{"id":4840,"date":"2007-03-15T00:00:00","date_gmt":"2007-03-14T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lantimissile-ha-perso-la-guida\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:59","slug":"lantimissile-ha-perso-la-guida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/03\/lantimissile-ha-perso-la-guida\/","title":{"rendered":"L\u2019antimissile ha perso la guida"},"content":{"rendered":"<p>Turchia, Grecia e Italia centro-meridionale e insulare scoperte? Il <i>piccolo scudo<\/i> antimissile fortemente voluto da George W. Bush non proteggerebbe il nostro paese, o almeno parte di esso, n\u00e9 altri due membri della Nato. Se ne adombra il Segretario Generale dell\u2019Alleanza Atlantica e afferma che \u00e8 ora necessario ristabilire la parit\u00e0 dei rischi strategici, magari dispiegando nel Mediterraneo alcuni sistemi di tamponamento come qualche incrociatore americano Aegis, con capacit\u00e0 antimissile, dei Patriot o quant\u2019altro. Quanto \u00e8 serio tutto questo?<\/p>\n<p><b>La minaccia che non c\u2019\u00e8<\/b><br \/>Cos\u00ec a prima vista non molto. Bush si prepara con grande spesa a contrastare una minaccia che ancora non c\u2019\u00e8, almeno per quel che riguarda l\u2019Iran (alla minaccia Corea del Nord non crede pi\u00f9 nessuno e, comunque, non preoccupa la Nato), e che non si sa neanche se ci sar\u00e0 in futuro. Per di pi\u00f9 lo fa con un sistema e una tecnologia sul cui funzionamento sussistono ancora pi\u00f9 che fondati dubbi. Ma in realt\u00e0 il problema \u00e8 pi\u00f9 complesso e, malgrado ci\u00f2 che dice il Segretario Generale, non risolvibile alla svelta con qualche incrociatore.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che forse \u00e8 Mosca ad aver ragione. Se veramente Washington si preoccupa del riarmo iraniano o in genere della bomba islamica che potrebbe esserci nel prossimo futuro, perch\u00e9 ha deciso di dispiegare il suo sistema difensivo nell\u2019Europa settentrionale e centrale? Non sappiamo ancora bene come funzionerebbe il sistema americano, ma se dovesse intercettare il missile quando si avvicina al suo apogeo, o anche a <i>mid-course<\/i>, compirebbe un\u2019operazione molto pi\u00f9 difficile e incerta di quella volta ad intercettarlo quando parte ed \u00e8 reso visibilissimo dalla sua scia di fuoco e di fumo. Sarebbe stato molto pi\u00f9 logico dispiegare le difese nel Mediterraneo e in Turchia e, magari, rispondere positivamente alle <i>avances<\/i> ufficiose fatte dai russi, che proponevano di collegare il sistema antimissile con i loro radar meridionali (un\u2019opzione questa tanto pi\u00f9 logica che ora gli Usa stanno studiando l\u2019installazione di altri sistemi radar e\/o missilistici nel Caucaso \u2026 ma indipendenti da quelli della Russia!).<\/p>\n<p>Si sarebbe evitata in questo modo anche un\u2019altra conseguenza negativa: uno studio dell\u2019Association of American Scientists, qualche tempo fa, ha dimostrato che l\u2019intercettazione di un missile balistico sulla Polonia farebbe probabilmente ricaderne i rottami (inclusa la testata nucleare) sull\u2019Europa settentrionale. Se ci rammentiamo cosa successe nel 1991, durante la guerra per il Kuwait, quando si vide come i maggiori danni causati dai missili Scud lanciati dall\u2019Iraq furono in effetti dovuti alle conseguenze delle intercettazioni missilistiche compiute dai missili Patriot (che in alcuni casi dirottarono su zone abitate missili che altrimenti sarebbero caduti in zone deserte), la cosa deve far riflettere. Comunque, perch\u00e9 scegliere la via pi\u00f9 difficile, pericolosa e incerta, oltre che pi\u00f9 contestabile sul piano politico?