{"id":5320,"date":"2007-05-14T00:00:00","date_gmt":"2007-05-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/neocons-americani-e-neorevisionisti-israeliani-un-comune-destino\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:55","slug":"neocons-americani-e-neorevisionisti-israeliani-un-comune-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/05\/neocons-americani-e-neorevisionisti-israeliani-un-comune-destino\/","title":{"rendered":"Neocons americani e neorevisionisti israeliani: un comune destino"},"content":{"rendered":"<p>Paul Wolfolwitz, icona dei neocons americana, si dimetter\u00e0 forse dal suo incarico di presidente della Banca Mondiale, o forse cercher\u00e0 di resistere ancora alle richieste di dimissioni, malgrado le accuse di favoritismo a favore della sua compagna e di gestione politicizzata della Banca. In una situazione ancor pi\u00f9 difficile si trova il premier israeliano Ehud Olmert, messo sotto accusa da una commissione da lui stesso nominata, per la decisione di attaccare gli Hezbollah in Libano nel 2006 e per il modo con il quale fu condotta quella operazione. Cosa c\u2019\u00e8 di comune tra questi due eventi? <\/p>\n<p>Essi segnano il tramonto di due movimenti politico-ideologici, quello dei neoconservatori in America e quello dei neorevisionisti israeliani. Secondo alcuni studiosi americani i due movimenti, nati in ambienti politici e geografici lontani e molto differenti, avevano dei punti in comune nelle ideologie sottostanti. Le conseguenti loro azioni politiche, divenute convergenti negli ultimi anni in Medio Oriente, sarebbero all\u2019origine del disastroso fallimento militare degli americani in Iraq e degli israeliani in Libano.<\/p>\n<p><b>I neoconservatori americani<\/b><br \/>Il termine neoconservatore venne usato negli Stati Uniti, inizialmente con un significato dispregiativo, per indicare un gruppo di intellettuali che si erano separati nel 1971 dai loro colleghi <i>liberal <\/i>del Partito Democratico. Si trattava in buona parte di ebrei e veterani della sinistra anti-comunista, che erano basati soprattutto a New York. I neocons si opponevano alla cultura dominante in quell\u2019epoca, della priorit\u00e0 assoluta alla questione dei diritti umani e dell\u2019opposizione alla guerra in Vietnam. Nel corso della presidenza di Reagan alcuni di loro ricoprirono incarichi di governo o nell\u2019Amministrazione, ma per molto tempo rimasero un movimento di intellettuali che svolgeva essenzialmente un\u2019opera di propaganda e di persuasione.<\/p>\n<p>Nelle primarie del Partito repubblicano nel 2000 i neocons appoggiarono Mc Caine, non George Bush. Per\u00f2 Bush, eletto nel 2001, diede a parecchi esponenti del loro movimento incarichi di secondo livello nella sua Amministrazione. Dopo l\u2019attacco terroristico al World Trade Center di New York, l\u2019influenza dei neoconservatori effettu\u00f2 un grande salto in avanti nel campo della politica estera. Cheney e Rumsfeld, di cui Wolfolwitz era il principale collaboratore, li associarono totalmente alle politiche da loro volute e i neocons divennero, secondo i critici, la <i>cabala <\/i>che ispirava la politica estera del presidente Bush.<\/p>\n<p> <b>I neorevisionisti israeliani<\/b><br \/>Quando dopo una lunga \u201ctraversata nel deserto\u201d la destra israeliana arriv\u00f2 al potere con Menachem Begin nel 1977, si form\u00f2 in Israele un\u2019area politica etichettata da molti con il termine di neorevisionismo. Tramite il Likud le loro idee sarebbero state da allora ben presenti nella politica estera israeliana, a parte le brevi parentesi di governo del Partito Labour nel 1992-1996 e poi nel 1999-2001.<\/p>\n<p>Begin era stato un seguace di Vladimir Jabotinsky e su linee fondamentalmente analoghe a quelle di Begin si sarebbero poi mossi Ytzhak Shamir, Binyamin Netanyahu e, a parte la fase finale del suo governo, anche Ariel Sharon. Ma qual era la centrale caratteristica politica di Jabotinsky, il leader sionista vissuto dal 1880 al 1940? Jabotinsky rifiutava qualsiasi divisione della Palestina con gli arabi residenti nella regione e proponeva perci\u00f2 un\u2019aggressiva, militarizzata politica. I suoi seguaci dettero quindi un appoggio totale alla politiche di rappresaglie anti-arabe attuate da Ben Gurion e Moshe Dayan, poi alla campagna del 1956 nel canale di Suez e nel Sinai (che secondo loro avrebbe dovuto estendersi anche alla Giordania), e successivamente alla politica di alleanza militare con la Francia, durata sino al 1967. La quale, ricordiamo, \u00e8 stata all\u2019origine non solo della superiorit\u00e0 militare di Israele in campo aereo ma, soprattutto, della garanzia globale di essere l\u2019unico paese del Medio Oriente a possedere l\u2019arma atomica.