{"id":64123,"date":"2008-11-28T12:43:03","date_gmt":"2008-11-28T11:43:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64123"},"modified":"2017-11-03T15:39:19","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:19","slug":"la-strategia-delleuropa-per-la-transizione-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/la-strategia-delleuropa-per-la-transizione-energetica\/","title":{"rendered":"La strategia dell\u2019Europa per la transizione energetica"},"content":{"rendered":"<p>A passi felpati, l\u2019Europa sembra muoversi verso la ricerca di una politica energetica efficace. Ma come sempre i miglioramenti richiedono coraggio, e chi \u00e8 coraggioso si espone alle critiche. \u00c8, in sintesi, quel che \u00e8 accaduto a Bruxelles nelle ultime settimane, da quando cio\u00e8 lo scorso 13 novembre la Commissione ha pubblicato la seconda <i>Strategic Energy Review<\/i>, il documento strategico che segna la strada per la politica energetica dell\u2019Unione nel breve, medio e lungo periodo.<\/p>\n<p><b>Il problema della sicurezza energetica<\/b><br \/>\nIl documento si inserisce in un quadro generale che, per stare alla metafora del Commissario all\u2019energia, Andris Piebalgs, prevede che la politica energetica funzioni come un triangolo ai cui vertici sono la creazione di un mercato competitivo, la difesa della sostenibilit\u00e0 ambientale e la sicurezza dell\u2019approvvigionamento di energia. Di questi vertici, il primo \u00e8 gi\u00e0 stato ampiamente indirizzato dai tre \u201cPacchetti\u201d sul mercato energetico che si sono susseguiti a partire dai tardi anni Novanta fino a giorni molto recenti. Il secondo vertice si sostanza nel \u201c<i>Climate Package<\/i>\u201d che, salvo un improbabile veto italiano, sar\u00e0 approvato al Consiglio Europeo di dicembre. La nuova <i>Strategic Energy Review<\/i>, dunque, deve occuparsi principalmente di sicurezza dell\u2019approvvigionamento, che \u00e8 infatti il tema portante del pacchetto appena presentato.<\/p>\n<p>Il documento prevede l\u2019attuazione di un piano per la sicurezza e la solidariet\u00e0 energetica nell\u2019Unione Europea in cinque punti: infrastrutture, relazioni esterne, efficienza, meccanismi di crisi e promozione delle risorse interne all\u2019Unione. Nel periodo preso in esame, da oggi al 2020, si calcola che due saranno i fattori principali sul mercato energetico: un aumento della domanda, favorito dalla crescita economica (che tutti si augurano riprenda, al termine della crisi), e una maggiore difficolt\u00e0 di assicurare l\u2019offerta, associata a risorse in oggettivo, anche se non drastico, declino. Entrambi questi meccanismi, lasciato il mercato a s\u00e9 stesso, porterebbero, come gi\u00e0 capitato pi\u00f9 volte, ad un aumento del prezzo dell\u2019energia &#8211; finendo per limitare la crescita economica.<\/p>\n<p>I cinque punti del piano di azione sono concepiti per applicare una pressione sulle curve di domanda e di offerta, cosi da correggerle e ottenere un risultato pi\u00f9 prossimo ai desiderata europei (ovvero crescita a prezzi bassi). Per contenere i problemi legati alla curva di domanda, si pensa a migliorare l\u2019efficienza energetica. Infatti una ottimizzazione dell\u2019uso attuale di energia ci porterebbe a consumare meno per ottenere gli stessi risultati. Tutto il resto del pacchetto \u00e8 un esercizio di espansione della curva di offerta: pi\u00f9 relazioni esterne e pi\u00f9 infrastrutture per facilitare, in ultima analisi, le importazioni; migliori meccanismi di crisi per fornire l\u2019energia richiesta in tempi difficili (per effetto, per esempio, di shock esterni), o in situazioni in cui risorse comunque esistenti non troverebbero altrimenti la strada verso l\u2019utente finale (come nel caso pi\u00f9 banale di scompensi temporali tra domanda e offerta).<\/p>\n<p><b>Ambizioni strategiche <\/b><br \/>\nIl piano della Commissione, dunque, gi\u00e0 solido dal punto di vista dell\u2019impianto teorico, avanza una serie di misure concrete per realizzare gli obiettivi strategici enucleati. Il testo contiene infatti sei ambiziosi progetti infrastrutturali, che ricorderanno agli amanti della classicit\u00e0 la costruzione degli acquedotti nell\u2019antica Roma.<\/p>\n<p>In primo luogo si propone la costruzione di un gasdotto di oltre 3000 km, capace di trasportare un 25% aggiuntivo di offerta di gas dalle regioni intorno al Mar Caspio, dove un\u2019intensa attivit\u00e0 di esplorazione e produzione sta facendo emergere un vasto potenziale a livello di gas. Oltre a ci\u00f2, \u00e8 prevista la creazione di una rete che permetta la valorizzazione del potenziale energetico \u2013 eolico e solare &#8211; dei paesi delle coste sud del Mediterraneo e la produzione e trasporto di gas naturale (la Commissione progetta anzi di usare questa rete per raggiungere aree ancora pi\u00f9 lontane, come l\u2019Iraq, il Medio Oriente e l\u2019Africa sub-Sahariana). E l\u2019impegno sulle fonti rinnovabili non termina qui, dato che il potenziale eolico del mare del Nord viene valorizzato tramite la promozione di una rete elettrica fuori costa, che possa ottimizzare gli sforzi che diverse compagnie stanno gi\u00e0 compiendo in questo campo.