{"id":4720,"date":"2007-02-26T00:00:00","date_gmt":"2007-02-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/un-paese-allo-stato-liquido\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:00","slug":"un-paese-allo-stato-liquido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/un-paese-allo-stato-liquido\/","title":{"rendered":"Un paese allo stato liquido"},"content":{"rendered":"<p>Quando si ha a che fare con la questione somala si viene presi dalla sensazione un po\u2019 eccitante ed un po\u2019 frustrante che si prova quando ci si cimenta con un esercizio di intelligenza con molte variabili. Di sicuro, quanti si avvicinano alla Somalia senza pregiudizi non proveranno mai la sensazione di avere a che fare con un Paese \u201cprimitivo\u201d.<\/p>\n<p><b>Un laboratorio senza precedenti<\/b><br \/>La caduta dell\u2019uomo forte, Mohamed Siad Barre, nel gennaio del 1991 \u00e8 stata un evento che ha colto impreparato il governo italiano il quale, forse sopravvalutando la tenuta del regime e il diffuso malcontento di fronte all\u2019insurrezione popolare che ha sconvolto Mogadiscio, ha ritenuto di azzerare in tutta fretta la propria presenza diplomatica. Da questa scelta \u00e8 derivata una situazione di progressiva estraniazione della realt\u00e0 somala  rispetto alle dinamiche e alle logiche politiche del resto del mondo.<\/p>\n<p>La \u201csolitudine somala\u201d, malgrado la parentesi dell\u2019intervento militare Onu dal 1992 al 1994 e diversi tentativi infruttuosi di interazione politica internazionale, continua a sopravvivere a se stessa grazie ad alcune caratteristiche della cultura e della civilt\u00e0 somale, che la rendono del tutto peculiare nel suo genere.<\/p>\n<p>In un Paese dell\u2019Africa Sub-Sahariana nel quale per 16 anni \u00e8 stata del tutto inesistente qualsiasi manifestazione dell\u2019autorit\u00e0 pubblica, sarebbe stato lecito aspettarsi la regressione economica, l\u2019involuzione della civilt\u00e0, l\u2019isolamento dal mondo. In realt\u00e0, accanto a uno scadimento drammatico delle condizioni di vita e di sicurezza della gente comune, il tessuto economico e imprenditoriale del Paese ha dato segni di incredibile vitalit\u00e0; le massicce rimesse di danaro provenienti dagli esuli all\u2019estero, fatte giungere in ogni angolo del territorio somalo attraverso canali \u201cbancari\u201d del tutto informali ed efficientissimi, hanno consentito di contenere i fenomeni di povert\u00e0 estrema; il moltiplicarsi di minimali infrastrutture aeroportuali e portuali ha fatto della Somalia l\u2019accesso al mare privilegiato dell\u2019Etiopia e ha consentito a una nuova elite imprenditoriale di conquistare importanti posizioni nei Paesi dell\u2019Africa Orientale e del Golfo Persico; il velocissimo sviluppo di efficienti reti di telefonia cellulare e l\u2019incredibile feeling con il \u201cweb\u201d e con le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione hanno mantenuto la Somalia ed i somali costantemente on line con il resto del mondo. Tutto ci\u00f2 spesso in un contesto di ambigua contiguit\u00e0 con i Signori della Guerra o con alcune propaggini dell\u2019estremismo terrorista internazionale.<\/p>\n<p><b>Rappresentanza e consenso<\/b><br \/>La miscela di tribalismo e individualismo che alimenta le radici della cultura somala ha sempre reso difficile lo svolgimento del tema della rappresentanza, almeno secondo i canoni in uso nel cosiddetto occidente. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche nella Conferenza Internazionale svoltasi in Kenya, che ha dato vita alle attuali Istituzioni Federali Transitorie della Somalia. A Nairobi si \u00e8 pensato di poter uscire da anni di caos e anarchia cercando di realizzare l\u2019aspirazione a creare una democrazia parlamentare rappresentativa, senza per\u00f2 avere un vero elettorato a cui fare riferimento e gruppi organizzati che potessero competere democraticamente per ottenere il consenso.