<\/p>\n<p>Questi \u201cneorevisionisti\u201d sono stati per\u00f2 politicamente insignificanti in Israele sino alla grande vittoria del 1967, con l\u2019occupazione della Palestina, del Sinai e delle colline del Golan. Dopo questo trionfo militare cess\u00f2, nell\u2019opinione pubblica e nella gran parte della classe politica israeliana, il timore che Israele potesse essere travolta da una superiore potenza militare del mondo arabo. Improvvisamente le domande territoriali dei neo-revisionisti divennero possibili. Con Shamir, e pi\u00f9 tardi con Netanyahu, il neorevisionismo rivendic\u00f2 la politica della \u201cGrande Israele\u201d e adott\u00f2 a fondo, allorquando al potere, una aggressiva politica di diffusione delle colonie israeliane nei territori occupati. <\/p>\n<p>Israele esercit\u00f2 inoltre la sua potenza militare, direttamente e senza remore, invadendo nel 1982 il Libano alla caccia di Arafat e dei suoi seguaci. Olmert, infine, abbandonate le idee negoziali del partito Kadima fondato da uno Sharon divenuto col tempo meno bellicoso, ritorna nel 2006 all\u2019idea di un uso massiccio della forza militare in Libano per risolvere problemi di politica estera e interna.<\/p>\n<p><b>La ideologia delle due correnti politiche<\/b><br \/>Attualmente i critici dei due movimenti osservano che essi, pur cos\u00ec lontani per la geografia e per i mondi politici nei quali hanno operato, avevano significativi punti comuni nella ideologia sottostante. Innanzitutto un hobbesiano, profondo pessimismo sulla evoluzione del mondo, poi un nazionalismo esasperato, aggressivo e militarista nei confronti dei nemici interni ed esterni, infine una percezione di \u201ceccezionalit\u00e0\u201d della propria nazione.<\/p>\n<p>Sulla eccezionalit\u00e0 di Israele alla base della cultura politica del paese vi \u00e8 poco da ricordare. Sono note a tutti la storia millenaria degli ebrei dispersi nel mondo, le tragedie che li hanno colpiti nel ventesimo secolo e le caratteristiche dell\u2019insediamento di Israele in Medio Oriente. Il nazionalismo Usa \u00e8 molto meno presente in superficie nella variopinta societ\u00e0 americana, ma \u00e8 altrettanto diffuso, anche se talvolta si manifesta in modo inverso con delle ventate di isolazionismo. Comunque i neocons sono cultori convinti del \u201cdestino manifesto\u201d degli Stati Uniti. Per loro il perseguimento degli interessi nazionali statunitensi \u00e8 in principio utile al mondo intero e la diffusione della democrazia di tipo americano un dovere imprescindibile.<\/p>\n<p>In tempi recenti \u00e8 stata per la verit\u00e0 la Albright a usare la espressione di <i>indispensable nation<\/i>, ma non v\u2019\u00e8 dubbio che \u00e8 l\u2019Amministrazione di George Bush quella che l\u2019ha continuamente utilizzata nella sua azione di governo.<\/p>\n<p>E la questione dell\u2019uso della forza? Per quanto riguarda i neoconservatori americani il grottesco \u00e8 che essa risalirebbe, secondo alcuni, alla dottrina trotzkista. Irving Kristol, considerato il \u201cpadrino\u201d dei neocons, fu per breve tempo un aderente del trotzkismo negli anni 30, e le medesime idee erano circolate tra altri militanti originari del movimento che provenivano dal mondo sindacale. Alla base del trotzkismo vi \u00e8 la convinzione della necessit\u00e0 politica di spezzare con la forza strutture repressive per liberare le masse. Naturalmente nella susseguente liberazione che ne consegue i trotzkisti ritenevano che la installazione del socialismo era il risultato naturale di questa azione, mentre i neocons sono convinti, con il medesimo dogmatismo, dei benefici del capitalismo e della democrazia, nonch\u00e9 ovviamente dell\u2019inevitabilit\u00e0 del loro avvento.<\/p>\n<p><b>Incontro e declino dei due movimenti<\/b><br \/>In Medio Oriente l\u2019azione congiunta dei due movimenti in questi anni sarebbe alla base della fallita avventura militare americana in Iraq e di quella parallela israeliana in Libano. Nel mondo arabo \u00e8 addirittura ritenuta una verit\u00e0 incontrovertibile che l\u2019invasione Usa dell\u2019Iraq sia stata decisa dai neocons per assicurare definitivamente la sicurezza di Israele (\u201cgiungere a Gerusalemme per la via di Bagdad\u201d).<\/p>\n<p>Interpretazioni irrealistiche dei fatti, naturalmente. Ma \u00e8 vero che neocons e destra israeliana hanno recentemente compiuto un tratto di strada insieme. Adesso la loro comune idea di risolvere i problemi con lo strumento della superiorit\u00e0 militare si \u00e8 screditata, parallelamente, negli Stati Uniti e in Israele. L\u2019autorit\u00e0 e l\u2019influenza politica delle persone che l\u2019hanno rappresentata stanno quindi subendo il medesimo tracollo politico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paul Wolfolwitz, icona dei neocons americana, si dimetter\u00e0 forse dal suo incarico di presidente della Banca Mondiale, o forse cercher\u00e0 di resistere ancora alle richieste di dimissioni, malgrado le accuse di favoritismo a favore della sua compagna e di gestione politicizzata della Banca. 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