{"id":5570,"date":"2007-06-11T00:00:00","date_gmt":"2007-06-10T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/cambiamenti-piu-apparenti-che-reali\/"},"modified":"2017-11-03T15:42:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:42:53","slug":"cambiamenti-piu-apparenti-che-reali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/06\/cambiamenti-piu-apparenti-che-reali\/","title":{"rendered":"Cambiamenti pi\u00f9 apparenti che reali"},"content":{"rendered":"<p>Il 14 maggio scorso l\u2019agenzia di stampa palestinese ha annunciato che Gheddafi era in coma profondo, ma subito i libici si sono affrettati a mostrare che il loro Capo dello Stato continuava la vita di sempre. Ha forse avuto solo un malore, oppure la notizia era del tutto senza fondamento. Ma in questi anni molto \u00e8 cambiato nella politica estera della Libia e ora qualcosa si muove anche in politica interna. Perci\u00f2 qualunque sia il fondamento della notizia sulla salute del leader libico ci si domanda spesso, al di fuori delle luci pubbliche, quale siano i possibili sviluppi della situazione in Libia.<\/p>\n<p><b>Economia e societ\u00e0<\/b><br \/>Dopo i cambiamenti e la parziale apertura del gruppo dirigente al mondo estero, Gheddafi, sospinto dal circolo ristretto dei suoi famigliari, si \u00e8 deciso a tentare l\u00b4introduzione di modifiche in economia, perch\u00e9 lo stato di povert\u00e0 e di arretratezza della popolazione libica \u00e8 apparso tale da poter minacciare il suo controllo del paese. Tutti infatti sanno che dietro la facciata pubblica di una democrazia definita popolare e partecipativa, invece che rappresentativa, dietro le Commissioni che prendono formalmente le decisioni a livello centrale o locale, si nasconde il governo di un uomo solo e del suo entourage. In trent\u2019anni di potere e con grandi ricchezze petrolifere, Gheddafi ha creato uno Stato nel quale sono poche le istituzioni sufficientemente funzionanti, un sistema senza alcuna garanzia legale, con scuole e ospedali inadeguati, poche strade maltenute e una popolazione in maggioranza povera, isolata e impreparata per il mondo moderno.<\/p>\n<p>Spiegazione ufficiale di questo stato di arretratezza era stato finora il conflitto con le potenze imperialiste e le sanzioni economiche imposte al paese. Ma l\u2019Onu ha eliminato il regime delle sanzioni nel 2003 e gli stessi Stati Uniti hanno ripreso le relazioni diplomatiche nel 2004, dopo che Gheddafi ha accettato di chiudere la vicenda degli attentati terroristici alle linee aeree e di porre fine al suo programma di armamento nucleare e chimico. Ora in Libia oltre la met\u00e0 della popolazione ha meno di 20 anni, \u00e8 in cerca di un lavoro e si domanda come mai un paese cos\u00ec ricco di petrolio, da anni non pi\u00f9 sottoposto a restrizioni commerciali, continua ad essere notevolmente pi\u00f9 povero di tutti i paesi vicini. A questo punto \u00e8 stato lo stesso figlio del dittatore ed erede designato alla sua successione, Saif al-Islam, ad essere incaricato di dirigere un gruppo di riformatori libici, ai quali sono stati aggiunti anche dei consulenti stranieri.<\/p>\n<p><b>Ricordando l\u2019Albania<\/b><br \/>La situazione sociale trovata dagli esperti stranieri in Libia presenta aspetti analoghi a quella dell\u2019Albania al momento della fine del regime di Enver Hoxha. Solo che lo \u201cHoxha libico\u201d \u00e8 ben saldo al potere e quindi la riforma deve riguardare rigorosamente il solo campo economico, con cambiamenti lenti e prudenti. Si annunciano licenziamenti di 120.000 persone nella elefantiaca burocrazia statale, ma poi si precisa che gli stipendi continueranno ad essere loro pagati per altri tre anni, in attesa che i licenziati trovino un nuovo lavoro nel settore privato, che per\u00f2 quasi non esiste. Secondo i consulenti, l\u2019economia libica \u00e8 un caos inestricabile, nel quale il problema principale \u00e8 la mancanza di un numero sufficiente di giovani libici adeguatamente educati. <\/p>\n<p>Qualcosa comunque \u00e8 cambiato. Sino a poco tempo fa la propriet\u00e0 privata non esisteva in Libia, il capitalismo era un delitto, la professione di avvocato sconosciuta e la stessa musica occidentale era proibita. Di fondo, i libici vorrebbero fare parte del mondo moderno, ma non sanno come arrivarci. Molti sono inoltre abituati a un basso livello di aspettative e non sono entusiasti dell\u2019idea che, per migliorare le loro condizioni di vita, debbano in cambio rinunciare a un tipo di Stato che garantisce loro un minimo di sussistenza senza alcuno sforzo.