<\/p>\n<p>A pi\u00f9 di due anni e mezzo dalla costituzione delle Istituzioni Federali Transitorie si pu\u00f2 dire che le aspettative non sono state soddisfatte. Si pu\u00f2 anzi affermare che la societ\u00e0 somala, sempre pi\u00f9 provata e destrutturata, \u00e8 pi\u00f9 che mai tentata dal totale ripiegamento sulle proprie appartenenze tribali. La breve ed istruttiva parabola delle Corti Islamiche ci ha insegnato diverse cose. Innanzitutto che il popolo somalo \u00e8 oggi disposto ad accogliere con sollievo chiunque prometta  pace, ordine e una vita quotidiana non esposta a rischi micidiali. A patto per\u00f2 che non venga violato il carattere laico dello Stato; che vengano rispettate le tradizionali libert\u00e0 individuali e che nessuna trib\u00f9 prenda il sopravvento su altre monopolizzando il potere. Gi\u00e0 prima della cacciata delle Corti da parte delle truppe etiopiche, gli anticorpi della societ\u00e0 somala si erano messi in movimento e avrebbero portato al drastico ridimensionamento delle ambizioni dell\u2019Unione delle Corti Islamiche, ormai egemonizzata da frange claniche settarie ed estremiste.<\/p>\n<p>In questo panorama magmatico la comunit\u00e0 internazionale sta giustamente cercando di salvaguardare il quadro istituzionale faticosamente creato, ma \u00e8 anche alla perenne ricerca di quel \u201cquid\u201d che  continua a mancare perch\u00e9 il convoglio possa veramente partire. In questa fase si sta evocando con frequenza l\u2019obiettivo della \u201criconciliazione politica\u201d, intendendo quella tra i somali in generale e anche quella tra istituzioni federali e quanti non si sentono adeguatamente rappresentati. <\/p>\n<p>Un elemento essenziale di questa riconciliazione sembra essere stato individuato nel dialogo con le gli esponenti moderati dell\u2019Unione delle Corti Islamiche, da poco dissoltesi. Questo, nell\u2019opinione dei somali, \u00e8 un abbaglio inspiegabile in quanto in Somalia non \u00e8 mai esistita e non esiste alcuna delega di rappresentanza politica a qualsivoglia formazione religiosa. L\u2019esperienza di governo delle Corti appena assaporata \u00e8 definitivamente uscita dall\u2019orizzonte somalo, in quanto si \u00e8 dimostrata non calzante alla realt\u00e0 che tentava di plasmare. <\/p>\n<p>Tentare di suggerire dall\u2019esterno la concessione di un riconoscimento politico-istituzionale a soggetti o forze che sono estranei alla tradizione somala sarebbe una forzatura innaturale, di breve respiro e foriera di gravi turbamenti.<\/p>\n<p><b>Etiopia strategica<\/b><br \/>L\u2019Etiopia, in questo contesto, \u00e8 il giocatore con un decisivo peso strategico. Essa \u00e8 infatti in grado di creare e disfare i destini della Somalia. Stabilizzare la Somalia senza tenere conto di ci\u00f2 che desidera e teme l\u2019Etiopia \u00e8 impossibile. Coinvolgere l\u2019Etiopia in un meccanismo politico volto a ridisegnare un quadro di pacifica convivenza  e di sviluppo regionale \u00e8 possibile e auspicabile. Per compiere un tale scatto di reni occorre avere attori somali che abbiano una visione di lungo periodo e che abbiano ben chiari gli effetti benefici dell\u2019operazione. Occorre, inoltre, una comunit\u00e0 internazionale che si renda concretamente garante degli accordi eventualmente stipulati.