{"id":4940,"date":"2007-04-02T00:00:00","date_gmt":"2007-04-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/latto-di-forza-dei-pasdaran\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:57","slug":"latto-di-forza-dei-pasdaran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/04\/latto-di-forza-dei-pasdaran\/","title":{"rendered":"L\u2019atto di forza dei pasdaran"},"content":{"rendered":"<p>La liberazione dei quindici ostaggi britannici da parte iraniana ha lasciato aperte incognite e dubbi di varia natura. Fossero o meno i quindici marinai britannici in acque territoriali iraniane (improbabile), o lo fossero stati nelle fasi precedenti la cattura (possibile), o ancora fossero sempre rimasti all\u2019interno delle acque territoriali irachene (probabile), la loro vicenda ha trasceso completamente i possibili torti e le possibili ragioni.<\/p>\n<p>Dopo alcuni giorni di quieta diplomazia, entrambe le parti hanno accentuato i toni delle reciproche posizioni; in particolare l\u2019Iran ha deciso di ricorrere a una strategia di forte impatto mediatico, con le \u201cconfessioni pubbliche\u201d in televisione dei soldati, le lettere, e tutto quell\u2019armamentario da tribunale del popolo che Teheran sembrava da tempo aver dimenticato.<\/p>\n<p><b>Scenario complesso<\/b><br \/>Capire Teheran \u00e8 sempre stato difficile per gli occidentali. In questi ultimi tempi, quasi impossibile, data la complessit\u00e0 di quello scenario politico, la frammentazione e le lotte di potere interni, la quantit\u00e0 e importanza delle poste in gioco a livello internazionale.<\/p>\n<p>Sembra in ogni caso evidente che i <i>pasdaran<\/i> abbiano deciso di massimizzare l\u2019impatto mediatico della vicenda tanto a livello esterno quanto a livello interno. Come noto, nel 2005, l\u2019elezione dell\u2019ultra-presidente Ahmadinejad ha posto i gruppi di sicurezza pi\u00f9 radicali in una posizione di forza quale mai avevano avuto dalla morte di Khomeini. <\/p>\n<p>La progressiva <i>securitization<\/i> della politica estera avvenuta in Iran a partire dal 2001-2 (in seguito alle guerra in Afghanistan e in Iraq e alla crisi sul programma nucleare iraniano) ha di fatto estromesso il debole ministero degli Esteri dalla gestione reale della politica estera, ha umiliato i riformisti e ridotto i margini d\u2019azione dello stesso gruppo clericale al potere dalla rivoluzione del 1979. Pi\u00f9 il paese \u00e8 isolato e pi\u00f9 si paventa un attacco militare dagli Usa o da Israele, pi\u00f9 le forze di difesa e sicurezza aumentano la loro presa sui gangli politici ed economici del paese.<\/p>\n<p>Da tempo si parla di una crescente preoccupazione del <i>rahbar, ayatollah <\/i>Khamene\u2019i &#8211; ossia del centro di potere pi\u00f9 importante dell\u2019Iran &#8211; nei confronti della politica avventurista, economicamente disastrosa, mediaticamente controproducente di Ahmadinejad, e della sua volont\u00e0 per una gestione pi\u00f9 accorta e prudente dei tavoli di confronto e trattativa con l\u2019Occidente. In realt\u00e0, il <i>rahbar<\/i> non ha mai lavorato per opposizione netta, ma con una politica di contrappesi e di bilanciamenti che rende improbabile una sconfessione plateale del presidente, tanto pi\u00f9 che lo stesso <i>rahbar<\/i> ha un\u2019ostilit\u00e0 profonda verso i contatti con i paesi occidentali.<\/p>\n<p>In ogni caso, una volta accentuato il profilo pubblico di questa vicenda, Teheran non ha potuto mostrarsi divisa, quali che fossero gli obiettivi che i <i>pasdaran<\/i> si erano prefissi. Alcuni analisti hanno collegato la cattura dei marinai alla nuova risoluzione di condanna del Consiglio di Sicurezza Onu per la mancata sospensione delle attivit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio all\u2019interno del contestato programma nucleare iraniano: una sorta di rivalsa e, al tempo, di cattura di ostaggi per gestire la vicenda da un punto di forza. Personalmente, mi sembra una spiegazione molto debole: questa cattura non aiuta l\u2019Iran sul fronte del CdS, ma lo danneggia ulteriormente. E certo non sarebbero stati quindici ostaggi a fermare un possibile <i>strike<\/i> preventivo statunitense.<\/p>\n<p><b>Contro tutti<\/b><br \/>Anche l\u2019ipotesi che vede la cattura dei marinai come una rappresaglia contro la Gran Bretagna sembra inconsistente: la \u201cgrande rabbia\u201d di Teheran contro Londra risale alla primavera 2005, quando una proposta del precedente governo iraniano per un accordo sul nucleare \u2013 che in effetti faceva grandi concessioni ai tre negoziatori europei \u2013 era stata di fatto accolta da Francia e Germania, ma rifiutata con decisione da Londra. Ora, la rabbia del governo Ahmadinejad \u00e8 contro tutti: Usa, Europa, le stesse Russia e Cina che non \u2018hanno difeso\u2019 l\u2019Iran in seno al CdS Onu.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 probabile che i <i>pasdaran<\/i> abbiano voluto dimostrare di saper \u201crispondere colpo su colpo\u201d alla strategia statunitense di confronto diretto in Iraq: l\u2019arresto nei mesi scorsi di diversi ufficiali iraniani in Iraq (un paio dei quali sarebbero stati protetti dallo status di diplomatico), le accuse dell\u2019amministrazione Bush circa il crescente coinvolgimento dei servizi iraniani nella guerriglia sciita radicale nel paese, la sparizione di alti ufficiali militari rapiti \u2013 secondo Teheran \u2013 da Israele o dagli Usa, la probabile penetrazione di gruppi di commando all\u2019interno del territorio iraniano. Non potendo o volendo sfidare direttamente le forze armate statunitensi per paura di una escalation incontrollata, i vertici para-militari avrebbero deciso di colpire \u201cl\u2019anello debole\u201d della coalizione in Iraq, ossia la Gran Bretagna, dimostrando \u2013 come \u00e8 stato detto &#8211; \u201cto fight fire with fire\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo sembra insomma dimostrare che le forze di sicurezza sono in grado di reagire alle provocazioni e alle tattiche pi\u00f9 aggressive messe in atto da Washington in Iraq. E che esse non arretrano dal rilanciare la posta nel confronto regionale. <\/p>\n<p>Sul piano interno, un messaggio a coloro i quali vedevano in Ahmadinejad un presidente ormai azzoppato, vittima dell\u2019isolamento internazionale, delle sanzioni finanziarie ideate dal dipartimento del Tesoro statunitense che iniziano a colpire l\u2019economia, delle difficolt\u00e0 economiche interne, della crescente preoccupazione e ostilit\u00e0 della popolazione civile, e dei distinguo dei vertici religiosi che considerano importante non cedere sul nucleare, ma fondamentale garantire la sopravvivenza della repubblica islamica. Sullo sfondo, il rumoroso silenzio di Khamene\u2019i.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La liberazione dei quindici ostaggi britannici da parte iraniana ha lasciato aperte incognite e dubbi di varia natura. 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