{"id":5080,"date":"2007-04-23T00:00:00","date_gmt":"2007-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lirresistibile-fascino-della-bomba\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:56","slug":"lirresistibile-fascino-della-bomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/04\/lirresistibile-fascino-della-bomba\/","title":{"rendered":"L\u2019irresistibile fascino della Bomba"},"content":{"rendered":"<p>Abdul Qadeer Khan, il padre della bomba nucleare pakistana, ha fatto di pi\u00fa per destabilizzare il pianeta di quanto realizzato dai peggiori regimi attualmente al governo nel mondo. Egli ha a suo tempo organizzato una vasta, clandestina e altamente profittevole impresa di vendita niente di meno che di tecnologia ed equipaggiamenti nucleari a un certo numero di Stati e regimi \u201cavventurosi\u201d. Tra i clienti di Khan vi erano la Corea del Nord e l`Iran.<\/p>\n<p><b>L\u2019accordo con la Corea del Nord<\/b><br \/>Con la Corea del Nord si \u00e8 infine raggiunto l`accordo che scambia la garanzia della sicurezza del regime al potere e sostanziali aiuti economici con la rinuncia al programma nucleare. Rinuncia da controllare effettivamente sul terreno. Ma gli impegni presi in questo caso sembrano avere delle serie possibilit\u00e0 di essere rispettati.  <\/p>\n<p>  L\u2019elemento che pi\u00fa di ogni altro dovrebbe garantire un positivo risultato in materia non \u00e8 tanto l\u2019attitudine dell\u2019attuale governo americano, che ha dato prova in passato di una sorprendente incompetenza anche in questa questione.  La ragione principale \u00e8 che il vero e credibile garante dell\u2019accordo, per ambo le parti, \u00e8 la Cina. <\/p>\n<p>Pechino infatti non vuole il crollo del regime nord-coreano, che sarebbe fonte anche di seri problemi economici in Cina, ma non vuole nemmeno che Pyongyang si doti di armi nucleari. In effetti questo evento implicherebbe, in tempi nient\u2019affatto lunghi, l\u2019armamento nucleare del Giappone, nazione dotata di risorse economiche e scientifiche inferiori solo a quelle americane, alle quali tra l\u2019altro Tokio non avrebbe difficolt\u00e0 ad attingere. <\/p>\n<p>La Cina \u00e8 ovviamente contrarissima a questo sviluppo ed \u00e8 in grado, per ragioni geografiche, economiche e politiche, di assicurare il rispetto degli impegni presi da parte dei nord-coreani.  Adesso, dunque, la questione centrale in campo nucleare  \u00e8 quella del programma iraniano.<\/p>\n<p><b>Il problema nucleare iraniano<\/b><br \/>Molto \u00e8 stato scritto e con competenza, anche su questa rivista, sulle ragioni sostanziali che inducono a temere un Iran dotato di armamento atomico, sulle formule diplomatiche che potrebbero permettere di raggiungere in Medio Oriente un risultato analogo a quello ottenuto in Asia, sull\u2019attuale debolezza degli Stati Uniti nella regione. Ahmadinejad per la verit\u00e0 ha gi\u00e1 festeggiato nei giorni scorsi, subito dopo la chiusura con successo dell\u2019operazione sequestro dei marinai inglesi, il raggiungimento della capacit\u00e0 di produzione a livello industriale di uranio arricchito, quello necessario per potersi dotare di armamento nucleare. Ma si dubita che ci\u00f2 sia vero. Molti pensano che Ahmadinejad abbia cercato di mettere occidentali e mediorientali di fronte a un fatto presentato come compiuto, magari forse anche a sospingere in quella direzione gli oppositori interni al progetto di armamento nucleare. <\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 dunque a questo punto dotarsi degli elementi di conoscenza sugli sviluppi reali del programma nucleare iraniano. Perch\u00e9  questo \u00e8 un problema che andrebbe trattato con tempi lunghi e pazienza, con determinazione anche, ma non con velleitarismi e frettolose minacce che la situazione politica negli Stati Uniti rendono poco credibili. Perci\u00f2 la conoscenza della situazione vera sul terreno costituisce un elemento indispensabile per trattare il caso. Ma appunto, quanto tempo c\u2019\u00e8 e come si indaga sugli aspetti tecnici del programma nucleare iraniano?<\/p>\n<p><b>I sistemi di accertamento di un programma nucleare<\/b><br \/>Le agenzie di <i>intelligence<\/i> degli Stati Uniti, scottate a suo tempo da una utilizzazione approssimativa e catastrofica delle loro valutazioni sulla minaccia nucleare irachena, parlano adesso per l\u2019Iran di tempi piuttosto lunghi, quattro o perfino otto anni per giungere alla realizzazione di bombe atomiche. Ma le basi sulle quale sono stati indicati questi tempi non sono state rese pubbliche. In Israele si parla ufficialmente di due anni e alcuni rapporti israeliani affermano anzi che l\u2019Iran sarebbe in grado di avere sufficiente materiale nucleare per costruire una bomba gi\u00e0 per la fine di questo anno. <\/p>\n<p>Le forze di opposizione iraniane all\u2019estero, raggruppate nel Consiglio nazionale di Resistenza, sostengono da parte loro che questa possibilit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stata raggiunta. Ma si tratta in questi casi di valutazioni fortemente influenzate da calcoli sulla evoluzione politica americana e la speranza di sospingere ora il presidente Bush ad azioni che saranno pi\u00f9 tardi pi\u00f9 difficili da compiere e magari, con un futuro Presidente, impossibili.