{"id":64134,"date":"2009-03-17T12:49:41","date_gmt":"2009-03-17T11:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64134"},"modified":"2017-11-03T15:39:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:05","slug":"la-latitanza-dei-partiti-blocca-la-democrazia-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/03\/la-latitanza-dei-partiti-blocca-la-democrazia-in-europa\/","title":{"rendered":"La latitanza dei partiti blocca la democrazia in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 certo una democrazia parlamentare quella che abbiamo costruito a livello europeo. Eppure il Parlamento Europeo \u00e8 enormemente cresciuto rispetto a trent\u2019anni fa. I suoi poteri di co-decisione legislativa si sono venuti significativamente ampliando e lo stesso \u00e8 accaduto (sia pure in forme un po\u2019 distorte) per i suoi poteri di bilancio. Anche il suo ruolo politico \u00e8 cresciuto, non solo nei confronti della Commissione, ormai soggetta al suo voto, ma anche, sia pure embrionalmente, nei confronti del Consiglio, che oggi gli riferisce continuativamente su ci\u00f2 che viene facendo e ne ascolta i commenti (la storia dei Parlamenti ci dice che questo pu\u00f2 essere l\u2019inizio di un ben pi\u00f9 intenso rapporto).<\/p>\n<p>Certo, con la ratifica del Trattato di Lisbona questi diversi fili di irrobustimento parlamentare si dipanerebbero ancora di pi\u00f9 ed \u00e8 per questo importante che la ratifica vi sia. E tuttavia se dovessimo dire che oggi v\u2019\u00e8 troppa distanza fra i cittadini e l\u2019Europa perch\u00e9 c\u2019\u00e8 troppo poco di Parlamento europeo, faremmo francamente un errore. La distanza \u00e8 superiore a quella che potremmo aspettarci dal ruolo gi\u00e0 acquisito dal Parlamento Europeo.<\/p>\n<p>Un altro errore lo commetteremmo, se dicessimo che non c\u2019\u00e8 un\u2019opinione pubblica europea, perch\u00e9 in una qualche misura essa esiste. Sono tante, tantissime le associazioni di cittadini che coltivano interessi europei e che interagiscono con le istituzioni comunitarie. La rete ne \u00e8 piena e su questa base sono anche tanti i programmi di azione europea a cui tali associazioni danno vita o concorrono, con fondi o anche con altre forme di sostegno comunitario. Eppure l\u2019opinione pubblica europea non riusciamo a percepirla con lo stesso nitore con cui percepiamo quella nazionale, con tutte le sue interne divaricazioni.<\/p>\n<p>Il Parlamento europeo in fondo non manca, n\u00e9 mancano tratti anche pronunciati di opinione europea. Perch\u00e9 allora il cittadino sente ancora tanta distanza, qual \u00e8 il fattore che pi\u00f9 di tutti determina questa realt\u00e0 perdurante?<\/p>\n<p>Io non ho dubbi, \u00e8 la debolezza dei partiti europei e quindi la debolezza della politica europea, giacch\u00e9 \u00e8 e rimane la politica l\u2019anello di pi\u00f9 forte di congiunzione fra i cittadini e le istituzioni deputate a rispondere alle loro domande. Paradossalmente, le risposte europee, nei limiti in cui lo consentono le competenze, sono spesso anche migliori di quelle nazionali, ma il cittadino si sente molto pi\u00f9 legato al teatro in cui sono queste ultime ad essere prese.<\/p>\n<p>In questa storia c\u2019\u00e8 dunque un colpevole ed \u00e8 un colpevole che avrebbe in pi\u00f9 casi mille ragioni per vergognarsi: i partiti nazionali, quei partiti che in tanti casi predicano europeismo, rimproverano i governi che nelle sedi comuni sanno solo far valere i loro interessi nazionali, e poi fanno esattamente la stessa cosa in quelle confederazioni con poco costrutto comune che sono i partiti europei. Certo, colpevoli sono anche i reggitori dei partiti europei, che hanno dimostrato sinora pochissimo coraggio nello spingere verso una maggiore integrazione politica e hanno finito cos\u00ec per diventare maestri di quei messaggi generici e senza mordente, grazie ai quali raramente riescono a suscitare attenzione.<\/p>\n<p>A loro, dunque, \u00e8 giustamente indirizzato l\u2019appello predisposto dai cinque istituti di ricerca alla vigilia delle elezioni europee. Ora i partiti hanno l\u2019occasione di prendere finalmente sul serio l\u2019Europa, facendo una campagna elettorale una buona volta europea. Lo sappiamo che gi\u00e0 hanno preparato, come ogni volta, un manifesto comune. Ma l\u2019esperienza ci dice in modo irrefutabile che esso non basta a caratterizzare la campagna, che anzi in passato si \u00e8 bellamente dimenticata della sua esistenza. C\u2019\u00e8 molto di pi\u00f9 che pu\u00f2 essere fatto e l\u2019appello lo suggerisce.<\/p>\n<p>I partiti hanno mille difetti e i loro moduli organizzativi tradizionali sono superati. Ma chi pensa che la politica possa avvalersi ormai di altri veicoli, facendo a meno di loro, si sbaglia. Non a caso \u00e8 la loro latitanza a livello europeo a far risultare meno politica la politica europea. Per questo tocca a loro riempire il vuoto che \u00e8 rimasto.<\/p>\n<p>Si veda anche:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/call\/call_ENG.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Call: Give European Citizens a Voice <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/call\/call_ITA.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Appello: diamo voce ai cittadini europei <\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sections\/pubblicazioni\/iai_quaderni\/Indici\/quaderno_E_14.htm\" target=\"blank\"><b><u>Democracy in the EU and the Role of the European Parliament<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 certo una democrazia parlamentare quella che abbiamo costruito a livello europeo. Eppure il Parlamento Europeo \u00e8 enormemente cresciuto rispetto a trent\u2019anni fa. I suoi poteri di co-decisione legislativa si sono venuti significativamente ampliando e lo stesso \u00e8 accaduto (sia pure in forme un po\u2019 distorte) per i suoi poteri di bilancio. 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