{"id":64314,"date":"2008-10-24T17:07:20","date_gmt":"2008-10-24T15:07:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64314"},"modified":"2017-11-03T15:39:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:26","slug":"rischio-pakistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/10\/rischio-pakistan\/","title":{"rendered":"Rischio Pakistan"},"content":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019attenzione del mondo \u00e8 concentrata sulla crisi economica, in Afghanistan e Pakistan scontri militari e contrasti politici si succedono e si aggravano a ritmo accelerato. Il nuovo presidente americano potr\u00e0 in politica estera prendersi un tempo di attesa nella trattazione di vari problemi internazionali. Ma sul problema del rinnovato potere talebano Washington ed i suoi alleati dovranno intervenire al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p><b>Un paese in bilico<\/b><br \/>\nMentre in Afghanistan gli Stati Uniti sono presenti militarmente e economicamente, in Pakistan la frontiera \u00e8 troppo vasta per poter condurre efficaci azioni militari, troppo grande e complicato il paese per essere \u201ccomprato\u201d nel suo complesso con massicci aiuti economici. Solo i pachistani possono provare a risolvere i loro problemi.<\/p>\n<p>Contrariamente all\u2019India da cui si \u00e8 separata nel 1948, il Pakistan ha sofferto sin dalla sua fondazione di una sostanziale mancanza di legittimit\u00e0 storica. Gli oltre 170 milioni di abitanti del Pakistan sono al 97% di religione musulmana, in maggioranza sunniti ed una sostanziale minoranza di 20% di sciiti. Ma malgrado le tesi dei suoi fondatori, l\u2019Islam non \u00e8 riuscita ad unificare una nazione che \u00e8 straordinariamente composita. L\u2019unit\u00e0 nazionale \u00e8 perci\u00f2 garantita dall\u2019azione di istituzioni ereditate dalla colonizzazione inglese: un sistema politico che pur interrotto da frequenti dittature cerca di selezionare i dirigenti del paese attraverso dei meccanismi di voto, un apparato giudiziario che si sforza di rimanere indipendente e, soprattutto, la forza dei militari.<\/p>\n<p>Tra i numerosissimi gruppi etnici e culturali pachistani si delineano tre divisioni principali. Al nord v\u2019\u00e8 il Punjab, regione economicamente avanzata dove vive il 56% della popolazione e da dove provengano i quadri amministrativi e politici, oltre che i tre quarti dei militari pachistani. Nawaz Sharif, il leader di uno dei due grandi partiti del paese, il <i>Pakistan Muslim League<\/i>, appartiene ad una grande famiglia di industriali della regione. Al sud il Sind con il 40% della popolazione e la cui capitale ed ex-capitale del Pakistan, Kharachi, continua ad essere il centro economico del paese. I Bhutto, a cui fa capo l\u2019altro grande partito, il <i>People Party<\/i>, sono grandi proprietari agrari del Sind. Infine la North West Frontier Province e le semi-autonome Tribal Areas, dove dominano i Pashtun, presenti anche nel sud e nel centro dell\u2019Afghanistan. Una popolazione numericamente ridotta, ma ferocemente gelosa della propria indipendenza, la quale, dimorando in una vastissima regione montagnosa senza frontiere precise, \u00e8 sfuggita in questi anni al controllo di Islamabad.<\/p>\n<p>Le elezioni politiche del dicembre 2007 hanno chiuso l\u2019ultima parentesi dittatoriale con le dimissioni del Generale Musharraf. Il <i>People Party <\/i>ed il <i>Pakistan Muslim League <\/i>sono tornati al potere e hanno formato il governo. Ma successivamente il partito dei Bhutto, avvantaggiato nei risultati elettorali dalle forti emozioni ed il cordoglio popolare suscitati dall\u2019assassinio di Benazir Bhutto, ha reclamato tutto il potere ed installato al posto di presidente della repubblica il marito della Bhutto, Asif Ali Zardari. Nel corso di questi caotici eventi la situazione economica si \u00e8 degradata, l\u2019inflazione \u00e8 salita al 25%, i capitali stranieri, all\u2019origine di un boom economico agli inizi del duemila, fuggono spaventati. Gli estremisti islamici, da parte loro, moltiplicano gli attentati, ogni giorno pi\u00f9 frequenti, ogni volta pi\u00f9 sanguinosi.