{"id":64357,"date":"2008-09-07T13:34:48","date_gmt":"2008-09-07T11:34:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64357"},"modified":"2017-11-03T15:40:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:29","slug":"rinvio-dei-negoziati-con-la-russia-cui-prodest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/09\/rinvio-dei-negoziati-con-la-russia-cui-prodest\/","title":{"rendered":"Rinvio dei negoziati con la Russia: cui prodest?"},"content":{"rendered":"<p>I negoziati per il nuovo accordo dell\u2019Unione europea con la Russia sono stati \u201crinviati\u201d (un termine scelto attentamente dalla diplomazia europea, per evitare formulazioni pi\u00f9 rigide quali \u201csospesi\u201d o \u201ccongelati\u201d) in attesa che le truppe russe, ancora presenti in territorio georgiano, si ritirino sulle posizioni antecedenti il recente conflitto, come previsto dal piano di pace in sei punti approvato lo scorso 12 agosto. \u00c8 questa la decisione pi\u00f9 importante assunta dalla riunione dei capi di stato e di governo dei paesi dell\u2019Ue riunitisi a Bruxelles il primo settembre, in un vertice interamente dedicato al conflitto russo-georgiano. Che cosa significa questa decisione per le relazioni Ue-Russia?<\/p>\n<p><b>Le potenzialit\u00e0 di un nuovo accordo<\/b><br \/>\nOccorre precisare due elementi: i canali diplomatici con la Russia restano aperti, come testimonia la visita che l\u2019attuale presidente di turno dell\u2019Ue, Nicolas Sarkozy, effettuer\u00e0 a Mosca l\u2019otto settembre, finalizzata a discutere dell\u2019applicazione integrale del piano di pace. In secondo luogo le relazioni tra Bruxelles e Mosca sono al momento gi\u00e0 regolate da un trattato internazionale, l\u2019Accordo di partenariato e cooperazione (Apc), firmato dalle due parti nel 1994. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=886\" target=\"_blank\"><b><u>Tale accordo, come abbiamo gi\u00e0 scritto,<\/u><\/b><\/a> \u00e8 giunto a scadenza nel dicembre 2007 e, in mancanza di denuncia da parte di una o di entrambe le parti, \u00e8 stato rinnovato automaticamente.<\/p>\n<p>In sostanza, le relazioni tra le due parti possono continuare tranquillamente all\u2019interno del quadro giuridico previsto dall\u2019accordo attualmente in vigore. Tuttavia, un nuovo accordo rafforzerebbe le relazioni, non tanto sul piano del dialogo politico, quanto su quello commerciale e della cooperazione in una serie di settori strategici, primo fra tutti, quello energetico. Mentre il quadro che regola la cooperazione politica tra Mosca e Bruxelles \u00e8 gi\u00e0 molto avanzato \u2013 le due parti hanno incontri al vertice due volte all\u2019anno \u2013 e non sarebbe quindi suscettibile di miglioramenti, quello che regola gli aspetti commerciali \u00e8 caratterizzato dall\u2019applicazione reciproca della clausola della nazione pi\u00f9 favorita, ma non prevede ancora la creazione di una zona di libero scambio, in cui i prodotti di una delle parti sono commercializzati nell\u2019altra senza essere sottoposti a dazi e limiti quantitativi all\u2019esportazione.<\/p>\n<p>L\u2019area di libero scambio dovrebbe essere invece uno dei punti chiave del futuro accordo, anche se per la sua attuazione sar\u00e0 necessario attendere l\u2019ingresso della Russia nel Wto, che non dovrebbe avvenire prima della fine del prossimo anno e potrebbe anche slittare ulteriormente a causa della probabile opposizione di alcuni paesi. L\u2019altro elemento chiave del nuovo accordo dovrebbe essere la cooperazione energetica, su cui permangono notevoli differenze tra l\u2019impostazione europea e quella russa, soprattutto in relazione al tema dell\u2019accesso delle imprese di una parte al mercato della distribuzione energetica dell\u2019altra. Ad esempio, il colosso energetico russo Gazprom vorrebbe entrare nel mercato della distribuzione del gas nei paesi Ue, pur mantenendo unite, contrariamente a quanto previsto dalla normativa europea, le funzioni di produzione e distribuzione. Inoltre, i russi sono restii all\u2019ingresso delle imprese europee nel settore della distribuzione del gas in Russia.<\/p>\n<p><b>Interesse reciproco<\/b><br \/>\nSi \u00e8 detto che l\u2019Unione europea \u00e8 pi\u00f9 interessata della Russia all\u2019accordo, ma questo non \u00e8 esatto. Entrambe le parti vi sono interessate, anche se hanno posizioni distinte sulla questione. L\u2019Ue vorrebbe un trattato molto dettagliato, che comprendesse la cooperazione in tutta una serie di settori, \u201cesportando\u201d la normativa comunitaria. La Russia, al contrario, preferirebbe un accordo di massima, al quale aggiungere degli accordi settoriali. Mosca preferirebbe concludere accordi in determinate materie, lasciando aperti altri nei quali non vorrebbe essere vincolata.<\/p>\n<p>Negoziando su diverse materie allo stesso tempo l\u2019Unione europea cercherebbe di collegare i progressi effettuati in un settore a quelli effettuati ( o no) in un altro. In questo modo, nel caso in cui i russi non soddisfino le condizioni poste dall\u2019Ue in un determinato settore, questa potrebbe bloccare la cooperazione in un settore in cui i russi sono pi\u00f9 interessati ad avanzare. In sostanza, la Russia non vuole essere vincolata ad alcuna forma di condizionalit\u00e0, e tende a dare all\u2019accordo una connotazione pi\u00f9 strategica e poco tecnica. Anche perch\u00e9 la Russia rivendica con decisione il suo ruolo di grande potenza quando tratta con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>La decisione di sospendere i negoziati, condizionandone la riattivazione al ritiro russo dalla Georgia, \u00e8 un fatto positivo sia nella sostanza sia nella forma. Quanto alla prima, la decisione non \u00e8 di poco conto, visto che anche la Russia \u00e8 interessata a concludere un accordo, anche se non lo intende alla stessa maniera degli europei. In secondo luogo, il fatto stesso che da questo vertice l\u2019Unione europea non sia uscita divisa ed abbia anzi saputo convergere su questa decisione e su altre \u2013 come ad esempio il rafforzamento delle relazioni con la Georgia, l\u2019invio di una missione esplorativa nell\u2019area e la nomina di un rappresentante speciale per la crisi georgiana \u2013 \u00e8 significativo. L\u2019ultima volta che era stato indetto un vertice straordinario dell\u2019Unione europea era nella primavera del 2003. Si discusse di Iraq e l\u2019Ue si trov\u00f2 spaccata in due sull\u2019intervento americano. Oggi \u00e8 innegabile che l\u2019Ue sia percorsa al suo interno da molte divisioni sul tema dei rapporti con la Russia. Ma \u00e8 una novit\u00e0 positiva il fatto che abbia saputo trovare una sintesi, e che questa non significhi stare semplicemente al palo aspettando che passi la bufera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I negoziati per il nuovo accordo dell\u2019Unione europea con la Russia sono stati \u201crinviati\u201d (un termine scelto attentamente dalla diplomazia europea, per evitare formulazioni pi\u00f9 rigide quali \u201csospesi\u201d o \u201ccongelati\u201d) in attesa che le truppe russe, ancora presenti in territorio georgiano, si ritirino sulle posizioni antecedenti il recente conflitto, come previsto dal piano di pace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64357"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64357"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64358,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64357\/revisions\/64358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}