{"id":63983,"date":"2009-04-15T11:06:11","date_gmt":"2009-04-15T09:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63983"},"modified":"2017-11-03T15:39:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:00","slug":"la-svolta-di-obama-e-il-futuro-del-tnp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/la-svolta-di-obama-e-il-futuro-del-tnp\/","title":{"rendered":"La svolta di Obama e il futuro del Tnp"},"content":{"rendered":"<p>Con il discorso di Praga Barack Obama ha cominciato a dare alcune prime indicazioni sulla strategia o \u201ctraiettoria\u201d, come lui stesso l\u2019ha definita, che intende seguire per dare concretamente seguito al suo impegno contro la proliferazione e per il disarmo nucleare. L\u2019agenda proposta da Washington \u00e8 molto ambiziosa ma, per il momento, povera di dettagli. Non \u00e8 facile perci\u00f2 valutarne l\u2019efficacia. Ci\u00f2 che tuttavia sembra emergere in maniera piuttosto chiara \u00e8 l\u2019intento di ristabilire un legame tra gli sforzi per controllare ed arrestare la diffusione degli armamenti atomici e la riduzione degli arsenali esistenti.<\/p>\n<p>Questi due elementi, insieme all\u2019inalienabile diritto di tutti i paesi ad usufruire appieno dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento dell\u2019energia atomica a scopi pacifici, rappresentano i tre principi del regime internazionale di cui il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) \u00e8 la pietra angolare. Principi che per\u00f2 negli ultimi anni hanno subito una costante e pericolosa erosione. Obama ha promesso di volerli tutelare, rilanciando anche l\u2019obiettivo di pi\u00f9 lungo termine di un\u2019eliminazione totale delle armi atomiche. Ci\u00f2 fa ben sperare per l\u2019esito della prossima conferenza di riesame del Tnp che si terr\u00e0 nel 2010. Molto dipender\u00e0 da come gli altri paesi risponderanno alle iniziative americane e dall\u2019abilit\u00e0 di Washington di creare un ampio consenso intorno alle sue proposte per rafforzare e rendere pi\u00f9 efficace il Tnp.<\/p>\n<p><b>Un patto da rinnovare<\/b><br \/>\nLa precedente amministrazione americana aveva adottato una strategia che, nei fatti, minimizzava l\u2019importanza dei principi del disarmo e dello sfruttamento pacifico dell\u2019energia atomica sanciti dal Tnp per privilegiare invece iniziative, spesso ad hoc, volte a bloccare la proliferazione delle armi atomiche.<\/p>\n<p>Il rifiuto statunitense (e francese) di riconoscere gli impegni per il disarmo presi durante la conferenza di riesame del 2000 (<i>13 Practical Steps to Nuclear Disarmament<\/i>, ovvero 13 azioni pratiche per il disarmo nucleare) \u00e8 stato alla base del fallimento della conferenza di riesame del 2005. In questo modo si negava infatti quel legame tra controllo della proliferazione nucleare e disarmo che \u00e8 alla base del Tnp. La debacle della conferenza del 2005 ha fatto temere il definitivo collasso di un regime internazionale che, dopo i successi del periodo immediatamente successivo alla fine della guerra fredda, mostrava da tempo evidenti segni di cedimento. Il discorso di Obama, insieme al rilancio dei negoziati tra Washington e Mosca per la riduzione degli arsenali strategici possono ora aprire la strada a un accordo che consenta di salvare e auspicabilmente di rafforzare il regime del Tnp.<\/p>\n<p>Il nuovo atteggiamento assunto da Washington sui problemi del controllo degli armamenti e del disarmo potrebbe rivelarsi decisivo per sbloccare lo stallo verificatosi nella conferenza del 2005 (dove si era peraltro discusso pi\u00f9 di aspetti procedurali che di sostanza). Se gli Usa aderissero al summenzionato documento sulle 13 azioni pratiche per il disarmo sarebbe un\u2019autentica svolta. La strategia esposta da Obama \u00e8 peraltro in piena sintonia con il documento: prevede fra l\u2019altro la ratifica da parte del Senato Usa del Trattato per il bando completo dei test nucleari (Ctbt) e l\u2019inizio dei negoziati per il bando della produzione di materiale fissile per scopi militari (Fmct).<\/p>\n<p><b>Le lezione della sfida iraniana e nordcoreana<\/b><br \/>\nMentre mostrano un rinnovato interesse per la riduzione ed eliminazione, nel pi\u00f9 lungo termine, degli armamenti nucleari, gli americani chiedono nel contempo nuove misure per l\u2019applicazione del Tnp. Nello stesso discorso in cui ha presentato la sua visione di un mondo senza armi nucleari, Obama ha infatti posto l\u2019accento anche sui cambiamenti che gli Stati Uniti si preparano a proporre al resto della comunit\u00e0 internazionale per accrescere l\u2019efficacia del Tnp contro la proliferazione delle armi atomiche. Se c\u2019\u00e8 una lezione della disputa sul programma nucleare iraniano \u00e8 che per permettere a tutti i paesi di esercitare il diritto allo sfruttamento dell\u2019energia atomica senza mettere a rischio la sicurezza internazionale, \u00e8 necessario rafforzare il regime dei controlli che sono di competenza dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea).<\/p>\n<p>Non stupisce quindi che in un recente discorso al <i>Carnegie Endowment for International Peace <\/i>di Washington, il vicesegretario di Stato americano James Steinberg ha chiesto che l\u2019adozione del protocollo addizionale della Aiea, al momento ratificato solo da circa la met\u00e0 dei paesi aderenti al Tnp, non sia pi\u00f9 facoltativa, ma obbligatoria. C\u2019\u00e8 poi la questione dei provvedimenti da prendere nel caso in cui uno o pi\u00f9 paesi violino gli impegni assunti. Il razzo lanciato dalla Corea del Nord poche ore prima del discorso di Obama ha impietosamente ricordato gli anni di negoziati inconcludenti con il regime di Pyong Yang e la necessit\u00e0 di meccanismi sanzionatori pi\u00f9 efficaci che non lascino impunite azioni come quelle perpetrate da Kim Jong Il.<\/p>\n<p><b>Da Praga a New York<\/b><br \/>\nIl discorso di Obama pu\u00f2 segnare il ritorno della leadership americana in un ambito, quello del controllo degli armamenti e del disarmo, che \u00e8 cruciale per la sicurezza internazionale. Ma, come ha sottolineato lo stesso presidente americano, gli Stati Uniti non possono risolvere il problema della proliferazione nucleare senza la collaborazione del resto della comunit\u00e0 internazionale. La conferenza di riesame del prossimo anno potr\u00e0 essere una tappa importante della \u2018traiettoria\u2019 strategica indicata da Obama. L\u00ec si vedr\u00e0 se e quanto le iniziative americane avranno fatto presa sugli altri Stati, in particolare su quelli pi\u00f9 restii a confermare gli obblighi assunti nell\u2019ambito del Tpn. Il tempo non \u00e8 molto, ma se Obama passer\u00e0 davvero dalle parole ai fatti, gi\u00e0 fra un anno si potranno raccogliere i frutti della sua svolta politica e aprire una fase nuova nel campo del disarmo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il discorso di Praga Barack Obama ha cominciato a dare alcune prime indicazioni sulla strategia o \u201ctraiettoria\u201d, come lui stesso l\u2019ha definita, che intende seguire per dare concretamente seguito al suo impegno contro la proliferazione e per il disarmo nucleare. L\u2019agenda proposta da Washington \u00e8 molto ambiziosa ma, per il momento, povera di dettagli. 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