{"id":64020,"date":"2009-01-30T11:31:43","date_gmt":"2009-01-30T10:31:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64020"},"modified":"2017-11-03T15:39:11","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:11","slug":"solo-un-outsider-puo-rilanciare-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/01\/solo-un-outsider-puo-rilanciare-la-nato\/","title":{"rendered":"Solo un outsider pu\u00f2 rilanciare la Nato"},"content":{"rendered":"<p>In aprile, con un vertice a Strasburgo e Kehl, la Nato celebrer\u00e0 il sessantesimo anniversario della propria fondazione. Al di l\u00e0 dei festeggiamenti, il vertice sar\u00e0 l\u2019occasione ideale per rilanciare il ruolo dell\u2019Alleanza Atlantica con la scelta di un Segretario Generale dell\u2019Europa centro-orientale, che faccia da ponte tra l\u2019occidente e la Russia, riaffermi il ruolo dell\u2019alleanza in Afghanistan e consolidi la relazione tra i membri europei e gli Stati Uniti. Radek Sikorski, ministro degli esteri polacco, \u00e8 il candidato ideale: atlantista convinto, \u00e8 un esperto di Afghanistan e di Russia. Sotto la sua guida la Nato ritroverebbe la propria coesione e quindi la spinta necessaria ad affermarsi nuovamente come fulcro della sicurezza transatlantica.<\/p>\n<p>Il vertice Nato di Strasburgo-Kehl sar\u00e0 sotto molti aspetti straordinario. L\u2019Alleanza potrebbe pubblicare un nuovo Concetto Strategico, che rimpiazzer\u00e0 quello varato nel lontano 1991. Gli Stati Uniti saranno rappresentati per la prima volta dal presidente Barack Obama. La Francia di Nicolas Sarkozy, dopo quarantatr\u00e8 anni di assenza, rientrer\u00e0 nel Comando militare integrato. E si cercher\u00e0 appunto di raggiungere un accordo sul prossimo Segretario Generale.<\/p>\n<p><b>Sfide e obiettivi <\/b><br \/>\n\u00c8 un\u2019occasione storica che potrebbe risollevare le sorti di un\u2019alleanza in crisi. La Nato sta vivendo un momento di incertezza che si trascina dal 1989 e che secondo alcuni potrebbe addirittura portare alla <a href=\"http:\/\/www.europesworld.org\/EWSettings\/Article\/tabid\/191\/ArticleType\/ArticleView\/ArticleID\/21272\/Default.aspx\" target=\"blank\"><b><u>\u201cmorte dell\u2019Alleanza\u201d <\/u><\/b><\/a>. Con il crollo del Muro di Berlino la Nato, sopravvissuta al Patto di Varsavia, ha contemporaneamente vinto il proprio nemico e perso la propria ragion d\u2019essere, precipitando in una crisi di identit\u00e0 che rimane irrisolta. Le dolorose, ma epifaniche esperienze degli anni Novanta hanno traghettato la Nato dalla Guerra Fredda agli attentati terroristici dell\u2019undici settembre, alla guerra in Afghanistan, trasformandola da una comunit\u00e0 di difesa ad un insieme di alleati spesso in competizione.<\/p>\n<p>Il nuovo Concetto Strategico dell\u2019Alleanza potrebbe porre fine alle incertezze formali, ma solo una leadership forte ed intraprendente potr\u00e0 ristabilire la centralit\u00e0 della Nato per le esigenze di sicurezza di tutti i suoi membri.<\/p>\n<p>Il nuovo Segretario Generale dell\u2019Alleanza sar\u00e0 immediatamente posto di fronte a tre sfide importanti: stabilire limiti e possibilit\u00e0 della relazione tra la Nato e la Russia, soprattutto alla luce del recente conflitto in Georgia; riaffermare la centralit\u00e0 della Nato in Afghanistan ottenendo un coinvolgimento militare pi\u00f9 consistente ed efficace da tutti i membri; promuovere un accordo sull\u2019 ulteriore allargamento dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p><b>La rosa dei nomi<\/b><br \/>\nCon l\u2019approssimarsi del vertice di Strasburgo-Kehl, la stampa europea ha iniziato a testare una lista pi\u00f9 o meno verosimile di candidati: l\u2019ex-ministro degli esteri bulgaro Salomon Passi (che il governo bulgaro ha gi\u00e0 confermato come il proprio candidato ufficiale), il ministro della difesa danese Soren Gade e il vice primo ministro ceco Alexander Vondra. Qualcuno ha persino fatto il nome di Tony Blair. I candidati pi\u00f9 probabili sono per\u00f2 quelli che fino ad ora hanno smentito qualsiasi interesse per la poltrona: il primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen e il ministro degli esteri polacco Radek Sikorski.