{"id":63867,"date":"2017-03-07T11:42:13","date_gmt":"2017-03-07T10:42:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63867"},"modified":"2017-11-03T15:12:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:58","slug":"futuro-immigrazione-ue-questione-di-coraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/futuro-immigrazione-ue-questione-di-coraggio\/","title":{"rendered":"Futuro immigrazione Ue: questione di coraggio"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo tentativo di un\u2019Europa incagliata tra crisi d\u2019identit\u00e0 e <i>cupio dissolvi <\/i>di avviare una riflessione comune in vista del vertice di Roma del 25 marzo \u00e8 targato Jean-Claude Juncker.<\/p>\n<p>&#8220;Con il sessantesimo anniversario dei trattati di Roma \u00e8 giunto il momento per un\u2019Europa unita a 27 di definire una visione per il futuro. \u00c8 l\u2019ora della leadership, dell\u2019unit\u00e0 e della volont\u00e0 comune&#8221; ha chiosato durante la presentazione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3844\" target=\"blank\"><b><u>Libro Bianco sul Futuro dell\u2019Europa<\/u><\/b><\/a> il presidente della Commissione europea, lanciando la palla ai 27 capi di Stato o di governo attesi a Roma il 25 marzo per definire ruolo e prospettive dell\u2019Unione dopo lo shock della Brexit, la grande crisi migratoria e la rimonta dilagante di protezionismi e nazionalismi.<\/p>\n<p><b>L\u2019immigrazione nel Libro Bianco sul futuro dell\u2019Europa<\/b><br \/>\nIn Europa pretendere azioni concrete sull\u2019immigrazione pu\u00f2 costare l\u2019isolamento politico. E questo lo sa bene chi ha scritto il Libro Bianco. Un testo che nomina la parola immigrazione solo nove volte, e che dal punto di vista sia politico che programmatico ricorda proprio quanto questa continui a essere l\u2019anello debole della strategia europea che ambirebbe a guidare i 27 fino alla nuova legislatura del 2019.<\/p>\n<p>Che la faccenda stia diventando di giorno in giorno pi\u00f9 complicata lo dimostrano le esternazioni del commissario all\u2019Immigrazione Dimitris Avramopoulos, a cui \u00e8 spettato, soltanto un <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-17-348_it.htm\" target=\"blank\"><b><u>giorno<\/u><\/b><\/a>, dopo la diffusione del Libro Bianco, per ribadire che senza solidariet\u00e0 non pu\u00f2 esserci alcuna condivisione di responsabilit\u00e0 e che non spetta agli Stati membri scegliere quali misure intendano mettere in atto per gestire i flussi.<\/p>\n<p>Dichiarazione che mette a nudo la riluttanza della DG Affari Interni verso ipotesi volte a smantellare quanto faticosamente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=3332\" target=\"blank\"><b><u>avviato<\/u><\/b><\/a> negli ultimi due anni in ambito immigrazione: approccio hotspot, accordi di partenariato nei Paesi terzi, ricollocamento, re-insediamento, rafforzamento del controllo delle frontiere esterne, riforma del sistema d\u2019asilo e lotta ai trafficanti.<\/p>\n<p>Temi su cui sin dal lancio <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/background-information\/docs\/summary_european_agenda_on_migration_it.pdf\" target=\"blank\"><b><u>dell\u2019agenda europea sull\u2019immigrazione<\/u><\/b><\/a> nel 2015, le cancellerie europee continuano a ricattarsi, litigare e negoziare approdando solo di rado a soluzione realizzabili.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 di fondo \u00e8 che, oggi, solo una manciata di Paesi, tra cui l\u2019Italia, continua acredere al <i>burdensharing<\/i> dell\u2019accoglienza dei migranti. Nemmeno la comunanza di intenti tra il presidente della Commissione europea, il commissario all\u2019immigrazione Avramopoulos e l\u2019Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Federica Mogherini (espressa in tutta la sua potenza al Vertice di Valletta dello scorso febbraio) \u00e8 valsa per convincere sull\u2019unitariet\u00e0 delle posizioni in seno al Consiglio e sulla bont\u00e0 del cammino avviato.