{"id":4580,"date":"2007-02-15T00:00:00","date_gmt":"2007-02-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sarkozy-aumenta-il-vantaggio\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:02","slug":"sarkozy-aumenta-il-vantaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/sarkozy-aumenta-il-vantaggio\/","title":{"rendered":"Sarkozy aumenta il vantaggio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ombra delle imminenti elezioni francesi comincia a proiettarsi sull\u2019Europa. Dall\u2019esito dello scontro tra Nicolas Sarkozy, candidato gollista che grazie al suo efficientissimo apparato ha riassorbito anche il dissenso interno del clan Chirac, e Segol\u00e8ne Royal, candidata socialista designata a furor di popolo scavalcando i vecchi notabili del partito, dipenderanno infatti molte cose: i nuovi equilibri politici dell\u2019Unione, l\u2019esito del tentativo di rilanciare il processo costituzionale, il futuro dei rapporti transatlantici, l\u2019intensit\u00e0 della spinta riformista nella cosiddetta \u201cvecchia Europa\u201dnei prossimi cinque anni.<\/p>\n<p><b>Forte incertezza<\/b><br \/>Per quanto i sondaggi assegnino un vantaggio sempre pi\u00f9 cospicuo a Sarkozy, \u00e8 prematuro oggi fare previsioni, soprattutto perch\u00e9 non sappiamo come si comporteranno, al ballottaggio, gli elettori dei numerosi candidati presumibilmente eliminati al primo turno. Quelli di Le Pen a destra, quelli della comunista Buffet e dei vari esponenti ultra a sinistra e soprattutto quelli di Francois Bayrou, una specie di Casini francese che si \u00e8 staccato dal centro-destra per tentare una avventura solitaria al centro e le cui quotazioni sono in continuo aumento. Possiamo per\u00f2 dire, fin da oggi, che direzione imboccher\u00e0 la Francia sui temi caldi a seconda se vincer\u00e0 Supersarko o Madame Royal.<\/p>\n<p>Nel caso Sarkozy riuscisse ad arrivare all\u2019Eliseo dovremo registrare una sensibile virata a destra della leadership europea perch\u00e9, al contrario di Chirac, l\u2019attuale ministro dell\u2019Interno \u00e8 un liberal-conservatore di origine controllata, anche se, per ragioni elettorali, non disdegna le aperture populiste. La sua vittoria arriverebbe un anno dopo il successo della cristiano-democratica Angela Merkel sul socialdemocratico Gerhard Schroeder in Germania e precederebbe di altrettanto un probabile ritorno al potere dei Popolari in Spagna. Anche in Gran Bretagna i sondaggi danno, per la prima volta in oltre un decennio, i conservatori di David Cameron in vantaggio sui laburisti, ma qui le elezioni sono ancora lontane. <\/p>\n<p>Visti anche gli stretti legami che Sarkozy ha stabilito con Gianfranco Fini (pi\u00f9 che con Forza Italia), al governo italiano di centro-sinistra, in controtendenza rispetto all\u2019Europa  che conta (ma anche a Polonia, Svezia, Danimarca, Grecia, Olanda, Romania e Paesi baltici) verrebbe a mancare una sponda importante. Non c\u2019\u00e8 perci\u00f2 da stupirsi se la nostra coalizione di governo fa il tifo per Madame Royal, che nel suo discorso  dell\u201911 febbraio ha illustrato un programma abbastanza simile a quello dell\u2019Unione: grande sforzo per la giustizia sociale, anche a costo di aumentare la tassazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il tentativo, che sta prendendo corpo proprio in questi giorni e che culminer\u00e0 nella dichiarazione di Berlino del 25 marzo, di rilanciare il processo costituzionale europeo, nessuno dei due candidati pu\u00f2 essere considerato un alleato sicuro. Entrambi credono