<\/p>\n<p>La politica di repressione interna, intanto, continua come prima: assenza di qualsiasi libert\u00e0 di parola, di riunione, di stampa, impunit\u00e0 per i rappresentanti del Governo, arresti arbitrari, spesso torture nei confronti degli oppositori. \u00c8 chiaro a tutti, quindi, che in Libia continua inalterato il controllo totale di Gheddafi e della sua trib\u00f9, esercitato tramite i principali dirigenti dello Stato e, naturalmente, la polizia segreta. E cosa dice, dunque, il \u201cFratello Leader\u201d nei suoi discorsi pubblici? Gheddafi ha dichiarato che la Libia non pu\u00f2 resistere al vento del cambiamento imposto dalla globalizzazione e quindi che non si pu\u00f2 tornare all\u2019era \u201cdi ostilit\u00e0 e di confronto\u201d con il mondo occidentale. A questo proposito, secondo alcuni osservatori, la sorte di Saddam Hussein non era a suo tempo passata inosservata a Tripoli. <\/p>\n<p>Il sistema di governo libico \u00e8 ovviamente basato sui redditi del petrolio. \u00c8 questo il campo nel quale la Libia ha effettivamente introdotto misure di liberalizzazione economica nei confronti delle attivit\u00e0 delle societ\u00e0 estere operanti nel settore. Con immediati risultati, come provato dal recente annuncio di una societ\u00e0 di ricerca straniera che ha trovato un nuovo campo di petrolio di circa 5000 milioni di barili, dal valore attuale, cio\u00e8, di 25 miliardi di dollari. I paesi emergenti in affannosa ricerca di fonti energetiche, come la Cina e l\u2019India, si sono da parte loro dichiarati disponibili a discutere una riduzione sostanziale del 20% usualmente concordato negli accordi di condivisione dei guadagni della produzione di petrolio. Le riserve di valuta estera sono cos\u00ec salite a 56 miliardi di dollari, una cifra enorme, per un paese con solo 5,6 milioni di abitanti. Con tali mezzi tutto sarebbe possibile. Una ferma determinazione nel perseguire con pazienza una politica di riforme potrebbe senz\u2019altro raggiungere l\u2019obiettivo di cambiare in meglio la societ\u00e0 libica e le sue condizioni di vita e di cultura. Se questo fosse il vero programma del governo libico.<\/p>\n<p><b>Continuit\u00e0 sostanziale <\/b><br \/>Non sono per\u00f2 cessate le lamentele del leader libico nei confronti dei paesi occidentali. La Libia infatti non sarebbe stata sufficientemente ricompensata per la decisione di sospendere i programmi di armamento di distruzione di massa. N\u00e9 sono finite le accuse agli stranieri di \u201clavaggio del cervello\u201d agli emigrati libici, rimandati poi nel paese come spie. Anche Saddam Hussein, che era stato abbandonato nella sua politica di scontro con gli Stati Uniti, viene da Gheddafi descritto come un martire e un santo. Necessit\u00e0 propagandistiche a uso interno, per mostrare un minimo di continuit\u00e0 con la precedente politica? Forse non solo. <\/p>\n<p>Anche nei confronti dell\u2019Italia l\u2019eterna litania di rinnovate richieste di compensi per i danni e le colpe coloniali, con la danza di nuove offerte di chiusura del contenzioso grazie alla costruzione di una autostrada di duemila chilometri lungo la costa, con una spesa totale 3,5 miliardi di euro, bilanciata in modo alquanto parziale dalla chiusura del contenzioso con le ditte italiane danneggiate dalle decisioni libiche prese nel 1970, che ha un valore stimato di soli 600 milioni. <\/p>\n<p>In conclusione il dittatore libico siede su grandi ricchezze ma, esibendo un paradossale complesso di inferiorit\u00e0 nei confronti dei paesi occidentali, continua a ritenere che sia pi\u00f9 conveniente cercare di estrarre da loro fondi e concessioni, piuttosto che non finanziare autonomamente i suoi progetti di sviluppo. <\/p>\n<p>Gli attuali uomini di governo italiani beneficiano di buoni rapporti personali con Gheddafi e alcuni dei suoi principali collaboratori, a cominciare dal figlio. Prodi \u00e8 l\u2019uomo che per primo invit\u00f2 Gheddafi a Bruxelles, nella sua qualifica di Presidente della Commissione europea, mentre D\u2019Alema beneficia a Tripoli di un\u2019immagine non differente da quella che un tempo si attribuiva ad Andreotti, quello cio\u00e8 di un uomo che capisce alcune fondamentali esigenze del mondo arabo. <\/p>\n<p>Del resto anche Berlusconi e alcuni dei suoi ministri sono in Libia considerati degli amici, una qualifica nient\u2019affatto secondaria in un paese la cui politica estera \u00e8 condotta anche sulla base di relazioni personali e di clan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 maggio scorso l\u2019agenzia di stampa palestinese ha annunciato che Gheddafi era in coma profondo, ma subito i libici si sono affrettati a mostrare che il loro Capo dello Stato continuava la vita di sempre. Ha forse avuto solo un malore, oppure la notizia era del tutto senza fondamento. Ma in questi anni molto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5570"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":67014,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5570\/revisions\/67014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}