{"id":63873,"date":"2017-03-04T12:33:45","date_gmt":"2017-03-04T11:33:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63873"},"modified":"2017-11-03T15:12:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:12:59","slug":"con-orgoglio-sportivo-sotto-la-bandiera-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/con-orgoglio-sportivo-sotto-la-bandiera-europea\/","title":{"rendered":"Con orgoglio sportivo sotto la bandiera europea"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 difficile immaginare un cittadino di un qualunque Stato membro dell\u2019Unione europea, Ue che si emozioni stando in piedi davanti alla bandiera blu, o che si commuova ascoltando l\u2019inno europeo. Penso che questo non accade perch\u00e9 mancano le condizioni adeguate.<\/p>\n<p>Facciamoci una semplice domanda: ai nostri giorni, quand\u2019\u00e8 che le persone si sentono pi\u00f9 orgogliose di appartenete alla propria nazione? Principalmente in occasione di eventi sportivi quando, dopo un\u2019epica vittoria o anche una sconfitta frutto di una prestazione memorabile, un profondo senso di appartenenza comune si diffonde tra individui che non si conoscono fra loro, ma, quasi magicamente, si sentono concittadini di un stessa patria.<\/p>\n<p>Lo sport non \u00e8 solo questione di come impiegare piacevolmente il tempo libero. \u00c8 molto pi\u00f9 di questo. Non \u00e8 una storia il fatto che nell\u2019antica Grecia, in occasione dei giochi Olimpici, si deponevano le armi e si interrompevano le guerre, per dare modo agli atleti di citt\u00e0 nemiche di radunarsi all\u2019ombra del tempio di Zeus e competere lealmente nei sacri giochi. \u00c8 storia.<\/p>\n<p><b>L\u2019influenza e l\u2019esempio dello sport<\/b><br \/>\nE anche in tempi recenti gli eventi sportivi hanno avuto impatti non trascurabili sulle attivit\u00e0 umane. Nel 1948 l\u2019Italia stava ancora riemergendo dalle rovine della Seconda Guerra Mondiale e ricostruendo il Paese dopo venti anni di fascismo. Il 14 luglio il segretario del Partito comunista italiano, Palmiro Togliatti, fu ferito gravemente da un estremista di destra: immediatamente scoppiarono scontri di piazza e l\u2019Italia fu sull\u2019orlo di una nuova guerra civile.<\/p>\n<p>Fortunatamente, negli stessi giorni, al di l\u00e0 della Alpi, Gino Bartali ottenne una serie di epiche vittorie sulle montagne del Tour de France, conquist\u00f2 la maglia gialla e la port\u00f2 fino a Parigi. Come per magia, in Italia la gente si radun\u00f2 attorno alle radio da nord a sud e un senso di orgoglio nazionale riprese forza, sciogliendo le tensioni sociali come neve al sole (1).<\/p>\n<p>Nel 1995 Nelson Mandela punt\u00f2 gran parte della sua credibilit\u00e0 personale sull\u2019improbabile vittoria degli Springboks nella terza Coppa del Mondo di rugby, ospitata dal Sudafrica, per aiutare la ricostruzione della Nazione Arcobaleno e dare impulso al processo di riconciliazione dopo oltre quarant\u2019anni di apartheid. E la vittoria arriv\u00f2, nel modo pi\u00f9 affascinante e improbabile, che nemmeno il miglior giallista avrebbe immaginato, con un drop negli ultimi minuti dei tempi supplementari di una finale contro gli eterni rivali All Blacks.<\/p>\n<p>C\u2019erano 63.000 spettatori allo stadio, e 62.000 di loro erano bianchi. Francois Pienaar, il capitano Springbok, ricorda che \u201cMandela entro all\u2019Ellis Park di fronte a una folla quasi esclusivamente bianca, in gran parte Afrikaner, indossando uno <i>springbok<\/i> (2) sul cuore, ed essi urlarono: \u2018Nelson, Nelson, Nelson!