{"id":64377,"date":"2008-09-24T14:20:07","date_gmt":"2008-09-24T12:20:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64377"},"modified":"2017-11-03T15:39:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:39:29","slug":"verso-una-nuova-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/09\/verso-una-nuova-guerra-fredda\/","title":{"rendered":"Verso una nuova guerra fredda?"},"content":{"rendered":"<p>Le relazioni tra Bolivia e Venezuela da una parte e gli Stati Uniti dall\u2019altra sono ai minimi storici. Dopo che i due paesi latinoamericani hanno dichiarato gli ambasciatori Usa a La Paz e Caracas <i>persona non grata<\/i>, Washington ha risposto adottando identica misura. Ci\u00f2 che risulta evidente da questa crisi \u00e8 che gli Stati Uniti stanno perdendo terreno in America Latina, sia dal punto di vista diplomatico sia dell\u2019esercizio di un\u2019autorit\u00e0 morale in discussione come forse raramente in passato. Sia la Bolivia che il Venezuela si dicono pronti a riempire eventuali vuoti lasciati da Washington facendo ricorso alla Russia. Considerando anche i recenti eventi nel Caucaso, crescono i timori per una nuova guerra fredda che investa anche l\u2019America Latina.<\/p>\n<p><b>Come si spiega la crisi diplomatica nelle Americhe<\/b><br \/>\nL\u2019episodio delle espulsioni di personale diplomatico tra Bolivia e Stati Uniti va inquadrato nel difficile processo di riforma costituzionale in atto in Bolivia. Il presidente Morales ha di fatto forzato una riforma costituzionale che limita l\u2019autonomia delle province orientali, le pi\u00f9 ricche del paese e feudo dell\u2019opposizione, e che impone un\u2019imposta redistributiva sugli idrocarburi. L\u2019opposizione chiede invece maggiore autonomia soprattutto nella gestione dei proventi delle risorse petrolifere e gasifere. Lo scontro tra le due fazioni ha prodotto una trentina di morti, saccheggi e devastazioni di edifici pubblici e scarsit\u00e0 di approvigionamenti alimentari ed energetici.<\/p>\n<p>Morales ha accusato l\u2019ambasciatore nordamericano Goldberg di utilizzare i fondi della cooperazione Usa per sostenere invece l\u2019opposizione e ha proceduto all\u2019espulsione del diplomatico. Viene per\u00f2 da chiedersi quale reale interesse possano avere gli Stati Uniti, sostenitori della stabilit\u00e0 innanzitutto, nella disgregazione del paese. Tanto pi\u00f9 che Morales si \u00e8 dimostrato piuttosto efficiente nella lotta al narcotraffico, priorit\u00e0 numero uno di Washington in America Latina.<\/p>\n<p>Il Venezuela ha espulso l\u2019ambasciatore statunitense per solidariet\u00e0 con la Bolivia. Chavez ha poi annunciato la scoperta di prove di un tentato colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti contro di lui. Per quanto le motivazioni immediate possano essere plausibili, nel caso del Venezuela pi\u00f9 ampi interessi politici e strategici sembrano prevalere. Chavez \u00e8 alla ricerca di un nuovo equilibrio di potere in America Latina e, in nome della lotta allo sfruttamento capitalista, punta a ridurre il ruolo e l&#8217;influenza degli Usa nella regione. In pi\u00f9 le difficolt\u00e0 del regime a livello interno consigliano di ridirezionare l\u2019attenzione pubblica verso un nemico esterno e farne il responsabile di tutti i mali. Sar\u00e0 anche una coincidenza, ma i governi di Morales e Chavez, oltre a essere alleati ideologici, sono anche quelli che meno risultati possono vantare al momento sul fronte economico e sociale interno.<\/p>\n<p>La \u201cmini-crisi\u201d sembra in fase stallo e una <i>escalation <\/i>non appare probabile. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Mc Cormack, ha sottolineato come i destini di Bolivia e Venezuela non siano nelle mani degli Stati Uniti, ma dei popoli di quei paesi. Inoltre, gli Stati Uniti hanno ben altre preoccupazioni sul fronte medio-orientale e quello caucasico. Un\u2019amministrazione agli sgoccioli, come quella di George Bush, difficilmente si imbarcher\u00e0 in azioni significative in America Latina se non provocata. Dal canto suo, Chavez ha chiarito che non sono previste ulteriori misure mentre Morales accoglierebbe volentieri un ambasciatore Usa di orientamento diverso. Resta da valutare questo episodio nel pi\u00f9 ampio contesto delle relazioni continentali.<\/p>\n<p><b>Conseguenze per le relazioni Stati Uniti-America Latina<\/b><br \/>\nCi\u00f2 che emerge \u00e8 la perdita di influenza degli Stati Uniti nel resto del continente. L\u2019espulsione di personale diplomatico \u00e8 una scelta grave, ma Bolivia e Venezuela sembrano averla operata a cuor leggero, con Chavez che si \u00e8 spinto fino all\u2019insulto nei confronti degli statunitensi. Bolivia e Venezuela non sembrano preoccuparsi poi troppo di perdere il favore, gi\u00e0 precario, e gli aiuti di Washington. Fino ad un passato molto recente, qualsiasi crisi latinoamericana avrebbe visto Washington in prima fila al tavolo dei mediatori. