{"id":5010,"date":"2007-04-04T00:00:00","date_gmt":"2007-04-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/regole-dingaggio-una-realta-complessa-su-cui-fare-chiarezza\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:57","slug":"regole-dingaggio-una-realta-complessa-su-cui-fare-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/04\/regole-dingaggio-una-realta-complessa-su-cui-fare-chiarezza\/","title":{"rendered":"Regole d\u2019ingaggio: una realt\u00e0 complessa su cui fare chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>Ogni volta che una delle nostre missioni all\u2019estero incontra qualche problema, trova un intoppo parlamentare o \u00e8 funestata da qualche incidente, si riaccende la polemica sulle \u201cregole di ingaggio\u201d. Che cosa sono? Innanzi tutto una brutta italianizzazione dell\u2019espressione \u201cRules of engagement\u201d (Roe, secondo l\u2019acronimo in uso tra militari). Espressione che in un italiano migliore, ma troppo lunga per l\u2019uso corrente, sta a significare \u201cnorme da osservare da parte di un contingente nazionale per graduare l\u2019uso della forza in presenza di una situazione non favorevole nel corso di un impegno operativo in tempo di pace, di crisi o di guerra\u201d. In pratica, quando si decide di partecipare a un\u2019operazione multinazionale \u2013 e le nostre Forze Armate dopo la caduta del Muro, ma anche prima, hanno partecipato a decine di queste missioni \u2013 vengono fissate anche le condizioni generali in base alle quali un Paese accetta di partecipare.<\/p>\n<p><b>Tre fasi collegate e distinte<\/b><br \/>Se vogliamo schematizzare, sono distinguibili almeno tre fasi diverse, ma collegate a cascata tra loro. La prima, dove si decidono i contorni generali della missione, \u00e8 quella politica. Di massima, si origina all\u2019Onu o in altre organizzazioni multinazionali, ma pu\u00f2 anche avere un\u2019origine tutta nazionale, come nel caso dell\u2019operazione in Albania nel 1997. \u00c8 regola, in Italia, che questa fase si concluda con una presentazione al Parlamento da parte del Governo, sia per l\u2019approvazione sia, a volte, per la sola informazione. Storicamente, su una novantina di missioni militari cui abbiamo partecipato nel dopoguerra, l\u2019intervento parlamentare si \u00e8 verificato in una sessantina di casi, attraverso strumenti e procedure tra loro diverse. <\/p>\n<p>La prassi del passaggio non \u00e8 stata quindi costante nel tempo, e qualche Governo lo ha addirittura omesso limitandosi a un\u2019informazione nel quadro di autorizzazioni precedenti, specie nel caso di obbligo internazionale quando piccole operazioni sono state disposte direttamente dall\u2019Onu. Talvolta, il passaggio parlamentare \u00e8 avvenuto addirittura dopo l\u2019inizio dell\u2019operazione, come \u00e8 accaduto nel 1999 con l\u2019operazione \u201cAllied Harbour\u201d, ancora in Albania, contestualmente all\u2019intervento in Kosovo. <\/p>\n<p>Tuttavia, anche se il dibattito in Parlamento dopo l\u201911 settembre 2001 ha assunto ovviamente caratteri di pi\u00f9 ampio rilievo, normalmente non pu\u00f2 essere questa, come taluni vorrebbero, la sede dove le regole di ingaggio si discutono nel particolare. Ci\u00f2 avviene invece in una precedente fase, che potremmo definire politico-militare, che si conclude normalmente in sede internazionale con l\u2019approvazione dei ministri della Difesa, degli Esteri e, quindi, dei Governi. La terza fase, quella che contempla le norme di maggior dettaglio, viene concordata direttamente dai comandanti sul campo, trattandosi di regole operative spesso coperte da classifica di segretezza. Prevalgono, naturalmente, quelle dettate dai Comandanti di Grande Unit\u00e0 alle cui dipendenze operano i diversi contingenti nazionali.