{"id":5270,"date":"2007-05-07T00:00:00","date_gmt":"2007-05-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/le-relazioni-franco-italiane-dopo-la-vittoria-di-sarkozy\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:55","slug":"le-relazioni-franco-italiane-dopo-la-vittoria-di-sarkozy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/05\/le-relazioni-franco-italiane-dopo-la-vittoria-di-sarkozy\/","title":{"rendered":"Le relazioni franco-italiane dopo la vittoria di Sarkozy"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della repubblica francese segna una svolta a Parigi: un leader giovane giunge al potere, con un piglio riformista e conservatore allo stesso tempo, e inizia subito a declinare le sue visioni. Ci si pu\u00f2 dunque interrogare sulle conseguenze che avranno queste elezioni per le relazioni con l\u2019Italia. La prima risposta \u00e8 ovvia: niente cambier\u00e0, anche perch\u00e9 non c\u2019e niente da cambiare, dato che non c\u2019\u00e8 mai stato un canale privilegiato fra la Francia e l\u2019Italia dai tempi di Mitterand e Craxi in poi. Esiste, per\u00f2, una serie di dossier per i quali le visioni del futuro presidente francese impattano gli interessi italiani.<\/p>\n<p><b>L\u2019assetto nel Mediterraneo<\/b><br \/>Nei suoi vari interventi, Nicolas Sarkozy ha ribadito un concetto che aveva gi\u00e0 esposto in alcuni meeting della campagna elettorale, quello di \u201cUnione Mediterranea\u201d, una costruzione politica paragonabile all\u2019Unione Europea ma che dovrebbe svilupparsi nel Mediterraneo, in partenariato con Spagna, Portogallo e Italia. Sarkozy magari non lo sa, ma si inserisce nell\u2019antico dibattito che ha visto la Francia promuovere il dialogo 5+5 fra paesi del Sud dell\u2019Europa e paesi del Maghreb, mentre l\u2019Italia proponeva una volta una Cscm, la conferenza sulla sicurezza e la cooperazione nel Mediteranneo. Tra l\u2019altro questo filone \u00e8 stato poi portato a sistema dall\u2019Europa nell\u2019ambito del partenariato euromediterraneo, una politica oggi un po\u2019 insabbiata.<\/p>\n<p>Nicolas Sarkozy, appena eletto, propone una specie di \u201cBarcellona Bis\u201d, pi\u00fa geopolitica che techno-bruxellese, un\u2019Unione Mediterranea che assocerebbe i paesi del Sud dell\u2019Europa con quelli della sponda nord dell\u2019Africa. L\u2019intento \u00e8 certamente lodevole, perch\u00e9 mira a rilanciare un forum di dialogo nell\u2019ambito di una zona problematica e di alta sensibilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Per\u00f2 l\u2019Europa ha gi\u00e0 sviluppato una serie di strumenti molto avanzati nell\u2019ambito euro-mediterraneo, come ad esempio la politica di vicinato. La visione geopolitica di Sarkozy che vuole aprire un nuovo baricentro nel Mediterraneo va dunque confrontata con le politiche europee gia esistenti per cercare di migliorarne l\u2019efficienza, ed \u00e8 certamente un dossier sul quale l\u2019Italia ha un suo ruolo da giocare.<\/p>\n<p><b>Europa sotto esame<\/b><br \/>Nicolas Sarkozy sta anche precisando la sua visione europea. Si dichiara europeista, ma chiede che l\u2019Europa ascolti la richiesta dei popoli di una maggiore protezione nei confronti della mondializzazione. Facendo questo Nicolas Sarkozy non esprime una sua personale visione, bens\u00ed quella della maggioranza del paese: l\u2019Europa viene messa sotto esame perch\u00e9 sospetta di un\u2019integrazione di matrice tecnocratica bruxellese che non lascerebbe spazio alla legittimit\u00e0 democratica e che non darebbe ascolto alle ispirazioni dei popoli.<\/p>\n<p>Certo, quando proclama \u201ccon me la Francia \u00e8 tornata nell\u2019Europa\u201d, Sarkozy vuole far pensare a una soluzione semplice all\u2019impasse del \u201cno\u201d francese al trattato. Si sa che \u00e8 a favore di una versione minima del trattato, da adottare per via parlamentare. Ribadisce quindi la propria identit\u00e0 europea, ma avverte anche che l\u2019Europa deve essere riformata e rendere conti agli Stati membri.<\/p>\n<p>Sarkozy rappresenta un\u2019elettorato francese maggioritario che si \u00e8 raggruppato intorno a lui per sostenere la sua candidatura. In questo raffigura bene un trend europeo, non soltanto francese, dove la Nazione viene considerata il vero livello di legittimit\u00e0 politica. Sarkozy auspica una ripresa del negoziato intergovernativo sul trattato, ma scarta a priori l\u2019idea, pi\u00fa ambiziosa ma pi\u00fa pericolosa, di un nuovo referendum in Francia, un riflesso che dimostra quanto sia poco federalista. Nell\u2019odierno contesto europeo, Sarkozy rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 per sbloccare la governance europea perch\u00e9 il suo decisionismo non si pu\u00f2 conciliare con un\u2019Europa bloccata. Ma sar\u00e0 il promotore di una particolare agenda, concreta ma ridotta, con la quale i principali partner europei dovranno misurarsi.