{"id":64301,"date":"2009-01-09T16:41:37","date_gmt":"2009-01-09T15:41:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64301"},"modified":"2017-11-03T15:39:15","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:15","slug":"usa-e-ue-di-fronte-alla-sfida-di-hamas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/01\/usa-e-ue-di-fronte-alla-sfida-di-hamas\/","title":{"rendered":"Usa e Ue di fronte alla sfida di Hamas"},"content":{"rendered":"<p>Con il conflitto tra Israele ed Hamas in pieno svolgimento, risultano di particolare interesse due articoli sul tema del movimento islamista pubblicati nell\u2019ultimo numero della rivista trimestrale in lingua inglese dell\u2019Istituto Affari Internazionali <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sections\/pubblicazioni\/theinternationalspectator\/tis_it.asp\" target=\"blank\"><b><u>The International Spectator<\/u><\/b><\/a>. Il primo,<i> Palestinian Islamism: Conflating National Liberation and Socio-Political Change<\/i>, \u00e8 una analisi di carattere storico a firma di Khaled Hroub, direttore del Cambridge Arab Media Project. Il secondo articolo, <i>Principled or Stubborn? Western Policy toward Hamas<\/i>, affronta invece il tema delle politiche americane ed europee verso Hamas negli ultimi venti anni, passando poi a valutarne l\u2019impatto. L\u2019autore, Nathan J. Brown, \u00e8 professore di relazioni internazionali alla George Washington University di Washington D.C., e ricercatore associato al think tank Carnegie Endowment for International Peace.<\/p>\n<p><b>Dalla fratellanza musulmana ad Hamas<\/b><br \/>\nHamas \u00e8 oggi il principale esponente dell\u2019islamismo palestinese. L\u2019articolo di Khaled Hroub ne ripercorre ampiamente la nascita e l\u2019evoluzione. Hamas nasce come braccio armato della Fratellanza musulmana in Palestina (<i>Muslim Brotherhood in Palestine<\/i>, Mbp), organizzazione fondata nel 1946 con l\u2019obiettivo di combattere il mandato britannico sulla Palestina e contrastare il movimento sionista. Le attivit\u00e0 della fratellanza erano per\u00f2 non violente: la Mbp riteneva che, prima di combattere efficacemente il nemico sionista, fosse necessario riportare la secolarizzata societ\u00e0 palestinese all\u2019Islam delle origini. Il rifiuto della lotta armata pose la fratellanza in contrasto con l\u2019Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), di cui la fratellanza non apprezzava oltretutto il carattere secolare, nazionalista e socialista. La Mbp fu perci\u00f2 impegnata principalmente in attivit\u00e0 religiose e sociali fino alla fine degli anni \u201970, attivit\u00e0 che le consentirono di creare una certa base di sostegno popolare.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019intifada del 1987 i ruoli di islamisti ed Olp presero a ribaltarsi. L\u2019Olp si allontan\u00f2 progressivamente dalla lotta armata, impegnando il proprio prestigio nel negoziato con Israele. Nello stesso periodo la Fratellanza musulmana comp\u00ec un radicale cambio di strategia, abbandonando la non violenza e fondando la propria ala militare: Hamas. La creazione di Hamas rispondeva non solo ad un mutamento strategico, ma anche alla necessit\u00e0 di acquisire maggiore visibilit\u00e0 e legittimit\u00e0 di fronte alla piazza palestinese.<\/p>\n<p>Negli anni successivi Hamas si trasform\u00f2 in un partito vero e proprio ed inizi\u00f2 a competere con l\u2019Olp per la rappresentanza del popolo palestinese. L\u2019attivit\u00e0 in campo sociale non venne per\u00f2 abbandonata. Il fallimento degli accordi di Oslo (ai quali Hamas si era opposta), e l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Olp di migliorare le condizioni di vita dei palestinesi apr\u00ec la strada all\u2019ascesa del movimento islamista. Nel 2006 Hamas vinse le elezioni per l\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese (Anp) istituita proprio in base a quegli accordi di Oslo che erano stati rigettati dagli islamisti. Il 2005 ed il 2006 sono proprio gli anni in cui Hamas mostr\u00f2 il volto pi\u00f9 moderato. Non solo prese parte alle elezioni per l\u2019Anp, ma annunci\u00f2 la disponibilit\u00e0 ad entrare nell\u2019Olp. In pi\u00f9, il movimento islamista decret\u00f2 una temporanea tregua unilaterale con Israele, ponendo fine agli attacchi suicidi.