{"id":4410,"date":"2007-02-01T00:00:00","date_gmt":"2007-01-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tre-priorita-per-il-libano-dopo-la-conferenza-di-parigi\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:04","slug":"tre-priorita-per-il-libano-dopo-la-conferenza-di-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/tre-priorita-per-il-libano-dopo-la-conferenza-di-parigi\/","title":{"rendered":"Tre priorit\u00e0 per il Libano dopo la conferenza di Parigi"},"content":{"rendered":"<p>Le responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia nell\u2019ambito della missione Unifil plus nel sud del Libano sono destinate nei prossimi giorni ad accrescersi con l\u2019assunzione del comando di tutta la missione da parte di un alto ufficiale di nazionalit\u00e0 italiana, il generale Graziano. L\u2019Italia, che oggi fornisce &#8211; nel quadro dell\u2019attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu &#8211; il contingente numericamente pi\u00f9 rilevante nella missione, non ha mancato di fare la sua parte anche nella <a href= \"http:\/\/www.elysee.fr\/elysee\/elysee.fr\/francais\/actualites\/deplacements_en_france\/2007\/janvier\/conference_internationale_sur_le_soutien_au_liban.70800.html\" target= \"blank\"><b><u> Conferenza dei donatori <\/u><\/b><\/a> che si \u00e8 svolta la scorsa settimana a Parigi conferendo un finanziamento aggiuntivo di 120 milioni di euro, nell\u2019intento dichiarato di contribuire a ricostruire l\u2019economia libanese <\/p>\n<p>L\u2019intera comunit\u00e0 internazionale, alla presenza del neosegretario generale dell\u2019Onu, ha dato a Parigi una prova di concreta solidariet\u00e0 verso il Libano, come dimostra l\u2019entit\u00e0 delle risorse finanziarie messe a disposizione (circa sei miliardi di euro). Di particolare rilievo si \u00e8 rivelato il contributo statunitense, direttamente annunciato dal segretario di stato Rice.<\/p>\n<p>L\u2019impegno italiano \u00e8 particolarmente apprezzato da tutte le componenti della societ\u00e0 libanese. Tutti gli interlocutori si sono mostrati riconoscenti verso l\u2019Italia ed hanno rievocato con gratitudine le precedenti esperienze di assistenza e di cooperazione. Positivi riconoscimenti ha ricevuto l\u2019azione del contingente italiano per il ripristino della vivibilit\u00e0 dell\u2019area interessata dal conflitto di luglio ed agosto 2006, con riferimento soprattutto allo sminamento ed allo smantellamento delle postazioni belliche.<\/p>\n<p><b>Le connessioni fra la crisi libanese e quella mediorientale<\/b> <br \/> La risoluzione 1701 sottolinea l\u2019importanza di arrivare a una pace estesa, giusta e duratura in Medio Oriente. L\u2019esistenza di una connessione tra la situazione del Libano e la crisi mediorientale \u00e8 indubbia ed \u00e8 storicamente evidente, nonch\u00e9 fortemente sentita dagli stessi libanesi. Oggi, peraltro, le tensioni esterne che si riflettono all\u2019interno del Libano appaiono accresciute e non limitate al conflitto arabo-israeliano o alla questione palestinese. Passa direttamente per il Libano una delle pi\u00f9 acute linee di tensione del mondo musulmano, quella tra sunniti e sciiti, che la guerra in Iraq ha ulteriormente aggravato. \u00c8 poi evidente la strumentalit\u00e0 dell\u2019interferenza iraniana in Libano, alla luce del contenzioso nucleare che quella repubblica islamica ha in corso con il resto della comunit\u00e0 internazionale. <\/p>\n<p>Ne consegue che le linee di frattura che separano le forze politiche libanesi sembrano non dipendere tanto dalle tradizionali distinzioni tra le comunit\u00e0 confessionali, quanto piuttosto da influenze estranee ai diretti interessi del loro Paese. <\/p>\n<p>Se per\u00f2 \u00e8 indubbio il peso di tali influenze, \u00e8 in un certo senso vero anche il contrario e cio\u00e8 che una stabilizzazione del Libano contribuirebbe a una diversa impostazione sia della crisi medio-orientale che, pi\u00f9 in generale, del rapporto tra Islam ed Occidente. Una simile ipotesi poggia sulla peculiare caratteristica inter-religiosa della societ\u00e0 libanese che rappresenta un potenziale esempio di convivenza pacifica, ma anche sugli effetti a catena che potrebbero derivarne sull\u2019atteggiamento della Siria, che resta ancora la grande incognita di quello scacchiere.