{"id":63948,"date":"2008-07-01T10:40:08","date_gmt":"2008-07-01T08:40:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63948"},"modified":"2017-11-03T15:40:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:39","slug":"rom-e-migrazioni-gli-interessi-comuni-di-italia-e-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/07\/rom-e-migrazioni-gli-interessi-comuni-di-italia-e-romania\/","title":{"rendered":"Rom e migrazioni: gli interessi comuni di Italia e Romania"},"content":{"rendered":"<p><i>Intervista a Raduta Matache, Segretario di Stato romeno per gli Affari europei<\/p>\n<p><\/i>Quarantacinque anni, forte di un buon background accademico e di una prolungata esperienza diplomatica presso le ambasciate di Londra e Washington, Raduta Matache sta affrontando il delicato dossier dei rapporti con l&#8217;Italia in tema di immigrazione dal momento in cui \u00e8 stata nominata Segretario di Stato per gli Affari Europei dal Primo Ministro romeno Calin Popescu Tariceanu, il 10 gennaio 2008<\/p>\n<p><b>Ministro, cosa pensa la Romania delle recenti decisioni italiane in materia di immigrazione?<\/b><br \/>\nInnanzitutto, pensiamo che vadano collocate in un contesto pi\u00f9 ampio, in cui si tenga conto anche della forte presenza di imprese italiane in Romania. L\u2019ultimo esempio: Enel \u00e8 stata appena prescelta per la privatizzazione di <i>Electrica Muntenia Sud<\/i>, la societ\u00e0 pubblica che fornisce elettricit\u00e0 al sud del paese. In breve, i rapporti economici della Romania con l\u2019Italia sono, senza alcun dubbio, pi\u00f9 intensi e solidi che con qualsiasi altro partner europeo. Noi siamo molto contenti di questa grande alleanza con tutte le societ\u00e0 italiane che operano in Romania, riunite nell\u2019associazione Unimpresa.<\/p>\n<p><b>E dal punto di vista politico?<\/b><br \/>\nQuando i politici tentano di montare l\u2019opinione pubblica italiana contro la Romania, in campagna elettorale o comunque per calcolo politico, c\u2019\u00e8 una ripercussione immediata su come le imprese italiane vengono viste qui in Romania. \u00c8 nell\u2019interesse di tutti impedire che questo problema acquisti dimensioni spropositate. \u00c8 vero che in passato sono stati commessi alcuni crimini assolutamente deplorevoli, ma se si pensa al numero di romeni che vivono in Italia, quei crimini sono un fenomeno assolutamente minoritario, che noi naturalmente condanniamo. Pensiamo che i criminali vadano severamente puniti, ma anche che i loro atti non debbano avere alcuna conseguenza sui romeni che si trovano regolarmente in Italia per lavorare onestamente e nel rispetto delle leggi.<\/p>\n<p><b>Che ripercussioni hanno avuto i fatti degli ultimi mesi sui flussi migratori dalla Romania verso l\u2019Italia?<\/b><br \/>\nSappiamo &#8211; dai nostri incontri con organizzazioni Rom \u2013 che il numero di cittadini romeni Rom che lasciano l\u2019Italia \u00e8 cresciuto. Non disponiamo di statistiche \u2013 difficili da produrre perch\u00e9 i Rom non sono registrati in base all\u2019etnia \u2013 ma abbiamo tutti i motivi per credere alle segnalazioni delle loro organizzazioni. In pi\u00f9, riteniamo che anche altre famiglie romene che lavorano in Italia stiano pensando a tornare in Romania. Il motivo \u00e8 semplice: in Italia, essendoci un\u2019economia di mercato, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che un membro della famiglia perda il lavoro in qualsiasi momento e se resta disoccupato per tre mesi o pi\u00f9 a lungo, alla luce delle disposizioni del \u201cpacchetto sicurezza\u201d adottato dal governo italiano, potrebbe essere espulso. In realt\u00e0, non penso che si arriverebbe a tanto, ma in ogni caso la prospettiva \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente a spingere numerosi romeni a contemplare il ritorno in patria.