{"id":63987,"date":"2009-06-25T11:07:58","date_gmt":"2009-06-25T09:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=63987"},"modified":"2017-11-03T15:38:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:49","slug":"se-il-disarmo-non-basta-verso-la-conferenza-di-riesame-del-tnp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/06\/se-il-disarmo-non-basta-verso-la-conferenza-di-riesame-del-tnp\/","title":{"rendered":"Se il disarmo non basta: verso la Conferenza di riesame del Tnp"},"content":{"rendered":"<p>Il 14 maggio si \u00e8 conclusa a New York, presso il quartier generale delle Nazioni Unite, la terza commissione preparatoria della conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione (Tnp). Il clima positivo, largamente determinato dal cambiamento di linea politica dell\u2019amministrazione americana, ha permesso alle delegazioni degli oltre 180 paesi firmatari del trattato di arrivare all\u2019approvazione di un\u2019agenda che reintroduce il disarmo tra le questioni da dibattere durante i lavori della conferenza di riesame nel 2010.<\/p>\n<p>Le due settimane di discussione hanno mostrato, tuttavia, anche le differenze che continuano a dividere i governi dei paesi aderenti al trattato e la necessit\u00e0 di lavorare per creare un equilibrio tra i tre pilastri del Tnp: disarmo, proliferazione e uso pacifico dell\u2019energia nucleare. <\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la conferenza di riesame del 2010 sia un successo, \u00e8 necessario sin da ora muovere i primi passi per rafforzare il sistema di controlli, garantire il diritto inalienabile di tutti gli stati aderenti al trattato di sfruttare l\u2019energia atomica a fini pacifici e senza discriminazioni di carattere politico e creare meccanismi sanzionatori efficaci nel caso di violazione degli accordi. <\/p>\n<p>Non solo disarmo<br \/>\nIl nesso tra proliferazione e disarmo nucleare sembra essere unanimemente riconosciuto dai paesi aderenti al Tnp (con l\u2019importante eccezione della Francia che in sede di commissione preparatoria ha sottolineato come tale legame non sia \u201cempiricamente dimostrabile\u201d). \u00c8 evidente che la riduzione delle armi nucleari deve procedere di pari passo con un rafforzamento del sistema di controlli che impedisca la diversione di materiale fissile a scopi militari.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 in effetti la struttura portante del cosiddetto \u2018nuclear bargain\u2019 su cui si basa il Tnp, ma i casi della Corea del Nord, dell\u2019Iraq e quello iraniano hanno chiaramente mostrato le deficienze del sistema. <\/p>\n<p>Dopo la guerra del Golfo del 1991, l\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia atomica (Aiea) aveva cercato di rafforzare la sua capacit\u00e0 di controllo attraverso l\u2019elaborazione del Protocollo Addizionale (PA) che permette ispezioni pi\u00f9 approfondite e a sorpresa sui programmi nucleari dei paesi aderenti. Tuttavia, l\u2019adozione di questo tipo di schema non \u00e8 obbligatorio ai sensi del Tnp: deve essere negoziato tra il singolo stato e l\u2019Aiea. <\/p>\n<p>Parte della strategia proposta dagli occidentali si basa sull\u2019adozione del Protocollo Addizionale come standard dei controlli internazionali. In questo momento, tuttavia, dei 189 paesi aderenti al trattato 122 hanno firmato un protocollo addizionale, mentre solo 91 lo hanno ratificato e lo stanno applicando. Il caso iraniano, da questo punto di vista, \u00e8 emblematico. Nel 2003, dopo la scoperta di attivit\u00e0 nucleari segrete, Teheran e l\u2019Aiea avevano negoziato e firmato un protocollo addizionale che non \u00e8 per\u00f2 mai stato ratificato dal parlamento iraniano. La posizione ufficiale iraniana in questo momento \u00e8 che il sistema di controlli rafforzati non \u00e8 da considerarsi obbligatorio ai sensi dell\u2019articolo III del Tnp. Questo tipo di posizione non \u00e8 isolata. Anche il Brasile, che non ha firmato un PA, ha sostenuto in sede di commissione preparatoria che tale sistema non pu\u00f2 n\u00e9 deve essere imposto da parte dell\u2019Aiea. <\/p>\n<p>Con la crescita del numero di reattori nucleari nel mondo (secondo dati Aiea ne esistono 436, 35 in costruzione e pi\u00f9 di 200 in fase progettuale) le problematiche legate alla produzione del materiale fissile necessario a far funzionare gli impianti e la loro possibile utilizzazione a scopi miliari diventano particolarmente importanti. <\/p>\n<p>Anche in questo caso i paesi aderenti al Tnp hanno posizioni diverse. Da una parte i governi interessati allo sviluppo dell\u2019industria nucleare insistono sul loro diritto, ai sensi del Tnp, a sviluppare il ciclo completo di produzione del combustibile nucleare, inclusi gli impianti per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio e la separazione del plutonio. Dall\u2019altra, i paesi occidentali e la Russia sostengono la necessit\u00e0 di evitare la diffusione di questo tipo di tecnologia a \u2018doppio uso\u2019 e propongono schemi di multilateralizzazione della produzione di combustibile nucleare.<\/p>\n<p>\u00c8 facile immaginare che una simile soluzione, oltre alle problematiche di carattere tecnico che comporta, avrebbe delle implicazioni politiche che i paesi interessati allo sviluppo dell\u2019energia nucleare non possono sottovalutare. La dipendenza da questo tipo di organizzazione della produzione di materiale fissile creerebbe le condizioni per una possibile discriminazione futura. In generale, i paesi non in possesso di tutti gli elementi del ciclo di arricchimento sarebbero inevitabilmente soggetti a pressioni o condizionamenti di natura politica.