{"id":4700,"date":"2007-02-22T00:00:00","date_gmt":"2007-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/politica-estera-lirresistibile-fascino-della-discontinuita\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:01","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:01","slug":"politica-estera-lirresistibile-fascino-della-discontinuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/politica-estera-lirresistibile-fascino-della-discontinuita\/","title":{"rendered":"Politica estera: l\u2019irresistibile fascino della discontinuit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 degli aspetti di politica interna, vi \u00e8 qualcosa di paradossale nella caduta del governo Prodi seguita al voto negativo in Senato. A entrare in crisi \u00e8 stato infatti il concetto di \u201ccontinuit\u00e0\u201d in politica estera, che dall\u2019una e dall\u2019altra parte politica \u00e8 stato letto in modo diverso. Per lunghi anni si \u00e8 sostenuto che le questioni fondamentali di politica internazionale, quali Europa, Nato od Onu, valevano per l\u2019intero arco costituzionale. Il principio affonda le sue radici nel compromesso storico e nel progressivo avvicinamento del vecchio Pci all\u2019area di governo. Da Berlinguer in poi, il tema di una politica estera <i>bipartisan<\/i> \u00e8 stato in effetti il leitmotiv di tutti i programmi politici nazionali. Passavano, anche rapidamente, i Governi, ma le scelte e gli orientamenti di politica estera non si discostavano dalle linee di fondo tracciate nella storia repubblicana. <\/p>\n<p>Vi sono stati certamente momenti di tensione su specifici temi, come l\u2019entrata nel Sistema monetario europeo (Sme) a fine anni \u201970, o la decisione di schierare gli euromissili all\u2019inizio degli anni \u201880, entrambi rifiutati dal Pci, anche se in modo blando rispetto alle durezze e all\u2019opposizione dei decenni precedenti. Su questa continuit\u00e0 e solidit\u00e0 delle nostre scelte di politica estera si \u00e8 fatta strada, anche nella percezione degli alleati europei e americani, la sensazione di un paese privo di sussulti, almeno in questo settore. <\/p>\n<p>Oggi per la prima volta nell\u2019era repubblicana un Governo cade proprio sul tema della continuit\u00e0 in politica estera. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rubriche.asp?Categoria=La%20Politica%20Estera%20dell'Italia\"><b><u> Massimo D\u2019Alema nella sua replica al Senato <\/u><\/b><\/a>ha molto insistito su questo \u201cprincipio guida\u201d, ma con una sottigliezza tipicamente dalemiana. Invece che limitarsi a chiamare a raccolta l\u2019intero arco di forze \u201ccostituzionali\u201d, sottolineando gli aspetti di continuit\u00e0 della sua politica estera con quella precedentemente seguita dai governi italiani, ha deciso di aggiungere il tema della \u201cdiscontinuit\u00e0\u201d con il governo Berlusconi, con riguardo in particolare alla sua adesione alla politica neoconservatrice e unilateralista dell\u2019amministrazione Bush. <\/p>\n<p>In realt\u00e0 una certa dose di \u201cdiscontinuit\u00e0\u201d il governo guidato da Silvio Berlusconi l\u2019aveva praticata essenzialmente nei confronti dell\u2019Unione europea. E\u2019 bene ricordare infatti lo sconcerto dei nostri partner europei di fronte ad atteggiamenti particolarmente assertivi dei nostri ministri e dello stesso premier su varie questioni, dal lungo braccio di ferro sull\u2019agenzia alimentare a Parma all\u2019iniziale rifiuto di aderire alla proposta di mandato di cattura europeo. <\/p>\n<p>Meno chiara \u00e8 stata la \u201cdiscontinuit\u00e0\u201d nella contestatissima decisione di inviare le nostre truppe in Iraq sotto la copertura di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la 1511 del 16 ottobre 2003, che di fatto dava una garanzia di multilateralismo alla decisione del governo italiano di fare parte di una forza multinazionale. Ma certamente \u00e8 stata <i>bipartisan<\/i> e chiaramente multilaterale la decisione di mandare le nostre truppe in Afghanistan, non solo sotto cappello Onu, ma anche nel contesto \u201cistituzionale\u201d rappresentato dalla Nato, cui l\u2019Italia aderisce senza dubbio alcuno (tanto che lo stesso D\u2019Alema, da primo ministro nel 1999, l\u2019aveva utilizzata come copertura politico-istituzionale nell\u2019operazione militare in Serbia). <\/p>\n<p>E di questo, di Afghanistan, si stava discutendo in Senato. Ragioni di politica interna alla coalizione del centro sinistra hanno spinto il Governo a sottolineare una discontinuit\u00e0 che, sulle materie oggetto dell\u2019odierna controversia, e cio\u00e9 l&#8217;Afghanistan stesso e la base di Vicenza, erano invece molto pi\u00f9 di forma che di sostanza. <\/p>\n<p>Inevitabilmente questo non ha convinto i massimalisti \u201ctaliban-chic\u201d e ha alienato i continuisti. Il paradosso \u00e8 che non si \u00e8 cos\u00ec apprezzata, come dicevamo, la vera e significativa discontinuit\u00e0 tra il governo Berlusconi e quello Prodi in politica estera, e cio\u00e8 la politica europea: discontinuit\u00e0 che invece raccoglie ampi consensi bipartisan. <\/p>\n<p>Era possibile fare diversamente? L&#8217;insistenza dei due schieramenti politici contrapposti sulla necessit\u00e0 che il governo avesse una maggioranza &#8220;autonoma&#8221; in politica estera rendeva probabilmente questo grottesco gioco delle parti una scelta obbligata, che tuttavia ha finito per riflettersi negativamente sull&#8217;immagine politica del paese. L&#8217;esempio di altre democrazie &#8220;bipolari&#8221; \u00e8 da questo punto di vista diverso: un voto bi-partisan non \u00e8 considerato un momento di debolezza del Governo o dell&#8217;opposizione, ma l&#8217;espressione di un pi\u00f9 solido consenso nazionale, di un patrimonio comune. Ma il nostro bipolarismo molto imperfetto \u00e8 caratterizzato da una completa assenza del principio di solidariet\u00e0 condivisa sui grandi temi di interesse nazionale: elemento questo che fa dubitare della solidit\u00e0 e della lungimiranza di ambedue gli schieramenti sul ruolo e sulle responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al di l\u00e0 degli aspetti di politica interna, vi \u00e8 qualcosa di paradossale nella caduta del governo Prodi seguita al voto negativo in Senato. A entrare in crisi \u00e8 stato infatti il concetto di \u201ccontinuit\u00e0\u201d in politica estera, che dall\u2019una e dall\u2019altra parte politica \u00e8 stato letto in modo diverso. 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