\u2019, perch\u00e9 ci\u00f2 che aveva promesso lo aveva mantenuto. E al fischio finale il Paese cambi\u00f2 per sempre\u201d (3). E questi sono solo due esempi di quanto lo sport pu\u00f2 influire sulla dimensione politica e culturale della societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>La nazionale europea che non c\u2019\u00e8 e i Lions del rugby<\/b><br \/>\nPer quanto ne so, non c\u2019\u00e8 una sola competizione sportiva in cui l\u2019Ue schieri una sua squadra sotto la bandiera blu (c\u2019\u00e8 per la verit\u00e0 la Ryder Cup, un trofeo biennale di golf disputato tra una squadra degli Stati Uniti e una europea, ma non dell\u2019Ue vera e propria (4)).<\/p>\n<p>Non sarebbe possibile una cosa del genere? Anche in presenza di tradizioni solide e profonde in ogni sport a livello nazionale, non potrebbe essere realistico pensare a una squadra dell\u2019Ue in grado di unire le passioni e le speranze di tutti gli europei sotto la stessa bandiera? Potrebbe. L\u2019esempio migliore viene dal rugby. Le quattro nazionali britanniche &#8211; Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda &#8211; condividono alcune tra le pi\u00f9 profonde e antiche rivalit\u00e0 nello sport mondiale.<\/p>\n<p>Scozia vs Inghilterra &#8211; il primo match internazionale della storia nel 1871 &#8211; ogni anno ripropone il ricordo di secoli di lotte e inimicizia, come testimonia chiaramente l\u2019inno <i>Flower of Scotland<\/i>, che richiama la battaglia di Bannockburn del 1314, quando Robert Bruce sconfisse \u201cprood Edward&#8217;s airmy, an sent him hamewart, tae &#8216;hink again\u201d (5).<\/p>\n<p>Inoltre, ogni volta che il Galles affronta l\u2019Inghilterra, i giocatori gallesi sono pienamente consapevoli che non sono coinvolti in una semplice partita di rugby, ma in qualcosa di molto pi\u00f9 grosso, come chiar\u00ec il capitano del Galles, Phil Bennet, nel suo discorso pre-partita prima di affrontare l\u2019Inghilterra nel 1977: \u201cLook what these bastards have done to Wales. They&#8217;ve taken our coal, our water, our steel. They buy our homes and live in them for a fortnight every year. What have they given us? Absolutely nothing. We&#8217;ve been exploited, raped, controlled and punished by the English \u2013 and that&#8217;s who you are playing this afternoon\u201d(6).<\/p>\n<p>E che dire dell\u2019Irlanda? Anche durante i giorni pi\u00f9 oscuri della guerra civile e la lunga lotta fratricida tra i nazionalisti repubblicani e gli unionisti britannici, ogni anno i giovani irlandesi si riunivano \u201cfrom the mighty Glens of Antrim, from the rugged hills of Galway, from the walls of Limerick and Dublin Bay, from the four proud provinces of Ireland [&#8230; to] answer Ireland\u2019s call\u201d (7) per affrontare l\u2019Inghilterra nel Cinque Nazioni.<\/p>\n<p>Anche quelle tra Galles, Irlanda e Scozia sono piuttosto battaglie che non semplici partite di rugby, dato che in palio c\u2019\u00e8 il riconoscimento della supremazia tra le tre nazioni celtiche. E tuttavia, nonostante queste feroci e radicate rivalit\u00e0, dal 1888 in avanti, periodicamente, giocatori inglesi, gallesi, scozzesi e irlandesi sono sempre stati desiderosi e fieri di indossare la medesima maglia dei British &amp; Irish Lions e andare oltremare per tenere alto il nome del rugby britannico contro le nazioni dell\u2019emisfero Sud (8).