{"id":64345,"date":"2009-04-10T13:21:45","date_gmt":"2009-04-10T11:21:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64345"},"modified":"2017-11-03T15:39:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:02","slug":"lincerto-futuro-delliran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/lincerto-futuro-delliran\/","title":{"rendered":"L\u2019incerto futuro dell\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019Iran, tra i Paesi pi\u00f9 importanti al mondo dal punto di vista geopolitico, sia anche tra i pi\u00f9 complessi da decifrare dal punto di vista interno. Le strategie internazionali verso Teheran si devono infatti misurare con un arazzo intricatissimo di rapporti culturali, religiosi e politici, su cui va parametrata ogni possibile mossa diplomatica.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Bush aveva preferito non porsi il problema, limitandosi a collocare l\u2019Iran nell\u2019 \u201cAsse del male\u201d e trovando il consenso, su questo terreno, anche di alcuni intellettuali di orientamento pi\u00f9 liberal. A questo proposito, \u00e8 stato emblematico il caso della visita del presidente Ahmadinejad alla <i>Columbia University <\/i>di New York, nel settembre del 2007. Il rettore Lee C. Bollinger, prima del dibattito con il premier iraniano, ha ritenuto opportuno nel discorso di benvenuto tacciarlo di essere un \u201cpetty dictator\u201d, accusandolo di crimini di vario tipo. Tanto \u00e8 bastato perch\u00e9 Ahmadinejad replicasse che \u201cin Iran facciamo parlare gli ospiti prima di accusarli\u201d, ricevendo persino qualche applauso dal pubblico.<\/p>\n<p>Bush aveva concesso qualcosa alle grandi comunit\u00e0 di espatriati iraniani residenti in America. Il popolo iraniano, diceva l\u2019ex presidente, \u201cdesidera la libert\u00e0\u201d, ma \u00e8 ostaggio di un governo \u201cvile e repressivo\u201d: la precedente amministrazione americana non ha mai escluso che il \u201ccambio di regime\u201d in Iran fosse una delle opzioni in campo.<\/p>\n<p><b>La mano tesa di Obama<\/b><br \/>\nCon Obama la situazione \u00e8 cambiata: il Presidente ha inviato al popolo iraniano un messaggio di auguri per il capodanno persiano, sottotitolato in farsi, con un invito a \u201cricominciare\u201d; a poco a poco sono stati ripresi i contatti e, su invito del Segretario di Stato Hillary Clinton, l\u2019Iran ha partecipato alla conferenza di pace sull\u2019Afghanistan, svoltasi all\u2019inizio di aprile.<\/p>\n<p>Da parte russa, sono proseguite le collaborazioni nel settore nucleare, con l\u2019inaugurazione della centrale di Bushehr.<\/p>\n<p>Come si inseriscono queste mosse nel complicato rebus iraniano? Il segnale di apertura di Obama ha dovuto attendere un solo giorno per avere risposta e la replica non \u00e8 giunta da Ahmadinejad, bens\u00ec dalla guida suprema Ali Khamenei, successore di Khomeini: \u201cil cambiamento a parole non \u00e8 sufficiente: devono esserci anche fatti\u201d.<\/p>\n<p>Per Vali Nasr, consigliere della Casa Bianca per le questioni mediorientali, la risposta di Khamenei sarebbe destinata al popolo, pi\u00f9 che a Obama. Khamenei teme che il fascino comunicativo del nuovo presidente possa far venir meno il fattore aggregante della lotta al nemico occidentale. Ancora una volta in Iran le dinamiche interne avrebbero prevalso sulla politica estera.<\/p>\n<p><b>Verso una svolta politica?<\/b><br \/>\nLa situazione \u00e8 estremamente delicata, e il pur positivo riavvicinamento americano deve essere gestito con estrema cautela. Khamenei \u00e8 conscio che le prossime elezioni presidenziali del 12 giugno 2009, coincideranno con almeno tre anniversari: il 1979, il 1989 e il 1999, ognuno con un significato particolare.<\/p>\n<p>Il 1979 fu l\u2019anno della rivoluzione iraniana: Teheran credette di potersi porri alla guida del mondo musulmano, o almeno di quello sciita, nella creazione di un modello teocratico che non aveva precedenti nella storia. La prima guida suprema, l\u2019ayatollah Khomeini, non aveva un ruolo formalizzato dalla costituzione: comandava grazie al suo carisma. Riusc\u00ec a interpretare il sentimento popolare anti-occidentale, e convogli\u00f2 il messianismo sciita in una chiusura del Paese alle influenze esterne, fino a una guerra sanguinosissima contro il vicino Iraq. Ma a distanza di trent\u2019anni, che significato ha ancora la rivoluzione iraniana?