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n<p>L\u2019America Latina sembra finalmente decisa ad affrontare da s\u00e9 i suoi problemi. La crisi andina del marzo 2008 \u00e8 stata risolta con la \u201cfattiva astensione\u201d degli Stati Uniti per i giustificati timori che eventuali buoni uffici venissero invece recepiti come ingerenze indebite. Nell\u2019attuale caso boliviano, i paesi latinoamericani hanno preferito fare da s\u00e9 con la convocazione di un vertice straordinario della neonata Unione dei paesi sudamericani (Unasur). Bench\u00e9 un\u2019offerta di mediazione diretta brasiliana fosse stata rifiutata, la mozione di Unasur \u00e8 di chiara matrice brasiliana, ulteriore riconoscimento all\u2019emergere del Brasile come potenza non solo regionale.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Organizzazione degli Stati americani, un tempo il braccio multilaterale del Dipartimento di Stato nel continente sembra affrancarsi dal predominio statunitense e in ogni caso appare meno incisiva che in passato come dimostra il ruolo marginale avuto nel negoziato tra governo e opposizione in Bolivia. Gli Stati Uniti si trovano quindi a fronteggiare non solo l\u2019avanzata commerciale e finanziaria dell\u2019Unione Europea e della Cina in America Latina, ma anche l\u2019embrionale creazione di un vero e proprio polo latinoamericano intorno al Brasile.<\/p>\n<p><b>Verso una nuova guerra fredda?<\/b><br \/>\nUn\u2019ulteriore variabile sembra affacciarsi sullo schacchiere continentale. Di fronte alla prospettiva di perdere svariati milioni di dollari l\u2019anno in aiuti, traffici commerciali e forniture petrolifere in caso di irrigidimento delle relazioni con gli Stati Uniti, La Paz e Caracas hanno fatto spallucce suggerendo che eventuali vuoti lasciati da Washington potrebbero venire colmati dalla Russia. Morales ha fatto intendere che tagli Usa dei fondi contro il narcotraffico potrebbero essero compensati da Mosca. Venezuela e Russia hanno annunciato una prossima esercitazione militare congiunta nel Mar dei Caraibi, mentre alcuni caccia russi sono gi\u00e0 stazionati in territorio venezuelano.<\/p>\n<p>Secondo gli analisti russi questa potrebbe essere la risposta del Cremlino all\u2019accerchiamento della Nato e ai progetti Usa in Polonia e Repubblica Ceca nell\u2019ambito dello scudo spaziale. In considerazione degli avvenimenti in Georgia, crescono le ansie per una possibile nuova guerra fredda anche in America Latina. Pi\u00f9 verosimilmente, si prospetta un ritorno al concerto delle grandi potenze e Stati Uniti e Russia potrebbero intendersi su due fronti comuni per appianare altre divergenze considerate minori: la lotta al terrorismo islamico, un pericolo anche per Mosca nelle repubbliche asiatiche, e l\u2019ascesa cinese, temibile tanto per Washington che per Mosca.<\/p>\n<p>Due riflessioni finali. Primo, gli Stati Uniti dovranno gioco forza rivedere la propria politica latinoamericana, pena un declino tanto politico quanto economico e soprattutto morale nelle Americhe. Obama e McCain sembrano gi\u00e0 avere in cantiere profondi cambiamenti in materia. Secondo, e contrariamente a quanto molte frange intellettuali sembrano auspicare, siamo sicuri che un mondo in cui gli Stati Uniti venissero superati come prima potenza globale da una qualsiasi altra entit\u00e0 statale o multilaterale, sarebbe un mondo pi\u00f9 sicuro, pi\u00f9 prospero, giusto e armonioso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni tra Bolivia e Venezuela da una parte e gli Stati Uniti dall\u2019altra sono ai minimi storici. Dopo che i due paesi latinoamericani hanno dichiarato gli ambasciatori Usa a La Paz e Caracas persona non grata, Washington ha risposto adottando identica misura. Ci\u00f2 che risulta evidente da questa crisi \u00e8 che gli Stati Uniti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64377"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64377"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64377\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64378,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64377\/revisions\/64378"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64377"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64377"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64377"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}