<\/p>\n<p>Tornando sugli idrocarburi, tre sono i progetti mirati al miglioramento dei collegamenti europei tra paesi Membri. Riguardano l\u2019area che un tempo si trovava ad Est della Cortina di Ferro e che dunque, storicamente, \u00e8 rimasta molto dipendente dall\u2019approvvigionamento di idrocarburi dalla Russia: si tratta dei progetti di miglioramento della rete elettrica e gasdotti nelle repubbliche baltiche, del rafforzamento della rete di trasporto degli idrocarburi verso l\u2019area orientale dell\u2019attuale Unione Europea, e infine della creazione di terminali di rigassificazione in luoghi ritenuti di importanza strategica. Non a caso, il documento contiene un esplicito riferimento alla zona del Mar Baltico: Estonia, Lettonia e Lituania dipendono dalla Russia per la quasi totalit\u00e0 del consumo di gas; un problema che preoccupa molto l\u2019Unione Europea anche perch\u00e9 ne riduce lo spazio di manovra nei rapporti con la Russia.<\/p>\n<p><b>L\u2019importanza della dimensione ambientale<\/b><br \/>\nLa Commissione si spinge anche ad ipotizzare un\u2019economia in cui, entro il 2050, la produzione di elettricit\u00e0 e il settore dei trasporti possano non essere pi\u00f9 dipendenti dagli idrocarburi. Ma allora perch\u00e9 sia il Wwf che Greenpeace hanno sparato a zero contro la <i>Strategic Energy Review<\/i>, descrivendola come \u201cun albero di Natale\u201d pieno di misure prevalentemente mirate a rinforzare le reti per gli idrocarburi? Non volendo dar credito alle facili critiche di dietrologia che vengono spesso rivolte contro il movimento ambientalista, la risposta va probabilmente cercata in una mancata comprensione della visione di lungo periodo su cui il documento della Commissione si basa.<\/p>\n<p>L\u2019intento strategico, infatti, \u00e8 chiaramente quello di marciare verso un\u2019economia sempre meno dipendente dagli idrocarburi, che porterebbe enormi vantaggi sia a livello di affidabilit\u00e0 dell\u2019approvvigionamento &#8211; presto o tardi, infatti, gli idrocarburi finiranno \u2013 che a livello di impatto ambientale. Per raggiungere quell\u2019obiettivo, tuttavia, esistono diversi percorsi possibili. Si pu\u00f2 pensare ad una rivoluzione o ad una transizione: nella prima ipotesi, tutta l\u2019attenzione politica dovrebbe rivolgersi alla creazione di un\u2019economia basata sull\u2019energia rinnovabile; la seconda prevede che, gradualmente, dapprima carbone e petrolio vengano sostituiti dal gas e che nel frattempo i portafogli investimenti sia privati che pubblici si focalizzino sullo sviluppo di tecnologie per lo sfruttamento sempre pi\u00f9 ampio dell\u2019energia rinnovabile. Non va dimenticato, infatti, che oggi questo settore copre solo l\u20198% del consumo energetico europeo, ed \u00e8 drammaticamente assente in economie molto pi\u00f9 inquinanti, come quella cinese e di molti altri paesi in via di sviluppo.<\/p>\n<p>Se sia meglio puntare su una rivoluzione o su una transizione, \u00e8 scelta che non si pu\u00f2 chiedere al nuovo documento strategico europeo. Certo, in Europa \u00e8 sempre pi\u00f9 diffusa l\u2019urgenza di sviluppare nuove strategie per la realizzazione di energia pulita: le fonti non rinnovabili non si rinnoveranno; in particolare, il ventiduesimo secolo non potr\u00e0 pi\u00f9 contare su riserve di idrocarburi. In altre parole, i gasdotti non dureranno quanto l\u2019acquedotto di Roma. Ma serviranno a trasportare l\u2019Europa verso un futuro sostenibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A passi felpati, l\u2019Europa sembra muoversi verso la ricerca di una politica energetica efficace. Ma come sempre i miglioramenti richiedono coraggio, e chi \u00e8 coraggioso si espone alle critiche. \u00c8, in sintesi, quel che \u00e8 accaduto a Bruxelles nelle ultime settimane, da quando cio\u00e8 lo scorso 13 novembre la Commissione ha pubblicato la seconda Strategic [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[86],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64123"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64123"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64127,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64123\/revisions\/64127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}