<\/p>\n<p>\u00c8 anche per questo che, a due anni dal lancio <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/20170302_eam_state_of_play_en.pdf\" target=\"blank\"><b><u>dell\u2019agenda immigrazione<\/u><\/b><\/a>, la dimensione interna del piano caratterizzata dalla centralit\u00e0 di dispositivi umanitari, come il ricollocamento e il reinsediamento, \u00e8 andata progressivamente virando verso una dimensione esterna marcatamente securitaria e contenitiva.<\/p>\n<p>Il principio di base non \u00e8 pi\u00f9 gestire le immigrazioni, ma contenerle e scoraggiarle. \u00c8 questo l\u2019unico modo per garantire convergenza in seno a un Consiglio terrorizzato dagli appuntamenti elettorali attesi in Olanda, Francia e Germania.<\/p>\n<p><b>Gli esiti dubbi della strategia della realpolitik e dei partenariati su misura<\/b><br \/>\nIn questa prospettiva, la strategia emersa dal Consiglio di Valletta formalizza il cambio di rotta avviato nel 2016, quando buttato alle spalle il coraggioso cambio di passo tedesco del <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/la-germania-tra-caos-e-pianificazione\" target=\"blank\"><b><u>wirschaffendas<\/u><\/b><\/a>, anche il sognante \u201cce la faremo\u201d della cancelliera Angela Merkel ha dovuto capitolare nel nome della realpolitik.<\/p>\n<p>Per questo, a tempo di record e in piena unitariet\u00e0, durante il 2016, i 27 hanno potenziato le risorse di Frontex, inaugurato una nuova guardia costiera europea e rafforzato l&#8217;assistenza finanziaria e operativa per gli Stati membri pi\u00f9 esposti.<\/p>\n<p>In questo quadro, mentre il controverso accordo fra Unione e Turchia cominciava a indebolire la rotta balcanica che aveva portato pi\u00f9 di 800 mila rifugiati in Europa, i 27 hanno creduto di replicare quel modello in Libia, il buco nero da cui solo nel 2016 sono partiti pi\u00f9 di 181 mila migranti con destinazione Italia.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli esiti dubbi di questa strategia hanno messo a nudo per l\u2019ennesima volta l\u2019inanit\u00e0 politica dell\u2019Unione. Nel vuoto di potere seguito al rovesciamento di Gheddafi, l&#8217;Unione ha faticato a trovare un partner credibile per gestire la situazione sul terreno. Di conseguenza il traffico di migranti provenienti dall\u2019Africa sub-sahariana \u00e8 continuato.<\/p>\n<p>Anche se la crisi dei rifugiati siriani ha avuto maggiore visibilit\u00e0, per l\u2019Unione la maggiore sfida nel lungo periodo \u00e8 rappresentata dai flussi di migranti dall&#8217;Africa. Oltre il 40% dei 300 milioni di africani tra i 15 ei 30 anni sono Neet, \u201cNot in education nor in employment\u201d. Pi\u00f9 di 300 milioni di africani vivono in assoluta povert\u00e0, con un reddito inferiore a 30 euro al mese. Dati acuiti dalle proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, che per il 2050 prevedono una crescita della popolazione africana dal miliardo di abitanti odierno, a pi\u00f9 di 2,4 miliardi di persone.<\/p>\n<p>Rispetto a dati di questo tipo \u00e8 evidente che il problema non sta solo nelle centinaia di migliaia di cittadini africani intenzionati a emigrare irregolarmente verso l\u2019Europa, ma nell\u2019assenza di crescita economica, stabilit\u00e0 istituzionale e aspettativa di vita che alimenta l\u2019emigrazione dai Paesi di provenienza.<\/p>\n<p><b>L\u2019approccio contenitivo-difensivo del piano della Valletta<\/b><br \/>\nEppure, rispetto a queste criticit\u00e0,il piano licenziato alla Valletta sulla scia del <a href=\"https:\/\/eeas.europa.eu\/sites\/eeas\/files\/factsheet_ec_format_migration_partnership_framework_update_2.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Partnership Framework<\/u><\/b><\/a> di giugno 2016 sembra andare fuori pista.<\/p>\n<p>I partenariati &#8220;su misura&#8221; con i principali Paesi di origine e di transito dei migranti, immaginati per ridurre il numero di morti nel Mediterraneo, aumentare i ritorni, consentire ai migranti di rimanere vicino casa evitando cos\u00ec viaggi pericolosi, poggiano su una strategia totalmente improntata al <i>do ut des<\/i>: aiuti allo sviluppo utilizzati come leva o incentivo alla cooperazione nella gestione delle migrazioni irregolari e alla stabilizzazione dei quadri politico-istituzionali.