{"id":4530,"date":"2007-02-12T00:00:00","date_gmt":"2007-02-11T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-opportunita-della-nuova-locomotiva-asiatica\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:02","slug":"le-opportunita-della-nuova-locomotiva-asiatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/le-opportunita-della-nuova-locomotiva-asiatica\/","title":{"rendered":"Le opportunit\u00e0 della nuova locomotiva asiatica"},"content":{"rendered":"<p>La crescita economica dell\u2019India nell\u2019anno fiscale che si chiuder\u00e0 il prossimo marzo stabilir\u00e0 un nuovo record (9,2%) per gli ultimi due decenni e andr\u00e0 oltre ogni aspettativa, anche la pi\u00f9 ottimistica. Ma proprio questi brillanti risultati accrescono le ansie di chi teme una brusca frenata a breve a causa del persistente surriscaldamento provocato da una domanda che cresce da tempo al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 di offerta del sistema economico. I sintomi ci sono tutti, un po\u2019 ovunque, e si riflettono in un mercato borsistico che \u00e8 cresciuto pi\u00f9 del 400% negli ultimi quattro anni e in un comparto immobiliare che ha visto i prezzi delle case raddoppiarsi nelle grandi citt\u00e0 negli ultimi due anni. <\/p>\n<p>Meglio, allora, tenersi alla larga e attendere tempi migliori? Tutt\u2019altro. Rischi ce ne sono, certo, ma un rallentamento &#8211; come sostengono molti osservatori &#8211; semmai si verificher\u00e0, sar\u00e0 lieve e di breve durata; e tale, comunque, da non compromettere il cammino dell\u2019India lungo il sentiero che la potrebbe portare a medio-lungo termine a riagganciare le economie pi\u00f9 avanzate.<\/p>\n<p><b>Un futuro grande attore dell\u2019economia globale<\/b><br \/>Con una dimensione demografica simile a quella cinese (1,2 miliardi di abitanti), ma con un sistema politico e una strategia di sviluppo assai differenti, l\u2019India si candida a divenire uno dei futuri giganti dell\u2019economia mondiale. Oggi \u00e8 al decimo posto nella classifica delle maggiori economie; entro il 2030, tenuto conto di tutta una serie di variabili, l\u2019India potrebbe divenire la terza potenza economica -in termini assoluti &#8211; davanti al Giappone e subito dopo gli Stati Uniti e la Cina. Pur rimanendo un paese povero, visto che il suo livello di reddito pro capite rester\u00e0 ancora a lungo molto al di sotto di quello medio dei paesi pi\u00f9 industrializzati. Anche il ritardo nei confronti dell\u2019economia cinese rester\u00e0 comunque significativo, con un contributo da parte della Cina al Pil mondiale che si prevede sar\u00e0 tra venti anni pi\u00f9 che doppio rispetto a quello indiano. <\/p>\n<p>La composizione della produzione e dell\u2019occupazione dell\u2019economia indiana riflette gi\u00e0 oggi questo minore potenziale di sviluppo. L\u2019agricoltura \u00e8 tuttora molto importante e occupa pi\u00f9 della met\u00e0 della forza lavoro del paese; mentre il settore manifatturiero \u00e8 relativamente limitato, seppure in espansione. Sono comunque i servizi, e soprattutto i servizi ad alto contenuto di informazione (finanza, telecomunicazione, business), che hanno rappresentato il vero motore della crescita indiana nell\u2019ultimo decennio, anche se coprono solo il 28 per cento del totale dei servizi. E una delle determinanti fondamentali di questa crescita dei servizi \u00e8 rappresentata dalle delocalizzazioni (outsourcing) attuate da molte imprese occidentali che hanno trasferito e\/o sviluppato in India parti rilevanti della loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Grandi opportunit\u00e0 ma condizionate da grandi riforme<\/b><br \/>Il raggiungimento del traguardo, assai ambizioso, di riaggancio con l\u2019area avanzata, tuttavia, non \u00e8 affatto scontato ma dipende dalla realizzazione di riforme economiche ancor pi\u00f9 radicali rispetto al passato, in grado di piegare la resistenza dei potenti interessi costituiti che dall\u2019interno oggi ostacolano i necessari cambiamenti. Un compito reso pi\u00f9 arduo dai grandi problemi economico-sociali che l\u2019India deve ancora affrontare. Solo per citarne tre tra i pi\u00f9 rilevanti: un elevatissimo aumento dei tassi di occupazione per soddisfare il consistente previsto aumento dei giovani in et\u00e0 da lavoro; un deciso rilancio delle infrastrutture materiali (strade, ferrovie, porti, energia) e immateriali attualmente del tutto inadeguate, che \u00e8 reso difficile dai persistenti disavanzi strutturali del bilancio pubblico; una