{"id":64347,"date":"2009-04-27T13:24:03","date_gmt":"2009-04-27T11:24:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64347"},"modified":"2017-11-03T15:38:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:38:58","slug":"gli-usa-verso-un-declino-inarrestabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/04\/gli-usa-verso-un-declino-inarrestabile\/","title":{"rendered":"Gli Usa verso un declino inarrestabile?"},"content":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti di oggi ricordano l\u2019Unione Sovietica nei suoi ultimi anni di esistenza. Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter, aveva previsto che l\u2019Urss si sarebbe dissolta perch\u00e9 non era una nazione, ma un \u201csistema di contenimento militar-economico\u201d di diverse realt\u00e0 etniche sub-nazionali. L\u2019apparato sovietico, pur tra mille difetti, era riuscito per oltre settant\u2019anni a sostenere e aggregare tutti i gruppi sociali. Quando, tra gli altri molteplici fattori, si sono inceppati i meccanismi economici, il sistema si \u00e8 disgregato.<\/p>\n<p>Anche nell\u2019America di Obama \u00e8 in atto una frammentazione sociale. Interi gruppi culturali e trans-culturali sono lasciati ai margini dell\u2019economia: la recessione economica ha portato perfino alla creazione di tendopoli di disoccupati ai limiti delle maggiori citt\u00e0 statunitensi. Nel 2008, la disuguaglianza economica americana era pari a quella degli anni venti.<\/p>\n<p>Barack Obama ha vinto la sua campagna presidenziale facendo leva, fra l\u2019altro, su ispanici, afro-americani, e sulle nuove generazioni. \u00c8 un grande punto di svolta. Ma \u00e8 anche la consacrazione ufficiale del fatto che non esiste pi\u00f9 \u201cuna sola America con tante etnie\u201d, ma piuttosto \u201ctante Americhe per tante etnie\u201d. Con la crisi, la tendenza gi\u00e0 in atto si \u00e8 accelerata: l\u2019America si \u00e8 frammentata in tante realt\u00e0 sub-nazionali. Non sono delimitate geograficamente come quelle sovietiche nel 1991: sono trasversali, a cavallo di quartieri, citt\u00e0, fabbriche vuote e strade affollate.<\/p>\n<p>L\u2019America s\u2019interroga da tempo su se stessa. \u00c8 del 2004 il celebre libro \u201cWho Are We?\u201d di Samuel P. Huntington. Nella sua indagine, lo studioso cercava di comprendere quale fosse la \u201cbase comune\u201d della societ\u00e0 americana. La si poteva individuare in vari elementi, compresa la sovrastruttura religiosa: il Presidente giura pur sempre sulla Bibbia. Ma pregnante rimaneva il ruolo della soddisfazione personale ed economica, l\u2019idea del \u201csogno americano\u201d. Che per\u00f2 \u00e8 stato messo in discussione dalla crisi. Sempre pi\u00f9 i college di elite americani scelgono i candidati economicamente pi\u00f9 affidabili e il luogo di nascita e la famiglia di origine rimangono le condizioni pi\u00f9 rilevanti per determinare se un ragazzo avr\u00e0 successo nella vita. La mobilit\u00e0 sociale, elemento portante della promessa americana, si sta arrestando. L\u2019idea di America si sta dissolvendo?<\/p>\n<p><b>Il parallelo Obama-Gorbaciov<\/b><br \/>\nIl presidente americano dovr\u00e0 affrontare la disgregazione del tessuto sociale, cos\u00ec come Gorbaciov dovette affrontare le spinte centrifughe delle etnie slave e asiatiche, nei quattro angoli dell\u2019impero sovietico in rovina.<\/p>\n<p>Come Gorbaciov, Obama deve far fronte a un sistema al collasso. L\u2019implosione dell\u2019Urss impose un nuovo sistema di governo e la formazione di una nuova elite amministrativa per rimpiazzare la nomenklatura sovietica. Analogamente l\u2019attuale crisi finanziaria impone all\u2019amministrazione americana un cambiamento al vertice dell\u2019economia, della finanza e dell\u2019industria.