<\/p>\n<p>Chiunque in Gran Bretagna, anche fra i pi\u00f9 giovani, sente un brivido lungo la schiena se chiedete dei Lions di John Dawes, che per la prima &#8211; e finora unica &#8211; volta nel 1971 sconfissero gli All Blacks in una serie a casa loro, o degli undefeated di Willie John McBride, che vinsero la serie contro gli Springboks in Sudafrica nel 1974.<\/p>\n<p><b>Cominciamo da Olimpiadi e atletica leggera<\/b><br \/>\nE ora torniamo all\u2019Europa. Perch\u00e9 questa idea non rimanga una semplice speculazione, bisogna fare qualche proposta concreta. Chiediamoci da quale sport potrebbe essere meglio cominciare, con l\u2019obiettivo di schierare una squadra dell\u2019Unione europea capace di raccogliere la passione di milioni di tifosi europei in vista di un traguardo comune.<\/p>\n<p>Il calcio non \u00e8 proponibile. Proviamo ad immaginare una Coppa del Mondo senza Germania, Italia, Francia, e Spagna, che mettono insieme 10 vittorie, la met\u00e0 del totale\u2026 Questo toglierebbe ogni interesse alla competizione. Considerazioni simili valgono per altri sport di squadra, ove molti Paesi europei rivestono ruoli di grande rilievo.<\/p>\n<p>Secondo me, una buona scelta potrebbe essere l\u2019atletica leggera. L\u2019atletica \u00e8 un insieme di molte discipline diverse, ove le nazioni europee hanno diverse eccellenze e la competizione da parte degli altri continenti \u00e8 forte e largamente distribuita: ad esempio, l\u2019Africa prevale nelle corse di media e lunga distanza, mentre le squadre caraibiche dominano sulle distanze brevi, e i Paesi asiatici sono forti nei concorsi di lancio e getto. Perci\u00f2, schierare una singola squadra europea di atletica alle Olimpiadi o ai Campionati mondiali non impoverirebbe troppo le competizioni.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019atletica \u00e8 uno sport molto popolare, praticato in tutti i Paesi europei da migliaia di ragazze e ragazzi fin dalle scuole primarie e secondarie, e quindi l\u2019interesse per questa disciplina \u00e8 assai diffuso nella societ\u00e0. In questo modo, i Campionati europei potrebbero diventare ancora pi\u00f9 interessanti, perch\u00e9 costituirebbero una sorta di selezione per la squadra dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Ora, proviamo a immaginare milioni di europei riuniti attorno a milioni di schermi, in piedi di fronte alla bandiera blu che sventola nel cielo, mentre ascoltano l\u2019<i>Inno alla gioia <\/i>e guardano un\u2019atleta europea con la medaglia d\u2019oro al collo, con gli occhi umidi e un senso di orgoglio per il fatto di essere tutti europei\u2026<\/p>\n<p>E che dire di un quartetto di sprinter provenienti da quattro diverse nazioni europee, che corrono veloci come la squadra guidata da Usain Bolt e che magari alla fine perdono per una manciata di centimetri sul filo di lana, ma sono felicemente consapevoli di aver portato l\u2019Europa sul tetto del mondo\u2026<\/p>\n<p><b>Sogni da sognare insieme<\/b><br \/>\nSono sicuro &#8211; assolutamente sicuro &#8211; che cose del genere possono toccare il cuore degli europei molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 che non il condividere la stessa moneta o anche votare per lo stesso Parlamento. Se vogliamo costruire un\u2019Unione europea della gente e per la gente, dobbiamo avere dei sogni da sognare insieme, dei traguardi comuni per cui sperare, delle emozioni da condividere e ricordare.<\/p>\n<p>Qualcosa di simile \u00e8 gi\u00e0 stato sperimentato con successo nel passato, quando dai tardi anni \u201960 fino alla fine del secolo scorso Giochi senza Frontiere ha contribuito in modo rilevante a sviluppare e rafforzare una conoscenza e una comprensione reciproca fra i cittadini europei (9). Ma era una competizione interna. Ora dobbiamo uscire fuori e competere con altri Paesi e altre squadre come una Nazione e una squadra.