{"id":64353,"date":"2008-07-10T13:31:14","date_gmt":"2008-07-10T11:31:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64353"},"modified":"2017-11-03T15:40:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:38","slug":"un-accordo-davvero-strategico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/07\/un-accordo-davvero-strategico\/","title":{"rendered":"Un accordo davvero strategico?"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 4 luglio l\u2019Unione europea e la Russia del neo Presidente Medvedev hanno dato avvio ai negoziati per un nuovo \u201caccordo di partenariato strategico\u201d. Il trattato sostituir\u00e0 l\u2019Accordo di partenariato e cooperazione del 1997, giunto a scadenza nel dicembre scorso e rinnovato automaticamente dalle due parti. Quale \u00e8 il significato strategico dell\u2019intesa raggiunta? Consentir\u00e0 di risolvere i principali nodi politici sul tappeto?<\/p>\n<p><b>Un passo in avanti<\/b><br \/>\nLa decisione di dare avvio ai negoziati \u00e8 stata presa in occasione del vertice Ue-Russia del 26-27 giugno scorso, tenutosi a Khanti-Mansiysk, in una provincia della Siberia che detiene oltre la met\u00e0 della produzione russa di petrolio. La scelta del luogo simboleggia efficacemente il ruolo dell\u2019energia nella Russia odierna. Il vertice di Khanti-Mansiysk segna senz\u2019altro un importante passo in avanti nelle relazioni euro-russe, che avevano conosciuto un periodo di stallo di ben diciotto mesi, nel corso dei quali i negoziati non erano potuti partire a causa dell\u2019opposizione di Polonia e Lituania. Tuttavia, le due parti sembrano dare una lettura diversa delle finalit\u00e0 e della forma dell\u2019accordo stesso. Inoltre, non tutti i nodi che hanno recentemente caratterizzato le relazioni tra Bruxelles e Mosca saranno risolti dal nuovo trattato, per quanto di alto profilo esso possa risultare.<\/p>\n<p>Secondo il negoziatore russo Vladimir Chizov, a capo della delegazione russa a Bruxelles, il trattato dovrebbe prendere la forma di un accordo-quadro conciso, al quale potranno eventualmente seguire accordi settoriali pi\u00f9 dettagliati. L\u2019Ue privilegia invece l\u2019opzione di un trattato dettagliato, che comprenda tutte le principali aree di cooperazione bilaterale, e che non necessiti quindi di successive intese settoriali che vadano ad integrare l\u2019accordo quadro. Un\u2019intesa \u00e8 stata raggiunta venerd\u00ec scorso sulla struttura dei negoziati: saranno creati quattro gruppi di lavoro misti, ciascuno dei quali tratter\u00e0 di uno dei macro-settori ricompresi nel futuro trattato: dialogo politico e sicurezza esterna; commercio e cooperazione economica; giustizia, libert\u00e0, sicurezza; ricerca, istruzione e cultura. Per ognuno di questi settori \u2013 che corrispondono esattamente ai quattro spazi comuni sui quali articolare e sviluppare le relazioni bilaterali, come deciso al Vertice di San Pietroburgo del 2003 &#8211; i russi propongono di creare meccanismi o strutture comuni permanenti in cui prendere le decisioni in maniera congiunta.<\/p>\n<p><b>Un vicino \u201cenergico\u201d <\/b><br \/>\nLa Russia \u00e8 per l\u2019Unione europea ben pi\u00f9 di un vicino: \u00e8 il paese che condivide la pi\u00f9 lunga frontiera con l\u2019Unione europea, e non vi \u00e8 dubbio della sua piena appartenenza alla cultura e alla civilt\u00e0 europea. Tuttavia, la Russia di oggi, diversamente da quella di dieci anni fa, non \u00e8 interessata a compiere un percorso di \u201cEuropeizzazione\u201d o quantomeno di avvicinamento al modello di democrazia europea. \u00c8 piuttosto interessata a giocare con determinazione il ruolo di ritrovata grande potenza con ambizioni globali. Una situazione, dunque, ben diversa da quella degli altri vicini come Ucraina e Moldova che aspirano ad entrare un giorno nell\u2019Unione europea e che per questo sono disposti a compiere le riforme politiche ed economiche richieste da Bruxelles. La Russia, no: consapevole della ritrovata stabilit\u00e0 interna, rafforzata dall\u2019aumento vertiginoso dei prezzi di petrolio e gas di cui \u00e8 uno dei principali esportatori mondiali e dai suoi riflessi geopolitici e geoeconomici, Mosca vuole giocare un ruolo attivo nel proprio vicinato, dall\u2019Ucraina al Caucaso meridionale. Si tratta dunque di un vicino \u201cspeciale\u201d, pi\u00f9 interessato a sviluppare una relazione paritaria con l\u2019Unione europea che a concludere un trattato dettagliato, che implichi l\u2019incorporazione di parte della legislazione comunitaria nel proprio ordinamento.