{"id":63979,"date":"2009-01-09T11:04:32","date_gmt":"2009-01-09T10:04:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63979"},"modified":"2017-11-03T15:39:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:15","slug":"nuove-opportunita-per-lue-nella-lotta-alla-proliferazione-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/01\/nuove-opportunita-per-lue-nella-lotta-alla-proliferazione-nucleare\/","title":{"rendered":"Nuove opportunit\u00e0 per l\u2019Ue nella lotta alla proliferazione nucleare"},"content":{"rendered":"<p>Nella primavera del 2010 si riunir\u00e0 l\u2019ottava conferenza di riesame del Trattato di Non Proliferazione nucleare (Tnp). L\u2019Unione europea ha sempre riconosciuto la validit\u00e0 e l\u2019importanza del Tnp quale strumento principale per la lotta alla diffusione delle armi nucleari. Tuttavia, le numerose posizioni comuni adottate dall\u2019Unione sin dal 1995 nell\u2019ambito del Tnp e l\u2019approvazione della strategia europea contro la proliferazione nucleare nel 2003 non hanno evitato che, durante la conferenza di riesame del Tnp del 2005, insorgessero divisioni in ambito europeo su una delle clausole pi\u00f9 importanti del testo del trattato: quella, contenuta nell\u2019articolo VI, che impegna gli stati nucleari a cessare la corsa agli armamenti e a raggiungere accordi per la riduzione dei loro arsenali.<\/p>\n<p>Ad incrinare la compattezza della posizione europea hanno contribuito le politiche adottate dai due paesi che all\u2019interno dell\u2019Unione detengono un arsenale nucleare, Gran Bretagna e Francia.<\/p>\n<p>Alla fine del 2008, tuttavia, le dichiarazioni del Presidente francese e Presidente di turno dell\u2019Unione europea, Nicolas Sarkozy e del Segretario di Stato per gli affari esteri David Miliband sembrano indicare un cambiamento nelle posizioni dei due paesi. Il parziale mutamento di rotta da parte di Parigi e Londra, assieme al cambiamento di amministrazione che si sta per completare a Washington, pu\u00f2 aprire nuovi spazi di manovra che l\u2019Unione europea potr\u00e0 sfruttare per contribuire alla positiva conclusione della conferenza di riesame del 2010.<\/p>\n<p><b>L\u2019Ue ed il Tnp<\/b><br \/>\nDurante la conferenza di riesame del 1995 l\u2019obiettivo principale dell\u2019Unione era l\u2019estensione illimitata della durata del trattato che compiva allora 25 anni. Obiettivo che fu raggiunto anche se con molta fatica e dopo una prolungata trattativa. Nella successiva conferenza di riesame del 2000 la posizione comune approvata dalla Ue conteneva importanti obiettivi da raggiungere nel campo del disarmo che vennero in parte tradotti nel documento, adottato all\u2019unanimit\u00e0 dalla conferenza, sulle 13 azioni pratiche da adottare per arrivare all\u2019eliminazione completa degli armamenti nucleari (<i>13 Practical Steps to Nuclear Disarmament<\/i>).<\/p>\n<p>Nel dicembre 2003 la politica europea si \u00e8 arricchita ulteriormente con l\u2019approvazione di una strategia per la lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, il cui pilastro principale \u00e8 il multilateralismo e che riconosce il ruolo fondamentale svolto da accordi internazionali come il Tnp.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019alto livello di unit\u00e0 raggiunto su obiettivi e metodi da impiegare per combattere la proliferazione, la coesione europea non ha retto di fronte alle posizioni di chiusura che l\u2019amministrazione americana ha adottato, con grande determinazione, durante la conferenza di riesame del 2005. In quella occasione, infatti, Washington contest\u00f2 la validit\u00e0 del documento sulle misure di disarmo, provocando un impasse che, assieme alle posizioni di altri importanti attori, port\u00f2 al fallimento della conferenza che non fu in grado di approvare un documento finale condiviso. Va detto peraltro che l\u2019atteggiamento francese contribu\u00ec ad indebolire le posizioni europee anche se non determin\u00f2, di per s\u00e9, il fallimento della conferenza.<\/p>\n<p><b>Un cambiamento di rotta di Londra e Parigi?<\/b><br \/>\nDopo la debacle del 2005 qualcosa sembra tuttavia essere cambiato nelle posizioni dei due paesi \u201cnucleari\u201d europei.<\/p>\n<p>Il 5 dicembre 2008 Nicolas Sarkozy ha inviato una lettera ufficiale a nome dell\u2019Unione europea al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon nella quale si esorta l\u2019Assemblea generale a iniziare un serio dibattito sulle questioni relative al disarmo nucleare.<\/p>\n<p>L\u20198 dicembre il Segretario di Stato per gli affari esteri britannico, David Miliband, ha ribadito dalle colonne del quotidiano <i>The Guardian <\/i>l\u2019importanza del disarmo come elemento fondamentale per combattere la proliferazione nucleare.<\/p>\n<p>Infine, il 9 dicembre l\u2019Alto rappresentate per la politica estera e di sicurezza europea Javier Solana ha esplicitamente appoggiato le posizioni prese dai due governi europei in un suo intervento al convegno sulle questioni del disarmo organizzato dal Partito Socialista europeo a Bruxelles.