<\/p>\n<p>Obama ha annunciato che ritirer\u00e0 gran parte delle truppe dal Medio Oriente, e sta sviluppando un nuovo approccio diplomatico. Sono mosse simili a quelle intraprese da Gorbaciov. I russi ritirarono in un tempo relativamente breve i 500.000 soldati che avevano in Europa orientale. \u201cLa libert\u00e0 di scelta \u00e8 un principio universale per il quale non ci dovrebbero essere eccezioni. Non siamo arrivati alla conclusione dell\u2019immutabilit\u00e0 di questo principio semplicemente tramite le buone intenzioni. Vi siamo stati condotti da un\u2019analisi imparziale delle dinamiche oggettive dei nostri tempi. La crescente variet\u00e0 di modelli di sviluppo sociale in diversi Paesi sta diventando un\u2019espressione tangibile di tali dinamiche\u201d. \u00c8 quanto dichiar\u00f2 Gorbaciov alle Nazioni Unite il 7 dicembre 1988, ma potrebbe far parte anche di un discorso dell\u2019attuale presidente americano.<\/p>\n<p>L\u2019Iraq del 2003 \u00e8 stato per l\u2019America ci\u00f2 che l\u2019Afghanistan del 1980 \u00e8 stato per l\u2019Urss: un grande buco nero in cui sono precipitate le illusioni dell\u2019espansionismo neoconservatore. La massa di americani ai margini della societ\u00e0, gli oltre 40 milioni di persone senza assistenza sanitaria, i 138 gruppi linguistici nel quartiere del Queens, a New York: tutti si sono chiesti se i tremila miliardi di dollari spesi per la guerra in Iraq fossero giustificabili. \u00c8 una guerra che ha accentuato la polarizzazione politica. Il sogno americano rischia cos\u00ec di lasciare spazio a frammenti di America.<\/p>\n<p>L\u2019Afghanistan suggerisce altre analogie con l\u2019Urss: il Middle East Times ha osservato che \u201ccome Obama, Gorbaciov ha ereditato una guerra in Afghanistan nel mezzo di una crisi economica e dopo un periodo di particolare purezza ideologica nella politica estera sovietica sotto lo sclerotico Breznev\u201d. Dopo un periodo inconcludente durato dal 1979 al 1985, i russi cambiarono tattica, e adottarono una nuova strategia di \u201ccounterinsurgency\u201d ideata dal generale Zaitsev. A livello politico Mosca convinse il governo afghano a portare avanti un piano di \u201criconciliazione nazionale\u201d per placare l\u2019opposizione politica. Ma poi i sovietici dovettero abbandonare il paese nel 1988. Obama ha dichiarato di voler aumentare il numero di truppe in Afghanistan, e persegue un piano di rafforzamento del governo basato sulla riconciliazione nazionale Ma in generale la sua politica estera si basa sul riconoscimento che il ruolo americano nell\u2019arena internazionale deve essere diverso dal passato. Un\u2019incontrastata egemonia non \u00e8 pi\u00f9 perseguibile.<\/p>\n<p>Gorbaciov gest\u00ec la disgregazione territoriale sovietica; Eltsin ha subito l\u2019\u201caccerchiamento\u201d occidentale tramite la Nato, una dinamica che \u00e8 continuata anche con Putin al primo mandato. Anche Obama e l\u2019America dovranno reagire ai rischi di disfacimento nazionale, e al contempo, alla pressione, che potrebbe crescere nel tempo, degli attori esterni. Impresa non facile, ma indispensabile, per evitare un esito alla sovietica.<\/p>\n<p>Vedi anche<\/p>\n<p>Jason W. Davidson, Roberto Menotti: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=1082\" target=\"blank\"><b><u>Il primato americano e il futuro bipolare<\/u><\/b><\/a><\/p>\n<p>Raffaello Matarazzo: <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/libromese.asp?ID=32\" target=\"blank\"><b><u>Obama e l\u2019eclissi della Right Nation<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti di oggi ricordano l\u2019Unione Sovietica nei suoi ultimi anni di esistenza. Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale di Jimmy Carter, aveva previsto che l\u2019Urss si sarebbe dissolta perch\u00e9 non era una nazione, ma un \u201csistema di contenimento militar-economico\u201d di diverse realt\u00e0 etniche sub-nazionali. L\u2019apparato sovietico, pur tra mille difetti, era riuscito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[102,108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64347"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64347"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64347\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64348,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64347\/revisions\/64348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64347"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}