<\/p>\n<p>La delegazione austriaca, durante la commissione preparatoria, ha proposto di inserire l\u2019idea di una multilateralizzazione del ciclo del materiale fissile nel contesto di un pi\u00f9 ampio progetto che mira a creare un sistema internazionale che permetta di gestire l\u2019intera produzione dal momento dell\u2019estrazione del minerale sino al momento del suo stoccaggio. Quella austriaca \u00e8 solo l\u2019ultima di una dozzina di proposte fatte da diversi membri della comunit\u00e0 internazionale. Tuttavia, se nella teoria questo tipo di approccio sembra poter rispondere ad alcune delle obiezioni mosse ai precedenti progetti presentati dalla Russia e dalla Gran Bretagna, il numero dei dettagli da definire \u00e8 tale da renderlo inadatto a risolvere le questioni pi\u00f9 urgenti.<\/p>\n<p>Antiproliferazione ed efficacia del Tnp<br \/>\nAccanto alle problematiche legate all\u2019utilizzo pacifico dell\u2019energia atomica, almeno altre due questioni continuano a dividere i paesi membri del trattato: come impedire il contrabbando illegale di tecnologia atomica e quali azioni intraprendere nel caso in cui uno dei paesi membri decida di ritirarsi dal Tnp. <\/p>\n<p>Nel discorso sul disarmo tenuto lo scorso aprile a Praga il presidente americano ha menzionato la Proliferation Security Initiative (Psi) \u2013 l\u2019iniziativa multinazionale volta a impedire il traffico di armi di distruzione di massa e relativi mezzi di trasporto &#8211; come un modello su cui costruire collaborazioni internazionali per contrastare la proliferazione nucleare. La Psi \u00e8 una delle controverse creature della precedente amministrazione repubblicana. Il fatto che Obama abbia accennato ad un suo maggiore utilizzo sembra sottolineare la volont\u00e0 di creare un sistema di interdizione internazionale che permetta ai paesi di intercettare in acque internazionali vascelli sospettati di attivit\u00e0 illegali. Per superare le questioni di carattere giuridico \u00e8 necessario avere un consenso pressoch\u00e9 unanime e la risoluzione approvata dal CdS dell\u2019Onu all\u2019indomani dell\u2019ultimo esperimento nucleare nordcoreano sembra andare in questa direzione: essa sancisce infatti il diritto, seppur limitato, di tutti i paesi a ispezionare vascelli in alto mare nel caso in cui ci siano fondati sospetti che stiano trasportando materiale nucleare verso la Corea del Nord.<\/p>\n<p>Infine anche sul diritto di ritiro dal trattato e sulle sue conseguenze non c\u2019\u00e8 accordo tra i diversi governi. I paesi occidentali sostengono sia la necessit\u00e0 di creare un meccanismo che renda possibile l\u2019esame in seno al Consiglio di Sicurezza delle ragioni che hanno portato alla notifica di ritiro dal trattato sia la necessit\u00e0 di fare in modo che le tecnologie acquisite attraverso la cooperazione internazionale ai sensi del trattato vengano rese inutilizzabili o rimosse dal territorio del paese che decide di lasciare il Tnp. <\/p>\n<p>Queste richieste rafforzerebbero la struttura del regime rendendolo probabilmente pi\u00f9 efficace. Tuttavia, i paesi non allineati hanno a pi\u00f9 riprese sottolineato il diritto di tutte le parti a ritirarsi dal Tnp attraverso la procedura prevista dall\u2019articolo X e la loro contrariet\u00e0 a sottoporre una decisione sovrana al vaglio del Consiglio di Sicurezza. La proposta di rimuovere le attrezzature acquisite tramite la cooperazione internazionale dal territorio del paese non pi\u00f9 membro del trattato \u00e8 ancora allo stadio puramente teorico e uno studio sommario dei possibili dettagli gi\u00e0 rivela le difficolt\u00e0 di attuazione di un simile schema. <\/p>\n<p>Se il disarmo non basta<br \/>\nLa ripresa delle discussioni tra Washington e Mosca sulla riduzione dei rispettivi arsenali nucleari, per quanto importanti nell\u2019ambito delle relazioni tra i due paesi e per creare una atmosfera favorevole alla cooperazione, sono solo il primo passo per riuscire a risolvere le spinose questioni che dovranno essere affrontate dalla conferenza di riesame del 2010. \u00c8 importante che il nuovo trattato per la riduzione delle armi strategiche che Medvedev e Obama negozieranno preveda un taglio consistente dei vettori e delle testate nucleari, ma \u00e8 compito sia dei paesi nucleari sia quelli non nucleari proporre soluzioni che consentano di creare un reale equilibrio tra i tre pilastri del Tnp.<\/p>\n<p>Sul tema vedi anche: <\/p>\n<p>E. Greco: La stella polare dell\u2019opzione zero parola<\/p>\n<p>G. Gasparini: Dell\u2019utilit\u00e0 dell\u2019arma nucleare<\/p>\n<p>Discorso di Obama a Praga sulle armi nucleari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 maggio si \u00e8 conclusa a New York, presso il quartier generale delle Nazioni Unite, la terza commissione preparatoria della conferenza di riesame del Trattato di non proliferazione (Tnp). Il clima positivo, largamente determinato dal cambiamento di linea politica dell\u2019amministrazione americana, ha permesso alle delegazioni degli oltre 180 paesi firmatari del trattato di arrivare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[72,126,101],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63987"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63987"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63988,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63987\/revisions\/63988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}