{"id":63986,"date":"2009-04-02T11:07:47","date_gmt":"2009-04-02T09:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63986"},"modified":"2017-11-03T15:39:03","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:03","slug":"unalleanza-in-continua-evoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/unalleanza-in-continua-evoluzione\/","title":{"rendered":"Un\u2019alleanza in continua evoluzione"},"content":{"rendered":"<p>Per l\u2019Alleanza Atlantica il 60\u00b0 anniversario rappresenta un\u2019importante pietra miliare. Quando ci si avvicina ad un momento importante della vita, \u00e8 spesso il momento giusto per fermarsi un attimo, riflettere su cosa si \u00e8 realizzato, considerare dove si \u00e8 e poi prendere le decisioni per il futuro. Nel corso di questi anni la Nato \u00e8 stata in costante trasformazione. \u00c8 questo l\u2019elemento eccezionale della sua storia recente. La Nato si \u00e8 trasformata perch\u00e9 lo scenario di sicurezza \u00e8 mutato, perch\u00e9 sono emerse nuove sfide, perch\u00e9 si sono aggiunti nuovi membri, e perch\u00e9 l\u2019approccio ai problemi locali \u00e8 divenuto globale, ma anche \u201c<i>comprehensive<\/i>\u201d e preventivo. E la lista dei fattori che hanno spinto al cambiamento potrebbe proseguire a lungo.<\/p>\n<p>Avendo suggerito che la trasformazione della Nato \u00e8 eccezionale, non considerer\u00f2 gli aspetti dal punto di vista cronologico, ma guarder\u00f2 ad essi in ordine inverso, partendo da oggi. Ci\u00f2 che possiamo dire senza alcun dubbio, dopo un\u2019analisi approfondita, \u00e8 che la Nato oggi \u00e8 concentrata sul \u201c<i>comprehensive approach<\/i>\u201d pi\u00f9 di quanto non lo sia mai stata. Questo \u00e8 il vero successo che dovrebbe essere ricordato in occasione di un anniversario cos\u00ec importante .<\/p>\n<p>Nel far ci\u00f2, l\u2019Alleanza si sta da un lato offrendo come uno strumento, un elemento chiave nella \u201c<i>comprehensive strategy<\/i>\u201d per la gestione delle crisi, e, dall\u2019altro, si sta trasformando al suo interno allo scopo di affrontare meglio le sfide future.<\/p>\n<p>Mentre la \u201c<i>comprenhesive strategy<\/i>\u201d include fattori come la diplomazia, gli strumenti economici e politici, oltre agli aspetti pi\u00f9 propriamente militari e di sicurezza, il nostro compito, quello del Comitato Militare, \u00e8 di contribuire al processo decisionale dell\u2019alleanza portando all\u2019attenzione della componente politica gli aspetti militari delle questioni sul tappeto. Non \u00e8 un compito semplice, soprattutto alla luce di quanto detto prima: riuscire ad adattarsi continuamente alle sfide che si hanno davanti \u00e8 tutt\u2019altro che scontato.<\/p>\n<p><b>Verso il nuovo Concetto Strategico<\/b><br \/>\nPer rafforzare il proprio dinamismo e contribuire alla riflessione politica, le autorit\u00e0 militari dell\u2019Alleanza hanno sviluppato uno studio, o meglio un progetto, chiamato <i>Multiple Future Project<\/i>. Ad avviare questo progetto \u00e8 stato il Gen. Mattis, Comandante supremo del Comando Alleato Trasformazione, che lo ha considerato la base su cui realizzare una migliore comprensione delle implicazioni strategiche dei cambiamenti che determineranno il futuro. Quest\u2019approfondimento potrebbe aiutare le nostre riflessioni in vista dell\u2019elaborazione di un nuovo Concetto Strategico.<\/p>\n<p>In breve, il progetto delinea una serie di possibili scenari futuri a cui la Nato potrebbe dover far fronte. L\u2019obiettivo non \u00e8 di predire il futuro &#8211; non avrebbe molto senso &#8211; ma di proporre una molteplicit\u00e0 di scenari futuri che si spera includano quello che si materializzer\u00e0 e in base al quale sar\u00e0 necessario configurare le nostre capacit\u00e0 e la pianificazione militare.