{"id":63963,"date":"2008-10-20T10:52:27","date_gmt":"2008-10-20T08:52:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63963"},"modified":"2017-11-03T15:39:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:28","slug":"scacco-matto-per-la-corea-del-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/10\/scacco-matto-per-la-corea-del-nord\/","title":{"rendered":"Scacco matto per la Corea del Nord?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle dispute strategicamente pi\u00f9 rilevanti per la sicurezza internazionale sembra giunta ad una svolta positiva. Il 12 ottobre la Corea del Nord ha finalmente accettato di dare agli ispettori dell\u2019Aiea pieno accesso al suo programma nucleare. Da Washington \u00e8 subito arrivato un importante gesto di apertura: la lungamente attesa cancellazione di Pyongyang dalla lista di paesi che sostengono il terrorismo.<\/p>\n<p>Questi importanti sviluppi sono giunti inattesi. Nelle scorse settimane infatti Pyongyang aveva dichiarato di voler riattivare il reattore a Yongbyon che l\u2019anno scorso aveva invece promesso di chiudere definitivamente e di essere pronta a far esplodere dieci testate nucleari nel Mar Giallo. Dichiarazione, questa, che era sembrata confermare ancora una volta l\u2019incostanza e inaffidabilit\u00e0 del regime di Kim Jong-il, che si \u00e8 ritirato dal Trattato di non proliferazione (Tnp) nel 2002 e ha fatto esplodere vari ordigni nucleari nel 2006. Pyongyang ha dimostrato anche di saper sfruttare lo spauracchio delle attivit\u00e0 nucleari a Yongbyon come arma negoziale per ottenere riconoscimento internazionale, aiuti economici e un riavvicinamento agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Lo smantellamento dell\u2019impianto di Yongbyon, gi\u00e0 iniziato lo scorso giugno sulla base di un accordo con gli altri 5 paesi coinvolti nei negoziati (Cina, Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e Russia), era stato interrotto nelle ultime settimane proprio a causa della mancata cancellazione di Pyongyang dalla lista americana dei paesi sponsor del terrorismo.<\/p>\n<p>Dopo la tanto sospirata eliminazione dalla lista nera, Pyongyang spera ora di ottenere la revoca delle sanzioni a suo carico.<\/p>\n<p>Ancora una settimana fa il presidente americano G.W. Bush aveva usato toni molto duri parlando della minaccia coreana. Ora il clima sembra nettamente cambiato: il portavoce del dipartimento di Stato Americano McCormack ha dichiarato che l\u2019accordo tra i due paesi \u00e8 stato raggiunto \u2018consensualmente\u2019 e che \u2018numerose\u2019 richieste di Washington sono state soddisfatte.<\/p>\n<p><b>Un bilancio difficile<\/b><br \/>\nIl raggiungimento di questo accordo segna indubitabilmente un traguardo importante per gli equilibri di sicurezza a livello regionale e globale. Tuttavia, c\u2019\u00e8 il rischio che anche questa nuova svolta coreana si riveli effimera. In primo luogo, l\u2019accordo non \u00e8 ancora stato formalizzato e, anche ammesso che regga, la sua attuazione non sar\u00e0 affatto facile. Inoltre, sar\u00e0 pure vero che l\u2019accordo \u00e8 stato raggiunto su \u2018numerose\u2019 questioni, ma resta il problema di ottenere un completo e verificabile smantellamento dell\u2019attivit\u00e0 nucleare coreana.<\/p>\n<p>In secondo luogo, Washington ha espresso l\u2019intenzione di voler verificare i sospetti sulle voci di un programma segreto coreano per l\u2019arricchimento nucleare a scopi militari e di un coinvolgimento di Pyongyang nel trasferimento di materiale nucleare verso Iran, Libia, Siria e Pakistan. Inoltre, il depennamento della Corea del Nord dalla lista dei paesi terroristi sulla base di un accordo verbale potrebbe creare uno scomodo precedente nel caso di future rivendicazioni da parte di altri paesi con caratteristiche simili.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti la decisione di Bush ha suscitato reazioni contrastanti. Il candidato repubblicano John McCain ha dichiarato di essere contrario alla cancellazione di Pyongyang dalla lista nera. Ha aggiunto di non approvare l\u2019alleggerimento delle sanzioni prima di una verifica della chiusura definitiva dell\u2019impianto di Yongbyon cosi come definita dall\u2019accordo di giugno. Pi\u00f9 cauta la risposta del candidato democratico Barack Obama: pur definendo l\u2019accordo un \u201cmodesto passo in avanti\u201d, ha sottolineato l\u2019intenzione di reintrodurre misure drastiche nel caso di un ennesimo voltafaccia coreano.<\/p>\n<p>Nell\u2019area asiatica si tira un sospiro di sollievo per la sventata \u2013 almeno per ora &#8211; crisi nucleare. Tuttavia, la riabilitazione di Pyongyang non esime il regime isolazionista dall\u2019affrontare l\u2019annosa questione del rapimento di cittadini giapponesi negli anni settanta e ottanta. In un colloquio con il primo ministro giapponese Aso, il Presidente Bush ha assicurato che Washington sosterr\u00e0 la causa giapponese e continuer\u00e0 ad esercitare pressioni su Pyongyang affinch\u00e9 un\u2019intesa venga raggiunta cos\u00ec come previsto dagli accordi estivi.<\/p>\n<p><b>Sintonia raggiunta?<\/b><br \/>\nQuesto accordo di collaborazione con Pyongyang \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 impegnativo mai raggiunto tra il regime stalinista coreano e il resto del mondo. Tuttavia, \u00e8 necessario sottolineare come questo riavvicinamento sia messo a rischio dall\u2019inaffidabilit\u00e0 della Corea del Nord. Pyongyang potrebbe infatti ritrattare i propri impegni in qualsiasi momento. E non pu\u00f2 non preoccupare che uno stato apparentemente impotente, sull\u2019orlo della crisi interna e con un capo di Stato momentaneamente \u2018scomparso\u2019, possa ancora, nel prossimo futuro, obbligare a nuovi estenuanti negoziati ben cinque tra le pi\u00f9 potenti nazioni del mondo.<\/p>\n<p><i>Anna Dall&#8217;Oca \u00e8 laureata in Lingue Orientali ed ha concluso un Master in Relazioni Internazionali dell&#8217;Asia-Pacifico presso la London School of Economics.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle dispute strategicamente pi\u00f9 rilevanti per la sicurezza internazionale sembra giunta ad una svolta positiva. Il 12 ottobre la Corea del Nord ha finalmente accettato di dare agli ispettori dell\u2019Aiea pieno accesso al suo programma nucleare. 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