{"id":64295,"date":"2008-06-14T16:32:30","date_gmt":"2008-06-14T14:32:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64295"},"modified":"2017-11-03T15:40:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:42","slug":"dublino-vale-un-trattato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/06\/dublino-vale-un-trattato\/","title":{"rendered":"Dublino vale un Trattato?"},"content":{"rendered":"<p>Il numero delle vittime all\u2019indomani del disastroso no di Dublino \u00e8 piuttosto elevato: dalla presidenza di turno francese, che dovr\u00e0 modificare drammaticamente l\u2019agenda del prossimo semestre, al progetto appena avviato di revisione della Strategia di Sicurezza di Solana, dalla proposta di Unione per il Mediterraneo ai futuri allargamenti dell\u2019Unione Europea, dalla nuova figura di Alto Rappresentante con estesi poteri nel campo della sicurezza e difesa alla nomina di un Presidente del Consiglio Europeo.<\/p>\n<p>Ma la vittima pi\u00f9 illustre \u00e8 certamente lo stesso Trattato di Lisbona. Dal punto di vista giuridico c\u2019\u00e8 pochissimo da fare per salvarlo. L\u2019attuale Trattato di Nizza (anno 2000), l\u2019unico valido, non prevede n\u00e9 clausole di recessione volontaria n\u00e9 tanto meno di espulsione dall\u2019Unione in caso di mancata ratifica di nuovi trattati. Lo stesso Trattato di Lisbona non contiene regole di salvataggio particolari, salvo la possibilit\u00e0 in caso di ratifica da parte di almeno i 4\/5 degli stati membri, cio\u00e8 21 paesi, di investire della questione il Consiglio Europeo, ma senza indicare vie d\u2019uscita. Oggi siamo abbastanza vicini a quella soglia, dato che 18 paesi hanno completato positivamente l\u2019iter (ma non tutti hanno ancora depositato gli strumenti di ratifica, vedi Germania) e ne basterebbero altri tre, fra cui l\u2019Italia, per potere chiedere formalmente che il Consiglio Europeo se ne occupi. Ma a parte il fatto che la questione \u00e8 del tutto irrilevante, dal momento che gi\u00e0 il prossimo Consiglio Europeo del 19 giugno non potr\u00e0 fare a meno di discuterne, c\u2019\u00e8 da temere che i processi di ratifica ancora mancanti si fermino in attesa di comprendere quale soluzione escogitare. Il primo in calendario \u00e8 quello avviato ai Comuni dal premier inglese Gordon Brown, vero test della volont\u00e0 dei 26 sopravvissuti di salvare Lisbona.<\/p>\n<p><b>Opting out istituzionale?<\/b><br \/>\nMa anche se, malgrado le ovvie difficolt\u00e0 politiche di Brown, questo \u201cottimistico\u201d scenario dovesse verificarsi, quale potr\u00e0 mai essere la soluzione? \u00c8 da escludere che l\u2019Irlanda, come fatto con il trattato di Nizza nel 2001, ci ripensi e torni a votare nuovamente. I precedenti dei referendum di Francia e Olanda che hanno affossato, senza riprovarci, il Trattato costituzionale non lo permetterebbero dal punto di vista politico. Si potrebbe quindi chiedere gentilmente, ma molto gentilmente, all\u2019Irlanda di farsi volontariamente da parte, dichiarando un \u201copt out\u201d dal Trattato: ma, tralasciando le difficolt\u00e0 politiche di un tale passaggio, lo stesso Trattato di Lisbona prevede di entrare in vigore con la ratifica di tutti e 27 gli stati firmatari, senza eccezione alcuna. Oltretutto, mentre \u00e8 possibile l\u2019<i>opting out<\/i> da alcune politiche o da alcuni meccanismi operativi, \u00e8 difficile immaginare un <i>opting out <\/i>istituzionale, e cio\u00e8 dalle nuove procedure decisionali e dai nuovi poteri iscritti nel trattato di Lisbona. La fantasia giuridica che ha contraddistinto la tormentata storia dei successivi trattati sull\u2019Unione \u00e8 quasi infinita, ma oltre un certo limite a contare veramente sono gli ostacoli politici. Ed \u00e8 chiaro che dal punto di vista politico gli ultimi due trattati non sono riusciti a rendersi accettabili agli occhi di un\u2019Europa a 27. Forse \u00e8 quindi meglio non insistere su questa strada.