<\/p>\n<p>Siamo tutti consapevoli delle sfide che abbiamo davanti: stati falliti, attori non statuali, proliferazione di armi di distruzione di massa, crescente divario tra chi ha e chi non ha, cambiamenti climatici e sicurezza energetica sono spesso considerati come i sei grandi temi prioritari. Il progetto \u00e8 partito da queste grandi sfide, per giungere a valutazioni sulle implicazioni di sicurezza dei possibili scenari futuri.<\/p>\n<p>In particolare siamo giunti a definire quattro principali implicazioni di sicurezza per il futuro:<br \/>\n&#8211; la natura mutevole dei rischi e delle minacce agli interessi vitali porr\u00e0 nuove sfide al raggiungimento dell\u2019unit\u00e0 strategica dell\u2019Alleanza, al mantenimento della solidariet\u00e0 e alla ricerca di una valutazione condivisa su quali siano gli interventi che ricadono sotto l\u2019art.5 del Trattato Nato;<br \/>\n&#8211; in secondo luogo, un\u2019accresciuta interazione con i paesi non membri della Nato e con altri attori internazionali dar\u00e0 all\u2019Alleanza l\u2019opportunit\u00e0 di estendere il suo ruolo nel rafforzamento della sicurezza e della stabilit\u00e0 al di fuori della sua tradizionale sfera di azione;<br \/>\n&#8211; in terzo luogo avversari risoluti, se scelgono di agire contro di noi, cercheranno di colpire i punti deboli dell\u2019Alleanza in modo imprevisto, rafforzati da tecnologie prontamente disponibili, il che richiede all\u2019Alleanza di riconsiderare il carattere delle operazioni militari e il modo di condurle;<br \/>\n&#8211; infine un\u2019accresciuta interazione con altri attori internazionali fornir\u00e0 alla Nato la possibilit\u00e0 di dare forma e influenzare idee, valori ed eventi in un mondo globalizzato.<\/p>\n<p><b>Dal futuro al presente<\/b><br \/>\nQueste quattro implicazioni di sicurezza hanno fornito la base di un lavoro molto pi\u00f9 dettagliato sulle implicazioni militari dei vari scenari. Questo per quanto riguarda il futuro. Oggi dobbiamo per\u00f2 pensare al presente e non si pu\u00f2 che cominciare dall\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p>Sentiamo ripetutamente parlare dell\u2019Afghanistan come cartina di tornasole per la Nato e della necessit\u00e0 di riconsiderare dalle fondamenta ci\u00f2 che si intende per \u201c<i>comprehensive approach<\/i>\u201d. Il Generale Petraus, l\u2019Ambasciatore Holbrooke, l\u2019ex Generale Jones e il Presidente Karzai, durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco del febbraio 2009 e, successivamente, nella Conferenza internazionale sull\u2019Afghanistan tenutasi all\u2019Aja il 31 marzo 2009, hanno tutti sottolineato l\u2019importanza di tenere insieme la comunit\u00e0 internazionale in modo molto pi\u00f9 coordinato e coerente .<\/p>\n<p>La determinazione della Comunit\u00e0 internazionale ad affrontare con nuova energia il problema afgano deve ora concretizzarsi. \u00c8 necessario un maggior lavoro sul sistema di governo e sulla formazione delle forze di sicurezza nazionali afghane, inclusa la polizia, compiti tutt\u2019altro che semplici. \u00c8 altres\u00ec essenziale ricercare la soluzione dell\u2019Afghanistan nel quadro di un approccio regionale.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra questione rilevante \u00e8 la relazione Nato-Russia. \u00c8 necessario affrontarla con un approccio a vasto raggio, includendo sia la dimensione \u201chard\u201d che quella \u201csoft\u201d della sicurezza e il rispetto del diritto in conformit\u00e0 all\u2019Atto di Helsinki (1972). La finestra di opportunit\u00e0 che si \u00e8 aperta non va sprecata. .