<\/p>\n<p>Come ministro dell\u2019Economia, Sarkozy ha gi\u00e0 dimostrato nel caso Alsthom la sua volont\u00e0 di difendere gli assetti industriali pubblici nei confronti delle regole della concorrenza europea. Per l\u2019Europa, come per la politica interna, vedremo all\u2019opera lo stile Sarkozy: pi\u00fa diritti, ma anche pi\u00fa doveri. Sarkozy apre per la Francia una stagione pi\u00fa politica e meno tecnocratica, che ben corrisponde a un uomo che pu\u00f2 vantare una lunga esperienza politica, pur senza essere passato dalle file dell\u2019Ena.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 sicuramente a favore dei grandi progetti europei, purch\u00e9 ci\u00f2 non significhi avallare la burocrazia di Bruxelles. <\/p>\n<p> Questo da un lato potr\u00e0 rappresentare un freno al funzionamento di alcune logiche dell\u2019Unione, di cui la Francia potrebbe bloccare alcune iniziative; ma d\u2019altro canto potr\u00e0 offrire una vera sponda ai partner disponibili a delle cooperazioni privilegiate, ad esempio nel campo industriale, energetico o nei poli di ricerca e sviluppo. Come a suo tempo Chirac, Sarkozy vuole dimostrare la sua capacit\u00e0 di fare, un desiderio che pu\u00f2 offrire un\u2019opportunit\u00e0 per alcuni partner su dossier bilaterali o europei. E fra l\u2019Italia e la Francia non mancano i dossier aperti nelle industrie energetiche, aerospazio e difesa, banche e assicurazioni nonch\u00e9 sul miglioramento delle infrastrutture fra i due paesi.<\/p>\n<p><b>Uno stile americano<\/b><br \/>Infine Sarkozy \u00e8 stato spesso presentato dalla stampa internazionale come \u201cSarko l\u2019americano\u201d: la sua visita a George Bush, mentre era in campagna elettorale, segnerebbe una svolta rispetto ai leader politici francesi del passato, a lungo sospettosi nei confronti degli Usa. Certamente lo \u201cstile\u201d Sarkozy \u00e8 tutto rivolto alla cultura del risultato, del \u201cfare\u201d o del \u201ccomunicare\u201d, area in cui il futuro presidente eccelle. Inoltre, il suo leitmotiv di \u201cdiritti e doveri\u201d, di una democrazia dove esiste il \u201crispetto\u201d, vede certamente negli Stati Uniti un modello. <\/p>\n<p> Ma questo non significa che Sarkozy sia pi\u00fa sbilanciato verso gli Stati Uniti di altri Presidenti. Malgrado le sue origine ungheresi, \u00e8 un politico francese, formatosi nell\u2019attivit\u00e0 nazionale, senza alcuna esperienza europea o internazionale. Ci\u00f2 spiega la sua relativa diffidenza ai confronti di Bruxelles, ma anche perch\u00e8 non abbia aperto specifici canali con gli Stati Uniti. Non e\u2019 il primo leader francese con una consuetudine particolare con il mondo anglo-sassone. Sarkozy si iscrive in una tradizione nazionale ben collaudata, che considera che nella scala delle democrazie, l\u2019altro grande paese democratico, l\u2019unico che pu\u00f2 vantare una storia costituzionale repubblicana anteriore a quella francese, sono gli Stati Uniti d\u2019America. E quindi un paese amico, fraterno, ma che viene considerato alla pari, al di la\u2019 delle differenze di potenza. \u00c8 una visione certamente positiva, ma che rimanda a una classica lettura ideologica francese che spesso nel passato \u00e8 stata un ostacolo per lo sviluppo di relazioni pragmatiche fra la Francia e gli Stati Uniti. <\/p>\n<p> Tornando ai rapporti con l\u2019Italia, va ricordato che il centro sinistra ora al governo aveva adottato una posizione politica verso gli Usa vicina, di fatto, a quella del presidente Chirac, quando aveva rifiutato l\u2019intervento in Iraq. Oggi Sarkozy si deve comunque inserire nel solco tracciato da Chirac e, prima di lui, da Mitterrand e Giscard d\u2019Estaing, che erano espressione di un consenso bipartisan. <\/p>\n<p> Esiste una politica della Francia che non cambia, uno stile specifico dove la difesa dell\u2019interesse nazionale si mescola con un particolare progetto universalista, che vede la Francia come patria dei Diritti, e quindi fa anche della Francia un campione dell\u2019universalismo nazionale. \u00c8 una posizione attraente, ma anche impegnativa e contraddittoria, che Sarkozy, appena eletto, ha proposto nel suo primo discorso. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della repubblica francese segna una svolta a Parigi: un leader giovane giunge al potere, con un piglio riformista e conservatore allo stesso tempo, e inizia subito a declinare le sue visioni. 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