<\/p>\n<p>La proposta presentata da Sarkozy non contiene elementi particolarmente innovativi ed anzi ricalca in parte i contenuti del documento sul disarmo approvato dalla conferenza di riesame del Tnp nel 2000, la cui validit\u00e0 era stata negata dal precedente governo francese nel 2005: entrata in vigore, in tempi brevi, del bando completo degli esperimenti nucleari (Ctbt); rilancio delle negoziazioni per il trattato sul taglio della produzione di materiale fissile (Fmct); ripresa delle trattative tra Russia e Stati Uniti per arrivare ad un trattato che sostituisca lo Start I (<i>Strategic Arms Reduction Treaty<\/i>) in scadenza nel 2009 ed il Sort (<i>Strategic Offensive Reduction Treay<\/i>) in scadenza nel 2012; inclusione delle armi nucleari tattiche nelle misure di disarmo; ed un trattato per bandire missili a corto e medio raggio. Tuttavia, considerando l\u2019atteggiamento assunto durante le discussioni del 2005, il fatto che sia il governo di Parigi a farsi portavoce di un rinnovato interesse europeo verso il disarmo non pu\u00f2 che far ben sperare per la coerenza e l\u2019efficacia dell\u2019azione europea in seno alla conferenza di riesame del 2010.<\/p>\n<p>A rafforzare queste speranze contribuiscono le posizioni assunte dal Governo di Sua Maest\u00e0 britannica. Dal punto di vista dei contenuti le voci dell\u2019agenda di Miliband non si discostano da quelle proposte dall\u2019ex presidente di turno della Ue. Londra enfatizza tuttavia l\u2019importanza di un rinnovato coordinamento transatlantico, soprattutto in un momento in cui il cambiamento dell\u2019inquilino al 1600 di Pennsylvania Avenue sembrerebbe aprire nuove prospettive di dialogo e collaborazione oltre a quelle gi\u00e0 esistenti nell\u2019ambito della Proliferation Security Initiative (Psi) e del gruppo G8. Inoltre, il governo britannico \u00e8 da tempo coinvolto nello studio dei problemi pratici che il processo di disarmo nucleare comporta (un importante esempio di questo interesse \u00e8 l\u2019 Adelphi Paper dell\u2019agosto 2008<a href=\"http:\/\/www.iiss.org.uk\/events-calendar\/2008-events-archive\/september-2008\/press-launch-abolishing-nuclear-weapons\/\" target=\"blank\"><b><u> Abolishing Nuclear Weapons<\/u><\/b><\/a>, esplicitamente indicato dal Segretario alla difesa britannico, Des Browne, durante un discorso alla Conferenza sul Disarmo di Ginevra nel febbraio del 2008 come un rilevante contributo al dibattito internazionale).<\/p>\n<p><b>Verso la conferenza di riesame del 2010<\/b><br \/>\nQuali le conseguenze di questi sviluppi sulla posizione dell\u2019Unione europea in seno alla conferenza di riesame del Tnp?<\/p>\n<p>In molti hanno sottolineato che le politiche adottate dall\u2019Unione nell\u2019ambito del Tnp soffrono di un <i>vulnus<\/i> rappresentato dalla difficolt\u00e0 di inserire credibilmente il disarmo tra le posizioni ufficiali dell\u2019Ue a causa degli arsenali nucleari di Francia e Gran Bretagna, dei diversi atteggiamenti dei paesi membri rispetto alla questione ed infine dalla mancanza di competenza dell\u2019Unione sulla politica nucleare.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa dai governi francese e britannico alla fine del 2008 pu\u00f2 rappresentare uno sviluppo significativo. Cinque anni fa i paesi dell\u2019Unione non furono in grado di giocare un ruolo costruttivo durante le discussioni poich\u00e9 mancarono di coesione sulla questione del disarmo. Il rinnovato interesse di Parigi e Londra su questo tema, dimostrato dalle prese di posizione di Miliband e Sarkozy, sembra riaprire spazi di manovra per dare modo all\u2019Unione di contribuire a ristabilire il fondamentale equilibrio tra impegni relativi al disarmo, alla non proliferazione nucleare ed al libero sviluppo dell\u2019energia atomica a scopi pacifici che rappresentano i pilastri sui quali si regge l\u2019intera architettura del regime creato alla fine degli anni \u201960 dal Tnp. L\u2019agenda proposta dal Presidente Sarkozy e ribadita da Miliband riprende ed aggiorna gli elementi delle <i>13 Practical Steps <\/i>e pu\u00f2 rappresentare sia il punto di partenza del dibattito interno all\u2019Unione sia quello delle discussioni che si terranno a livello globale nel 2010.<\/p>\n<p>Se l\u2019Unione europea, con in testa Gran Bretagna e Francia, sar\u00e0 in grado di far seguire alle dichiarazioni di Londra e Parigi prese di posizione coerenti nel campo del disarmo sfruttando anche il cambiamento nell\u2019amministrazione statunitense la credibilit\u00e0 delle politiche europee contro la proliferazione nucleare ne uscir\u00e0 sicuramente rafforzata contribuendo a rinvigorire il Trattato che, dopo la debacle del 2005, ha urgente bisogno di sostegno da parte della comunit\u00e0 internazionale per riacquistare la sua perduta credibilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella primavera del 2010 si riunir\u00e0 l\u2019ottava conferenza di riesame del Trattato di Non Proliferazione nucleare (Tnp). 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