<\/p>\n<p>Un aspetto importante emerso dalla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, e confermato dalla Conferenza sull\u2019Afghanistan dell\u2019Aja, \u00e8 stata la partecipazione dell\u2019Iran: i messaggi inviati e ricevuti mostrano che si \u00e8 aperta una porta per il dialogo politico. Non sar\u00e0 certo un dialogo facile, ma dobbiamo cogliere l\u2019occasione per affrontare questioni chiave come la proliferazione nucleare, il controllo delle armi nucleari, e l\u2019approccio regionale all\u2019Asia sud &#8211; occidentale.<\/p>\n<p>In questo approccio globale sar\u00e0 fondamentale che il rapporto Nato-Ue sia rinvigorito e che diventi un aspetto centrale del lavoro della Nato. In questo contesto, il fatto che la Francia possa riprendere il suo posto nelle strutture militari integrate, costituisce un passo significativo verso relazioni pi\u00f9 forti e coerenti tra Nato e Ue.<\/p>\n<p>Infine la <i>Global Security Network<\/i> deve essere pienamente condivisa e sostenuta da tutti gli attori internazionali. Viviamo in un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato dove i confini sono pi\u00f9 simbolici che reali e dove le persone e la tecnologia si possono muovere a velocit\u00e0 straordinaria. Dobbiamo tutti assumerci la responsabilit\u00e0 per la nostra sicurezza collettiva. A seguito del Summit di Strasburgo-Kehl che ha celebrato il 60\u00b0 anniversario della Nato, io mi sto dedicando in particolare, nel contesto del lavoro del Comitato Militare, su cui gravano anche le operazioni, al partenariato ed alla trasformazione delle capacit\u00e0 e delle strutture militari in linea con le direttive politiche.<\/p>\n<p><b>Radici solide<\/b><br \/>\nConcluder\u00f2 dunque la mia \u201canalisi a rovescio\u201d guardando al passato e a cosa abbiamo realizzato. La Nato, come ho ricordato, sta compiendo 60 anni. Il 2009, l\u2019anno del Summit, \u00e8 descritto come l\u2019anno pi\u00f9 importante per la Nato dalla firma della Carta nel 1949. Molto \u00e8 stato fatto da quando l\u2019Alleanza \u00e8 stata creata dai primi sette firmatari della Carta. Il primo Segretario Generale della Nato, Lord Ismay, afferm\u00f2 con una celebre frase che l\u2019obiettivo dell\u2019organizzazione era \u201ctenere i russi fuori, gli americani dentro e i tedeschi sotto\u201d. Da allora abbiamo superato la Guerra Fredda e visto la caduta del muro di Berlino nel 1989. Alla fine degli anni \u201990 l\u2019Alleanza ha rivolto la sua attenzione alla crisi nei Balcani, che si \u00e8 conclusa con la realizzazione di rapporti pi\u00f9 forti tra noi e i paesi pi\u00f9 ad Est. Questo processo \u00e8 culminato nell\u2019ingresso di molti Stati dell\u2019ex Patto di Varsavia nell\u2019Alleanza, nel 1999 e nel 2004.<\/p>\n<p>Dopo gli attacchi terroristici dell\u201911 settembre 2001 la Nato si \u00e8 concentrata sulle nuove sfide che ho citato prima e ha dispiegato truppe in Afghanistan e istruttori in Iraq.Nel dicembre del 2002, con l\u2019accordo Berlin Plus, \u00e8 stato creato un quadro per la cooperazione tra la Nato e l\u2019Ue, quadro che dovrebbe per\u00f2 essere rafforzato alla luce della notevole espansione dell\u2019interdipendenza e della cooperazione tra le due organizzazioni. Se guardiamo ai successi della Nato, lo spirito dell\u2019Alleanza risulta oggi pi\u00f9 forte che mai. Gli scenari sono cambiati radicalmente. Basti pensare alla natura dell\u2019Alleanza e ai suoi nuovi membri: realizzazioni impensabili 20 anni fa, sono gi\u00e0 diventati storia. Sembra, ancora una volta, che \u201cQuando il gioco si fa duro\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l\u2019Alleanza Atlantica il 60\u00b0 anniversario rappresenta un\u2019importante pietra miliare. Quando ci si avvicina ad un momento importante della vita, \u00e8 spesso il momento giusto per fermarsi un attimo, riflettere su cosa si \u00e8 realizzato, considerare dove si \u00e8 e poi prendere le decisioni per il futuro. 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