{"id":4730,"date":"2007-02-26T00:00:00","date_gmt":"2007-02-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/chavez-bush-e-gli-utili-idioti\/"},"modified":"2017-11-03T15:43:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:43:00","slug":"chavez-bush-e-gli-utili-idioti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/02\/chavez-bush-e-gli-utili-idioti\/","title":{"rendered":"Chavez, Bush e gli utili idioti"},"content":{"rendered":"<p>Vargas Llosa, Mendoza e Montaner pubblicarono dieci anni fa un famoso libro, &#8220;Il manuale del perfetto idiota latino-americano&#8221;, nel quale difendevano le idee liberali e accusavano la \u201cdestra incolta\u201d e \u201cla sinistra sciocca\u201d di non capire che il progresso economico e civile richiedeva inscindibilmente la contemporanea presenza della libert\u00e0 politica e di quella economica. In questi giorni gli stessi autori hanno pubblicato <i>Il ritorno dell\u2019idiota<\/i>, nel quale viene esaminato il ritorno, appunto, di una sinistra militante, con Chavez che vorrebbe prendere il posto del morente Fidel Castro. Ma il libro spiega, in stile schematico, la presenza attualmente di due tipi di sinistra, chiamate in America Latina \u201cvegetariana\u201d la nuova e \u201ccarnivora\u201d quella classica.<\/p>\n<p><b>Vegetariani e carnivori<\/b><br \/>Nel gruppo dei vegetariani troviamo i cileni Lagos e Bachelet, il brasiliano Lula, l\u2019uruguaiano Vasquez, il peruviano Garcia e il nicaraguense Ortega, l\u2019ex-comunista che ora, osservano maliziosamente gli autori, abbraccia il suo antico nemico, cardinale Obango, prendendo l\u2019ostia consacrata direttamente dalle sue mani. Costoro ritengono che il modello di socialismo latino-americano classico, dittatura politica ed economia di Stato, mantiene la popolazione nel sottosviluppo e nella miseria. <\/p>\n<p>I \u201ccarnivori\u201d, ancora legati a ricette di statalismo, sono innanzitutto Chavez, forse Correa appena eletto in Ecuador, e poi Morales. Quest\u2019ultimo costituirebbe un caso a parte, quello della sottospecie \u201dindigena\u201d che predica la liberalizzazione dei quechua e aymara dai 500 anni di razzismo bianco. Il che per gli altri paesi con i medesimi indigeni non ha senso perch\u00e9 in Bolivia, Per\u00f9, Ecuador, Guatemala e Messico la popolazione \u00e8 meticcia, indios e bianchi puri sono ormai minoranze. Inclassificabile, infine, sarebbe il Presidente argentino, Kirchner.<\/p>\n<p>Varga Llosa \u00e8 uno scrittore di grande valore nel panorama letterario latino-americano, che gioca il ruolo politico ricoperto nella cultura francese da Raymond Aron. E\u2019 stato occasionalmente anche un politico, nel 1990 si present\u00f2 e perse le elezioni presidenziali in Per\u00f9 contro Fujimori. La sua critica \u00e8 per\u00f2 di parte, quella su Hugo Chavez particolarmente feroce. In effetti il vero pericolo rappresentato da Chavez in Venezuela non deriva dalle sue confuse idee e contraddittorie azioni in campo economico, ma consiste nella sua costante marcia verso la creazione di uno Stato autoritario. Per quanto riguarda per\u00f2 l\u2019America Latina in generale e la egemonia Usa in particolare, molto \u00e8 fiammeggiante retorica e poca la sua capacit\u00e0 di azione. <\/p>\n<p>Dopo la vittoria nelle elezioni di dicembre, 63% dei voti, il Parlamento gli ha concesso il diritto di legiferare per decreto nei prossimi 18 mesi. La Banca Centrale ed il Fondo per lo Sviluppo Nazionale dovrebbero perdere completamente la loro autonomia e la disponibilit\u00e0 dei loro ragguardevoli fondi. Inoltre \u00e8 in preparazione una Costituzione che dovrebbe affermare la natura \u201csocialista\u201d dello Stato venezuelano e permettere al Presidente, tra l\u2019altro, di farsi rieleggere indefinitamente. Infine il piatto forte nel discorso presidenziale di insediamento \u00e8 stato l\u2019annuncio della nazionalizzazione dell\u2019industria elettrica e delle telecomunicazioni, societ\u00e0 con capitali americani. Ma gli espropriati dovrebbero essere rimborsati e molti dei mali sociali che egli vuole affrontare sono reali. Comunque tutti sanno che la fortuna politica di Chavez e la sua influenza nella regione \u00e8 legata all\u2019aumento straordinario della rendita petrolifera del paese. Questo \u00e8 dunque  il dato da analizzare.