{"id":5470,"date":"2007-06-01T00:00:00","date_gmt":"2007-05-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/leadership-test\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:53","slug":"leadership-test","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/06\/leadership-test\/","title":{"rendered":"Leadership Test"},"content":{"rendered":"<p>Foto di gruppo di potenti, ma con qualche assenza non proprio irrilevante, anzi, del tutto fondamentale. Sar\u00e0 quella che verr\u00e0 scattata tra qualche giorno, a partire dal 6 giugno, a Heilingendamm, per il trentaduesimo vertice dei paesi pi\u00f9 industrializzati, quel famoso G7 che ormai, dopo l\u2019ingresso della Russia nel 1998, \u00e8 diventato il G8. Ovvia la mancanza della Cina, che si avvia nel giro di dieci anni a diventare l\u2019economia pi\u00f9 forte del mondo e che gi\u00e0 quest\u2019anno ha superato gli Usa come primo esportatore del mondo. Meno ovvia, ma non meno rilevante, l\u2019assenza dei nuovi comprimari: sia di quelli che gi\u00e0 lo sono, sia di quelli che tra poco lo diventeranno. Qualche esempio: l\u2019India, il Sud Africa e l\u2019Arabia Saudita gi\u00e0 oggi; Brasile, Indonesia, Nigeria nei prossimi anni. Alcuni di essi saranno marginalmente presenti nei cosiddetti Outreach Meeting, ma almeno per ora nella foto di gruppo del salotto buono non figureranno.<\/p>\n<p>Sarebbe stato comunque difficile ignorare del tutto le nuove realt\u00e0. Difatti, nell\u2019agenda della Merkel c\u2019\u00e8 in primo piano l\u2019Africa con tutti i suoi problemi. Ma certo l\u2019Africa non basta e sembra pi\u00f9 rappresentare la volont\u00e0 della presidenza tedesca di dimostrare di non dimenticarsi i problemi dello sviluppo e della realt\u00e0 dei paesi emergenti che non costituire una base su cui costruire nuove politiche che facciano la differenza.<\/p>\n<p><b>Verifiche importanti<\/b><br \/>Sar\u00e0, comunque, questo G8 un momento di verifica importante. Per la Merkel stessa, che vuole consolidare la propria immagine di leader di statura internazionale, portando in primo piano alcuni dei grandi temi contemporanei come il mercato comune euro-americano, la colossale questione ambientale, gli squilibri commerciali globali e il meno noto, ma comunque stringente, tema della contraffazione e del copyright.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 di certo un primo banco di prova per il neoeletto Sarkozy, atteso sulla scena mondiale soprattutto per il suo primo test di coerenza, e forse anche di lealt\u00e0, con l\u2019America di Bush, tanto vituperata e tanto osteggiata dal suo predecessore Chirac, specie sulla questione irachena. Sar\u00e0 un test per Putin, sul quale si addensano critiche per tutte le tensioni interne al suo paese, ma anche per la reazione spropositata alla \u201cprovocazione\u201d americana dei radar e dei missili oltre confine.<\/p>\n<p>E sar\u00e0 certamente un test per Bush, la cui gestione della guerra irachena \u00e8 ormai apertamente contestata anche in patria, e la cui visione di proiezione globale di lotta al terrorismo e costruzione della democrazia viene sempre pi\u00f9 spesso accusata di scarso realismo, modesta comprensione della realt\u00e0 e indadeguatezza di politiche e strumenti di gestione.<\/p>\n<p>Meno rilevanti, ma non insignificanti nel contesto globale, gli altri leader, da Blair a Prodi a Abe. Le questioni economiche riguarderanno tutti, e molti si soffermeranno sui dati positivi della ripresa economica e sull\u2019assenza di tensioni inflazionistiche che la possano minacciare in maniera significativa. Ma dietro la facciata, faranno capolino temi economici e commerciali meno scontati, come il ritorno al bilateralismo e al protezionismo, e temi politici generali, dall\u2019Iraq all\u2019Afghanistan, dalla questione palestinese al Darfur.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 lontana ancora nello sfondo, ma del tutto percepibile, la grande vicenda della governance mondiale e dell\u2019attualit\u00e0 delle grandi organizzazioni internazionali che, ben prima del G8, hanno regolato il battito dell\u2019economia globale del dopoguerra e che oggi stanno entrando in fibrillazione per il palese emergere di una relazione bilaterale di sconvolgente dimensione (ossia, naturalmente, quella tra Cina e Usa), che potrebbe oscurare tutte le altre relazioni, se non lo ha gi\u00e0 fatto, dando un colpo di grazia alle speranze del multilateralismo.<\/p>\n<p><b>Istituzioni internazionali malate<\/b><br \/>Oggi i tre pilastri dell\u2019economia e della finanza degli ultimi decenni \u2013 la World Bank, l\u2019Fmi e la Wto \u2013 sono sotto osservazione e, anche se non esplicitamente sul banco degli accusati,  sono comunque ritenuti quantomeno malati cronici da curare molto seriamente. Quale ruolo possono avere questi organismi in presenza di una Cina che detiene le sorti dell\u2019equilibrio finanziario americano grazie ai 1.200 miliardi di dollari di riserve e a un avanzo bilaterale con l\u2019America che ne vale pi\u00f9 di 230? Quale interesse pu\u00f2 continuare ad avere l\u2019America in un quadro multilaterale degli scambi con regole aperte quando tocca ormai un disavanzo di 900 miliardi di dollari, oltre il 6% del Pil, livello che mai si era supposto potesse venire raggiunto e, soprattutto, sopportato?<\/p>\n<p>Sono domande che non verranno direttamente sollevate nei lavori del G8 ma che di certo sono nella mente dei leader del mondo. Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro \u00e8 che non solo, nell\u2019ultimo decennio, molti equilibri sono gi\u00e0 cambiati, ma che molti altri cambieranno in futuro, e non nell\u2019arco di dieci o quindici anni, ma nel pi\u00f9 breve lasso di tempo di due o tre. A questo occorrerebbe che i leader del G8 dessero profonda attenzione, per dimostrare al mondo che chi oggi governa i paesi pi\u00f9 potenti ha chiara visione di come il mondo sta cambiando, e la volont\u00e0 di adeguare politiche e istituzioni a questo mutamento epocale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foto di gruppo di potenti, ma con qualche assenza non proprio irrilevante, anzi, del tutto fondamentale. Sar\u00e0 quella che verr\u00e0 scattata tra qualche giorno, a partire dal 6 giugno, a Heilingendamm, per il trentaduesimo vertice dei paesi pi\u00f9 industrializzati, quel famoso G7 che ormai, dopo l\u2019ingresso della Russia nel 1998, \u00e8 diventato il G8. 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