<\/p>\n<p>Il negoziato per l\u2019accordo Ue-Russia non sar\u00e0 privo di problemi. Per quanto riguarda il settore commerciale, l\u2019accordo prevedr\u00e0 la creazione di una zona di libero scambio, in cui i prodotti di una delle parti saranno commercializzati nell\u2019altra senza essere sottoposti a dazi e limiti quantitativi all\u2019esportazione. Ai fini della creazione della zona di libero scambio \u00e8 comunque necessario l\u2019ingresso della Russia nel Wto, che non dovrebbe avvenire prima della fine del prossimo anno. Dubbi permangono inoltre in relazione al capitolo energia. Nel corso del vertice di Khanti-Mansiysk, il nuovo presidente russo Medvedev ha fatto delle aperture rispetto all\u2019accettazione da parte di Mosca della <a href=\"http:\/\/www.encharter.org\/index.php?id=28&amp;L=1%5C%5C%5C%5C\" target=\"blank\"><b><u>Carta dell\u2019energia<\/u><\/b><\/a>, un accordo multilaterale concluso nel 1994 tra una cinquantina di paesi tra cui i membri dell\u2019Ue, la Russia e i paesi dell\u2019Europa centro-orientale. L\u2019accordo, che disciplina tra l\u2019altro il commercio dei prodotti energetici, l\u2019accesso al transito e la risoluzione delle dispute, non \u00e8 stato ancora ratificato dalla Russia. Medvedev ha da una parte annunciato la disponibilit\u00e0 russa a inserire nel nuovo accordo strategico i principi enunciati nella Carta, ma dall\u2019altra ha escluso di inserirvi anche gli strumenti di applicazione, come invece vorrebbe l\u2019Unione europea. Le trattative non saranno facili, anche perch\u00e9 sono collegate alla divergenza tra le due parti rispetto alle ambizioni del colosso russo dell\u2019energia Gazprom di diventare la principale societ\u00e0 di distribuzione di gas agli utenti europei. Secondo l\u2019Ue Gazprom \u00e8 tenuta al rispetto delle regole comunitarie, che impongono la separazione delle funzioni di produzione e trasporto e quindi la demonopolizzazione di Gazprom e delle altre reti di trasporto degli idrocarburi russi. Inoltre, l\u2019Ue richiede che le imprese europee abbiano accesso al mercato di distribuzione russo in condizioni paritarie.<\/p>\n<p><b>Nodi irrisolti<\/b><br \/>\nSullo sfondo dei rapporti tra le due parti vi sono inoltre delle questioni politiche molto sensibili, che non riguardano i contenuti dell\u2019accordo, ma pi\u00f9 in generale le relazioni politiche e di sicurezza. In primo luogo il riaccendersi delle tensioni nel Caucaso meridionale ed il progetto di costruzione di un sistema di difesa antimissile da parte americana in Polonia e Repubblica Ceca. Proprio in questi giorni sono giunte le dure (e prevedibili) reazioni russe al raggiungimento dell\u2019accordo tra Stati Uniti e Repubblica Ceca \u2013 manca ancora la ratifica parlamentare &#8211; circa l\u2019installazione di una base radar in funzione antimissile sul territorio ceco. Gli sviluppi della situazione nel Caucaso e i problemi relativi alla difesa antimissile avranno ovviamente delle ripercussioni sull\u2019andamento dei negoziati per il nuovo accordo. Ma, ancor di pi\u00f9, su queste questioni si giocher\u00e0 una parte importante della credibilit\u00e0 della politica estera europea. Da un lato, l\u2019Ue non pu\u00f2 smentire i valori che costituiscono parte integrante della sua identit\u00e0 interna e internazionale, come la democrazia e il rispetto dei diritti umani, e deve adoperarsi per promuoverli nell\u2019area del vicinato, anche quando sono in conflitto con l\u2019idea della democrazia sovrana di Mosca. Dall\u2019altra deve essere consapevole della specialit\u00e0 del vicino russo, con il quale cercare una cooperazione per garantire stabilit\u00e0 e sicurezza nell\u2019Europa orientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 4 luglio l\u2019Unione europea e la Russia del neo Presidente Medvedev hanno dato avvio ai negoziati per un nuovo \u201caccordo di partenariato strategico\u201d. Il trattato sostituir\u00e0 l\u2019Accordo di partenariato e cooperazione del 1997, giunto a scadenza nel dicembre scorso e rinnovato automaticamente dalle due parti. Quale \u00e8 il significato strategico dell\u2019intesa raggiunta? 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