{"id":5560,"date":"2007-06-11T00:00:00","date_gmt":"2007-06-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ununione-europea-volonterosa-ma-poco-efficace\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:52","slug":"ununione-europea-volonterosa-ma-poco-efficace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/06\/ununione-europea-volonterosa-ma-poco-efficace\/","title":{"rendered":"Un\u2019Unione europea volonterosa, ma poco efficace"},"content":{"rendered":"<p>Nel novembre del 2006 l\u2019Unione europea e la Georgia hanno adottato un piano d\u2019azione nel quadro della politica europea di vicinato (<i>European Neighbourhood Policy<\/i>, Enp). Una delle priorit\u00e0 del piano \u00e8 la risoluzione pacifica dei conflitti interni della Georgia. L\u2019Unione europea intende contribuire alla pacificazione del conflitto in Abkazia non con una partecipazione politica diretta nei negoziati, ma concentrandosi su altri obiettivi prioritari che contribuiranno nel lungo periodo alla risoluzione del conflitto. Il piano d\u2019azione stabilisce inoltre che l\u2019Unione europea includer\u00e0 il tema dell\u2019integrit\u00e0 territoriale della Georgia nel dialogo politico Ue-Russia. \u00c8 importante, dunque, esaminare gli obiettivi del piano, per individuare le prospettive di azione dell\u2019Unione europea come mediatore nel conflitto in Abkazia, le risorse necessarie per promuovere la normalizzazione delle relazioni russo-georgiane e le restrizioni all\u2019azione dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><b>Una via indiretta per la risoluzione dei conflitti<\/b><br \/>Dopo l\u2019inclusione nell\u2019Enp, le relazioni della Georgia con l\u2019Unione europea sono migliorate in modo significativo. Questa rinnovata relazione dovrebbe portare ad un aumento del coinvolgimento politico dell\u2019Ue in Georgia. Un obiettivo particolarmente importante \u00e8 modernizzare il sistema politico, giudiziario e amministrativo dello Stato. In Georgia le istituzioni sono ancora poco funzionanti e le pratiche e la cultura democratiche sono ancora poco sviluppate. L\u2019obiettivo di politica estera del paese &#8211; la sua integrazione nel quadro euro-atlantico &#8211; \u00e8 troppo ambizioso per uno Stato debole che ha da poco iniziato il suo cammino e nel quale la maggioranza della popolazione vive ancora con una mentalit\u00e0 di tipo sovietico. <\/p>\n<p>L\u2019integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche \u00e8 un obiettivo strategico dichiarato, ma difficilmente raggiungibile senza un\u2019appropriata cultura legislativa, un sistema giudiziario indipendente e processi decisionali democratici e trasparenti. \u00c8 quindi molto importante che una delle priorit\u00e0 del piano d\u2019azione europeo in Georgia sia il radicamento di questi valori. Altri obiettivi del piano nel lungo e nel medio termine sono lo sviluppo economico (e quindi la riduzione della povert\u00e0) e lo sviluppo di una societ\u00e0 civile critica e attiva.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea intende anche, attraverso l\u2019Enp, contribuire alla risoluzione dei conflitti interni della Georgia. Il miglioramento dell\u2019economia, della societ\u00e0 civile e della capacit\u00e0 di governo della Georgia renderebbe il paese pi\u00f9 attraente per i partiti secessionisti in Abkazia e Ossezia del sud. Gli obiettivi dell\u2019Ue riguardo i conflitti in Georgia sono quindi strutturali e di lungo periodo.