<\/p>\n<p>Rispetto all\u2019Iran, il Venezuela ha infrastrutture meno precarie e una situazione economico-sociale difficile ma non della stessa gravit\u00e0 del paese mediorientale. Tuttavia anche in Venezuela la met\u00e0 delle entrate dello Stato dipendono dal petrolio. Da quando Chavez arriv\u00f2 al potere nel 1999, il prezzo del petrolio \u00e8 aumentato sei volte e anche l\u2019aumento della produzione \u00e8 stato notevole. Ma adesso si prevede un marcato rallentamento di questo aumento, mentre il prezzo stesso del petrolio \u00e8 recentemente calato. Il budget dello Stato venezuelano registra regolarmente dei deficit e le previsioni per il 2007 si basano su un disavanzo del 3%. Ma si riferiscono a una produzione di petrolio stimata a 3,4 milioni di barile al giorno, giudicata irrealistica dalla stessa OPEC, che indica invece una cifra di 2,5 milioni di barili. Forse anche con il semplice mantenimento del prezzo del petrolio registrato nel 2006 il Presidente venezuelano avr\u00e0 delle difficolt\u00e0 a mantenere le promesse elettorali e la politica di aiuti ai paesi della regione. Da qui l\u2019annuncio, per la prima volta nella sua storia politica, di un prossimo aumento del prezzo del petrolio in vendita nel paese. Segnaliamo che sino a met\u00e0 2006, nel corso dell\u2019attuale mandato di Chavez il valore reale degli stipendi in Venezuela si era ridotto del 25%. I venezuelani, infine, hanno s\u00ec votato massicciamente per Chavez nelle ultime elezioni, ma curiosamente un sondaggio ha rilevato che solo un quarto di loro si considera schierato a sinistra.<\/p>\n<p><b>Gli schieramenti politici regionali<\/b><br \/>Comunque non sono i 100.000 barili di petrolio all\u2019anno inviati a Cuba, praticamente donati, n\u00e9 la costruzione di 200.000 case promesse al Nicaragua o il miliardo di dollari prestati all\u2019Ecuador che possono cambiare il quadro politico degli altri paesi della regione, di gran lunghi pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 prudentemente realisti in economia. A parte la Colombia che sta faticosamente uscendo da situazioni di guerriglia, gli altri paesi latino-americani mantengono una immagine \u201cdi sinistra\u201d, in fondo inevitabile in un continente dove circa 145 milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno. Tuttavia, sia pur cercando di intervenire nei casi pi\u00f9 estremi di povert\u00e0 ed emarginazione sociale, i governi etichettati come \u201csocialisti vegetariani\u201d cercano di mantenere i conti macroeconomici in ordine, facilitati dall\u2019aumento dei prezzi delle materie prime di cui sono produttori. <\/p>\n<p>Sono cos\u00ec tre anni che nella regione si registra uno sviluppo economico medio del 4,5%. Parallelamente l\u2019organizzazione cilena, Latinobarometro, che effettua regolari sondaggi di opinioni in 18 paesi latino-americani, ha rilevato nel 2006 un aumento di coloro che considerano la democrazia il migliore sistema di governo. Attualmente sono il 58%. <\/p>\n<p>Lo stesso sondaggio segnala che in grande maggioranza essi non amano il Presidente Bush ed il Presidente Chavez, pi\u00f9 o meno in eguale misura. Questo porta alla questione del rapporto dei paesi latino-americani con gli Stati Uniti. A livello popolare i sentimenti ostili agli americani del nord sono una costante storica in quel continente. Sul piano governativo il quadro \u00e8 variato in relazione a questo aspetto. Ma, certo, anche i paesi socialisti moderati si allontanano dalle posizioni nord-americane in politica estera, fenomeno sostanziato nel rifiuto o accettazione solo parziale degli accordi commerciali proposti da Washington. Gli Stati Uniti, da parte loro, non esistendo pi\u00f9 pericoli di fondo di un loro passaggio ad alleanze politiche con poderosi governi ostili o di adozione di ideologie estremiste, reagiscono alle azioni o intemperanze verbali \u201canti-gringos\u201d con una moderazione non usuale nella politica dell\u2019attuale governo nord-americano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vargas Llosa, Mendoza e Montaner pubblicarono dieci anni fa un famoso libro, &#8220;Il manuale del perfetto idiota latino-americano&#8221;, nel quale difendevano le idee liberali e accusavano la \u201cdestra incolta\u201d e \u201cla sinistra sciocca\u201d di non capire che il progresso economico e civile richiedeva inscindibilmente la contemporanea presenza della libert\u00e0 politica e di quella economica. In [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4730"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4730"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63401,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4730\/revisions\/63401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}