{"id":5550,"date":"2007-06-11T00:00:00","date_gmt":"2007-06-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verifiche-da-fare-aspettando-il-g13\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:52","slug":"verifiche-da-fare-aspettando-il-g13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/06\/verifiche-da-fare-aspettando-il-g13\/","title":{"rendered":"Verifiche da fare, aspettando il G13"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 sfiorato un fallimento clamoroso, ma si \u00e8 poi riusciti a raggiungere un onorevole compromesso; che \u00e8 tutto da verificare, comunque, alla luce delle scadenze dei prossimi mesi. Potrebbe essere questa in estrema sintesi una valutazione del vertice del G8 a Heiligendamm in Germania svoltosi alla fine della scorsa settimana e preceduto, alla vigilia, da forti tensioni russo-americane sull\u2019installazione delle difese anti-missile, che avevano fatto temere il peggio.  <\/p>\n<p>   <b>L\u2019accordo sul clima: un primo passo positivo<\/b><br \/>L\u2019accordo pi\u00f9 importante ha riguardato i temi del cambiamento climatico e dell\u2019inquinamento dell\u2019atmosfera con un impegno da parte di tutti i grandi paesi a prendere in \u2018seria considerazione\u2019 l\u2019obiettivo di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. Non \u00e8 stato stabilito alcun vincolo preciso, ma il fatto positivo \u00e8 che tutti si siano dichiarati d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di un negoziato globale guidato dalle Nazioni Unite che disegni il dopo Kyoto a partire dalla data di scadenza del protocollo fissata nel 2012. <\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 rilevante \u00e8 stata l\u2019accettazione degli Stati Uniti di entrambi questi punti viste le posizioni americane degli ultimi anni &#8211; ribadite anche di recente &#8211;  e imperniate sul secco rifiuto di ogni impegno e negoziato multilaterale in campo ambientale. <\/p>\n<p>Alla conversione dell\u2019Amministrazione Bush pi\u00f9 che il timore di un isolamento internazionale hanno contribuito le forti pressioni esercitate a livello domestico da un\u2019opinione pubblica americana che attraverso il Congresso, i singoli Stati e alcune grandi imprese  si \u00e8 espressa a pi\u00f9 riprese in quest\u2019ultimo periodo a favore di efficaci iniziative e politiche in grado di contrastare il cambiamento climatico.<\/p>\n<p><b>Ambientalisti scettici<\/b><br \/>I gruppi ambientalisti pi\u00f9 influenti hanno valutato come estremamente modesti, se non addirittura nulli, i risultati raggiunti in campo ambientale dal vertice G8, proprio a causa dell\u2019assenza di obiettivi vincolanti per i singoli paesi. Per quanto non si possa escludere di essere di fronte a ennesime vaghe promesse del gruppo dei paesi pi\u00f9 avanzati, va tuttavia ribadito che una strada da percorrere \u00e8 stata comunque tracciata per il negoziato globale: la conferenza dell\u2019Onu da tenere a Bali a fine anno preceduta da un incontro a alto livello, sempre in sede multilaterale, a fine settembre a New York, per meglio definire l\u2019agenda dei lavori. <\/p>\n<p>Si potr\u00e0 cos\u00ec iniziare a verificare molto presto, gi\u00e0 nei prossimi mesi, la seriet\u00e0 degli impegni assunti dagli otto grandi a Heilingendamm e sottoscritti &#8211; \u00e8 un fatto importante e va sottolineato &#8211; anche dai cinque paesi invitati come \u2018spettatori\u2019 ovvero da Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica.<\/p>\n<p><b>Sbloccate le risorse per il Fondo globale <\/b><br \/>Considerazioni analoghe valgono per gli impegni presi nei confronti dei paesi pi\u00f9 poveri e in particolare dell\u2019Africa, sanciti anche qui da un onorevole compromesso finale. Certo, lo stanziamento di 60 miliardi di dollari per il fondo globale contro l\u2019Aids, malaria e tubercolosi, da destinare in gran parte a favore dei paesi africani pi\u00f9 poveri, rappresenta un ammontare di risorse solo in parte aggiuntive rispetto ai fondi che erano stati annunciati gi\u00e0 al summit di Gleneagles due anni fa. Ma nel comunicato finale \u00e8 stato ribadito l\u2019impegno di tutti di aumentare consistentemente di qui al 2010 gli aiuti ufficiali, anche se con tempi e modalit\u00e0 da definire.<\/p>\n<p><b>Ma gli squilibri globali possono attendere<\/b><br \/>Pressoch\u00e9 nulli, viceversa, i risultati del Vertice sul tema dei rischi e squilibri che continuano a minacciare l\u2019espansione e la stabilit\u00e0 dell\u2019economia globale a dispetto della fase di vigorosa ripresa in corso. Pressoch\u00e9 subito \u00e8 stata  accantonata, ad esempio, la proposta della Germania di introdurre un codice di condotta per la gestione degli \u2018hedge fund\u2019, che rappresentano oggi una vera e propria mina vagante per la stabilit\u00e0 dei mercati finanziari internazionali;   in tema di commercio internazionale sono stati dedicati solo pochi cenni nel comunicato finale al negoziato del Doha Round per la liberalizzazione degli scambi, sospeso lo scorso anno e che senza un forte coinvolgimento politico dei maggiori paesi rischia un definitivo congelamento. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non sorprende, purtroppo, visto che i vertici G8 hanno perso ormai da tempo la loro efficacia nel fronteggiare le grandi sfide mondiali, economiche e non.<\/p>\n<p><b>Un nuovo G13?<\/b><br \/>Tra le cause pi\u00f9 importanti vi \u00e8 l\u2019ormai scarsa rappresentativit\u00e0 degli otto paesi che lo compongono di fronte ai nuovi equilibri e rapporti di potere che si sono affermati nel sistema internazionale in seguito alla rapida ascesa dei paesi emergenti, in particolare Cina e India. A questo riguardo \u00e8 un fatto positivo la decisione di varare una sorta di G13 in vista del prossimo Vertice, allargando il G8 ai cinque paesi invitati come spettatori quest\u2019anno (Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica). Per ora \u00e8 solo un esperimento (il cosiddetto Heiligendamm process) ed \u00e8 limitato ad alcuni temi (cambiamenti climatici, difesa della propriet\u00e0 intellettuale, libert\u00e0 degli investimenti, sviluppo dell\u2019Africa); ma tra due anni, se avr\u00e0 funzionato, potrebbe favorire la nascita di un nuovo, pi\u00f9 rappresentativo direttorio dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 sfiorato un fallimento clamoroso, ma si \u00e8 poi riusciti a raggiungere un onorevole compromesso; che \u00e8 tutto da verificare, comunque, alla luce delle scadenze dei prossimi mesi. 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