<\/p>\n<p><b>Il fattore russo<\/b><br \/>Il piano d\u2019azione europeo per la Georgia indica che l\u2019Ue deve facilitare il miglioramento delle relazioni russo-georgiane. Il documento sottolinea inoltre che la questione della Georgia dovrebbe essere inclusa nell\u2019agenda del dialogo bilaterale Ue-Russia. Il problema \u00e8: quali risorse possiede l\u2019Unione europea per convincere la Russia a normalizzare le sue relazioni con la Georgia? E di quali restrizioni l\u2019Ue deve tenere conto? <\/p>\n<p>Per la normalizzazione delle relazioni Georgia-Russia \u00e8 necessario raggiungere almeno  due obiettivi: eliminare definitivamente le residue tensioni subite dalla relazione durante il 2006; e riconciliare la Russia con il cammino georgiano verso l\u2019integrazione euro-atlantica, promuovendo una reale facilitazione della risoluzione dei conflitti in Abkazia e Ossezia del Sud. <\/p>\n<p>L\u2019Unione europea gode del vantaggio di essere considerata dalla Russia, a differenza di Usa e Nato, un attore relativamente neutrale nel Caucaso. La Russia non vede nell\u2019Europa un potenziale concorrente nella regione perch\u00e9 sa che l\u2019Ue non intende espandersi ulteriormente nell\u2019area delle repubbliche post-sovietiche, almeno nel prossimo futuro. Inoltre l\u2019Unione europea sembra accontentarsi di svolgere un ruolo secondario nella regione rispetto a Mosca e non mette in discussione il quadro delle attuali relazioni dominato dalla Russia. Per quanto riguarda il piano d\u2019azione per la Georgia, la Russia \u00e8 ben consapevole che le priorit\u00e0 fissate sono di lungo periodo e hanno poca rilevanza immediata. <\/p>\n<p>Tuttavia questo vantaggio \u00e8 per l\u2019Unione europea anche una fonte di debolezza. Sembra esserci una certa inconsistenza fra le parole e le azioni dell\u2019Unione europea, che supporta una risoluzione pacifica dei conflitti interni della Georgia, ma non \u00e8 coinvolta sul lato politico. L\u2019Ue chiede alla Georgia di non provocare un aggravamento delle condizioni in Abkazia, mentre chiude gli occhi di fronte al fatto che la Russia fornisce supporto politico, passaporti ed armi ai partiti separatisti. L\u2019Unione inoltre richiede alla Georgia di trovare una soluzione pacifica ai suoi conflitti congelati, ma non si impegna con decisione per contribuire a una forza internazionale di peacekeeping. <\/p>\n<p>Il limitato coinvolgimento politico europeo in Georgia pu\u00f2 essere spiegato dal fatto che la Georgia, pur essendo potenzialmente oggetto di interesse per l\u2019Ue, non \u00e8 nella lista delle priorit\u00e0 europee. In pi\u00f9, le procedure e le regole dell\u2019Unione europea rendono pi\u00f9 difficoltosa l\u2019adozione di politiche attive. L\u2019assenza di una visione comune dell\u2019Europa rispetto alle priorit\u00e0 regionali rende difficoltoso assumere decisioni sullo sviluppo di programmi di assistenza, perch\u00e9 alcuni paesi europei sono focalizzati sul sud del Caucaso, altri sul Mediterraneo e altri ancora sul Medio oriente. <\/p>\n<p>Un ultimo fattore che incide sul tentativo europeo di mediazione fra Georgia e Russia \u00e8 la questione della sicurezza energetica. Assicurare un flusso di energia stabile dalla Russia \u00e8 di vitale importanza per l\u2019Unione europea, e per questa ragione l\u2019Ue \u00e8 molto cauta nell\u2019assumere un ruolo pi\u00f9 attivo nel processo di risoluzione dei conflitti nel Caucaso. La scarsa influenza politica dell\u2019Unione sulla Russia in questo campo rende difficile per l\u2019Ue convincere Mosca ad accettare determinate azioni costruttive nelle zone di conflitto.     <\/p>\n<p>   <b>La risoluzione del conflitto<\/b><br \/>L\u2019Unione europea pu\u00f2 ancora giocare un ruolo significativo nel facilitare il conflitto in Abkazia ed essere attiva nel processo di <i>confidence building<\/i> tra le parti. In Abkazia ci sono pochi progetti per sostenere lo sviluppo di una magistratura indipendente, mass media liberi e una societ\u00e0 civile critica. Il piano d\u2019azione, con i suoi capitoli separati riguardo ai conflitti, non propone nulla per rompere l\u2019isolamento delle entit\u00e0 non riconosciute e per coinvolgerle nelle iniziative politiche, economiche ed educative dell\u2019Enp. L\u2019Enp, inoltre, non contribuisce abbastanza alla democratizzazione e al sostegno per i diritti umani e lo sviluppo della societ\u00e0 civile nelle entit\u00e0 secessioniste.