{"id":64299,"date":"2009-01-19T16:39:16","date_gmt":"2009-01-19T15:39:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64299"},"modified":"2017-11-03T15:39:12","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:12","slug":"chiudere-guantanamo-ma-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/01\/chiudere-guantanamo-ma-come\/","title":{"rendered":"Chiudere Guantanamo. Ma come?"},"content":{"rendered":"<p>Nelle prime dichiarazioni successive al suo insediamento, il Presidente Obama ha ribadito la volont\u00e0 di procedere, nei tempi pi\u00f9 rapidi possibili, alla chiusura del carcere di Guantanamo. La decisione ha un forte valore simbolico e politico, e segnerebbe una netta rottura con le politiche dell\u2019amministrazione uscente. Obama sarebbe in procinto di firmare un ordine esecutivo che prevede la chiusura del campo di prigionia entro un anno, la revisione dello status di tutti i detenuti e la ricerca di luoghi alternativi (tra cui alcuni anche in Europa) per ospitarli. Smantellare il carcere cubano pone per\u00f2 una serie di problemi giuridici, politici e logistici di non facile soluzione. Il modo in cui Obama li affronter\u00e0 sar\u00e0 indicativo dell\u2019orientamento generale della nuova presidenza nella lotta al terrorismo.<\/p>\n<p><b>Guantanamo, Cuba<\/b><br \/>\nIl campo di prigionia di Guantanamo \u00e8 uno dei simboli negativi della guerra al terrore dell\u2019amministrazione Bush. Il nome della base cubana \u00e8 divenuto, al pari di quello di Abu Grahib, sinonimo di violazione dei diritti umani, lunghe detenzioni senza processo, interrogatori irregolari al limite della tortura (e a volte oltre). La chiusura della base \u00e8 divenuta perci\u00f2 necessaria per ridare agli Stati Uniti quella statura morale che costituisce uno dei fondamenti della politica estera e della stessa identit\u00e0 democratica del paese.<\/p>\n<p>La prigione \u00e8 stata istituita nel gennaio del 2002. Nel corso degli anni sono stati detenuti nella prigione circa 700 sospetti terroristi e combattenti stranieri. Il campo di prigionia ospita oggi circa 250 persone. Alcuni detenuti sono ritenuti particolarmente pericolosi. Tre (Abu Zubaydah, Ramzi bin al-Shibh e Hajj Abdu Ali Sharqawi) sono considerati dirigenti di al Qaeda. Sedici sono accusati di aver partecipato a vario titolo ad alcuni tra i maggiori attentati terroristici degli ultimi dieci anni, inclusi quelli alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania, l\u2019attacco alla fregata Cole, e gli attacchi dell\u201911 settembre. Una ventina sono ritenuti essere guardie del corpo di Bin Laden.<\/p>\n<p>I detenuti di Guantanamo sono sottoposti ad interrogatori condotti con metodi discutibili, al limite della tortura e forse oltre. Per determinare se i prigionieri siano effettivamente dei terroristi, e per processarli in caso di risposta affermativa, l\u2019amministrazione Bush ha istituito un sistema di <a href=\"http:\/\/www.defenselink.mil\/news\/commissionsacts.html\" target=\"blank\"><b><u>speciali commissioni <\/u><\/b><\/a>che operano in segretezza. La legalit\u00e0 di questa procedura \u00e8 stata per\u00f2 contestata in numerosi casi dalla Corte suprema americana, che con numerose sentenze ha nel corso degli anni costretto l\u2019amministrazione a continue modifiche procedurali. Nel luglio 2008, ad esempio, la Corte ha decretato che i prigionieri hanno il diritto di contestare la detenzione di fronte ad una corte giudiziaria normale, aprendo quindi la strada ad una serie di ricorsi. Il sistema delle commissioni speciali \u00e8 considerato unanimemente fallimentare, e va sostituito. Se davvero Obama intende chiudere Guantanamo, si trover\u00e0 quindi di fronte ad un interrogativo: in che modo processare i prigionieri? e con quali procedure?<\/p>\n<p><b>Le opzioni di Obama<\/b><br \/>\nL\u2019approccio pi\u00f9 semplice \u00e8 quello di processare i detenuti in un normale tribunale americano. Questa \u00e8 la soluzione auspicata dall\u2019ala liberal del partito democratico e dalle associazioni per i diritti civili. In passato, lo stesso Obama si era detto favorevole a questo approccio. \u201cIl sistema giudiziario americano\u201d, aveva dichiarato durante la campagna elettorale, \u201c\u00e8 in grado di gestire situazioni come queste\u201d. Ora che \u00e8 stato eletto presidente Obama sembra aver mutato opinione. \u00c8 certo che questa soluzione potrebbe portare alla scarcerazione o all\u2019assoluzione