<\/p>\n<p><b>Natura dei caveat e delle regole<\/b><br \/>Ad esempio, nel caso di Antica Babilonia in Iraq, essendo i militari italiani inseriti nel comando divisionale britannico dell\u2019area sud con sede a Bassora, per esigenze di uniformit\u00e0 operativa le regole generali dovevano necessariamente corrispondere a quelle britanniche. Nel caso attuale dell\u2019Afghanistan, trattandosi di operazione della Nato, le regole di ingaggio dettate dall\u2019attuale comandante dell\u2019Isaf, che \u00e8 americano, non possono che essere tratte dal manuale delle regole di ingaggio delle Nato, come d\u2019altra parte avviene per la Bosnia ed il Kossovo, regole alle quali anche i nostri soldati sono bene abituati. <\/p>\n<p>\u00c8 per\u00f2 facolt\u00e0 di ogni Paese che partecipa a una operazione internazionale, con o senza Onu, dettare alcune condizioni in base alle quali si uniformer\u00e0 il comportamento del proprio contingente. Per esempio, alcuni Paesi consentono ai propri soldati di operare in ordine pubblico, altri lo vietano e altri ancora, come il nostro, lo consentono esclusivamente sotto la direzione di forze di polizia organizzate, come sono i carabinieri. In genere, le regole applicate da un contingente, integrate e corrette dai cos\u00ec detti \u201cnational caveat\u201d, rispecchiano la politica del singolo Paese contribuente. <\/p>\n<p>In Afghanistan, ad esempio, il nostro contingente non pu\u00f2 operare al di fuori delle aree provinciali assegnate, se non in condizioni particolari e dopo approvazione \u201cad hoc\u201d del ministro della Difesa. \u00c8 ovvio che la flessibilit\u00e0 o meno dell\u2019intero complesso di forze, e quindi la sua efficacia operativa, \u00e8 inversamente proporzionale al numero ed alla tipologia dei singoli \u201ccaveat\u201d dei diversi contingenti nazionali, che in Afghanistan sono ben trentacinque.<\/p>\n<p><b>Aspetti penali <\/b><br \/> Va tuttavia riconosciuto che regole di ingaggio e caveat, almeno nelle intenzioni degli originatori, sono tese s\u00ec a preservare la sicurezza delle forze e della popolazione civile, ma servono anche a tutelare sotto il profilo giuridico sia i singoli militari sia i comandanti. Se, infatti, l\u2019uso della forza sar\u00e0 stato conforme alle regole di ingaggio approvate, saranno esenti da problemi giuridici al termine della missione. Infatti, fermo restando il diritto all\u2019autodifesa, in genere tutti i casi che si possono presentare sono compresi dalle regole, anche se, come \u00e8 ovvio, esiste un certo grado di di flessibilit\u00e0. Pu\u00f2 anche capitare a un singolo militare di dover decidere se \u00e8 il caso o meno di aprire il fuoco, e contro chi. <\/p>\n<p>In queste missioni si usano volontari esperti e bene addestrati proprio per questo: si tratta di soldati che sanno valutare con la necessaria fermezza e forza d\u2019animo, proprio perch\u00e9 sono stati addestrati a comportarsi con sangue freddo nel momento del rischio. Non va dimenticato, ed \u00e8 bene che anche i cittadini lo sappiano, che i militari italiani che partecipano a questo tipo di missioni internazionali dovranno poi rispondere di eventuali trasgressioni alle regole di ingaggio secondo il codice penale militare di fronte al Tribunale Militare di Roma, la cui Procura \u00e8 responsabile delle relative inchieste.<\/p>\n<p><b>Fonti giuridiche<\/b><br \/>Quanto alle fonti giuridiche cui si ispirano le regole di ingaggio, esse risalgono per lo pi\u00f9 alle Convenzioni di Ginevra, al Diritto Umanitario e agli articoli del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. In questi documenti l\u2019uso della forza \u00e8 infatti previsto, pur che sia espresso al minimo necessario per l\u2019autodifesa o per l\u2019espletamento del mandato, in modo proporzionale all\u2019eventuale offesa e al livello pi\u00f9 basso possibile. Giova ricordare in questa sede che il Consiglio di Sicurezza in materia di Afghanistan \u00e8 stato assai prolifico ed insolitamente preciso. Con le risoluzioni 1659 del febbraio 2006 e 1707 del settembre dello stesso anno raccomandava ai responsabili dell\u2019Isaf, quindi alla Nato, di intraprendere tutte le azioni per \u201ccombattere la minaccia dei terroristi e dei narcotrafficanti, con particolare riferimento a quella posta dai Talebani, da al-Qaeda e da altri gruppi estremisti\u201d e di \u201cprendere ogni misura necessaria per adempiere al mandato\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che una delle nostre missioni all\u2019estero incontra qualche problema, trova un intoppo parlamentare o \u00e8 funestata da qualche incidente, si riaccende la polemica sulle \u201cregole di ingaggio\u201d. Che cosa sono? 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