{"id":6210,"date":"2007-10-02T00:00:00","date_gmt":"2007-10-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-rebus-elettorale-va-avanti\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:20","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:20","slug":"il-rebus-elettorale-va-avanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2007\/10\/il-rebus-elettorale-va-avanti\/","title":{"rendered":"Il rebus elettorale va avanti"},"content":{"rendered":"<p>Chi ha vinto le elezioni in Ucraina? Tutti e nessuno finora. I principali leader antagonisti si proclamano vincitori. A scrutinio non ancora ultimato \u00e8 un testa a testa tra Yanukovich e la Tymoshenko: il Partito delle Regioni del primo appare leggermente avanti, ma, se si sommano i voti della cosiddetta pasionaria ucraina (nel passato era meglio nota come principessa del gas, e non era un complimento) a quelli di Nostra Ucraina del presidente Yushchenko, la coalizione arancione \u00e8 in netto vantaggio. Tuttavia Yanukovich sembra allargare il suo distacco man mano che si finiscono di contare i voti e potrebbe sommare ai suoi quelli dei socialisti, dei comunisti e del blocco di Lytvyn: i piccoli partiti, se riusciranno a superare la soglia di sbarramento del 3 %, saranno il vero ago della bilancia. Ma soprattutto sono attese da pi\u00f9 parti molte contestazioni sulla validit\u00e0 delle consultazioni. Insomma una situazione confusa ed incerta; non \u00e8 una novit\u00e0 per l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><b>Elezioni a ripetizione<\/b><br \/>Il 30 settembre i cittadini ucraini si sono recati alle urne per la quinta volta in quattro anni per eleggere il nuovo Parlamento nazionale (Verkhovna Rada), dopo che quello votato lo scorso anno era stato sciolto tramite 4 decreti emanati in successione dal Presidente della Repubblica Viktor Yushchenko, che vinse le presidenziali nel dicembre 2004 sulla scia della travolgente Rivoluzione arancione, insieme a Yulia Tymoshenko, prima alleata poi nemica, oggi pare di nuovo insieme al presidente. Ma l\u2019esperienza del tandem Yushchenko\u2013presidente e Tymoshenko\u2013premier dur\u00f2 poco e il Governo cadde tra scandali e litigi continui. Cos\u00ec all\u2019inizio del 2006 fu il Partito delle Regioni del rivale Viktor Yanukovich (primo ministro uscente) a vincere le consultazioni politiche, senza per\u00f2 riuscire a creare una maggioranza stabile. Fino al contestato  scioglimento del  Parlamento e le elezioni anticipate che si sono appena svolte. <\/p>\n<p>Data l\u2019attuale magmatica situazione post-voto, \u00e8 assai difficile fare pronostici sul futuro Governo: chi lo guider\u00e0 e sopratutto se sar\u00e0 stabile, al contrario dei precedenti. \u00c8 possibile, tuttavia, individuare tre importanti fattori della campagna elettorale che hanno influenzato il voto: 1) la disillusione largamente diffusa tra i cittadini in maniera trasversale rispetto agli schieramenti; 2) l\u2019uso bipartisan di spin doctor americani; 3) il tentativo da parte di alcuni partiti (\u201cYulia Tymoshenko Blok\u201d in particolare) di conquistare voti nel campo avverso e cos\u00ec rompere la rigida divisione politica est-ovest che ha caratterizzato l\u2019Ucraina sin dall\u2019indipendenza del \u201991 e che \u00e8 alla base dell\u2019attuale instabilit\u00e0 politica. Se questo tentativo \u00e8 riuscito, come sembra sia avvenuto per il partito della Tymoshenko, sar\u00e0 la novit\u00e0 pi\u00f9 importante delle elezioni.<\/p>\n<p><b>Opinione pubblica disillusa<\/b><br \/>La campagna elettorale \u00e8 stata vissuta dai cittadini con apatia, disinteresse, ed in alcuni casi totale disillusione. Si \u00e8 recato alle urne circa il 62% degli aventi diritto (media nazionale), ma l\u2019affluenza \u00e8 stata pi\u00f9 bassa ad est, nelle tradizionali roccaforti di Yanukovich, rispetto alle regioni arancioni del Centro e dell\u2019Ovest. Il secondo elemento rilevante di queste elezioni \u00e8 il ricorso a consulenti americani da parte dei principali leader. Persino Yanukovich, generalmente considerato un filo-russo, ha assoldato a partire dalle elezioni parlamentari dello scorso anno, una societ\u00e0 di consulenza americana, la Davis, Manafort &#038; Freeman, che ha aperto un ufficio operativo a Kiev per organizzare la nuova campagna elettorale del premier. La compagnia ha cercato di creare una nuova immagine pubblica <i>western-friendly<\/i> per Yanukovich e per il suo partito delle Regioni, che di certo ha contribuito alla vittoria nelle consultazioni del 2006. Tuttavia da allora l\u2019immagine del premier si \u00e8 alquanto usurata, e non pare che  la stessa strategia abbia funzionato in questa nuova tornata. <\/p>\n<p>Esperti di comunicazione e PR americani lavorano anche per gli altri leader politici. Secondo la rivista \u201cBusiness Ucraina\u201d, il lobbysta di Washington Sten Anderson dall\u2019inizio dell\u2019anno \u00e8 il consulente del Presidente Yushchenko per i mass-media; e i risultati si vedono, a giudicare dallo stile pi\u00f9 deciso e dalla maggiore sicurezza che il presidente mostra in TV. Ma questa nuova immagine rispecchia davvero il carattere politico del Presidente, noto per la sua incapacit\u00e0 di prendere posizioni chiare e definitive? <\/p>\n<p><b>Fine della contrapposizione frontale?