u201d locali, con progetti in aree di priorit\u00e0 quali l\u2019irrigazione, le infrastrutture, la fornitura di energia.<\/p>\n<p><b>Il peso finanziario<\/b><br \/>La grave crisi che, secondo alcuni (Valsania, Jaffe \u2013 Stewart), attraversa il miglior esercito del mondo, colpisce essenzialmente l\u2019Army, ossia il cuore delle truppe da combattimento e la principale protagonista di una strategia di sorveglianza e controllo del territorio. La spirale di crisi riguarda, come \u00e8 stato detto, il personale, ma \u00e8 anche finanziaria. Gli equipaggiamenti (anche quelli di base di un soldato), gli armamenti, l\u2019addestramento e i salari sono cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni. La spartizione delle risorse, per quanto siano esse elevate, dovr\u00e0 trovare quindi un saggio equilibrio tra uomo e macchina e tra le varie componenti delle forze armate.<\/p>\n<p>La RMA e la superiorit\u00e0 tecnologico-militare americana sono servite a sbaragliare in brevissimo tempo il regime talebano e la tirannia di Saddam Hussein, dimostrandosi adatte e anzi preziose in situazioni di conflitto classico fra eserciti in campo aperto. Ma l\u2019Iraq e l\u2019Afghanistan post-invasione escono da questa classicit\u00e0 e risulta evidente che per la stabilizzazione dei due paesi essa non basta. Oggi finalmente si riconosce la necessit\u00e0 di quel ritorno all\u2019uomo che non aveva trovato spazio nella strategia di Rumsfeld. \u00c8 giunto dunque il momento per gli Usa di adattarsi al nemico, al suo livello e alla sua strategia di combattimento, e ricordare all\u2019opinione pubblica che, comunque sia, in nessuna guerra la perdita di vite umane sta da un lato solo dello steccato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi che percorre l\u2019Iraq, riportata ogni giorno dai mass-media, ha imposto all\u2019amministrazione americana una riflessione sulla sua strategia e le elezioni di met\u00e0 mandato, perse dai repubblicani, l\u2019hanno resa improrogabile. Alcuni analisti sostengono da tempo che l\u2019Iraq non possa essere controllato da una forza eterogenea di 130.000 uomini (dove ce ne vorrebbero almeno 650.000, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[94,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4250"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63120,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4250\/revisions\/63120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}