pi\u00f9 decisa lotta alla povert\u00e0 e alle disuguaglianze, in aumento nel periodo pi\u00f9 recente, con un 35 per cento della popolazione che ancora vive con meno di un dollaro al giorno. <\/p>\n<p>Detto ci\u00f2, le opportunit\u00e0 offerte gi\u00e0 oggi dall\u2019economia indiana alimentano grandi interessi in tutti i paesi avanzati. La classe media (definita da coloro che vantano un reddito superiore ai 4,500 dollari all\u2019anno) \u00e8 stimabile intorno ai 100 milioni di persone, ed \u00e8 destinata a crescere fortemente e raggiungere i 300 milioni nel prossimo decennio, con redditi medi anche superiori a quelli attuali. Sul fronte degli investimenti diretti esteri si prevede un raddoppio dei flussi provenienti dal resto del mondo e diretti in India nel presente anno fiscale (11 miliardi di dollari) con maggiori incrementi attesi nei comparti delle telecomunicazioni, dell\u2019energia, dei servizi urbani e alla produzione, dei trasporti, e delle apparecchiature elettriche. Una significativa crescita dovrebbe interessare anche i flussi di investimenti in uscita dall\u2019India, da parte di gruppi indiani gi\u00e0 oggi molto attivi in molti rilevanti comparti quali il farmaceutico, le telecomunicazioni, il software e pi\u00f9 di recente la siderurgia.<\/p>\n<p><b>Il misto di sfide e opportunit\u00e0 per l\u2019Italia<\/b><br \/>Di qui l\u2019importanza della <a href= \"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rubriche.asp?Categoria=La%20Politica%20Estera%20dell'Italia\" target= \"blank\"><b><u> visita della nutrita delegazione italiana <\/u><\/b><\/a>guidata dal Presidente del Consiglio Romano Prodi che si sta svolgendo in questi giorni in India e che segue a distanza di due anni quella con Carlo Azeglio Ciampi. \u00c8 una visita difficile perch\u00e9 deve contribuire a colmare un ritardo notevole che abbiamo accumulato nei confronti della presenza di altri Paesi occidentali nell\u2019economia indiana, in primo luogo europei. Debolezze presenti sia sul fronte commerciale che su quello degli investimenti esteri nel Subcontinente.<\/p>\n<p>Per l\u2019economia italiana, al pari di altri paesi emergenti, l\u2019India rappresenta un misto di sfide e opportunit\u00e0. Le prime derivano dalla crescente capacit\u00e0 indiana di produrre a bassi costi un\u2019ampia variet\u00e0 di prodotti, anche manufatti, in prospettiva. Le seconde sono legate agli sbocchi di mercato gi\u00e0 da ora &#8211; e ancor pi\u00f9 in futuro \u2013 di sicura rilevanza per le nostre produzioni. Innanzi tutto per le macchine industriali e beni di investimento; poi per la forte domanda di infrastrutture, materiali e immateriali, necessarie allo sviluppo futuro del paese; infine per i prodotti di consumo di qualit\u00e0 destinati ai ceti a reddito medio alto che stanno crescendo \u2013 come abbiamo visto &#8211; nelle grandi megalopoli.<\/p>\n<p><b>Nuove strategie per affrontare l\u2019economia globale<\/b><br \/>Ed \u00e8 evidente che se non si comincer\u00e0 a muovere e investire da subito colmando i ritardi e rafforzando la presenza delle nostre imprese, gli spazi di mercato che si apriranno in futuro saranno sempre pi\u00f9 difficili da conquistare. Certo, per cogliere queste opportunit\u00e0 bisogner\u00e0 superare, a livello di sistema-paese, facili e inutili diffidenze, che si sono diffuse in questi anni, imparando a convivere con i nuovi paesi emergenti e realizzando sinergie e forme d\u2019integrazione sempre pi\u00f9 avanzate. Se la concorrenza aumenta e il mercato mondiale cambia, le nostre imprese, in particolare, devono modificare le loro strategie e organizzazioni, accelerando i processi di innovazione, internazionalizzandosi e accrescendo i vantaggi in termini di qualit\u00e0 dei beni che tuttora vantano nei confronti dei nuovi produttori a basso costo. E queste nuove strategie devono essere sostenute e alimentate da una strategia di sistema-paese in cui le politiche e gli strumenti pubblici facciano la loro parte. Il successo del viaggio di questi giorni in India si valuter\u00e0 rispetto a queste sfide.<\/p>\n<p>  <i>Paolo Guerrieri \u00e8 Vicepresidente dell\u2019Istituto Affari Internazionali<\/i><\/p>\n<p>Foto da  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crescita economica dell\u2019India nell\u2019anno fiscale che si chiuder\u00e0 il prossimo marzo stabilir\u00e0 un nuovo record (9,2%) per gli ultimi due decenni e andr\u00e0 oltre ogni aspettativa, anche la pi\u00f9 ottimistica. 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