{"id":64379,"date":"2008-07-17T14:22:06","date_gmt":"2008-07-17T12:22:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=64379"},"modified":"2017-11-03T15:40:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:35","slug":"una-scure-che-taglia-le-gambe-alla-riforma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/07\/una-scure-che-taglia-le-gambe-alla-riforma\/","title":{"rendered":"Una scure che taglia le gambe alla riforma"},"content":{"rendered":"<p>Il provvedimento di contenimento della spesa pubblica predisposto dal ministro dell\u2019Economia Tremonti \u00e8 in linea di continuit\u00e0 con l\u2019operato del secondo e terzo governo Berlusconi (2001-2006), quando le risorse per la Difesa furono tagliate e la dinamica della spesa per il personale usc\u00ec fuori controllo, determinando un gap complessivo di investimenti stimabile in 3,5 miliardi di euro e \u201cbuchi\u201d alle spese di funzionamento di quasi un miliardo l\u2019anno (vedi<a href=\"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Economia_difesa\/Tabelle-grafici-IT-2008.pdf\" target=\"blank\"><b><u> Economia e industria della difesa<\/u><\/b><\/a>).<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare come il provvedimento del governo venga presentato esattamente ad una settimana dall\u2019audizione del ministro della Difesa La Russa presso le Commissioni parlamentari, in cui lo stesso ministro indicava come obiettivi di spesa per la Funzione Difesa l\u2019 1,04% del Pil nel 2009 e l\u20191,25% del Pil nel medio periodo, prevedendo quindi una crescita.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei saldi complessivi (sono richiesti tagli per oltre 2 miliardi di euro in tre anni), il taglio delle risorse \u00e8 destinato a generare squilibri permanenti nell\u2019auspicabile progetto di riforma della Difesa italiana.<\/p>\n<p><b>I tagli <\/b><br \/>\nIl Decreto Legge n.112 del 25 giugno 2008 contiene diverse disposizioni di contenimento della spesa per la Difesa. L\u2019articolo 60 (comma 1) richiede sacrifici generalizzati, che per le Forze Armate si traducono in tagli per 1.750 milioni di euro in tre anni (485 nel 2009, 456 nel 2010 e 813 nel 2011).<\/p>\n<p>Non si precisa dove questi tagli interverranno, ma \u00e8 facile ipotizzare che, dal momento che la spesa per il personale gi\u00e0 assunto \u00e8 incomprimibile (salvo disposizioni speciali peraltro inesistenti), si agir\u00e0 sulle spese di funzionamento, gi\u00e0 in sofferenza, e sull\u2019investimento, interrompendo la lieve fase di ripresa impostata dal precedente governo. Sempre l\u2019articolo 60 (comma 12) richiede un taglio ulteriore di 180 milioni di euro dal fondo di circa 1,2 miliardi che garantisce, al di fuori del controllo e della pianificazione degli Stati Maggiori, investimenti industriali e tecnologici avanzati nel settore della difesa.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi un articolo espressamente dedicato alle Forze Armate, il n. 65, destinato a tagliare i fondi per le assunzioni di nuovo personale militare previste dal progetto di professionalizzazione delle forze. Si tratta di un taglio del 7% per il 2009 e del 40% dal 2010, per un totale di 304 milioni di euro in tre anni. Di fatto, ci\u00f2 provocher\u00e0 il blocco della maggior parte delle nuove immissioni di personale (a fronte di Forze Armate gi\u00e0 ora troppo \u201canziane\u201d), in particolare di truppa.<\/p>\n<p>Si otterr\u00e0 cos\u00ec uno strumento ancora pi\u00f9 ridotto, rispetto alle 190.000 unit\u00e0 previste dal Parlamento a suo tempo. Si \u00e8 assunta cos\u00ec per via contabile una decisione strategica di natura squisitamente politica.<\/p>\n<p>Inoltre, la composizione del personale risulter\u00e0 ancora pi\u00f9 squilibrata a favore della \u201cpancia\u201d (sottufficiali ed ufficiali anziani) e a tutto detrimento delle \u201cgambe\u201d rappresentate dalla truppa.<\/p>\n<p>A correggere almeno in parte la situazione potrebbe intervenire l\u2019articolo 72 del Decreto, le cui modalit\u00e0 di applicazione alle forze militari e di polizia \u00e8 oggetto di intenso dibattito; esso prevede che la pubblica amministrazione possa mandare in pensione con un preavviso di sei mesi il personale che ha raggiunto i 40 anni di contributi, e permette su richiesta del personale fra i 35 e i 40 anni di contributi l\u2019esonero del servizio a trattamento economico dimezzato. Il problema \u00e8 per\u00f2 che in genere il personale militare (in particolare gli ufficiali) raggiungono tale livello contributivo piuttosto rapidamente, molto prima del limite minimo di et\u00e0 previsto per poter godere della pensione! La semplice applicazione a questo comparto di un tale provvedimento finirebbe quindi per creare situazioni di palese ingiustizia oltre che di fortissimo squilibrio nella catena gerarchica.<\/p>\n<p>Per completezza, va ricordato come l\u2019articolo 63 disponga invece un aumento di 90 milioni per il fondo delle missioni internazionali all\u2019estero, probabilmente a completamento della presenza italiana in Libano fino a fine anno.<\/p>\n<p><b>Le conseguenze<\/b><br \/>\nIl provvedimento contabile del Ministero dell\u2019Economia \u00e8 destinato a rendere ancora pi\u00f9 squilibrata la struttura della Difesa, aggravando e non risolvendo i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=805\"><b><u>problemi gi\u00e0 messi in luce<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p>I risparmi previsti vengono conseguiti mettendo in discussione il modello di difesa attuale oramai insostenibile, ma non rispondono nemmeno alle esigenze di un nuovo ipotetico modello, la cui discussione rimane pertanto di massima urgenza presso le appropriate sedi parlamentari.<\/p>\n<p>Si allontana cos\u00ec la prospettiva di una vera e propria riforma del sistema della Difesa, organica e strutturale, accompagnata da previsioni di spesa adeguate sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.<\/p>\n<p>Vi saranno inoltre inevitabili conseguenze immediate: le missioni all\u2019estero, solo in parte spesate sul fondo speciale di cui sopra, divengono sempre meno sostenibili, cos\u00ec come il mantenimento degli standard addestrativi internazionali che ci garantiscono di operare insieme ai nostri partner, nonch\u00e9 gli impegni d\u2019investimento pluriennali anche di natura multilaterale (inclusi quelli verso la Nato e l\u2019Ue) necessari.<\/p>\n<p>L&#8217;operativit\u00e0 e credibilit\u00e0 internazionale dello strumento di difesa italiano risulta cos\u00ec minata alle fondamenta, tanto da giungere oramai vicina a quel limite oltre il quale l\u2019apporto italiano alla sicurezza internazionale rischia di risultare marginale, mettendo in forse anche quel ruolo e quel rango internazionale che il paese si era faticosamente conquistato nel corso dell\u2019ultimo decennio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il provvedimento di contenimento della spesa pubblica predisposto dal ministro dell\u2019Economia Tremonti \u00e8 in linea di continuit\u00e0 con l\u2019operato del secondo e terzo governo Berlusconi (2001-2006), quando le risorse per la Difesa furono tagliate e la dinamica della spesa per il personale usc\u00ec fuori controllo, determinando un gap complessivo di investimenti stimabile in 3,5 miliardi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64379"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=64379"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64379\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":64380,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/64379\/revisions\/64380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=64379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=64379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=64379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}