{"id":4520,"date":"2007-02-08T00:00:00","date_gmt":"2007-02-07T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-lunga-strada-per-lindipendenza-del-kosovo-2\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:03","slug":"la-lunga-strada-per-lindipendenza-del-kosovo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/la-lunga-strada-per-lindipendenza-del-kosovo-2\/","title":{"rendered":"La lunga strada per l\u2019indipendenza del Kosovo"},"content":{"rendered":"<p>I prossimi mesi saranno cruciali per il futuro della provincia serba del Kosovo. Il negoziatore delle Nazioni Unite Martti Ahtisaari ha presentato la sua proposta per lo status futuro del Kosovo. Sono passati otto anni da quando i bombardamenti della Nato hanno costretto la Serbia a ritirare dal Kosovo tutte le sue forze di sicurezza e smantellare le sue strutture statali. La regione \u00e8 formalmente ancora una provincia serba, ma \u00e8 in pratica sotto protettorato internazionale dalla fine della guerra con la Nato, ed \u00e8 decisa ad ottenere l\u2019indipendenza.  <\/p>\n<p> <b>Accordo difficile<\/b><br \/>Fino ad oggi \u00e8 stato impossibile trovare un accordo fra serbi e kosovari albanesi sul futuro status della regione. L\u2019anno passato Ahtisaari ha dovuto prendere atto che proseguire ulteriormente con i negoziati sarebbe stato inutile e forse anche controproducente. Entrambe le parti sono rimaste sulle loro posizioni. I serbi non si sono dimostrati disposti a concedere al Kosovo nulla di pi\u00f9 che un\u2019ampia autonomia amministrativa, mentre i kosovari albanesi hanno continuato a pretendere l\u2019indipendenza piena. In mancanza di una soluzione negoziata fra le parti, Ahtisaari ha deciso di presentare la propria proposta per lo status del Kosovo.<\/p>\n<p>Trovare una soluzione che soddisfi entrambe le parti \u00e8 per\u00f2 un compito improbo. Per questa ragione Ahtisaari ha rinunciato a proporre una definizione formale dello status. Il suo piano punta invece a far partire un processo al termine del quale il Kosovo si dichiarer\u00e0 indipendente in modo unilaterale. Il risultato finale sar\u00e0 nel migliore dei casi un\u2019indipendenza <i>de jure<\/i> con tanto di riconoscimento internazionale e seggio all\u2019Onu, e nel peggiore l\u2019indipendenza di fatto.<\/p>\n<p><b>Il contenuto del piano <\/b><br \/>Il pacchetto di proposte di Ahitsaari prevede una sorta di indipendenza condizionata da una presenza internazionale da definire in termini numerici ma dotata di forti poteri di controllo. Il piano non contiene la parola indipendenza per evitare le prevedibili reazioni serbe. Il Kosovo approver\u00e0 comunque una Costituzione che garantir\u00e0 i diritti umani e le libert\u00e0 fondamentali e definir\u00e0 il Kosovo una societ\u00e0 multietnica, governata democraticamente e rispettosa dello stato di diritto. Oltre alla Costituzione il Kosovo godr\u00e0 di poteri (come quello di firmare trattati internazionali) e simboli (bandiera, inno) propri degli stati sovrani. La Costituzione verr\u00e0 approvata entro un periodo di transizione di 120 giorni. Alla fine di questo periodo la Costituzione entrer\u00e0 in vigore e l\u2019attuale missione civile internazionale Unmik trasferir\u00e0 tutti i suoi poteri legislativi ed esecutivi alle istituzioni kosovare.<\/p>\n<p>La difesa dei diritti delle minoranze ha un posto importante nella proposta Ahtisaari. Le minoranze non albanesi vedranno protette la loro cultura, la lingua, ed i loro simboli. Godranno di un particolare meccanismo di rappresentazione politica che garantir\u00e0 sia la presenza di rappresentanti delle minoranze negli organi legislativi sia il potere di questi rappresentanti di bloccare il voto su determinate questioni considerate vitali per le minoranze stesse (un po\u2019 il modello bosniaco). Le minoranze potranno inoltre esercitare l\u2019autogoverno a livello locale grazie ad un\u2019ampia decentralizzazione amministrativa. La Chiesa ortodossa serba godr\u00e0 di particolare tutela.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale manterr\u00e0 comunque una forte presenza in Kosovo. Allo scadere del periodo di transizione inizier\u00e0 il mandato del Rappresentante civile internazionale (International Civil Representative, Icr), che sar\u00e0 anche il rappresentante speciale dell\u2019Ue. L\u2019Icr supervisioner\u00e0 l\u2019applicazione del piano Ahtisaari. Per assicurare questo obbiettivo godr\u00e0 di poteri specifici ancora da definire, tra i quali sicuramente quello di annullare leggi adottate dalle istituzioni kosovare e di rimuovere funzionari pubblici che reputi lavorino in modo contrario alla lettera o allo spirito del piano Ahtisaari. Oltre all\u2019Icr sar\u00e0 dispiegata una missione europea Pesd con il compito di assistere le autorit\u00e0 kosovare e monitorare il loro lavoro nel rafforzamento dello stato di diritto; la missione lavorer\u00e0 quindi su polizia, sistema giudiziario e controllo delle frontiere. Infine, rimarr\u00e0 sul campo una missione militare internazionale guidata dalla Nato a garanzia della sicurezza.