<\/p>\n<p>Hroub osserva che durante i suoi venti anni di vita Hamas ha dimostrato crescente flessibilit\u00e0 e realismo. Il linguaggio della carta fondativa di Hamas del 1988, retorico ed ideologico, non corrisponde pi\u00f9 a quello utilizzato oggi dai leader islamisti, molto pi\u00f9 pragmatico e realista. Il movimento islamista sarebbe quindi un attore fondamentalmente razionale. La stessa piattaforma elettorale di Hamas \u00e8, per gli standard islamisti, notevolmente pragmatica e contiene solo minimi riferimenti religiosi ed ideologici. \u00c8 anche da notare, sottolinea Hroub, che in seguito alla vittoria elettorale, Hamas ha evitato di esercitare pressioni eccessive per un\u2019islamizzazione della societ\u00e0 palestinese, nel timore di suscitare reazioni sfavorevoli.<\/p>\n<p>Che Hamas continui ad evolversi in senso moderato o meno, una cosa \u00e8 certa: con la vittoria alle elezioni il movimento islamista ha acquisito un ruolo centrale nella politica palestinese. Ogni futuro accordo di pace con Israele dovr\u00e0 necessariamente ottenere il consenso anche degli islamisti.<\/p>\n<p><b>Usa, Ue ed Hamas<\/b><br \/>\nChe atteggiamento hanno assunto Stati Uniti e paesi europei di fronte all\u2019islamismo palestinese rappresentato da Hamas? E con quali risultati? Il giudizio di Nathan J. Brown sulle politiche occidentali \u00e8 fortemente critico. Gli sforzi di Usa e Ue per marginalizzare e contenere Hamas, scrive, si sono rivelati controproducenti: hanno contribuito all\u2019ascesa degli islamisti e hanno anche danneggiato le componenti meno radicali di Hamas, scoraggiando l\u2019evoluzione dell\u2019organizzazione in senso moderato.<\/p>\n<p>Usa ed Unione europea considerano oggi Hamas un\u2019organizzazione terroristica ostile al processo di pace che va pertanto contenuta e isolata. L\u2019atteggiamento degli occidentali verso Hamas comincia a farsi ostile dopo il rifiuto di Hamas di riconoscere gli accordi di Oslo. In precedenza Usa, europei ed anche Israele avevano mantenuto con gli islamisti rapporti pi\u00f9 o meno stretti, considerandoli utili per indebolire l\u2019Olp di Arafat. A partire dal 1995, Usa e Ue intrapresero una serie di iniziative tese a colpire Hamas. L\u2019organizzazione venne dichiarata una \u201cminaccia straordinaria per la sicurezza nazionale\u201d americana e sottoposta a sanzioni, che saranno poi estese sotto Bush. L\u2019Unione europea segu\u00ec la stessa linea, seppure con meno decisione e con accenti diversi. Tuttavia anche l\u2019Ue, nel 2003, fin\u00ec per dichiarare Hamas organizzazione terroristica da isolare e combattere attivamente.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni sono state elaborate una serie di politiche ed iniziative per contenere Hamas: isolamento diplomatico, divieto di ingresso, sanzioni contro ogni organizzazione vicina al movimento. Queste iniziative non hanno raggiunto l\u2019obiettivo di piegare Hamas, n\u00e9 di intaccare la popolarit\u00e0 di cui il movimento gode presso il popolo palestinese (le elezioni del 2006 ne sono la prova pi\u00f9 evidente). Hanno per\u00f2 influito sulle dinamiche interne del movimento, rafforzando la fazione ostile al dialogo ed al compromesso.<\/p>\n<p>La politica occidentale nei confronti di Hamas non pu\u00f2 perci\u00f2 che essere considerata fallimentare. Questo non implica necessariamente, secondo Brown, che una politica di dialogo ed apertura si sarebbe dimostrata di maggior successo: ci sono poche prove che la dirigenza di Hamas sia disponibile a ripensare i principi base del movimento (inclusa la lotta armata ed il rifiuto di riconoscere Israele). \u00c8 probabile che, anche in presenza di una differente azione esterna, l\u2019evoluzione di Hamas sarebbe comunque lenta e difficile, e avversata da gran parte dei suoi membri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il conflitto tra Israele ed Hamas in pieno svolgimento, risultano di particolare interesse due articoli sul tema del movimento islamista pubblicati nell\u2019ultimo numero della rivista trimestrale in lingua inglese dell\u2019Istituto Affari Internazionali The International Spectator. 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