{"id":63941,"date":"2009-05-26T10:34:34","date_gmt":"2009-05-26T08:34:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63941"},"modified":"2017-11-03T15:38:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:54","slug":"parlamento-di-strasburgo-un-ermafrodito-da-riformare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/05\/parlamento-di-strasburgo-un-ermafrodito-da-riformare\/","title":{"rendered":"Parlamento di Strasburgo: un ermafrodito da riformare"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;appello ai partiti politici, ai candidati e ai futuri europarlamentari recentemente diffuso dallo IAI, da Notre Europe e da altri autorevoli centri di ricerca dell&#8217;Ue ha richiamato l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Quest&#8217;ultimo appare l&#8217;istituzione maggiormente legittimata a promuovere l&#8217;auspicato rilancio dell&#8217;Unione, in quanto sede della rappresentanza dei cittadini europei. Si legge infatti nell&#8217;appello:<\/p>\n<p><i>Il Parlamento europeo (\u2026), a differenza delle altre istituzioni dell&#8217;Ue, ha una legittimazione democratica diretta, piena indipendenza e un legame istituzionale con l&#8217;opinione pubblica tramite i partiti politici. Con questi assi nella manica e un uso deciso di tutti i suoi poteri, esso (&#8230;) pu\u00f2 svolgere un ruolo decisivo (\u2026) nella definizione di un programma che guidi le istituzioni europee durante la prossima legislatura, nella formazione della nuova Commissione e nell\u2019uso del bilancio dell&#8217;Ue per far avanzare le politiche comuni (\u2026). [Inoltre:] Anche a trattati vigenti \u00e8 possibile legare le prossime elezioni alla scelta del futuro presidente della Commissione: \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 importante, che non va sprecata.<\/i><\/p>\n<p>Una posizione pienamente condivisibile, che fonda sul principio democratico la speranza di far progredire l&#8217;Unione verso traguardi di maggiore sovranazionalit\u00e0 e accresciuta capacit\u00e0 decisionale, tanto sul quadro globale che in riferimento alle pi\u00f9 importanti questioni interne.<\/p>\n<p><b>Criteri di rappresentanza discutibili<\/b><br \/>\nEsiste tuttavia, per quanto negletta, una questione pregiudiziale, che \u00e8 la seguente: l&#8217;assemblea di Strasburgo riflette in maniera corretta la volont\u00e0 degli europei? La risposta \u00e8 negativa, dal momento che i criteri di rappresentanza adottati si discostano dal principio &#8220;una testa, un voto&#8221;, assicurando ai paesi di minore consistenza demografica un numero di seggi proporzionalmente maggiore rispetto agli altri.<\/p>\n<p>Non si tratta certo di una novit\u00e0. Fin dagli inizi della costruzione europea si \u00e8 consentito un simile riguardo ai &#8220;piccoli&#8221;, anche per permetter loro di partecipare in maniera adeguata alla vita del Parlamento, compresi i lavori delle commissioni. Tuttavia, la crescita di importanza dell&#8217;istituzione strasburghese, mano a mano dotata di un potere di codecisione rispetto al Consiglio, unitamente all&#8217;ingresso di molti nuovi paesi, costringe a riflettere con attenzione sugli aspetti tecnici sopra menzionati. Si aggiunga in proposito che il trattato di Lisbona, prevedibilmente in vigore entro l&#8217;anno prossimo, introdurr\u00e0 in via definitiva il principio della proporzionalit\u00e0 decrescente. In pratica, nessuno stato dell&#8217;Unione, per quanto minimo, avr\u00e0 meno di 6 parlamentari, mentre i maggiori, vedi la Germania (e, mettendo le mani avanti, la Turchia), non potranno averne pi\u00f9 di 96.<\/p>\n<p>Senza entrare nella complicata dissertazione sul numero dei seggi attuali, su quelli che il Parlamento avr\u00e0 con le prossime elezioni e su come essi verranno ancora modificati con il trattato di Lisbona &#8211; si rimanda in proposito alla rivista on-line<i> EuroStudium3w<\/i>, 4\/2008 &#8211; quel che va qui sottolineato \u00e8 che le deformazioni della rappresentanza presenti e future risultano tutt&#8217;altro che trascurabili. Ad esempio, se ad un deputato tedesco, o spagnolo o italiano, corrispondono circa 800 mila abitanti, per uno cipriota o maltese la quota scende a 70-80 mila, mentre gli irlandesi, con il trattato di Lisbona, staranno a circa 366 mila.<\/p>\n<p><b>Un problema di legittimit\u00e0<\/b><br \/>\nQuali sono, in definitiva, i riflessi pi\u00f9 evidenti di tale dato di fatto? Riassumiamoli per punti.