{"id":64272,"date":"2009-05-18T15:01:24","date_gmt":"2009-05-18T13:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64272"},"modified":"2017-11-03T15:38:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:56","slug":"leuropa-alla-prova-anche-in-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/05\/leuropa-alla-prova-anche-in-afghanistan\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa alla prova anche in Afghanistan"},"content":{"rendered":"<p>Barack Obama sta portando un vento di novit\u00e0 nella politica estera americana e di riflesso nelle relazioni internazionali. Tuttavia, la cartina di tornasole sar\u00e0 la capacit\u00e0 di salvare Afghanistan e Pakistan dal baratro in cui stanno precipitando e di dare a entrambi i paesi una credibile prospettiva di sicurezza e stabilit\u00e0 politica. Per riuscirci, l\u2019America ha bisogno della comunit\u00e0 internazionale. L\u2019Afghanistan sar\u00e0, al tempo stesso, un banco di prova anche per la politica estera Ue: il rischio, neanche troppo remoto, \u00e8 che l\u2019Europa fallisca.<\/p>\n<p>Una delle questioni pi\u00f9 impegnative e spinose \u00e8 l\u2019addestramento delle forze di polizia. In materia, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha, ad esempio, sostenuto che la Forza di Gendarmeria Europea (Fge) potrebbe giocare un ruolo importante. La Fge \u00e8 un gruppo multinazionale composto da forze di polizia militare di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda e Romania.<\/p>\n<p><b>Evitare la frammentazione<\/b><br \/>\nPur mostrando grande apprezzamento per la disponibilit\u00e0 francese a fornire un significativo supporto in un settore delicato come quello dell\u2019addestramento delle forze di polizia, alcuni paesi &#8211; tra i quali l\u2019Italia &#8211; hanno preferito sottolineare la necessit\u00e0 di continuare a lavorare nel quadro del &#8220;training command&#8221; americano, il <i>Combined Security Transition Command-Afghanistan (Cstc-A)<\/i>. Il punto \u00e8 che, se da un lato \u00e8 sicuramente necessario un maggiore contributo europeo nel settore dell\u2019addestramento delle forze di polizia afghane, dall\u2019altro \u00e8 fondamentale evitare un\u2019ulteriore proliferazione di iniziative in un quadro di per s\u00e9 gi\u00e0 troppo frammentato.<\/p>\n<p>Qualunque nuova missione di addestramento europea, prima di essere approvata, dovrebbe fornire chiare assicurazioni sul valore aggiunto che apporterebbe. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 necessario alla luce della decisione presa al recente Vertice Nato di Strasburgo-Kehl di creare una specifica missione Nato per l&#8217;addestramento della polizia afghana, la <i>Nato Training Mission- Afghanistan (Ntm-A)<\/i>. Eventuali ulteriori contributi a livello europeo dovrebbero inserirsi nelle missioni internazionali gi\u00e0 operative (i.e. Eupol o Cstc-A\/Nato) e pertanto contribuire nei termini e nelle modalit\u00e0 stabilite dal governo afghano in cooperazione con l&#8217;<i>International Police Coordination Board<\/i>. In prospettiva, Ntm-A dovrebbe rappresentare il principale e unico contesto nel quale includere ogni futura azione internazionale in questo settore. Per quanto riguarda la Fge, molti paesi europei hanno dunque accolto l\u2019idea che questa possa avere un ruolo in Afghanistan, ma solo all\u2019interno del Ntm-A e della sua giurisdizione. Un ruolo della Fge potrebbe quindi essere previsto una volta concluso il processo di pianificazione del Ntm-A, in modo da non interferire in una fase gi\u00e0 di per s\u00e9 complessa.<\/p>\n<p><b>Il contributo italiano<\/b><br \/>\nGrazie ai Carabinieri, l&#8217;Italia potrebbe dare un contributo molto importante a un\u2019eventuale Fge. \u00c8 pertanto comprensibile il disappunto francese per la tiepida risposta italiana. Tuttavia, l&#8217;accusa di non voler contribuire ad un&#8217;azione europea \u00e8 fuori luogo in considerazione di quanto sinora fatto dall\u2019Italia proprio nel campo dell\u2019addestramento delle forze di polizia afghane.<\/p>\n<p>Le iniziative italiane a sostegno dell\u2019Afghanistan risalgono alla primavera del 2002 quando una squadra speciale dei Carabinieri (i Gis) rest\u00f2 a Kabul &#8211; dopo avervi riaccompagnato l\u2019ex monarca Zahir Shah &#8211; per addestrarne il servizio di sicurezza. Un plotone di Carabinieri, integrato nell\u2019<i>Operazione Enduring Freedom (Oef)<\/i>, ha poi svolto nel 2003 operazioni di addestramento della polizia nazionale afghana.<\/p>\n<p>Tra il 2007 e il 2008, il contributo italiano a supporto della polizia afghana \u00e8 venuto progressivamente aumentando. Esso conta oggi circa 70 persone, principalmente Carabinieri e Guardia di Finanza: 34 Carabinieri a Adraskan (ad ovest dell\u2019Afghanistan) addestrano l\u2019<i>Afghan National Civil Order Police<\/i>(Ancop) in collaborazione con Cstc-A; 13 ufficiali della Guardia di Finanza addestrano invece l\u2019<i>Afghan Border Police <\/i>e le guardie di frontiera ad Herat, sempre in collaborazione con Cstc-A.