<\/p>\n<p>L\u2019Ue potrebbe contribuire, per esempio, con programmi di educazione civica per la popolazione delle regioni in conflitto, con un\u2019enfasi sui valori democratici; con lo sviluppo di istituti che proteggano i diritti umani nelle zone di conflitto; incoraggiando la partecipazione al dialogo di vari gruppi della societ\u00e0 civile coinvolti direttamente nel conflitto; portando avanti progetti economici nella regione; cooperando in materia di energia e dando fondi a progetti di business bilaterale; migliorando l\u2019accesso a internet e a mezzi di informazione nelle zone di conflitto; disinnescando i motivi di conflitto collaborando alla prevenzione della circolazione illegale di droga e armi, del contrabbando, dei rapimenti. <\/p>\n<p>Questo tipo di impegno richiederebbe il coinvolgimento della Russia dato che essa rappresenta un fattore vitale per le entit\u00e0 separatiste. Le prospettive che Mosca approvi iniziative del genere in questo momento non sono buone: un dialogo regolare darebbe risultati positivi almeno contribuendo a impedire un ulteriore aggravamento della situazione dal lato russo. L\u2019attuale azione Ue in Transnistria potrebbe costituire un esempio di come collaborare con Mosca. <\/p>\n<p>In pi\u00f9, l\u2019Ue potrebbe cercare di evidenziare le componenti culturali europee del popolo abkazo, promuovendo la diffusione di valori euro-atlantici. \u00c8 importante che la popolazione dell\u2019Abkazia si renda conto che esiste una alternativa europea nel processo di risoluzione del conflitto. \u00c8 necessario che gli abkazi si liberino dall\u2019isolamento politico e morale nel quale si trovano, e che la loro mentalit\u00e0 si avvicini maggiormente a quella europea. Tutto questo faciliterebbe relazioni pi\u00f9 strette con la Georgia. L\u2019attuazione di questo programma potrebbe essere facilitata da pi\u00f9 intense attivit\u00e0 di scambio e relazioni umane. <\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ha tutte le risorse e le conoscenze necessarie per agire in modo corretto sia legalmente sia moralmente nel conflitto in Abkazia. Ma il modo con cui l\u2019Ue ha evitato di assumere una posizione decisa nei confronti dei conflitti del Caucaso del sud per quindici anni d\u00e0 ragione di supporre che l\u2019azione potrebbe venire purtroppo ancora rimandata. L\u2019Enp e il piano d\u2019azione Ue-Georgia non offrono incentivi reali e non sviluppano prospettive chiare. Danno l\u2019impressione che l\u2019Ue abbia deciso di non farsi coinvolgere profondamente nel sud del Caucaso e nel suo vicinato. Il ruolo politico dell\u2019Ue in Georgia per quanto riguarda la risoluzione dei conflitti ha finora portato a pochi cambiamenti e se le cose continueranno in questo modo, il piano d\u2019azione rimarr\u00e0 solo un altro documento tecnico.   <\/p>\n<p>    .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel novembre del 2006 l\u2019Unione europea e la Georgia hanno adottato un piano d\u2019azione nel quadro della politica europea di vicinato (European Neighbourhood Policy, Enp). Una delle priorit\u00e0 del piano \u00e8 la risoluzione pacifica dei conflitti interni della Georgia. L\u2019Unione europea intende contribuire alla pacificazione del conflitto in Abkazia non con una partecipazione politica diretta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[76,89],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5560"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61316,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5560\/revisions\/61316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}