nell\u2019Europa, ma nessuno dei due \u2013 anche per le divisioni dei rispettivi schieramenti &#8211; pu\u00f2 riproporre ai francesi senza sostanziali modifiche il testo che hanno bocciato due anni fa. Il rilancio della Carta non potr\u00e0 perci\u00f2 avvenire prima che il nuovo presidente francese si sia insediato, ma anche che abbia formato il suo governo e abbia valutato le varie opzioni. <\/p>\n<p>Questo ci porter\u00e0, purtroppo, alla fine del semestre di presidenza tedesca, vera forza motrice del rilancio europeo, ma i Paesi che prenderanno il timone nei due semestri successivi sembrano gi\u00e0 essersi impegnati a seguire la linea. E\u2019 certo, comunque, che Sarkozy e Royal chiederebbero ai partner modifiche diverse: il primo punterebbe di pi\u00f9 sulla politica estera e di difesa, la seconda sulle politiche sociali.<\/p>\n<p><b>I rapporti con gli Usa<\/b><br \/>La principale novit\u00e0 di una presidenza Sarkozy, rispetto a Chirac ma anche a Mitterrand, sarebbe comunque un rapporto meno conflittuale con gli Stati Uniti, che si ripercuoterebbe su tutta l\u2019Unione. Al contrario dell\u2019attuale presidente, egli \u00e8 un ammiratore della societ\u00e0 americana, non ha mai creduto in una contrapposizione tra le due sponde dell\u2019Atlantico ed \u00e8 convinto che l\u2019Occidente debba fare fronte comune contro il terrorismo islamista, <\/p>\n<p>Le opinioni di Segol\u00e8ne Royal sull\u2019argomento sono pi\u00f9 sfumate, anche per la sua scarsa esperienza di politica internazionale, ma se diventasse presidente sarebbe comunque condizionata non solo dagli umori della base socialista, ma anche di quelli della sinistra massimalista, che in cambio dell\u2019appoggio al secondo turno pretenderebbe senz\u2019altro di entrare nel suo esecutivo e \u2013 un po\u2019 come avviene in Italia \u2013 non mancherebbe di far sentire il suo peso.<\/p>\n<p>Infine, le riforme. La Francia fa parte, con Italia e Germania, del gruppo di Paesi europei che pi\u00f9 ne ha bisogno, anche se l\u2019inattesa ripresa della natalit\u00e0 le d\u00e0 forse un po\u2019 pi\u00f9 di respiro sul fronte pensionistico. Entrambi i candidati riconoscono questo bisogno di rinnovamento, ma si muovono in direzioni diverse. Sarkozy \u00e8 un modernizzatore di ispirazione liberista, apparentemente deciso a liberare il Paese dai molti lacci e laccioli che ne frenano l\u2019economia; i cento punti illustrati dalla Royal hanno invece una impronta abbastanza socialista, con forti connotati di giustizia sociale e di sostegno ai ceti medio-bassi. <\/p>\n<p>Inoltre, mentre il primo sembra avere, all\u2019interno del suo schieramento, la forza di imporre le proprie decisioni, la seconda, nonostante la schiacciante vittoria alle primarie, potrebbe essere pi\u00f9 condizionata dai maggiorenti del suo partito che le hanno contestato la designazione e che, di fronte alle sue difficolt\u00e0, hanno addirittura adombrato la possibilit\u00e0 di un cambio di candidato in corsa: molto dipender\u00e0, perci\u00f2, da chi &#8211; tra Strass-Kahn, Fabius, Lang e gli altri maggiorenti &#8211; diventer\u00e0 capo del Governo, perch\u00e9 sul capitolo riforme hanno pareri diversi. <\/p>\n<p>Ancora tre mesi, e sapremo quale Francia ci toccher\u00e0 come partner. Ma sappiamo fin da adesso che, per l\u2019Unione Europea, sar\u00e0 l\u2019avvenimento centrale dell\u2019anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ombra delle imminenti elezioni francesi comincia a proiettarsi sull\u2019Europa. 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