<\/p>\n<p>a) Dal momento che la composizione del Parlamento non rispecchia in modo preciso la volont\u00e0 dei cittadini europei, il voto a maggioranza semplice appare in via di principio destituito della necessaria legittimit\u00e0 per fare dell&#8217;assemblea il codecisore, insieme al Consiglio, delle normative europee. E lo stesso vale per ogni deliberazione adottata dal Parlamento con il medesimo criterio, ivi compresa l&#8217;elezione del presidente della Commissione europea, da molti auspicata.<\/p>\n<p>b) In linea di massima, il Consiglio &#8211; le cui decisioni, ove non sia necessaria l&#8217;unanimit\u00e0, richiedono non soltanto l&#8217;avallo di una maggioranza di stati, ma anche, specie dopo Lisbona, il requisito che ad essi corrisponda una quota pi\u00f9 che maggioritaria di popolazione &#8211; figura essere pi\u00f9 legittimato a interpretare la rappresentanza complessiva dell&#8217;Unione di quanto non sia il Parlamento, con evidente detrimento di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>c) L&#8217;idea di impostare la campagna elettorale su schieramenti politici europei concorrenti, ai fini della determinazione del gruppo parlamentare di maggioranza in seno all&#8217;assemblea, risulta inficiata dal principio (che gi\u00e0 oggi \u00e8 pratica) della proporzionalit\u00e0 decrescente. Non solo: l&#8217;adozione dello schema maggioranza-opposizione appare ancora pi\u00f9 discutibile in riferimento alla designazione e successiva elezione del presidente della Commissione europea. A ben vedere, il presidente della Commissione, per essere realmente autorevole, oltre a possedere indiscusse qualit\u00e0 personali, dovrebbe appoggiarsi su un largo consenso del Parlamento, piuttosto che sul sostegno di una parte soltanto, la quale potrebbe ridursi, a rigore, al puro 51% dei seggi. Semmai sar\u00e0 la scelta del presidente dell&#8217;assemblea a rispecchiare i rapporti fra i gruppi.<\/p>\n<p><b>Una riforma ineludibile<\/b><br \/>\nd) Appare pertanto urgente avviare una riflessione approfondita su varie questioni di natura istituzionale divenute ineludibili: per esempio &#8211; accanto alla disamina del principio in s\u00e9 della proporzionalit\u00e0 regressiva &#8211; si potrebbe valutare la possibilit\u00e0 che anche nel Parlamento le decisioni vengano adottate con criteri come il voto ponderato. Da ricordare, peraltro, che il voto ponderato, tanto in Parlamento che in Consiglio, rende comunque pi\u00f9 lunghe e laboriose le decisioni. \u00c8 inevitabile poi interrogarsi sulla validit\u00e0 della <i>contaminatio <\/i>introdotta nelle istituzioni legiferanti dell&#8217;Unione, in forza della quale, rispetto allo schema federale classico, che separa la rappresentanza degli stati e dei cittadini in due camere distinte, la duplice rappresentanza \u00e8 stata invece fatta valere in ambedue i consessi, ovvero sia nel Consiglio dei ministri (camera, in verit\u00e0, <i>sui generis<\/i>) che nel Parlamento. Si tratta, viene da chiedersi, di un&#8217;originale variante del modello federale? O piuttosto di una soluzione pasticciata? Giuliano Amato, a proposito dell&#8217;Unione, parla autorevolmente di ermafrodito, con la tendenza a evolvere lentamente in femmina a tutti gli effetti, stante che il funzionalismo mantiene comunque l&#8217;obiettivo federale sullo sfondo. Ma la battuta mostra il disagio del giurista, laddove si tratta di garantire ai cittadini-elettori il rispetto dei principi su cui si fondano le istituzioni democratiche.<\/p>\n<p>e) Per quanto la situazione appaia gi\u00e0 preoccupante &#8211; si pensi alle possibili pressioni esterne sugli elettori dei paesi piccoli, ma iper-rappresentati, per indurli ad un voto che potrebbe risultare determinante nella formazione delle maggioranze parlamentari &#8211; un&#8217;ulteriore minaccia grava sull&#8217;Unione per effetto del fenomeno di balcanizzazione, gi\u00e0 avviato con i recenti allargamenti e destinato ad inasprirsi nel futuro. Una quantit\u00e0 di nuovi membri, nati in gran parte dalla frammentazione della ex Jugoslavia, bussa alle porte dell&#8217;Ue, ognuno con le proprie prerogative di stato nazionale sovrano e attendendosi di essere trattato come gli attuali membri. In che modo negare dunque ai prossimi membri il principio della proporzionalit\u00e0 decrescente o regressiva, che fa s\u00ec che un abitante della Slovenia valga quasi quattro volte uno della Puglia, o che gli ex paesi comunisti contino a Strasburgo molto, molto pi\u00f9 del loro 20% di popolazione dell&#8217;Unione? Non sia mai che qualcuno in Italia sollevi magari un obiezione (per francesi e soprattutto tedeschi, invece, dopo l&#8217;entrata della Croazia, sar\u00e0 il caso di metter mano a qualche riforma, se non di bloccare i nuovi arrivi).