<\/p>\n<p><b>L\u2019ipotesi franco-tedesca<\/b><br \/>\nSi comincia perci\u00f2 a pensare ad una soluzione radicalmente diversa, che gi\u00e0 era stata in qualche modo ventilata all\u2019indomani del fallimento del Trattato costituzionale: una drastica decisione di Parigi e Berlino di dare vita ad un\u2019Unione franco-tedesca, molto avanzata sul piano politico-istituzionale, intorno a cui attrarre i paesi <i>willing and able <\/i>che non vogliano accontentarsi del Trattato di Nizza. Sembra un progetto campato in aria, ma in tempi di crisi cos\u00ec profonda un soprassalto da parte del vecchio nucleo dell\u2019integrazione potrebbe anche essere immaginabile. D\u2019altronde lo stesso Sarkozy, anticipando qualche giorno fa il possibile no di Dublino, aveva dichiarato la volont\u00e0 della Francia di trovare una soluzione assieme a Berlino. Tuttavia, bisogna anche riconoscere che il tandem franco tedesco non \u00e8 pi\u00f9 solido come una volta e che, anche se ci fosse un soprassalto di buona volont\u00e0, il suo successo non potrebbe prescindere dall\u2019immediata formazione di un nucleo molto pi\u00f9 ampio di paesi da legare ad una tale iniziativa. Magari, partendo da gruppi di cooperazione rafforzata gi\u00e0 esistenti, Schengen, Euro o Pr\u00fcm: ma pure in questo caso si intravedono problemi, dal momento che il gruppo pi\u00f9 solido e rappresentativo, quello dell\u2019Euro, comprende anche l\u2019Irlanda. La base per ripartire dovr\u00e0 quindi essere del tutto nuova e richiedere ai paesi che ne volessero fare parte un patto di ferro che li leghi senza riserve ad un\u2019ipotesi di integrazione molto pi\u00f9 avanzata dell\u2019attuale.<\/p>\n<p><b>La Grande Europa non esiste piu?<\/b><br \/>\nMalgrado lo shock di questi giorni, una qualche soluzione \u00e8 probabilmente possibile; ma bisogna partire dalla constatazione che vi \u00e8 un\u2019altra grande vittima di questa serie di disgraziati referendum, ed \u00e8 l\u2019idea stessa d\u2019Europa. Nel caso irlandese, e non solo, il dato pi\u00f9 clamoroso \u00e8 la rottura fra elite politiche e popolazione. Nel parlamento di Dublino, infatti, su 166 membri ben 160 erano a favore del nuovo trattato. Solo un piccolo gruppetto di 6 membri del Sinn Fein si \u00e8 opposto allo spasimo e la maggioranza degli elettori gli ha dato ragione. Lo stesso discorso vale per Francia e Olanda ai tempi del referendum sul Trattato costituzionale. Vi \u00e8 quindi incomprensione fra classi politiche e popolazioni sul tema dell\u2019Unione europea. La morale da trarre \u00e8 che oggi in Europa dominano i piccoli interessi, i \u201cpiccoli\u201d paesi (compresi quelli grandi), i piccoli pensieri. La Grande Europa ed il suo disegno ideale non esistono pi\u00f9. Il futuro sar\u00e0 di piccoli passi avanti, di piccoli gruppi a geometria variabile, di piccole politiche comuni. Il grande ideale \u00e8 ormai un ricordo per le generazioni anziane: le pi\u00f9 giovani non danno la sensazione di volersi muovere in questa direzione, ma a farne le spese saranno soprattutto loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il numero delle vittime all\u2019indomani del disastroso no di Dublino \u00e8 piuttosto elevato: dalla presidenza di turno francese, che dovr\u00e0 modificare drammaticamente l\u2019agenda del prossimo semestre, al progetto appena avviato di revisione della Strategia di Sicurezza di Solana, dalla proposta di Unione per il Mediterraneo ai futuri allargamenti dell\u2019Unione Europea, dalla nuova figura di Alto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64295"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64295"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64296,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64295\/revisions\/64296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}