<\/p>\n<p><b>Il processo di indipendenza<\/b><br \/>Si sta avviando dunque un processo che potrebbe concludersi con la proclamazione formale dell\u2019indipendenza del Kosovo. Una tale conclusione non \u00e8 per\u00f2 scontata e, comunque, potrebbe richiedere un tempo imprecisato.<\/p>\n<p>La proposta Ahtisaari, che \u00e8 stata presentata alle parti in causa, verr\u00e0 portata davanti al Gruppo di contatto per i Balcani (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Russia) ed al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Perch\u00e9 il Kosovo possa ottenere il riconoscimento internazionale \u00e8 necessario che il Consiglio approvi una nuova risoluzione, dato che quella che attualmente definisce lo status del Kosovo, la n.1244, risale ai tempi della Repubblica Federale di Jugoslavia. Ottenuta una nuova risoluzione che riconosca il suo distacco dalla Serbia, Pristina potr\u00e0 dichiararsi indipendente con un atto unilaterale e potr\u00e0 cercare di ottenere il riconoscimento internazionale. Inizier\u00e0 allora la battaglia diplomatica per ottenere un seggio alle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Gli ostacoli su questo percorso sono costituiti principalmente dalla difficolt\u00e0 di ottenere una risoluzione e dal rischio di scontri e incidenti. Non \u00e8 affatto sicuro che il Consiglio riesca ad approvare una nuova risoluzione. Mentre i paesi occidentali sembrano aver accettato controvoglia l\u2019idea che il Kosovo sar\u00e0 indipendente, e sono orientati ad acconsentire all\u2019indipendenza del Kosovo, la Russia sembra seriamente intenzionata a bloccare con un veto qualsiasi risoluzione che non venga concordata dalle due parti.<\/p>\n<p>In questo caso, ottenere l\u2019assenso serbo, anche informalmente, sar\u00e0 essenziale. Il primo ministro uscente Kostunica ed il presidente Tadic si sono subito espressi contro la proposta Ahtisaari, ma potrebbe anche trattarsi di un tatticismo giustificato dai negoziati per formare un nuovo governo. Sembra che dalle recenti elezioni uscir\u00e0 un governo filo occidentale e interessato all\u2019integrazione nella Nato e nella Ue, e sul quale quindi sar\u00e0 possibile esercitare pi\u00f9 influenza; anche se nessun governo serbo accetter\u00e0 mai la secessione del Kosovo senza ottenere nulla in cambio per placare la frustrazione popolare. Anche la Cina inoltre, che ha i suoi problemi con gli indipendentisti nello Xingjiang e con il Tibet, potrebbe votare contro per evitare di creare uno scomodo precedente. Senza una nuova risoluzione, ben pochi paesi sarebbero disposti a riconoscere il Kosovo indipendente, che si dovrebbe allora accontentare di una indipendenza <i>de facto<\/i>.<\/p>\n<p>  Anche ammesso che non vengano posti veti, il processo di redazione della nuova risoluzione richieder\u00e0 probabilmente diverse settimane, forse anche diversi mesi. Il momento in cui il Kosovo potr\u00e0 legittimamente rivendicare la piena indipendenza potrebbe facilmente slittare fino all\u2019estate e oltre.<\/p>\n<p>Un ritardo eccessivo, considerate le precarie condizioni di sicurezza, potrebbe avere gravi conseguenze. Ai kosovari albanesi era stata promessa l\u2019indipendenza per la fine del 2006, e il ritardo ha provocato malumori tali da indurre la Kfor ad aumentare le misure di sicurezza nelle strade. A questa si aggiunga la delusione provocata dalla mancanza del termine chiaro \u201cindipendenza\u201d nella proposta di Ahtisaari. Se ci saranno nuovi scontri con i serbi che vivono nel nord del Kosovo, come quelli del 2004, la causa kosovara nella comunit\u00e0 internazionale ne risentir\u00e0 sicuramente.<\/p>\n<p>Il piano Ahtisaari non \u00e8, come alcuni hanno sperato, la soluzione del problema dello status del Kosovo. Aprir\u00e0 per\u00f2 una nuova fase di negoziazioni fra le potenze interessate del gruppo di contatto, il Kosovo e la Serbia, al termine del quale forse emerger\u00e0 un nuovo Stato. La strada scelta, in sostanza, sembra essere quella di acconsentire tacitamente all\u2019indipendenza del Kosovo, diluendo il processo in diversi mesi nella speranza che in questo modo il contraccolpo in Serbia sia meno forte ed il governo serbo si rassegni al fatto compiuto. La conclusione di questo processo \u00e8 subordinata a tante variabili che \u00e8 impossibile prevedere l\u2019esito finale.<\/p>\n<p>Le recenti elezioni in Serbia, come gi\u00e0 detto, non hanno dato la vittoria agli ultranazionalisti, e questo rende il processo un po\u2019 meno difficile. L\u2019unica cosa sicura \u00e8 che il Kosovo, indipendente o meno, dipender\u00e0 a lungo dalla presenza della comunit\u00e0 internazionale, sia per il mantenimento della sicurezza che per lo sviluppo politico ed economico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I prossimi mesi saranno cruciali per il futuro della provincia serba del Kosovo. Il negoziatore delle Nazioni Unite Martti Ahtisaari ha presentato la sua proposta per lo status futuro del Kosovo. 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