di individui potenzialmente molto pericolosi. Gli imputati potrebbero essere scarcerati per irregolarit\u00e0 nelle procedure di arresto. Altri sarebbero rilasciati per irregolarit\u00e0 nella conduzione degli interrogatori, condotti con metodi legalmente discutibili e comunque non accettabili da un normale tribunale americano. Infine, \u00e8 prevedibile che i servizi segreti, per ragioni di sicurezza, non potranno rendere pubbliche molte delle prove a carico degli imputati. Un approccio \u201ctry or release\u201d, dunque, rischierebbe di mettere in libert\u00e0 individui pericolosi per la sicurezza degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Una soluzione alternativa, proposta da un certo numero di esperti di diritto,\u00e8 quella di elaborare una \u201clegge di detenzione amministrativa\u201d che istituisca un particolare regime di detenzione a tempo indeterminato, senza processi. La legge dovrebbe includere delle procedure intese ad accertare se l\u2019individuo sia effettivamente il pericoloso terrorista che le autorit\u00e0 ritengono che sia. Questo approccio concilierebbe l\u2019esigenza di togliere dalla circolazione personaggi pericolosi e quella di evitare detenzioni immotivate. Sembra che il team di Obama abbia per\u00f2 gi\u00e0 escluso questa opzione, che verrebbe probabilmente vista da molti supporter del presidente come un tradimento delle promesse elettorali.<\/p>\n<p>Altri osservatori ritengono che non sia necessaria una nuova legge; che gli Usa abbiano gi\u00e0 il diritto, sancito a livello internazionale, di detenere combattenti nemici, senza processo e senza accuse, fino al termine del conflitto, cos\u00ec come venivano detenuti i prigionieri di guerra italiani e tedeschi nella seconda guerra mondiale. Anche ammesso che la cosiddetta \u201cguerra al terrore\u201d sia assimilabile ad un conflitto tradizionale, per\u00f2, rimarrebbe comunque aperto il problema di come essere certi che le persone catturate siano effettivamente terroristi o membri dei Talebani.<\/p>\n<p>Infine, i prigionieri potrebbero semplicemente essere rimandati al paese d\u2019origine. Pi\u00f9 facile a dirsi che a farsi. In questo modo gli Usa perderebbero qualsiasi controllo sui prigionieri, che potrebbero essere rilasciati, o torturati, o evadere. Per di pi\u00f9, molti paesi non hanno accordi con gli Usa per il trasferimento di prigionieri, o non hanno intenzione di assumersi una tale responsabilit\u00e0. Sessanta detenuti di Guantanamo, giudicati innocenti dai tribunali speciali, non sono ancora stati trasferiti proprio per questo motivo. Altri stati potrebbero rifiutarsi di collaborare per non apparire alleati o collaboratori dell\u2019America (\u00e8 il caso dello Yemen, paese d\u2019origine di circa met\u00e0 dei detenuti di Guantanamo).<\/p>\n<p>Il dilemma che il nuovo presidente si trova di fronte \u00e8 enorme. Obama dovr\u00e0 trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza degli Stati Uniti ed il rispetto dei principi di base della cultura giuridica americana. La sua decisione su Guantanamo, quindi, segnaler\u00e0 il modo in cui gli Usa condurranno in futuro la lotta al terrorismo. La presidenza Obama, come quella Bush, privileger\u00e0 i metodi spicci della coercizione? O pretender\u00e0 il rispetto assoluto delle norme nazionali ed internazionali? \u00c8 probabile che la soluzione che Obama sceglier\u00e0 sar\u00e0 una via di mezzo.<\/p>\n<p>Non \u00e8 probabile quindi che la decisione di chiudere il carcere venga presa senza ponderarne attentamente le conseguenze. Il neo presidente ha annunciato che dar\u00e0 ordine di chiudere il campo appena insediato alla presidenza, ma ha poi messo le mani avanti: \u201c\u00c8 pi\u00f9 difficile di quanto molta gente non pensi\u201d, ha dichiarato. L\u2019ordine esecutivo sar\u00e0 una dichiarazione di intenti, una mossa necessaria per non deludere la sua base elettorale e l\u2019opinione pubblica mondiale che osserva. L\u2019effettivo smantellamento del campo richieder\u00e0 molto pi\u00f9 tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle prime dichiarazioni successive al suo insediamento, il Presidente Obama ha ribadito la volont\u00e0 di procedere, nei tempi pi\u00f9 rapidi possibili, alla chiusura del carcere di Guantanamo. La decisione ha un forte valore simbolico e politico, e segnerebbe una netta rottura con le politiche dell\u2019amministrazione uscente. 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