<\/p>\n<p>f) Ultimo punto, o la vendetta di Altiero Spinelli. La moltiplicazione degli stati sovrani, o presunti tali, all&#8217;interno della Ue non minaccia solo la credibilit\u00e0 del Parlamento. Di fatto, sta delegittimando l&#8217;intera Unione: in primo luogo per i micidiali diritti di veto che sono attribuiti ad ogni paese membro, ma anche per il principio che garantisce un posto a pieno titolo in Commissione, nella Corte di Giustizia, o nella Corte dei Conti. Fra breve, tanto per dire, gli ex paesi comunisti potrebbero disporre ovunque della maggioranza dei seggi, bench\u00e9, si \u00e8 detto, rappresentino un 20% rispetto alla popolazione della Ue. L&#8217;Europa formale, insomma, si distacca sempre pi\u00f9 da quella reale.<\/p>\n<p>Concludendo: ogni prospettiva di progresso dell&#8217;Ue richiede di svincolare le istituzioni dall&#8217;invadenza incombente degli stati nazionali, facendo leva sul principio della volont\u00e0 popolare, ovvero dei cittadini europei. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile fondare un apparato legislativo, giudiziario ed esecutivo, con relativi indirizzi di governo, realmente credibile, legittimo ed efficace. In tal caso, lo si conceda, non ci si potr\u00e0 per\u00f2 sottrarre all&#8217;auspicata, quanto negletta, rimeditazione sulla proporzionalit\u00e0 decrescente che altera la composizione del Parlamento europeo, non meno che sulle procedure di decisione adottate in Consiglio, nel contesto, peraltro, di una risistemazione del modello istituzionale scaturito dalle interminabili riforme dell&#8217;Unione, che mescola rappresentanza degli stati e rappresentanza dei cittadini. Mai come ora il compito risulta ineludibile, oltre che suggestivo, per studiosi, politici e osservatori, soprattutto giovani.<\/p>\n<p><i>Francesco Gui \u00e8 professore ordinario di Storia moderna, Dipartimento di Storia moderna e contemporanea, Universit\u00e0 di Roma \u201cLa Sapienza\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Giulia Vassallo \u00e8 dottore di ricerca in Storia dell&#8217;Europa, curatrice dell&#8217;edizione critica del Manifesto di Ventotene.<\/p>\n<p>Si veda anche:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/call\/call_ITA.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Appello: diamo voce ai cittadini europei <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Intervista a Carlo Azeglio Ciampi di R. Matarazzo: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1138\"><b><u>Ciampi: un nucleo d\u2019avanguardia per portare l\u2019Europa fuori dalla crisi<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>E. Greco: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1093\" target=\"blank\"><b><u>L\u2019anello mancante della democrazia europea <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Bonvicini, Tosato, Matarazzo: <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/DocIAI\/IAI0903.pdf\" target=\"blank\"><b><u>I partiti politici europei e la candidatura del Presidente della Commissione<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;appello ai partiti politici, ai candidati e ai futuri europarlamentari recentemente diffuso dallo IAI, da Notre Europe e da altri autorevoli centri di ricerca dell&#8217;Ue ha richiamato l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza delle prossime elezioni del Parlamento europeo. Quest&#8217;ultimo appare l&#8217;istituzione maggiormente legittimata a promuovere l&#8217;auspicato rilancio dell&#8217;Unione, in quanto sede della rappresentanza dei cittadini europei. Si legge [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[105],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63941"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63941"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63941\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63945,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63941\/revisions\/63945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63941"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63941"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63941"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}