{"id":64089,"date":"2009-05-08T12:22:29","date_gmt":"2009-05-08T10:22:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64089"},"modified":"2017-11-03T15:38:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:57","slug":"il-disegno-incompiuto-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/05\/il-disegno-incompiuto-delleuropa\/","title":{"rendered":"Il disegno incompiuto dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\">Profondamente addolorati per l&#8217;improvvisa scomparsa di Tommaso Padoa Schioppa, ripubblichiamo un suo articolo per &#8220;Affarinternazionali&#8221; che testimonia, come tanti altri suoi scritti, la sua visione insieme appassionata e lungimirante del futuro dell&#8217;Europa.<\/span><\/i><br \/>\nTra poche settimane gli europei sceglieranno il loro Parlamento: la chiamata alle urne \u00e8 il momento centrale di una democrazia perch\u00e9 \u00e8 allora che il popolo si esprime. Si teme che molti elettori non parteciperanno al voto del 7 giugno; e se quel timore sar\u00e0 confermato dai fatti, sentiremo dire che agli europei poco importa dell\u2019Unione europea. Qualche storico pi\u00f9 esperto del futuro che del passato, fedele al luogo comune nazionalista, ci ripeter\u00e0 che c\u2019\u00e8 poco da stupirsi perch\u00e9 \u2018l\u2019ideologia europeista \u00e8 falsa, le sue promesse sono false, impossibili da realizzarsi.\u2019 Ci annuncer\u00e0 con frase lapidaria che \u2018non ci sar\u00e0 mai uno stato federale europeo\u2019.<\/p>\n<p><b>La tesi fallace dei nazionalisti<\/b><br \/>\nIl luogo comune nazionalista lega strettamente l\u2019antieuropeismo al tema della democrazia. E lo fa argomentando pressappoco cos\u00ec: l\u2019Unione europea \u00e8 una costruzione politica dove la democrazia \u00e8 impossibile perch\u00e9 \u2018manca il Demos\u2019. Il Demos \u00e8 nazionale e perci\u00f2 i veri depositari della democrazia sono e non possono che essere gli stati nazionali; ergo, l\u2019unione politica dell\u2019Europa, lo stato federale europeo, \u00e8 al tempo stesso impossibile, indesiderabile e incompatibile con l\u2019ideale democratico.<\/p>\n<p>Questa tesi \u00e8 fallace e pericolosa proprio per la democrazia in Europa. Nella realt\u00e0 di oggi i bisogni degli europei eccedono le capacit\u00e0 dei loro governi nazionali, che tuttavia rimangono i formali titolari del potere; quei bisogni sono anche il fondamento su cui da decenni si sta edificando un governo europeo, che integra le funzioni dei governi nazionali e locali. Se oggi l\u2019Unione europea ci delude \u00e8 perch\u00e9 l\u2019edificio \u00e8 incompiuto; <i>l\u2019Europa che c\u2019\u00e8<\/i>, \u00e8 democratica ed \u00e8 presidio della democrazia nei paesi membri; la non-Europa, <i>l\u2019Europa che manca<\/i>, contraddice le esigenze del suo popolo e mette a repentaglio la democrazia. Difendere la democrazia e realizzare un\u2019Europa unita sono perci\u00f2, e devono essere, uno e un solo impegno; non si pu\u00f2 difendere la democrazia se non si affronta in modo corretto la questione del governo europeo.<\/p>\n<p><b>Democrazia e <i>res publica <\/i>europea<\/b><br \/>\nLa situazione dell\u2019Europa pu\u00f2 essere sintetizzata in pochi punti.<\/p>\n<p>Primo: oggi \u00e8 evidente che la <i>res publica <\/i>europea si \u00e8 estesa a dismisura. Quasi pi\u00f9 nessuno dei classici beni pubblici \u00e8 tale per una sola delle ventisette comunit\u00e0 nazionali in cui il popolo europeo \u00e8 ancora frammentato: non la sicurezza alle, e oltre le frontiere, non la prosperit\u00e0 economica, non la stabilit\u00e0 monetaria e finanziaria, non la salvaguardia dell\u2019ambiente, n\u00e9 la sfida energetica, n\u00e9 la lotta all\u2019evasione fiscale o al crimine organizzato, n\u00e9 la difesa degli istituti dello stato sociale, n\u00e9 il governo dei flussi migratori o della societ\u00e0 multiculturale. Nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 cosa pubblica esclusiva degli stati \u2018storici\u2019, nemmeno del maggiore tra essi, la Germania, che fonda il suo benessere sulle esportazioni, che affida la propria difesa alla Nato, su cui i venti portano aria inquinata da fabbriche collocate fuori dai suoi confini, che mette i propri marchi su prodotti manufatti in altri paesi, che si sente minacciata dall\u2019instabilit\u00e0 finanziaria dell\u2019ex impero sovietico e dai paradisi fiscali che la circondano.