<\/p>\n<p>Il 1989 fu l\u2019anno della morte di Khomeini, poco dopo la fine del conflitto contro Saddam. Per tenere in vita il ruolo della guida suprema fu necessario un cambiamento costituzionale, che istituzionalizz\u00f2 la posizione che era stata ricoperta da Khomeini. Khamenei, l\u2019attuale guida, venne nominato successore di Khomeini. \u00c8 in questo periodo che si forma una fazione politica che propugna una sorta di \u201claicismo sciita\u201d, di cui Ahmadinejad \u00e8 in parte rappresentante. I \u201cGuardiani della Rivoluzione\u201d che avevano partecipato al conflitto iracheno non avevano ottenuto l\u2019attesa ricompensa: la creazione di un nuovo modello di Stato puro in tutti i suoi aspetti. Soprattutto non si era avverata la promessa che la rivoluzione islamica si sarebbe propagata in tutto il Medio Oriente. I laici sciiti non erano per\u00f2 disposti a rinunciare alla lotta contro l\u2019Occidente.<\/p>\n<p>La generazione dei 20\/30enni degli anni Ottanta \u00e8 stata pronta a sostenere la salita al potere di Ahmadinejad, ma la fiducia nel presidente si \u00e8 andata col tempo affievolendosi. Paradossalmente Ahmadinejad \u00e8 inciampato in una serie di problemi simili a quelli che avevano portato all\u2019esilio dello sci\u00e0 Reza Palawi: tra gli altri, il fallimento dei piani di sviluppo basati sull\u2019investimento delle rendite estrattive. Inflazione e disoccupazione sono mali dilaganti nell\u2019Iran di oggi.<\/p>\n<p>Il presidente si \u00e8 dovuto quindi affidare sempre pi\u00f9 ad alcuni gruppi sociali, tra cui un certo tipo di Iran rurale per il quale contano elementi come l\u2019esercizio popolare della giustizia, o le pubbliche esecuzioni. Il fatto che Khamenei sia intervenuto direttamente nella questione Obama dimostra che anche l\u2019establishment religioso ha meno fiducia che il governo attuale possa assicurare la coesione nazionale.<\/p>\n<p>Segnali di una possibile sconfitta di Ahmadinejad si sono ripetuti negli ultimi tempi. In occasione delle elezioni amministrative del dicembre 2006, il partito di Ahmadinejad ha perso; lo stesso giorno si erano tenute le elezioni per l\u2019\u201cAssemblea degli Esperti\u201d, con il trionfo di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani, pur sempre un conservatore, ma legato a una classe borghese meno ideologica dei gruppi di sostegno di Ahmadinejad.<\/p>\n<p><b>La speranza Mossawi<\/b><br \/>\nIl terzo anniversario \u00e8 quello delle rivolte studentesche del 1999, ed \u00e8 importante soprattutto per le fazioni pi\u00f9 progressiste del Paese. In quell\u2019anno una corte ordin\u00f2 la chiusura del giornale riformista Salam, legato al partito del riformista Mohammad Khatami, allora presidente. Seguirono scontri e manifestazioni, che portarono a un numero imprecisato di vittime. Khatami non condann\u00f2 la repressione, e ci\u00f2 provoc\u00f2 una frattura significativa con gli studenti.<\/p>\n<p>Le universit\u00e0 rimangono un luogo estremamente vivace di opposizione alle fazioni conservatrici, e il 2009 ha visto una rinascita delle proteste organizzate. In febbraio le autorit\u00e0 volevano traslocare le tombe dei martiri della guerra contro l\u2019Iraq nel campus dell\u2019Universit\u00e0 Amir Kabir di Teheran, e gli studenti si sono opposti per non vedere le loro facolt\u00e0 \u201ctrasformarsi in cimiteri\u201d. Le proteste si sono poi estese ad altre questioni non meno sentite, come la libert\u00e0 di insegnamento.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 forse per la crescente importanza del ruolo che possono svolgere gli studenti che Khatami ha deciso di lasciare il passo a Hussein Mosawi come rappresentante progressista nelle elezioni in arrivo. Mossawi \u00e8 un laico, con formazione da architetto, mentre Khatami \u00e8 uno studioso islamista: questo dovrebbe piacere agli studenti, che dalla delusione di Khatami \u201cnon puntano pi\u00f9 a una riforma della teocrazia, ma a una sua caduta\u201d, come si \u00e8 espresso un rappresentante degli universitari.<\/p>\n<p>Infine, Mossawi \u00e8 ricordato soprattutto come primo ministro iraniano durante gli anni della guerra contro Saddam, periodo nel quale riusc\u00ec a risollevare il Paese da una grave recessione economica: qualcosa di cui ci sarebbe bisogno anche oggi. E questa \u00e8 una necessit\u00e0 sentita non solo dagli studenti.<\/p>\n<p>Vedi anche:<br \/>\nR. Alcaro: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1045\" target=\"blank\"><b><u>Iran, sar\u00e0 davvero svolta con Obama?<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>R. Matarazzo:<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=983\" target=\"blank\"><b><u> Obama e il rebus Iran<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 un caso che l\u2019Iran, tra i Paesi pi\u00f9 importanti al mondo dal punto di vista geopolitico, sia anche tra i pi\u00f9 complessi da decifrare dal punto di vista interno. 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