<\/p>\n<p><i>L\u2019intelligence<\/i> in materia di armamenti nucleare \u00e8 in effetti una materia difficile. Malgrado tutti gli strumenti tecnici che i servizi di informazione hanno sviluppato in questo campo, le informazioni ottenibili sono scarse. Facilmente manipolabili, quindi, da parte delle forze politiche delle parti interessate. <\/p>\n<p>Le immagini satellitari possono indicare strutture suscettibili di essere parte di un piano di armamento nucleare, ma non possono dirci cosa esattamente avvenga dentro. \u00c8 facile nascondere un impianto per le centrifugazione del gas, necessario per trasformare l\u2019uranio ordinario in uranio altamente arricchito. Per esempio prima del 1991 le foto di satelliti spia in Iraq su nuovi edifici in siti ritenuti nucleari, spinsero la Cia a ritenere che si stesse costruendo un impianto nucleare. La costruzione si rivel\u00f2 poi essere un impianto di riparazione dei radar per uso militare.<\/p>\n<p><b>I casi Iraq, Libia e Pakistan <\/b><br \/>Nel caso dell\u2019Iraq fu un carico di tubi di alluminio, ritenuti essere una componente chiave per la costruzione di centrifughe, a convincere gli americani che ci si trovasse in presenza di un programma di costruzione di armi nucleari. Si trattava invece, a quanto pare, di tubi necessari per il lancio di missili. Insomma la tecnologia di osservazione dall\u2019alto \u00e8 in questo campo uno strumento molto impreciso per ottenere informazioni sui lavori in corso.<\/p>\n<p>Un altro metodo \u00e8 quello di  porre delle \u201ccimici\u201d dentro materiali che possono essere utilizzati per la costruzione di armi nucleari e analizzare i dati da esse rilevati. \u00c8 lo strumento che permise di accertare con sicurezza quello che  stava facendo in materia la Libia. Il dato fu  molto utile nella successiva azione diplomatica che convinse Gheddafi ad abbandonare questi lavori. Ma nel caso della Siria i dati ricavati con questo metodo sono stati meno chiari.<\/p>\n<p>Quanto al Pakistan l\u2019arricchimento dell\u2019uranio per la costruzione di bombe atomiche fu accertato piazzando segretamente dei detector di radiazioni nucleari in finte rocce e pietre miliari stradali. Ma questo metodo non potrebbe essere utilizzato in Iran, paese nel quale non si conoscono esattamente i luoghi dove indagare e le strade che dovrebbero percorrere i mezzi che trasportano il materiale necessario al progetto. <\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi naturalmente il lavoro delle spie e di quelli che si pu\u00f2 sospingere a defezionare.  Ma anche qui l\u2019Iran \u00e8 un paese troppo chiuso per poter sperare in risultati sostanziali da simili strumenti. Non \u00e8 stato, tra l\u2019altro, nemmeno possibile avere informazioni sui dati di partenza del programma. \u00c8 vero che Musharraf arrest\u00f2, a suo tempo, Abdul Qadeer Khan, ma lo mise poi subito agli arresti domiciliari nella sua splendida e vasta propriet\u00e0, e non permise a nessuno di interrogarlo. <\/p>\n<p>Khan, in effetti, era in Pakistan un eroe nazionale. Inoltre il presidente pakistano non voleva rischiare che fossero conosciuti anche i dettagli dell\u2019armamento nucleare del suo paese. Cos\u00ed non si sa nemmeno se Kahn abbia fornito o venduto qualcosa anche ai terroristi di Al Qaeda. Su questa questione si sa solo che alcuni membri dell\u2019<i>establishment<\/i> militare e dei Servizi pakistani, che collaboravano con Khan, simpatizzavano con Osama bin Laden e il suo programma d\u2019azione.<\/p>\n<p><b>L\u2019Agenzia per l\u2019Energia Atomica di Vienna<\/b><br \/>Un lavoro complesso e serio va dunque svolto in materia. Bisognerebbe  qui basarsi molto sulle capacit\u00e1 tecniche dell\u2019Iaea, l\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica di Vienna. L\u2019Aiea, a parte il suo ruolo negoziale, dovrebbe effettuare un lavoro sistematico ed obiettivo su quanto sta avvenendo in campo nucleare in Iran. Senza per\u00f2 tentativi di influenzarla, come rappresentanti degli Stati Uniti hanno provato in passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abdul Qadeer Khan, il padre della bomba nucleare pakistana, ha fatto di pi\u00fa per destabilizzare il pianeta di quanto realizzato dai peggiori regimi attualmente al governo nel mondo. 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