<\/p>\n<p>Secondo: una costruzione politica fondata sulla <i>res publica <\/i>europea gi\u00e0 esiste. La condizione di reciproca dipendenza gli europei l\u2019hanno iscritta in quella che \u00e8, a tutti gli effetti, la loro costituzione (che cos\u2019\u00e8, infatti, se non una costituzione, una legge comune riconosciuta &#8211; nei fatti, nella dottrina e nei tribunali &#8211; come pi\u00f9 forte delle leggi nazionali?). Chi legga i Trattati europei vi trova elencati i beni, i fini comuni, i principi dell\u2019Unione in modo del tutto equivalente a quello che leggiamo nel preambolo o nella prima parte delle costituzioni degli stati: pace, sicurezza, diritti umani, libert\u00e0 di circolazione dei beni e delle persone, protezione dell\u2019ambiente, stabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 economica, e via dicendo. I trattati, inoltre, danno vita (ed \u00e8 perci\u00f2 che sono una costituzione e non una semplice dichiarazione) a istituzioni, regole e poteri deputati al governo della <i>res publica <\/i>europea, cio\u00e8 al perseguimento dei fini e alla \u2018produzione\u2019 dei beni che essi definiscono pubblici per i cittadini dell\u2019Europa, non degli abitanti dei singoli stati, o delle regioni entro essi, o delle citt\u00e0 e dei villaggi.<\/p>\n<p>Terzo: la costituzione europea \u00e8 democratica. Le istituzioni europee previste dai trattati \u2013 soprattutto il Parlamento e la Commissione \u2013 sono infatti costruite, bench\u00e9 in maniera imperfetta, secondo i canoni della democrazia parlamentare: il Parlamento \u00e8 eletto dal popolo e solamente in virt\u00f9 di un suo voto di fiducia la Commissione acquisisce i suoi poteri. Certo, nessuna democrazia \u00e8 mai perfetta e quella dell\u2019Unione lo \u00e8 forse meno di quella di altri stati che si dicono democratici: in particolare, la co-decisione del Parlamento europeo non \u00e8 completa. Ma parlare di deficit di democrazia come se fossimo in presenza di una forma di governo basata su altro che la volont\u00e0 del popolo \u00e8 del tutto improprio.<\/p>\n<p><b>Il difetto della costruzione politica europea<\/b><br \/>\nQuarto: un grave difetto di costruzione impedisce al governo dell\u2019Unione di svolgere appieno il proprio compito. \u00c8 un difetto che riguarda la capacit\u00e0 di funzionamento del governo, non la sua rappresentativit\u00e0 o il legame con la volont\u00e0 del popolo. La democrazia \u00e8 realizzata solo in parte non perch\u00e9 manchi il Demos europeo o perch\u00e9 sia debole il nesso tra i cittadini e le istituzioni dell\u2019Unione, bens\u00ec perch\u00e9 mancano la capacit\u00e0 di decidere e i mezzi per attuare le decisioni. Questa carenza riguarda il Consiglio dei Ministri dell\u2019Unione, che \u00e8 l\u2019istituzione europea disgiunta dalla volont\u00e0 del popolo europeo, ed \u00e8 determinata da due sue caratteristiche: la composizione intergovernativa e la regola dell\u2019unanimit\u00e0. Il Consiglio \u00e8 formato da ministri degli stati membri e non prende decisioni \u2013 salvo in casi rari o insignificanti \u2013 se non c\u2019\u00e8 l\u2019accordo di tutti.<\/p>\n<p>Se non si \u00e8 tutti d\u2019accordo, non si decide; se non si decide, l\u2019Unione con la \u2018u\u2019 maiuscola esiste solo nella retorica dei comunicati, non esiste come unione con la \u2018u\u2019 minuscola, come soggetto politico. Il popolo, rimasto senza governi, \u00e8 scontento e diserta le urne o boccia l\u2019Europa nei referendum. L\u2019opinione superficiale dei commentatori decreta che il popolo non c\u2019\u00e8, che l\u2019Europa unita \u00e8 impossibile, che \u2018non ci sar\u00e0 mai uno stato federale europeo\u2019. L\u2019Europa \u00e8 invece soltanto incompiuta e per questo, <i>anche <\/i>per questo, \u00e8 incompiuta la democrazia in cui viviamo.<\/p>\n<p>Se ci sar\u00e0 o no, un giorno, uno stato federale europeo non lo sappiamo. Sappiamo che esso \u00e8 auspicabile, che il futuro \u00e8 aperto, che l\u2019unione politica dell\u2019Europa \u00e8 possibile, che realizzarla dipende anche da noi, che senza di esso la nostra democrazia rester\u00e0 incompiuta.<\/p>\n<p><i>Tratto da \u201cDemos e Crazia in Europa&#8221;, di T. Padoa-Schioppa, Discorsi della Biennale, Torino, Biennale Democrazia, 22-26 aprile 2009. <\/i><\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/call\/call_ITA.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Appello: diamo voce ai cittadini europei <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&amp;contentid=141\" target=\"blank\"><b><u>Democracy in the EU and the Role of the European Parliament<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Profondamente addolorati per l&#8217;improvvisa scomparsa di Tommaso Padoa Schioppa, ripubblichiamo un suo articolo per &#8220;Affarinternazionali&#8221; che testimonia, come tanti altri suoi scritti, la sua visione insieme appassionata e lungimirante del futuro dell&#8217;Europa. 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