<\/p>\n<p>La forte enfasi del piano sull\u2019utilizzo strategico di tutto l\u2019arsenale delle politiche con i Paesi terzi dall\u2019istruzione e ricerca, al commercio, all\u2019azione umanitaria come <i>leverage<\/i> per la collaborazione dei Paesi terzi la dice lunga sull\u2019essenza degli obiettivi di breve periodo dei 27: fermare la rotta centro-mediterranea e bloccare le migrazioni l\u00ec dove cominciano.<\/p>\n<p>Peccato che nella lunga durata questo piano non convinca. L\u2019Unione avr\u00e0 sempre interessi strategici in Africa. Una delimitazione delle priorit\u00e0 strategiche e geopolitiche nel continente \u00e8 necessaria, ma una subordinazione di tutte le aree di azione ad unico obiettivo e per di pi\u00f9 a breve durata, \u00e8, come ha argomentato <a href=\"http:\/\/carnegieeurope.eu\/2016\/11\/21\/upgrading-eu-s-migration-partnerships-pub-66209\" target=\"blank\"><b><u>Carnegie Europe<\/u><\/b><\/a> un&#8217;opzione irrealistica e pericolosa.<\/p>\n<p>L\u2019assistenza umanitaria non pu\u00f2 essere ipotecata alla collaborazione nella gestione delle migrazioni. Per di pi\u00f9, il piano fa accenno in modo piuttosto fumoso al nodo che risolverebbe parte dei flussi irregolari africani: l\u2019apertura di canali legali per le migrazioni di lavoro. Tema accennato senza fare alcun riferimento al programma di azione che s\u2019intende intraprendere.<\/p>\n<p>Allo stesso modo il piano pare dimenticare l\u2019incidenza dei flussi di rifugiati nella mobilit\u00e0 africana. Limitandosi a ribadire \u201cla determinazione ad agire nel pieno rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e dei valori europei\u201d le conclusioni licenziate alla Valletta non nominano neanche una volta parole come protezione o rifugiati, chiudendo gli occhi sul fatto che i Paesi dell\u2019Africa sub-sahariana accolgono il <a href=\"http:\/\/www.unhcr.org\/africa.html\" target=\"blank\"><b><u>26%<\/u><\/b><\/a> dei 65.3 milioni dei rifugiati mondiali a fronte del 6% ospitato in Europa.<\/p>\n<p>Il prossimo Consiglio di Roma punter\u00e0 i riflettori su un\u2019Europa che mai come oggi appare confusa e lontana dai suoi principi fondatori. Se tra le ipotesi lanciate dal libro bianco di Juncker dovesse prevalere quella \u201cdell\u2019avanti cos\u00ec\u201d sul fronte immigrazione l\u2019approccio economico-centrico legittimato alla Valletta potrebbe portare al collasso della gestione dei flussi e peggio ancora alla marginalizzazione di molti di quei diritti che l\u2019Europa si \u00e8 sempre fregiata di tutelare.<\/p>\n<p>Queste lacune possono essere sanate solo sostituendo l\u2019approccio contenitivo-difensivo con misure concrete e di lunga durata utili a gestire meglio le migrazioni forzate, siano esse di origini economiche o umanitarie.<\/p>\n<p>Da anni, le azioni da mettere in atto non sono un mistero: aprire canali per la migrazione legale, agevolare le politiche per i visti, offrire protezione a chi fugge da persecuzioni, potenziando sia la mai decollata politica del reinsediamento sia sostenendo le organizzazioni che sostengono l\u2019apertura di corridoi umanitari. Banalmente solo una questione di coraggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo tentativo di un\u2019Europa incagliata tra crisi d\u2019identit\u00e0 e cupio dissolvi di avviare una riflessione comune in vista del vertice di Roma del 25 marzo \u00e8 targato Jean-Claude Juncker. &#8220;Con il sessantesimo anniversario dei trattati di Roma \u00e8 giunto il momento per un\u2019Europa unita a 27 di definire una visione per il futuro. \u00c8 l\u2019ora [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":63868,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[376,91,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63867"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63867"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63867\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63869,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63867\/revisions\/63869"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/63868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}