<\/p>\n<p>Fogh Rasmussen \u00e8 primo ministro dal 2001. Sotto la sua guida la Danimarca si \u00e8 dimostrata un membro affidabile della Nato, partecipando con convinzione alla guerra in Afghanistan e alle missioni dell\u2019alleanza in Kosovo e Bosnia. Il contingente danese dispiegato in Afghanistan conta all\u2019incirca 700 unit\u00e0 ed \u00e8 il pi\u00f9 consistente pro capite di tutta la <a href=\"http:\/\/www.nato.int\/ISAF\/\" target=\"blank\"><b><u>Forza Internazionale di Assistenza e Sicurezza<\/u><\/b><\/a> (Isaf, <i>International Security and Assistance Force<\/i>) presente nel Paese. In passato Rasmussen ha dimostrato di non aver timori reverenziali verso la Russia, criticando apertamente la linea del Cremlino in Cecenia e continuando a proporre una soluzione politica al conflitto. Il primo ministro danese \u00e8 un politico a tutto tondo, capace, esperto e dinamico. E tuttavia viene solo secondo rispetto a Radek Sikorski.<\/p>\n<p>Il ministro degli esteri polacco \u00e8 un outsider \u2013 un <i>dark horse <\/i>nella corsa alla nomina di Segretario Generale. Rispetto a Rasmussen, Sikorski non \u00e8 mai stato primo ministro, \u00e8 molto pi\u00f9 giovane (45 anni, 2 in meno di Barack Obama) e non ha mai ricoperto ruoli istituzionali al di fuori della Polonia. Ciononostante \u00e8 il candidato pi\u00f9 adatto alla guida dell\u2019Alleanza atlantica. Sikorski \u00e8 un esperto di storia politica e militare dell\u2019Afghanistan, che conosce per esperienza diretta (tra il 1986 e il 1989 \u00e8 stato come giornalista in Afghanistan documentando la guerra di resistenza contro l\u2019occupazione sovietica). Ministro degli esteri dal 2007, \u00e8 stato per due anni anche ministro della difesa. Ha dimostrato di saper tener testa alle pesanti pressioni russe contro l\u2019installazione in Polonia di un sistema anti-missilistico e ha condannato con fermezza l\u2019invasione russa della Georgia. Ciononostante, ha continuato a sollecitare la cooperazione del Cremlino con l\u2019Occidente. Conosce di prima mano le dinamiche interne dell\u2019Alleanza atlantica e le sue procedure di allargamento: nel 1992 ha partecipato da viceministro alla difesa alle trattative per l\u2019accesso della Polonia. \u00c8 un politico abile e pragmatico, internazionalmente stimato e con una visione strategica e di sicurezza autenticamente atlantista.<\/p>\n<p>La tradizione vuole che la carica di Segretario Generale della Nato sia ricoperta da un europeo, quella di Comandante Supremo militare da un americano. Ciononostante, la nomina a Segretario Generale passa ovviamente sempre per l\u2019approvazione di Washington. Sikorski, un conservatore, non \u00e8 ideologicamente in linea con Obama, ma gode della stima e del rispetto di Zbigniew Brzezinski, che ha affiancato il neo-presidente in qualit\u00e0 di consigliere per la politica estera durante tutto l\u2019ultimo anno di campagna elettorale. Obama ha gi\u00e0 dimostrato di sapersi muovere al di sopra delle divisioni ideologiche: il caso di Robert Gates, confermato come ministro della Difesa nonostante fosse stato nominato da Bush, non lascia dubbi in proposito.<\/p>\n<p>Durante la campagna elettorale il presidente americano ha pi\u00f9 volte sottolineato la necessit\u00e0 che i membri europei riducano il divario militare con gli Stati Uniti ed investano di pi\u00f9, politicamente e militarmente, nella Nato, soprattutto aumentando il loro impegno in Afghanistan. Una prospettiva perfettamente in sintonia con quella di Sikorski. In un discorso pronunciato al <i>Chicago Council on Global Affairs<\/i> lo scorso settembre, Sikorski ha evidenziato come la vittoria contro i talebani e la stabilizzazione dell\u2019Afghanistan debbano diventare priorit\u00e0 della Nato, ma anche come l\u2019Alleanza debba riscoprire la propria identit\u00e0 di organizzazione militare in grado, grazie alle sue capacit\u00e0, di garantire la sicurezza dei propri membri.<\/p>\n<p>I giochi sono lontani dall\u2019essere conclusi. Obama probabilmente non inizier\u00e0 a valutare i possibili candidati prima del prossimo mese. Il mandato di Jaap de Hoop Scheffer scadr\u00e0 solo a luglio e la situazione politica internazionale rimane molto fluida, come dimostrato dalla recente crisi energetica tra Russia e Ucraina.<\/p>\n<p>Eppure non \u00e8 troppo presto per iniziare a pensare a chi affidare la guida dell\u2019Alleanza Atlantica. Le cancellerie europee dovrebbero resistere alla tentazione di scegliere un candidato di compromesso e puntare su di una figura forte. La nomina di Sikorski sarebbe ideale perch\u00e9 avrebbe un vantaggio aggiuntivo: quello di incorporare emblematicamente nel tessuto storico dell\u2019Alleanza anche le sue componenti pi\u00f9 recenti, rafforzandone internamente la struttura e preparandola ad affrontare le sfide strategiche del Ventunesimo secolo. Nell\u2019interesse di tutti i suoi membri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In aprile, con un vertice a Strasburgo e Kehl, la Nato celebrer\u00e0 il sessantesimo anniversario della propria fondazione. 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