<\/p>\n<p><b>Cosa pensa la Romania di tutto questo? <\/b><br \/>\nIl fenomeno da una parte non ci fa piacere, ma per un altro verso \u00e8 anche una fortuna perch\u00e9 in Romania manca la manodopera. Proprio come non abbiamo fatto nulla per incoraggiare la gente ad andare a cercarsi lavoro in Italia, oggi non facciamo niente per indurli a tornare in Romania. Quello che tentiamo di fare \u00e8 reclutare i romeni che si trovano senza lavoro in Italia per spingerli a tornare e inserirsi nel mercato del lavoro qui da noi. Quest\u2019anno, ad esempio, abbiamo organizzato una \u201cBursa locurilor de munca\u201d, una Fiera romena del lavoro, che si \u00e8 svolta in Italia e Spagna.<\/p>\n<p><b>Siete soddisfatti dei risultati?<\/b><br \/>\nS\u00ec, c\u2019\u00e8 stata un\u2019alta partecipazione e un forte interesse dei nostri connazionali. \u00c8 difficile dire con esattezza \u2013 bisognerebbe chiedere alle imprese partecipanti \u2013 quanta gente sia effettivamente tornata in patria. Ma noi pensiamo che un buon numero di romeni abbia scelto di tornare e trovare un lavoro qui.<\/p>\n<p><b>Cosa pensa di come viene trattato il tema dei Rom, e specialmente dei Rom romeni, da parte degli altri stati europei e della stessa Ue?<\/b><br \/>\nVa innanzitutto precisato che i Rom sono una minoranza molto particolare. Oggi si comincia a comprendere che per sostenere la loro inclusione occorre un approccio molto specifico. \u00c8 stato detto \u2013 e spero di non essere tacciata di razzismo \u2013 che ebrei e Rom sono due minoranze molto peculiari: non si pu\u00f2 paragonarle \u2013 o trattarle \u2013 alla stessa stregua di altre minoranze che abbiamo in Romania, come gli ungheresi o gli ucraini. In pi\u00f9, grazie alle norme sulla libera circolazione delle persone, che sono uno dei capisaldi dell\u2019Ue, i Rom continueranno a spostarsi. Si tratta di un popolo tradizionalmente nomade, che non pu\u00f2 essere costretto a stabilirsi in un paese. Quindi viaggiano ed i loro problemi viaggiano insieme a loro.<br \/>\nSi sta diffondendo la consapevolezza, a livello dell\u2019Ue, che c\u2019\u00e8 bisogno di un approccio europeo al problema dei Rom. La Commissione sta discutendo una strategia per la loro integrazione. A luglio presenter\u00e0 un rapporto, commissionato dal Consiglio, per valutare l\u2019efficacia delle misure di integrazione gi\u00e0 esistenti. Su quella base, si approfondir\u00e0 la riflessione. Speriamo tutti che, alla fine di questo processo, avremo gettato buone basi per una vera strategia europea per l\u2019integrazione della popolazione Rom.<\/p>\n<p><b>Dunque lei \u2013 e la Romania &#8211; pensate che quello dei Rom non sia un nodo romeno o italiano, bens\u00ec europeo? <\/b><br \/>\nCome ho detto, i Rom viaggiano e si portano dietro i loro problemi. Non sono, in generale, comunit\u00e0 stanziali. Per noi \u00e8 evidente che questo problema vada affrontato a livello europeo, oltre che nazionale. Pensiamo che i governi abbiano la responsabilit\u00e0 di promuovere l\u2019inclusione sociale dei Rom, combattere la povert\u00e0 che colpisce alcune delle loro comunit\u00e0, migliorare il loro livello di istruzione, e cos\u00ec via. Ed \u00e8 quello che ha fatto il governo romeno. La nostra esperienza \u00e8 preziosa: nel 2001, la Romania \u00e8 stata il primo paese europeo ad adottare una strategia nazionale per l\u2019inclusione dei Rom. \u00c8 stato il coronamento di una serie di programmi di grande efficacia, realizzati anche con l\u2019aiuto dei programmi europei Phare.<\/p>\n<p><b>Pu\u00f2 fare degli esempi?<\/b><br \/>\nAbbiamo tentato diversi approcci: nella sfera dell\u2019educazione e della lotta alla segregazione abbiamo formato Rom perch\u00e9 insegnassero ai bambini nella loro lingua. Un programma che ha dato ottimi risultati \u00e8 stato quello per l\u2019integrazione dei Rom nei corpi di polizia: oggi le cifre dicono che nelle comunit\u00e0 locali dove operano agenti Rom la criminalit\u00e0 tende a diminuire. Altri programmi, invece, sono stati francamente deludenti. Ma per gli altri paesi d\u2019Europa che stanno tentando di capire come affrontare le problematiche legate ai Rom, la nostra esperienza pu\u00f2 essere davvero preziosa.