<\/p>\n<p>In definitiva, non so se la mia proposta specifica sia la migliore e quella pi\u00f9 percorribile (l\u2019atletica \u00e8 solo una delle possibili opzioni, altre potrebbero essere il nuoto, i tuffi, la ginnastica artistica e ritmica, l\u2019equitazione, e cos\u00ec via).<\/p>\n<p>Quello che so e che, se vogliamo che la nostra gente &#8211; specialmente le giovani generazioni &#8211; si entusiasmi dell\u2019Europa, lo sport deve assolutamente entrare nel quadro generale come uno dei pilastri su cui costruire una vera e sentita identit\u00e0 europea.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\">(1) Si veda <i>European Heroes. Myth, identity, sport<\/i>, Ed. P. Lanfranchi, R. Holt, J.A. Mangan (Routledge, 2013), p. 136.<br \/>\n(2) Lo springbok \u00e8 un\u2019antilope sudafricana, simbolo della nazionale di rugby.<br \/>\n(3) Su questa storia si legga il libro <i>Playing the enemy: Nelson Mandela and the game that made a Nation<\/i>, J. Carlin (Penguin Press, 2008) e si veda il bellissimo film \u201cInvictus\u201d di Clint Eastwood (2009).<br \/>\n(4) La Ryder Cup, istituita nel 1927, originariamente era disputata tra Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel 1979 si decise di includere golfisti dell\u2019Europa continentale, in particolare di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Spagna e Svezia. Per maggiori informazioni si veda www.rydercup.com. (5) \u201cL\u2019armata del superbo Edoardo, e lo mand\u00f2 a casa, a ripensarci su\u201d. Per una migliore comprensione delle implicazioni della rivalit\u00e0 tra le due nazioni dentro e fuori dal campo, anche in tempi recenti, si veda l\u2019intrigante libro <i>The grudge<\/i>, di T. English (Random House UK, 2010).<br \/>\n(6) \u201cGuardate cosa hanno fatto questi bastardi al Galles. Hanno preso il nostro carbone, la nostra acqua, il nostro acciaio. Comprano le nostre case e ci vivono due settimane all\u2019anno. Cosa ci hanno dato? Assolutamente nulla. Siamo stati usati, violentati, controllati e puniti dagli inglesi \u2013 ed \u00e8 contro di loro che giocate oggi pomeriggio\u201d.<br \/>\n(7) \u201cDalle forti valli di Antrim, dalle aspre colline di Galway, dalle muraglie di Limerick e della Baia di Dublino, dalle quattro fiere province d\u2019Irlanda [\u2026 per] rispondere alla chiamata dell\u2019Irlanda\u201d. <i>Ireland\u2019s call <\/i>\u00e8 l\u2019inno composto nel 1995 da Phil Coulter per l\u2019Irish Rugby Football Union ed \u00e8 eseguito quando una nazionale irlandese rappresenta In qualsiasi sport sia la Repubblica d\u2019Irlanda che l\u2019Irlanda del Nord.<br \/>\n(8) Per una lettura completa si veda <i>Behind the Lions: Playing Rugby for the British &amp; Irish Lions<\/i>, di S. Jones, T. English, N. Cain e D. Barnes (Kindle Edition).<br \/>\n(9) Giochi senza Frontiere \u00e8 stato uno show televisivo su base europea, nato da un\u2019idea del Presidente francese Charles de Gaulle, trasmesso dal 1965 al 1982 e dal 1988 al 1999.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 difficile immaginare un cittadino di un qualunque Stato membro dell\u2019Unione europea, Ue che si emozioni stando in piedi davanti alla bandiera blu, o che si commuova ascoltando l\u2019inno europeo. Penso che questo non accade perch\u00e9 mancano le condizioni adeguate. 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