<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 avere i requisiti appena indicati e pu\u00f2 svolgere adeguatamente il proprio ruolo \u00e8, nei fatti, del tutto assente dal meccanismo della riconciliazione politica: la cosiddetta societ\u00e0 civile. In questo contenitore ci sono sia i soggetti pi\u00f9 facilmente assimilabili alle esperienze europee, sia la grande miniera della diaspora intellettuale ed economica, che in questi anni ha accumulato un bagaglio di esperienze che potrebbero far compiere alla Somalia un grande balzo in avanti in termini di sviluppo sociale ed economico.<\/p>\n<p>I somali esuli sono circa 1,5 milioni, vale a dire circa il 20% della popolazione somala: circa 350.000 in Nord America, 150.000 in Gran Bretagna, 40.000 in Svezia, 20.000 in Olanda, 10.000 in Australia, meno di 3000 in Italia. La diaspora somala in questi 16 anni non ha mai reciso i propri legami con la madre patria. Buona  parte delle famiglie somale si sentono bi-locate nello spazio. L\u2019economia somala si basa sulle rimesse dei parenti esuli all\u2019estero e le tecnologie della comunicazione fanno s\u00ec che la Somalia, nella sua quotidianit\u00e0, sia vissuta in diretta un po\u2019 dappertutto nel mondo.<\/p>\n<p><b>Italia fuori gioco?<\/b><br \/>I somali esuli all\u2019estero non sono vecchi nostalgici che sognano rivincite impossibili o un Eden mai esistito. Sono invece i soggetti che, grazie al lungo esilio, costituiscono il migliore strumento di mediazione culturale e politica tra un Occidente  che da per scontate troppe cose e le fortissime radici della civilt\u00e0 somala, fatta di laicit\u00e0, individualismo, tribalismo e animata da una grande apertura alla modernit\u00e0 e al confronto. Dalla  \u201csociet\u00e0 civile\u201d nascer\u00e0 la nuova classe dirigente somala e ad essa la politica italiana dovrebbe dedicare sincera attenzione e sostegno concreto, se l\u2019Italia ha ancora interesse a ricoprire un ruolo in Somalia.<\/p>\n<p>Un dato reso noto dalla diaspora somala \u00e8 illuminante: circa 500.000 somali in questi sedici anni hanno acquisito la cittadinanza del Paese nel quale sono stati accolti. I Paesi che pi\u00f9 si distinguono sono gli Usa, il Canada, la Gran Bretagna, la Svezia, l\u2019Olanda, l\u2019Australia. In Italia le cittadinanze concesse sono poche decine e la maggior parte dei pochi somali ancora rimasti lottano per avere il riconoscimento dello status di rifugiato o per conservare il permesso di soggiorno. <\/p>\n<p>Nella nuova Costituzione somala, grazie a una azione di lobbying attuata dal Forum Italia-Somalia, \u00e8 ancora previsto che la lingua italiana sia una delle lingue ufficiali, tuttavia \u00e8 facile comprendere che ci\u00f2 rischia di diventare un retaggio di archeo-politica se non verranno attuate azioni mirate al recupero del terreno perso. Il recupero, a nostro avviso, dovr\u00e0 passare attraverso il celere avvio di un programma di organizzazione della diaspora intellettuale e imprenditoriale somala nel mondo, finalizzato al rafforzamento delle Istituzioni, alla valorizzazione delle professionalit\u00e0 e alla gestione razionale della ricostruzione della nuova Somalia. <\/p>\n<p>L\u2019Italia dovrebbe farsi promotrice di questo programma utilizzando alcuni progetti di massima gi\u00e0 da tempo nella disponibilit\u00e0 della Farnesina coinvolgendo massicciamente la diaspora somala che si trova in Italia, gli italiani di origine somala e i somali che hanno una formazione culturale e linguistica italiana. Si tratta di un percorso poco costoso in termini economici, ma con un alto rendimento politico potenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si ha a che fare con la questione somala si viene presi dalla sensazione un po\u2019 eccitante ed un po\u2019 frustrante che si prova quando ci si cimenta con un esercizio di intelligenza con molte variabili. 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