<br \/>\nOggi c\u2019\u00e8 solo un ufficio a Bruxelles, presso la Direzione generale Occupazione e Affari sociali, che si occupa di Rom. Noi pensiamo che, in prospettiva, la Commissione europea dovrebbe dotarsi quanto meno di una unit\u00e0 apposita per trattare quei temi. Abbiamo un buon dialogo con la Commissione e l\u2019abbiamo trovata ben disposta a comprendere la questione e a integrarla nel complesso delle sue politiche.<\/p>\n<p><b>Questa crisi \u00e8 scoppiata sotto il precedente governo italiano. Cosa \u00e8 cambiato con l\u2019esecutivo in carica?<\/b><br \/>\n\u00c8 vero, la storia \u00e8 iniziata qualche tempo fa ed \u00e8 peggiorata durante la campagna elettorale, quando alcuni politici hanno, direi, quasi abusato di alcuni problemi legati ai Rom. Ora che il nuovo governo si \u00e8 insediato, penso che la situazione stia prendendo una piega pi\u00f9 logica e normale. Mi sembra che le autorit\u00e0 italiane da una parte capiscano quanto siano importanti i rapporti con la Romania \u2013 in termini di partnership economica, di legami culturali, di alleanze in seno all\u2019Ue, di potenziamento dei rapporti in campi che vanno dall\u2019agricoltura alla difesa, e cos\u00ec via; e dall\u2019altra si stiano rendendo conto di avere bisogno dei romeni che oggi lavorano in Italia. Credo che vi sia preoccupazione da parte italiana e che entrambi pensiamo sia necessario trasformare questa situazione in una opportunit\u00e0 di conoscerci meglio. Certo, l\u2019accaduto lascia il segno: l\u2019immagine della Romania \u00e8 stata seriamente danneggiata dalla crisi e anche l\u2019immagine dell\u2019Italia in Romania non \u00e8 pi\u00f9 quella che era: i nostri cittadini iniziano ad avere dubbi sulla fratellanza tra italiani e romeni. \u00c8 dovere delle autorit\u00e0 di entrambi i paesi trovare un rimedio a questa situazione.<\/p>\n<p><b>Lei quindi vede uno sviluppo positivo della situazione. Ci\u00f2 resta vero anche alla luce del nuovo \u201cpacchetto sicurezza\u201d varato dal governo italiano?<\/b><br \/>\nStiamo analizzando attentamente i nuovi provvedimenti, assieme ad esperti giuridici dell\u2019Ue; abbiamo il dovere di capire se contengono elementi contrari alla legislazione europea e, in quel caso, saremmo molto fermi. Allo stesso tempo, sappiamo che ricostruire il clima di amicizia e comprensione tra i nostri paesi non \u00e8 impresa da un solo giorno. A fare dichiarazioni che distruggono il lavoro di molti anni non ci vuole niente, ma riparare al guaio \u00e8 tutt\u2019altro che rapido. Sar\u00e0 un lungo processo al quale devono partecipare entrambe le parti.<\/p>\n<p><i>Andreea R. Torre \u00e8 ricercatrice presso il Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI.<\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">L\u2019intervista \u00e8 stata condotta, presso il Ministero degli affari esteri a Bucarest, nel quadro di un progetto di ricerca dal titolo \u201cPolitiche Migratorie e Modelli di Societ\u00e0\u201d, in corso di realizzazione da parte del CeSPI con il sostegno della Compagnia di San Paolo.<\/span><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Raduta Matache, Segretario di Stato romeno per gli Affari europei Quarantacinque anni, forte di un buon background accademico e di una prolungata esperienza diplomatica presso le ambasciate di Londra e Washington, Raduta Matache sta affrontando il delicato dossier dei rapporti con l&#8217;Italia in tema di immigrazione dal momento in cui \u00e8 stata nominata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[91,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63948"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63948"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63948\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63950,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63948\/revisions\/63950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63948"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63948"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63948"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}