{"id":63937,"date":"2009-04-10T10:31:33","date_gmt":"2009-04-10T08:31:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63937"},"modified":"2017-11-03T15:39:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:03","slug":"la-spada-di-damocle-della-grande-sete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/la-spada-di-damocle-della-grande-sete\/","title":{"rendered":"La spada di Damocle della grande sete"},"content":{"rendered":"<p>Le persone possono vivere anche trenta giorni senza cibo, ma solo una settimana senza acqua. Nella dichiarazione conclusiva del Forum mondiale dell\u2019acqua, tenutosi nel marzo scorso ad Istanbul, manca per\u00f2 un chiaro riconoscimento dell\u2019accesso all\u2019acqua come diritto umano universale. Inoltre il testo ignora il fallimento delle privatizzazioni come strumento in grado di garantire l\u2019accesso all\u2019acqua per tutti e non tiene conto delle raccomandazioni espresse dal Parlamento europeo in varie risoluzioni.<\/p>\n<p><b>L\u2019accesso all\u2019acqua \u00e8 un diritto<\/b><br \/>\nSorprende quindi che il segretario generale del Forum, Oktay Tabasaran, si sia detto entusiasta per il successo dell\u2019evento definendo il documento come \u201cuna piattaforma per affrontare i problemi del mondo legati all\u2019acqua, che non possiamo ignorare\u201d. A riguardo sembrerebbe pi\u00f9 equa la posizione delle Ong e di diversi paesi in via di sviluppo, che hanno considerato il testo carente di un passaggio fondamentale: la nozione esatta di diritto all\u2019accesso all\u2019acqua.<\/p>\n<p>Il documento redatto alla fine della settimana di lavori del Forum, evidenzia infatti che l\u2019acqua \u00e8 \u201cun bisogno fondamentale\u201d e ribadisce il diritto all\u2019\u201caccesso\u201d a questa risorsa indispensabile per l\u2019uomo e al \u201cmiglioramento delle condizioni igienico-sanitarie\u201d, al fine di compiere un importante \u201cpasso verso la diminuzione in tutto il mondo dei decessi legati alla scarsit\u00e0 d\u2019acqua\u201d. Resta oscuro per\u00f2 cosa concretamente si intenda per \u201cbisogno fondamentale\u201d. Sarebbe stato pi\u00f9 corretto e realistico parlare di diritto all\u2019accesso di questo indispensabile bene. D\u2019altronde le associazioni ambientaliste e i gruppi d\u2019interesse che si battono contro la mercificazione dell\u2019acqua erano fuori dai circoli decisionali principali e relegati in un forum a parte, specificamente dedicato alla societ\u00e0 civile, svoltosi nella capitale turca in concomitanza con quello ufficiale.<\/p>\n<p>Il Forum alternativo ha dato vita a varie iniziative di protesta, in occasione delle quali diverse Ong hanno sottolineato come il Forum mondiale dell\u2019acqua fosse stato organizzato dal Consiglio mondiale dell\u2019acqua: un <i>think-tank <\/i>privato strettamente legato alla Banca Mondiale e alle multinazionali dell\u2019acqua, come Suez o Veolia, oltrech\u00e9 alle politiche dei governi pi\u00f9 potenti del mondo. Questo spiegherebbe perch\u00e9 la dichiarazione finale del vertice non contenga nessuna seria critica nei confronti delle catastrofiche privatizzazioni, n\u00e9 tenga conto delle posizioni espresse in molte occasioni dal Parlamento europeo.<\/p>\n<p>Ad aggiungere il danno alla beffa, nel documento conclusivo si parla addirittura dell\u2019uso dell\u2019acqua per produrre energia idroelettrica attraverso faraoniche e dannosissime dighe, come dell\u2019aumento della produzione di biocarburante, modelli economici che producono, entrambi, iniquit\u00e0 e ingiustizie, specialmente nei paesi pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<p><b>Minacce crescenti<\/b><br \/>\nFatto sta che la pi\u00f9 preziosa delle nostre risorse \u00e8 pericolosamente in calo: mentre gi\u00e0 oggi 1\/3 degli abitanti del pianeta vive in condizioni di stress idrico, nel 2025 saranno 5,5 miliardi le persone interessate dall\u2019emergenza idrica, cio\u00e8 circa i 2\/3 della popolazione