<\/p>\n<p>Il paese, dotato tra l\u2019altro di armi nucleari, ha dunque adesso tutti gli ingredienti per un collasso completo: crisi economica, estesa povert\u00e0, ingiustizia, fervore bellico di elementi estremisti. Ma non \u00e8 detto che esso sia inevitabile in un Pakistan che ha superato tante precedenti crisi interne o guerre esterne.<\/p>\n<p><b>Minaccia estremista<\/b><br \/>\nZardari \u00e8 stato a suo tempo un play boy, successivamente ha speso pi\u00f9 tempo in prigione per reati di corruzione che non in attivit\u00e0 pubbliche, ma adesso, a capo di un governo ritenuto debole ed incompetente, \u00e8 stato capace di fare scelte di fondo che Musharraf nel pieno del suo potere non aveva fatto. Oltre a separarsi dal vagamente pi\u00f9 confessionale <i>Pakistan Muslim League<\/i> di Sharif, Zardari ha rotto i ponti con i religiosi estremisti e tutti i complici dei Talebani in Pakistan ed in Afghanistan. Alla cerimonia di insediamento come Capo dello Stato aveva a fianco, quale plateale simbolo di questa scelta, il presidente dell\u2019Afghanistan, Karzai. Zardari sembra dunque aver valutato bene le forze in gioco e gli interessi fondamentali del suo paese, mostrando abilit\u00e0 nei confronti degli avversari politici e nell\u2019accordarsi con le Forze Armate. Forse il suo risulter\u00e0 alla fine essere un altro di quei casi in cui un poco di buono rivela alla lunga pi\u00f9 doti di uomo di stato di altri.<\/p>\n<p>All\u2019origine del movimento estremista c\u2019\u00e8 ancora una volta un ventennio e pi\u00f9 di intenso indottrinamento religioso da parte dell\u2019Arabia Saudita. Ma soprattutto la politica dei militari che lo hanno utilizzato sia come strumento per attaccare gli indiani in Cachemir, sia per creare in Afghanistan, servendosi della religione e della presenza dell\u2019etnia pashtun in ambo i paesi, lo stato vassallo dei talibani. Nelle elezioni in Pakistan, per\u00f2, i partiti islamici pi\u00f9 o meno estremisti, pur favoriti da brogli elettorali, raramente hanno superato il 10% dei voti. Anzi, nelle elezioni parlamentari del febbraio scorso, considerate libere e regolari, la destra religiosa vera e propria ha avuto meno del 3% dei voti. In realt\u00e0 in moltissime zone montagnose e periferiche le elezioni non hanno luogo ed inoltre i terroristi non hanno bisogno di voti, ma soprattutto di un\u2019organizzazione e molti aspiranti suicidi. Tuttavia, questo dato elettorale \u00e8 significativo.<\/p>\n<p><b>L\u2019esercito e l\u2019attesa degli Usa<\/b><br \/>\nNella storia politica del Pakistan si parla spesso di tre A: \u201cAllah, Army and America\u201d. In effetti, come in una matrio\u0161ka russa, dietro Zardari, si cela una nuova politica dell\u2019esercito. I militari, abbandonato Musharraf, hanno cambiato i vertici dell\u2019ISI, l\u2019agenzia di intelligence che appoggiava ed un tempo controllava gli estremisti, ed hanno attaccato in forze i terroristi nei loro territori di origine. A sua volta dietro questa svolta dei militari si intravedono le pressioni di Washington, esercitate con pi\u00f9 discrezione ed abilit\u00e0 di un tempo, ma condite da attacchi aerei in territorio pachistano giustificati militarmente, ma lanciati anche come segnali ad Islamabad di finale impazienza. E l\u2019esercito pachistano non pu\u00f2 fare a meno degli aiuti americani.<\/p>\n<p>Poco si sa in Europa di tutto ci\u00f2, ma gli eventi in corso nella regione sono di grandi dimensioni. Terroristi di Al Qaeda o formazioni simili hanno lasciato l\u2019Iraq in via di pacificazione e si sono riversati in Pakistan come in Afghanistan, elevando il livello militare della lotta. In Pakistan oltre duecentocinquantamila persone sono fuggite dall\u2019area degli scontri. Trib\u00f9 locali sono state sospinte ad organizzare milizie di autodifesa contro i talebani, le<i> lashkar<\/i>, generando per reazione attacchi suicidi contro i Capi clan non meno sanguinosi di quelli effettuati nel Pakistan centrale. Tutti aspettano ora l\u2019arrivo della nuova amministrazione a Washington.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre l\u2019attenzione del mondo \u00e8 concentrata sulla crisi economica, in Afghanistan e Pakistan scontri militari e contrasti politici si succedono e si aggravano a ritmo accelerato. Il nuovo presidente americano potr\u00e0 in politica estera prendersi un tempo di attesa nella trattazione di vari problemi internazionali. 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