<\/p>\n<p>Se, infatti, sono abbastanza chiare le mire egemoniche dell\u2019Iran \u2013 o meglio di quella che oggi \u00e8 la sua leadership, che qualche crepa comincia a mostrare nonostante l\u2019impenetrabilit\u00e0 del regime islamico \u2013 l\u2019interesse della Siria ad una radicalizzazione della sua contrapposizione risulta meno comprensibile, se non alla luce di un arroccamento della sua vecchia classe dirigente ad uso e consumo soprattutto interno.<\/p>\n<p>Le forze politiche libanesi, che appaiono purtroppo ancora divise e poco disposte a ritrovare le ragioni del dialogo, dovrebbero perci\u00f2 essere invitate a riflettere sull\u2019opportunit\u00e0 di chiamarsi una buona volta fuori dai condizionamenti esterni e di contribuire anzi ad alleggerire le tensioni politiche a livello regionale, concentrandosi sulla ricostruzione e sulla stabilizzazione del loro Paese.<\/p>\n<p>Il Libano sconta, altres\u00ec, un tasso di elevata continuit\u00e0 ed inamovibilit\u00e0 della sua classe dirigente, derivante dalla tradizionale ripartizione confessionale delle cariche a tutti i livelli. \u00c8 evidente uno scollamento della classe politica rispetto ad una societ\u00e0, soprattutto giovanile, che aspira a scrollarsi di dosso le antiche rivalit\u00e0. N\u00e9 va trascurato il peso della corruzione che offre una facile arma polemica all\u2019opposizione, in particolare agli Hezbollah che reclutano i loro sostenitori nelle fasce meno abbienti della popolazione.<\/p>\n<p><b>Tre priorit\u00e0 per lo sviluppo democratico<\/b><br \/>Tre sono i punti fermi su cui la comunit\u00e0 internazionale dovrebbe insistere per favorire lo sviluppo di un processo interno di riavvicinamento e di confronto democratico.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la tutela della sovranit\u00e0, dell\u2019indipendenza e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale del Libano costituisce l\u2019imprescindibile quadro di riferimento per la ricostruzione del Paese su basi democratiche. La missione Unifil sta lavorando concretamente in questa direzione, soprattutto sotto il profilo della cooperazione con le forze armate libanesi, nello spirito della risoluzione 1701. Al riguardo, per\u00f2, non si pu\u00f2 ignorare che il ritorno sotto la sovranit\u00e0 libanese delle fattorie di Sheeba costituirebbe un evento simbolicamente assai significativo e toglierebbe ad Hezbollah l\u2019ultimo pretesto della resistenza armata a Israele e forse potrebbe indurre una diversificazione di posizioni nel campo sciita, in cui attualmente la componente di Amal non ha altro spazio che  quello dell\u2019allineamento sulle posizioni pi\u00f9 intransigenti.<\/p>\n<p>In secondo luogo, \u00e8 importante che il Parlamento libanese torni a riunirsi al pi\u00f9 presto, in quanto luogo deputato all\u2019individuazione di un\u2019intesa istituzionale al di sopra dello spirito di fazione, nell\u2019interesse nazionale. La forma di governo parlamentare rappresenta l\u2019asse portante della costituzione libanese e la pi\u00f9 valida cornice per la soluzione di qualunque controversia politica. Il convinto sostegno al governo Siniora, confermato a Parigi, deve andare in questa direzione. Ogni tentativo di riconciliazione nazionale passa per la ripresa del dialogo politico. <\/p>\n<p>L\u2019opposizione, nelle ultime settimane, ha sicuramente dato una dimostrazione di forza nelle piazze, culminata nello sciopero generale dello scorso 23 gennaio. I successivi appelli alla calma, per\u00f2, potrebbero indicare la consapevolezza di un\u2019inversione di rotta. I drammatici scontri hanno dato alla popolazione l\u2019impressione di ritornare nel baratro della guerra civile, la cui drammatica eredit\u00e0 segna tuttora il panorama urbano di Beirut. Una nuova spirale di violenza non \u00e8 nell\u2019interesse di nessuna delle parti.