mondiale. Nel 2030 addirittura met\u00e0 popolazione mondiale rischia di rimanere assetata, in particolare in Africa, continente che si trova a dover affrontare la sfida pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Altri 2,6 miliardi di persone, d\u2019altro canto, non possono contare su servizi idrici igienicamente adeguati. La met\u00e0 di queste persone vive in zone densamente abitate come Cina e India e il resto si distribuisce tra America latina, Asia e soprattutto regione subsahariana e Corno d\u2019Africa. Ma il dato pi\u00f9 allarmante \u00e8 costituito dalla stima di quasi un milione e mezzo di persone che muoiono ogni anno nel mondo per questa condizione di penuria.<\/p>\n<p>In questo quadro preoccupa ancor pi\u00f9 il dato relativo ai bambini. Le stime dicono che ogni giorno ne muoiono almeno 3.900, a causa della mancanza di tale risorsa e anche dell\u2019inquinamento dei corsi d\u2019acqua e delle falde del sottosuolo.<\/p>\n<p>La carenza idrica \u00e8 inoltre all\u2019origine di altre crescenti minacce: la desertificazione che si sta sviluppando con l\u2019innalzamento delle temperature e che riduce in modo drammatico la fertilit\u00e0 del suolo; l\u2019espansione urbanistica che convoglia grandi risorse d\u2019acqua inquinandole con scarichi tossici; la privatizzazione idrica, con le grandi multinazionali che impongono il loro potere economico a molte nazioni del Terzo mondo, in un giro d\u2019affari fortemente lucrativo; infine, l\u2019accelerata militarizzazione delle grandi fonti d\u2019acqua, eufemisticamente definita, \u201cprotezione dell\u2019acqua\u201d spesso attuata da potenze straniere. Infine, ma non ultimo, il boom demografico che interessa particolarmente le aree del mondo in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Del resto il dato lanciato dalla Coldiretti nel corso del \u201cG8 Farmers Meeting\u201d, organizzato proprio in occasione della Giornata dell\u2019acqua, suscita ulteriore allarme: nonostante un aumento della domanda di cibo dell\u20191,5% l\u2019anno, un quarto della produzione alimentare mondiale potrebbe andar perso entro il 2050, proprio per l\u2019impatto combinato del cambiamento climatico, il degrado dei suoli, la scarsit\u00e0 di acqua e le specie infestanti.<\/p>\n<p>Questa edizione del World Water Forum di Istanbul ha anche sancito che l\u2019acqua pulita e fresca \u00e8 in calo &#8211; la maggior parte dell\u2019acqua sulla terra \u00e8 salata e sporca. Va da s\u00e9 che questa scarsit\u00e0 non pu\u00f2 che produrre accesi conflitti, gi\u00e0 in corso, ma destinati a proliferare e a ingigantirsi se non si porr\u00e0 freno a questa situazione di emergenza.<\/p>\n<p><b>Investire nell\u2019acqua conviene<\/b><br \/>\nSe si volesse ragionare in termini numerici, sono sicuramente utili le indicazioni dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), secondo cui i progetti di investimento in acqua pulita hanno un ritorno alto: ogni dollaro speso in acqua e misure igieniche pu\u00f2 portare un beneficio economico compreso tra i 7 e 12 dollari. Il <a href=\"http:\/\/switchboard.nrdc.org\/worldwaterday.php\" target=\"blank\"><b><u>Consiglio di difesa delle risorse naturali <\/u><\/b><\/a>, in un blog concepito per il forum, calcola che un investimento di 11,3 miliardi di dollari l\u2019anno potrebbe generale un ritorno di 83 miliardi annui in migliore produttivit\u00e0 e salute, argomento questo che, come scrive Melanie Nakagawa, potrebbe indurre molti di coloro che finora sono stati restii ad investire in questo settore.<\/p>\n<p><i>Marco Cochi \u00e8 giornalista professionista esperto di questioni legate al Sud del mondo e contrattista di ricerca presso il Centro Altiero Spinelli dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tre.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le persone possono vivere anche trenta giorni senza cibo, ma solo una settimana senza acqua. 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