<\/p>\n<p><b>Sognando lo scudo<\/b><br \/>Forse perch\u00e9 qualcuno a Washington continua a sognare che quel che \u00e8 piccolo oggi potrebbe crescere domani, rispolverando la prospettiva dello scudo stellare (quello vero), che dovrebbe annullare la parit\u00e0 strategica e nucleare con Mosca (e con Pechino), abbandonando alle ortiche la dottrina della dissuasione nucleare e dell\u2019equilibrio della minaccia distruttiva. In questa direzione vanno anche i discorsi sulla dominazione tecnologica, il controllo militare dello spazio eccetera.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 solo questo dovrebbe preoccupare gli europei, che con la Russia condividono un continente. Ma anche di pi\u00f9 dovrebbe preoccuparli il fatto che questa operazione nazionale americana mal si concilia con la continuit\u00e0 della dissuasione allargata americana, cio\u00e8 della dottrina che \u00e8 alla base della strategia della Nato. In effetti, non solo si stabilirebbero delle distinzioni di vulnerabilit\u00e0 tra gli alleati, ma si rafforzerebbe la tendenza americana a stabilire rapporti \u201cspeciali\u201d con alcuni paesi, che risulterebbero cos\u00ec \u201cpi\u00f9 alleati\u201d di altri (sono evidenti gli echi della visione di una \u201cnuova\u201d Europa contrapposta a una \u201cvecchia\u201d Europa).<\/p>\n<p>In tutto questo, \u00e8 ben strano che la Nato, nell\u2019affrontare il tema del <i>piccolo scudo <\/i>americano e dell\u2019Europa, sembri dimenticare che essa stessa aveva avviato almeno due progetti di difesa antimissile (ambedue con forte partecipazione americana) e cio\u00e8 il Thaad per la difesa ad alta quota, contro missili balistici, e il <a href= \"http:\/\/www.meads-amd.com\/presentations\/presentation1.pdf#page=1&#038;view=Fit\" target= \"blank\"><b><u> Meads<\/u><\/b><\/a> per la difesa tattica, di aree pi\u00f9 circoscritte: cosa accade di questi progetti? Vengono annullati dal <i>mini-scudo<\/i>, gli si affiancano o possono essergli alternativi? Intanto al Vertice di Riga la Nato affermava che fra cinque anni sar\u00e0 operativo il programma Altbmd <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/rubriche.asp?Categoria=Sicurezza%20e%20Difesa\"><b><u>  (Active Layered Theatre Ballistic Missile Defence)<\/u><\/b><\/a>: come mai non risponde alle preoccupazioni sollevate dal Segretario Generale?<\/p>\n<p>La confusione \u00e8 tanta, e per questo \u00e8 sbagliato pensare solo all\u2019episodio del <i>mini-scudo<\/i>. In dubbio \u00e8 tutta la dottrina nucleare alleata, a cominciare dal futuro delle armi nucleari <i>tattiche<\/i> americane ancora presenti in Europa. Qual \u00e8 il loro ruolo, oggi e in prospettiva? Le poche testate nucleari rimaste sono bombe da aereo, a caduta libera: \u00e8 probabile che fra 10 o 15 anni non avremo pi\u00f9 neanche gli aerei attrezzati per portarle a destinazione. Ma anche ne restasse qualcuno, a cosa servirebbe? <\/p>\n<p>Sono sistemi vulnerabili ad attacchi preventivi, a bassa penetrazione, ormai privi di una chiara missione dissuasiva o difensiva e lentissimi rispetto a quelli missilistici. Essi costituiscono ancora il legame materiale e il pegno visibile della dissuasione nucleare americana a difesa degli alleati europei. Ma i progressivi mutamenti della dottrina strategica americana (gli antimissile, la guerra preventiva, le pressioni per arrivare ad un uso pre-strategico di certi armi nucleari specialistiche, eccetera), nonch\u00e9 le evoluzioni tecnologiche e della minaccia ne diminuiscono la consistenza e il significato.<\/p>\n<p>Il <i>piccolo scudo<\/i> di Bush \u00e8 solo la cima di un iceberg di domande, e la Nato gli corre incontro. Come il Titanic?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turchia, Grecia e Italia centro-meridionale e insulare scoperte? Il piccolo scudo antimissile fortemente voluto da George W. 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