<\/p>\n<p>Al vertice Nato di Strasburgo-Kehl dello scorso aprile, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato un rafforzamento del contingente dei Carabinieri, che raggiunger\u00e0 cos\u00ec le 100 unit\u00e0. Il valore aggiunto della metodologia di addestramento dei Carabinieri \u00e8 particolarmente apprezzata dal governo americano che non dispone di forze di polizia militari. L\u2019Italia contribuisce al sostegno alle forze di polizia afghane anche partecipando all\u2019<i>International Police Coordination Board<\/i> (Ipbc) e ai suoi principali organi. L\u2019Italia ha inoltre contribuito finanziariamente al fondo <i>Law &amp; Order Trust<\/i>, uno strumento finanziario gestito dalle Nazioni Unite che sostiene la costituzione e l\u2019equipaggiamento della polizia afghana.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Italia, in linea con la sua tradizione europeista, promuove anche il ruolo dell\u2019Unione Europea in Afghanistan: ha in particolare sostenuto la missione Pesd Eupol fin dai suoi inizi e, in riconoscimento del ruolo svolto, la posizione di vice comandante dell\u2019Eupol \u00e8 stata ricoperta da un ufficiale dei Carabinieri. Circa 20 italiani (Carabinieri, Guardia di Finanza e alcuni civili) fanno parte di Eupol e altri &#8211; provenienti dalla Guardia di Finanza &#8211; se ne aggiungeranno a breve. Negli anni, i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno indotto sia le autorit\u00e0 afghane che i comandi americani a sviluppare <i>training curricula <\/i>pi\u00f9 vicini all\u2019approccio europeo alle attivit\u00e0 di polizia.<\/p>\n<p><b>Un banco di prova per l\u2019Ue<\/b><br \/>\nPi\u00f9 in generale, l\u2019Europa potrebbe giocare un ruolo fondamentale in Afghanistan. Ogni giorno appare sempre pi\u00f9 chiaro che la soluzione non pu\u00f2 essere di natura squisitamente militare. La comunit\u00e0 internazionale dovr\u00e0 sempre pi\u00f9 concentrarsi sugli aspetti civili della crisi e moltiplicare gli sforzi nell\u2019<i>institution building <\/i>e nello sviluppo economico. Gli afghani, tanto a livello di leadership politica che di popolazione, debbono essere incoraggiati ad assumere maggiori responsabilit\u00e0 e a prendere in mano il proprio futuro. In altre parole, il successo &#8211; o l\u2019insuccesso &#8211; dipenderanno dal grado di coinvolgimento della societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Le elezioni in agosto saranno un momento importante ed \u00e8 necessario che siano quanto pi\u00f9 corrette possibile. Il monitoraggio internazionale \u2013 prima e durante le elezioni &#8211; svolger\u00e0 dunque un ruolo essenziale. \u00c8 necessario dare risposte concrete alla popolazione afgana, esausta da trent&#8217;anni di guerra e svilita da una classe politica corrotta, inefficace ed inefficiente: prioritaria \u00e8 la creazione di condizioni per una governance se non ottimale, quantomeno decente. Senza istituzioni efficaci non ci possono essere rispetto della legge, democrazia e rilancio economico. Il rischio \u00e8 che la popolazione afghana si rassegni o scelga di votarsi ai talebani. L&#8217;esito dell&#8217;impegno internazionale in Afghanistan dipende dunque dalla capacit\u00e0 di coinvolgere, sostenere e dare risposte concrete alla societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p><b>Il ruolo cruciale della componente civile<\/b><br \/>\nGli Stati Uniti stanno riducendo la presenza militare in Iraq, trasferendo alcune truppe in Afghanistan. Contestualmente stanno aumentando la presenza civile in Iraq. Ci\u00f2 significa che non hanno risorse sufficienti da investire nel settore civile in Afghanistan. L\u00ec, a fronte di un aumento complessivo di ben 21.000 militari statunitensi sono previsti solo altri 200 civili o poco pi\u00f9. Per poter svolgere un\u2019azione efficace ne sarebbero necessari molti di pi\u00f9: servirebbero funzionari statali o locali, manager, giudici ecc. \u00c8 questo &#8211; la governance e lo stato di diritto &#8211; l\u2019ambito nel quale gli europei eccellono e possono fare la differenza.<\/p>\n<p>Gli europei &#8211; Unione Europea e Stati membri &#8211; hanno devoluto circa 8 miliardi di euro in aiuti per l\u2019Afghanistan nel periodo 2002-2010. Per il periodo 2007-2010, l\u2019Ue, attraverso la Commissione Europea, ha destinato 700 milioni di euro. Il 40% degli aiuti vanno a finanziare la \u201cgovernance\u201d &#8211; che include polizia e giustizia &#8211; il 30% \u00e8 a favore dello sviluppo rurale e della sicurezza alimentare, mentre il 10% va all\u2019assistenza sanitaria. L\u2019Ue dovrebbe muoversi principalmente su quattro fronti: (a) migliorare Eupol, tenendo fede all\u2019impegno preso di duplicare il numero delle unit\u00e0 gi\u00e0 presenti; (b) fornire supporto per le prossime elezioni, creando un\u2019apposita missione di osservatori; (c) dare sostegno finanziario alle operazioni di ricostruzione, concentrandolo particolarmente sull\u2019assistenza sanitaria e gli aiuti all\u2019agricoltura e assicurandosi che gli aiuti arrivino laddove c\u2019\u00e8 effettivamente pi\u00f9 bisogno; (d) infine, ma non meno importante, dovrebbe essere rafforzato il profilo di Eupol, incrementando la presenza della Rappresentanza europea a Kabul.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Barack Obama sta portando un vento di novit\u00e0 nella politica estera americana e di riflesso nelle relazioni internazionali. 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