<\/b><br \/>L\u2019ultimo fattore \u00e8 il pi\u00f9 importante: il tentativo di uscire dal circolo vizioso della rigida divisione politico-elettorale: est filo-russo per Yanukovich, ovest pro-occidente per Yushchenko\/Tymoshenko. Non si tratta di una strategia comune a tutti i partiti. Mentre Nostra Ucraina si \u00e8 concentrata sulla regione occidentale nel tentativo di recuperare (a quanto pare non riuscendoci) i consensi perduti nelle passate elezioni a vantaggio del Tymoshenko Blok, quest\u2019ultimo e, in misura minore, il Partito delle Regioni hanno cercato di sfondare in aree dove sono tradizionalmente poco forti. Tale \u201cstrategia della rompighiaccio\u201d \u00e8 stata applicata soprattutto nella direttrice ovest-est, ma \u00e8 presente pure in quella nord-sud.<\/p>\n<p>Il partito di Yanukovich per esempio ha la sua base elettorale nell\u2019est russofono, ma nel corso della campagna ha mostrando un crescente interesse per la capitale e le citt\u00e0 del circondario, tradizionali roccaforti arancioni, confidando nel calo di popolarit\u00e0 del Presidente e del suo partito nell\u2019area. Ancora pi\u00f9 palese la strategia della Tymoshenko, che in un\u2019intervista del 12 settembre ha confermato che il suo Blok ha concentrato il massimo delle risorse per sfondare nelle regioni orientali e meridionali del Paese, storicamente a maggioranza blu (partito delle Regioni) Tuttavia, secondo Valeriy Khmelko, presidente dell\u2019autorevole Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, nelle otto regioni pi\u00f9 occidentali del Paese (che rappresentano il 22% dei voti totali), il peso del voto arancione \u00e8 otto volte maggiore di quello blu. D\u2019altro canto \u00e8 esattamente l\u2019opposto nelle tre regioni pi\u00f9 orientali (sempre 22% dei voti). Segno che la polarizzazione c\u2019\u00e8 ed \u00e8 ancora forte nelle regioni pi\u00f9 esterne. Forse per questo motivo la Tymoshenko ha scelto di concentrare sforzi e risorse non sulle aree dell\u2019<i>estremo oriente ucraino<\/i> &#8211; Luhansk and Donetsk (l\u2019oblast che ha dato i natali a Yanukovich) &#8211; ma su quelle regioni orientali che toccano il centro del paese; per esempio Dnipropetrovsk, Kirovohrad, Kherson, and Zaporizhya dove la Tymoshenko ha tenuto pi\u00f9 di 50 comizi.<\/p>\n<p><b>I rischi per l\u2019Italia<\/b><br \/>Ad urne ancora calde e non del tutto scrutinate, si pu\u00f2 affermare che l\u2019Ucraina resta un paese interrotto: tra citt\u00e0 e campagna, modernit\u00e0 ed arretratezza, nuovi ricchi e vecchi poveri, ortodossia e cattolicesimo, Russia ed Europa. L\u2019Ucraina pu\u00f2 diventare qualcosa di peggio: un failing State, un buco nero geopolitico sulla nuova frontiera orientale della Ue, potenzialmente destabilizzante per tutta l\u2019Europa centro-orientale e per le relazioni tra Ue e Russia. <\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 dell\u2019Ucraina \u00e8 particolarmente importante per l\u2019Italia, e soprattutto ora alla vigilia dell\u2019inverno. Attraverso l\u2019Ucraina passa il 36,5 % del totale del metano  da noi importato  (pi\u00f9 di quanto riceviamo dall\u2019Algeria nostro principale fornitore);l\u2019Italia dipende dal gas per il 50% del suo fabbisogno energetico, rispetto ad una media europea del 22 %. La crisi del gas di due anni fa tra Mosca e Kiev che ci ha costretto al razionamento del metano \u00e8 un inquietante precedente,  ma nulla al confronto di ci\u00f2 che ci aspetta in uno scenario (estremo sia ben chiaro) di Ucraina nel caos. E non solo per le forniture energetiche, ma anche per la probabile ondata di profughi che si riverserebbe sull\u2019Italia la quale gi\u00e0 ospita una forte comunit\u00e0 ucraina proveniente dalle regioni occidentali, a maggioranza greco-cattolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha vinto le elezioni in Ucraina? Tutti e nessuno finora. I principali leader antagonisti si proclamano vincitori. 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