<\/p>\n<p>Occorre, pertanto, insistere sul piano internazionale per uno sbocco politico della crisi, che affronti in Parlamento le ben note \u2013 e certo non semplici &#8211; questioni pendenti: il tribunale internazionale per individuare i responsabili del delitto Hariri, la riforma della legge elettorale che risale all\u2019epoca dell\u2019occupazione siriana, l\u2019elezione del nuovo presidente della repubblica. Solo un negoziato complessivo pu\u00f2 condurre ad un accordo politico; sarebbe inutile puntare a trattative separate. <\/p>\n<p>In terzo luogo, la comunit\u00e0 internazionale deve garantire, secondo gli impegni presi a Parigi, un adeguato supporto economico-finanziario ad un Paese che importa il 90% dei beni che consuma e che ha visto prosciugarsi larga parte delle sue risorse a causa del conflitto in atto. Il piano di riforma predisposto dal governo costituisce una premessa necessaria ed \u00e8 volto prioritariamente a riattivare lo sviluppo economico del Paese in una prospettiva quinquennale. Resterebbe per\u00f2 lettera morta se non mutassero le condizioni politiche nella direzione della stabilizzazione e non vi si accompagnassero gli opportuni ammortizzatori sociali che proprio gli aiuti internazionali potrebbero sostenere.<\/p>\n<p><b>Il ruolo dell\u2019Unione europea<\/b><br \/>Ferma restando la portata dell\u2019iniziativa francese che ha condotto alla terza conferenza di Parigi, \u00e8 per\u00f2 forse venuto il momento che sia tutta l\u2019Unione europea a far sentire complessivamente il suo peso su Beirut, ma anche sulla Lega araba e sull\u2019Organizzazione della Conferenza Islamica (Oic). La crisi libanese dovrebbe sollecitare un effettivo rilancio del Partenariato euromediterraneo, che ha celebrato il suo decennale nel 2005, ma non sembra aver ripreso smalto nonostante le pubbliche dichiarazioni in tal senso. Non si riesce, evidentemente, a superare lo scoglio del Medio Oriente.<\/p>\n<p>La soluzione della crisi libanese avrebbe benefici effetti in tutta la regione mediorientale. Si spezzerebbe una delle armi di ricatto di cui dispone l\u2019attuale dirigenza iraniana, si indurrebbe la Siria a fare finalmente i conti con se stessa, si rassicurerebbe Israele, si darebbe un esempio ai palestinesi che oggi si combattono anche loro all\u2019interno.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio \u00e8 che, all\u2019indomani della Conferenza che si \u00e8 svolta a Parigi, la comunit\u00e0 internazionale possa inviare un inequivocabile triplice segnale di amicizia e di solidariet\u00e0 al popolo libanese in tutte le sue componenti, di invito al dialogo ed al confronto alle forze politiche libanesi degli opposti schieramenti, di monito alla collaborazione ed alla non interferenza agli altri Paesi della regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia nell\u2019ambito della missione Unifil plus nel sud del Libano sono destinate nei prossimi giorni ad accrescersi con l\u2019assunzione del comando di tutta la missione da parte di un alto ufficiale di nazionalit\u00e0 italiana, il generale Graziano. L\u2019Italia, che oggi fornisce &#8211; nel quadro dell\u2019attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4410"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67035,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4410\/revisions\/67035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}